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ill., br.
Bologna, Clio, 1998, 4to legatura editoriale con copertina illustrata, pp. 125 ampiamente illustrato da fotografie e tavole fotografiche (anche a pagina doppia) nel testo.
ill. La prima volta fu da bambino, nel 1937. Il bambino divenne giovane tennista e, nel 1953, affrontò un lungo viaggio fino a Londra, con una vecchia Topolino, per calcare l'erba di quello che uno dei suoi maestri, Giorgio Bassani, avrebbe definito «il Vaticano del tennis». Da allora, abbandonata ogni speranza di vincere un giorno i Championships, Gianni Clerici non ha mai smesso di raccontare, con infinita competenza, i trionfi e le cadute dei grandi che hanno fatto la storia del torneo di tennis più importante, il primo a essere disputato sin dal 1877. Perché il mito del tennis è il mito di Wimbledon, e gli articoli di Clerici - qui raccolti in un volume arricchito di profili dei campioni, annotazioni personali, fotografie e aggiornato fino al 2017 - rievocano l'epopea di un gioco passato dal dilettantismo al professionismo, dalle racchette di legno a quelle costruite in materiali spaziali. Nelle cronache dello Scriba - come è stato definito Clerici dagli anglofoni - scorrono sessantacinque anni di storia dello sport più amato, in una sorta di «rivisitazione del tempo perduto ai margini dei court». Ci sono le vittorie di Jimmy Connors, «l'Antipatico», di Bjòrn Borg, «l'Orso», di John McEnroe, «il Bauscia», e poi i record di Roger Federer e delle sorelle Williams, ma anche gli amori chiacchierati di Martina Navratilova, o la bizzarra storia di un ricco maragià indiano, che solo in punto di morte riuscì a ottenere l'ammissione all'esclusivissimo All England and Croquet Club di Wimbledon. Così, in queste pagine lo Scriba alterna curiosità e aneddoti, dati e considerazioni tecnico-tattiche, esplorando la storia del torneo che eterna chi lo vince.
brossura Il 2019 non è stato un anno come gli altri perché abbiamo assistito, sebbene ancora in forma embrionale, ai prodromi del prossimo decennio. Nuovi protagonisti, ai quali forse ancora qualcuno si aggiungerà, sono già sul palcoscenico mondiale pronti a scalare il vertice della classifica. L'era dei Fab Three è quasi al tramonto e una nuova pagina del tennis sta per essere scritta.
br. l volume "La forza mentale nel tennis: il modello M.E.C.A." è il primo strumento specifico per la preparazione mentale nel tennis, rivolto a psicologi, tecnici, maestri e istruttori, nonché a tutti gli appassionati degli sport della racchetta. Il presente lavoro delinea il fondamentale ruolo del preparatore mentale in ambito tennistico, nella costruzione della consapevolezza del giocatore. Attraverso la struttura semplice e familiare di un tempio a quattro colonne, facile da visualizzare, lo sguardo del giocatore corre lungo le quattro colonne, che rappresentano le abilità mentali, fino al frontone, su cui campeggia la scritta "conosci te stesso". Il giocatore impara a conoscersi come persona e come giocatore, in termini di Motivazione, Emozione, Concentrazione e Autoconvinzione e attraverso la loro proiezione sull'immagine del tempio può trovare la strada per risolvere i problemi che incontrerà nella competizione. Esiste un gap tra quello che il giocatore crede di saper fare per ciascuna delle quattro colonne e quello che effettivamente riesce a fare in allenamento e in campo. La presa di coscienza e la riduzione della discrepanza di questo gap è l'essenza del metodo che consente al giocatore di esprimere il suo reale valore in campo. Questo obiettivo è perseguito dal volume attraverso una innovativa metodologia, che accosta la presentazione delle teorie più affermate nella psicologia dello sport per la preparazione della mente del tennista a esercitazioni in campo e partite mirate e finalizzate al miglioramento della forza mentale. I numerosi strumenti a disposizione, teorici e pratici, consentiranno la costruzione di una forza mentale M.E.C.A. solida e resiliente.
France, Jacob Duvernet, 2008, 8vo brossura con copertina illustrata, pp. 357 con 8 tavole fotografiche in nero e a colori fuori testo.
br. Dal 1976 al 1980 l'Italia è la squadra da battere. Parliamo di tennis e il trofeo per cui si lotta è la Coppa Davis. La squadra è formata da quattro giocatori: Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli. In quei cinque anni raggiungono la finale quattro volte, vincendo solo una volta: nel '76 contro il Cile. Intorno a quella finale si crea un vero e proprio caso politico, con enormi polemiche sull'opportunità di andare a giocare con i colori dell'Italia nel Cile del dittatore Pinochet. "Una Squadra" è la voce dei cinque artefici di una delle vittorie più epiche dello sport nazionale.
ill., br. Serena Jameka Williams, nata a Saginaw nel Michigan il 26 settembre 1981, è una delle tenniste più forti di tutti i tempi, al vertice della classifica mondiale per oltre 220 settimane. Lo divenne per la prima volta nel 2002 e in modo continuato dal 2013. In carriera ha vinto sinora 34 prove del Grande Slam, di cui 19 in singolare, 13 in doppio, sempre in coppia con la sorella Venus, e 2 in doppio misto. Ha conquistato inoltre 5 WTA Tour Championships e 4 medaglie d'oro alle Olimpiadi, 1 in singolare e 3 in doppio. È inoltre l'unica tennista ad aver completato il Career Golden Slam in singolare e in doppio. Nel 2015 ha vinto per la sesta volta gli Australian Open, battendo in finale Maria Sharapova, Per la 33enne statunitense, numero 1 del tennis mondiale, è il 65/o titolo in carriera, il 19/o dello Slam. Giocatrice che riesce a coniugare una grande passione per la moda e il cinema con un tennis dalla potenza inaudita, Serena ci descrive i match che le hanno cambiato la vita, come la finale del 2001 a Indian Wells vinta contro Kim Klijsters, in cui fu oggetto di fischi razzisti; la sua vita nei sobborghi di Los Angeles, con gli allenamenti di tennis interrotti dalle sparatorie; i suoi infortuni, come quello procuratosi su una pista da ballo; le sue sfortunate vicende familiari, come l'omicidio dell'amata sorella "Tunde", o sentimentali.
ril. Cinquant'anni dopo la prima Età dell'Oro del tennis italiano, quella dei «ragazzi di Formia» vincitori della Coppa Davis, se ne è ufficialmente aperta una seconda, quella di Berrettini e Sinner, che sta prendendo forma sotto i nostri occhi. Oggi come allora, si va ai tornei convinti che un italiano possa vincere. Adriano Panatta «scannerizza», racconta, confronta i due giovani talenti - con tanto di pagelle - e si chiede: «Chi ha mai giocato in Italia un tennis alla Berrettini? Nessuno, che io ricordi. E lo stesso vale per Sinner. Sono figli di un altro tennis. Berrettini mette in campo il glamour di un tennis che levita fra le più seducenti contraddizioni. C'è il brivido di velocità ipersoniche, che riducono tutto all'essenziale, e colpi che somigliano a fuochi d'artificio. Game che durano meno di quanto occorra a pronunciare il nome di chi sia alla battuta. E palline che viaggiano come in un toboga. Impazzite. Letali. Sinner è prensile, trasformista, agile nei pensieri e pronto a cambiare direzione quand'è il caso. Uno che sul campo non smette mai di stupire. Ha un rovescio che ammalia per le direzioni che prende, un dritto pesante quando riesce a salirci sopra con tutto il peso, e un ritmo negli scambi che fa venire il mal di testa agli avversari. Matteo e Jannik con i colpi a loro disposizione fanno male a chiunque... Dite che è cambiato il nostro tennis? Eccome se è cambiato.»
Top edge slightly dusty No marks or inscriptions. Clean bright boards with no bumping to corners. A lovely clean crisp tight copy. Dust jacket not price clipped or creased with small tears to edges. 148pp.
Roma, FIT, 1997, A. XX, n. 1/2, 3, 5, 6, 7, 8, 9/10, 11, 12. Nove fascicoli completamente illustrati a colori.
Mm 190x265 Brossura editoriale di pp. 32, illustrazioni in bianco e nero nel testo. Fascicolo num. 1-2, anno LXII, vol. XXII, 5° serie. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Cart. ed. ill., cm16x21.5, pp 77 (3); 4 fotografie in nero ft e disegni in nero nt (di Alan Smith).
Milano, Mondadori, 1978, 8vo (cm. 20,5 x 14) tutta tela editoriale con sovraccoperta illustrata a colori (tracce d'uso) pp. 222 con 60 illustrazioni in 31 tavole fotografiche fuori testo. Timbro di disciolta biblioteca alla sguardia posteriore.
Mm 150x210 Volume nellla sua brossura originale con bandelle, 155 pagine con numerose illustrazioni in nero del tempo. Copia ottima; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 4° leg. edit. fig. col. pp. 170, pieno di foto anche col. , ben tenuto
In 4° leg. edit. pp. 170, con foto anche col. , ben tenuto
ill., br. Noi tutti ricordiamo la star del tennis Monica Seles che infiamma il campo e strabilia i tifosi con una rotazione di diritto unica nel suo genere. Nata per essere campionessa, Monica scopre il tennis quando è solo una bambina in vacanza con la famiglia e ne diventa ben presto maniaca visto che vince il primo torneo a nove anni, ancor prima che riesca a capire come si fa a tenere il punteggio. Nel 1990, a sedici anni, diventa la più giovane vincitrice dei French Open e per i due anni successivi è la tennista numero uno al mondo, che colleziona nove titoli del Grande Slam e affascina i media alle conferenze del dopopartita con la sua caratteristica risatina. Monica Seles domina il circuito mondiale - viaggiando in aereo da un'incantevole località turistica all'altra, andando alle feste delle rock star e sfoggiando abiti firmati fino a che tutto precipita quando un tifoso di Steffi Graf impazzito le affonda un coltello nella schiena durante un match ad Amburgo. Le sue ferite guariscono, ma il trauma emotivo è profondo.
br. Nel percorso umano e sportivo di Arthur Ashe si intrecciano molte storie. Dalla nascita in una Virginia ancora soggetta alle leggi della segregazione razziale, alle difficoltà di farsi strada nel mondo del tennis, da sempre appannaggio dei bianchi, la vita di Ashe si è scontrata con la fatica di doversi guadagnare il rispetto degli altri. Amato da tutti, corretto in campo e fuori, attento a dare sempre il meglio di sé, il campione di Richmond è stato uno dei tennisti più apprezzati dal pubblico. Vincitore di tre tornei del Grande Slam, capitano in Coppa Davis negli anni di Connors e McEnroe, amico di Nelson Mandela, idolo di tennisti più giovani, nel 1988 contrasse il virus dell'Hiv a causa di una trasfusione, in anni in cui la malattia stava mietendo le prime vittime e portava con sé un immaginario di nuova peste del secolo. Ashe non lasciò che la malattia distruggesse la sua voglia di combattere e negli ultimi anni di vita scrisse questo libro che è insieme un testamento vitale, un racconto del periodo d'oro del tennis e un'autobiografia sincera e struggente. Il libro si chiude con una commovente lettera alla figlia Camera.
br. 20 luglio 1937, centrale di Wimbledon, finale interzone di Coppa Davis. Davanti a quattordicimila spettatori, il barone von Cramm affronta Donald Budge in una partita che segnerà la storia di questo sport. La Seconda guerra mondiale è ormai alle porte, l'arroganza nazista miete le prime vittime e molti percepiscono che quello che sta per giocarsi non è solo un incontro di tennis: è Stati Uniti contro Germania, libertà contro regime, il bene contro il male. Budge, giovane e arrembante, "guance rosa confetto", gioca per il suo paese e per la gloria sportiva, von Cramm - il "sofisticato aristocratico", l'elegantissimo atleta-eroe, il modello per la gioventù tedesca - intimidito dalla Gestapo e da una telefonata di Hitler pochi minuti prima dell'inizio del match gioca per sé stesso, per la sua vita. "Era Hitler, voleva augurarmi buona fortuna" dirà a Budge e al cerimoniere. A guardarli c'è Bill Tilden, il più famoso e chiacchierato tennista del tempo, l'americano amico dei divi, l'"intellettuale" che più o meno segretamente allena la squadra tedesca. Von Cramm appare teso, il volto è meno luminoso del solito. Eppure il suo inizio è fulminante. Dopo poco più di un'ora conduce per due set a zero. La rimonta di Budge però non si fa attendere, fino all'estenuante quinto set. Raccontare lo sport è raccontare gli uomini, ed eventi come questa partita perdurano, dando l'impressione che la storia è sempre lì in attesa di manifestarsi in tutto il suo terribile splendore.
ill., br. La storia leggendaria dei quattro tennisti francesi che formarono una squadra di Coppa Davis imbattibile per oltre sei anni (1927-1933). Insieme, come i Quattro Moschettieri, mostrarono doti di unità e volontà straordinarie, tali da renderli tuttora famosi. Negli anni Venti furono così chiamati dalla stampa perché in quell'epoca uscì il film sul capolavoro di Dumas. I quattro compagni sono: Jean Borotra (1898-1994), Jacques Brugnon (1895-1978), Henri Cochet (1901-1987) e René Lacoste (1904-1996). Nel libro si raccontano gli storici tornei con Bill Tilden e Suzanne Lenglen, il tennis mondiale di quegli anni. Un vero capolavoro per gli appassionati.
br. Come afferma Andre Agassi «il tennis usa il linguaggio della vita. Vantaggio, servizio, errore, break, love (zero), gli elementi basilari del tennis sono quelli dell'esistenza quotidiana, perché ogni match è una partita in miniatura». Sfogliando queste pagine troverete quindi storie di sportivi che non possono essere scissi dalla loro componente umana, alcuni di loro predestinati a dominare, altri invece che ci sono riusciti solo grazie a una dedizione costante, allenamenti infiniti e forte abnegazione. Le vicende di tutte le stelle del tennis, da Federer a Nadal, da Djokovic a McEnroe, le eterne sfide di Panatta e Pietrangeli, di Edberg e Wilander ci forniscono un racconto entusiasmante che parte dagli anni Sessanta fino ad arrivare a oggi. Questo viaggio si snoda tra venti differenti leggende, sia maschili sia femminili, per rendere omaggio all'eredità indelebile di questi campioni capaci di influenzare la mentalità e la moda di intere generazioni. Non un mero resoconto delle prove dello Slam dalla nascita dell'Era Open ma la testimonianza di gesti tecnici, rivalità e grande sacrificio per restituire il fascino di uno spettacolo che si chiude sempre con una stretta di mano.
ril. Il torneo di tennis più importante dell'anno, al quale partecipano gli otto migliori giocatori della speciale classifica sulla base dei risultati conseguiti nell'anno precedente, si svolgerà a Torino per le prossime 5 edizioni. Con un salto nel passato, si fantastica che nel 1931 un primo torneo di tal genere ebbe luogo proprio a Torino, con i migliori tennisti dell'epoca. Un altro torneo altrettanto fantastico, ma vero, si svolse a Torino nel 1961 con i migliori giocatori del '60, paragonabile ad un ATP Finals. Di queste si descrive la storia dalla nascita fino alla preparazione del primo evento torinese. Una carrellata di tennis lunga quasi un secolo.
br. Tenera melanconia, tramonti, ricordi. Un passato bellissimo vissuto in un mondo scomparso, quello delle Colonie. Un'epoca lontana vista con infinita nostalgia dagli occhi di una donna. Anni trascorsi in paesi stupendi come erano allora: Etiopia, Eritrea, Kenya, Somalia. In "Maldafrica" tutto è reale ma una verità ne sovrasta ogni altra: per quanti danni l'uomo possa fare alla terra non riuscirà mai a rovinare un tramonto forse perché il sole che scompare ha un significato ben più profondo di una semplice giornata che finisce. Nel racconto il tramonto si identifica con la vita che scappa e se ne va, scivolando tra le dita di una ragazza, come la sabbia rosa che raccoglieva sulle spiagge delle isole Bajuni. Gioie, dolori, emozioni, vittorie, sconfitte, malattie, amori, come nella pellicola di un vecchio film, lentamente si sfuocano e finiscono per scomparire. Piccola come un fotogramma, la scintilla di speranza è nascosta in quel tramonto che di ogni giornata è il momento più bello ma inevitabilmente diventa anche il più triste.
ill., br. Il testo si prefigge come obiettivo quello di contribuire a inquadrare in modo specifico e oggettivo la prestazione fisica del tennista partendo da studi, ricerche scientifiche e dati di match analysis. È rivolto a quelle figure professionali che operano nel mondo del tennis (maestri, istruttori, preparatori fisici e mental coach) e a coloro che vogliono avvicinarsi a questa disciplina. Inoltre propone una lettura piacevole per tutti gli appassionati, giocatori agonisti e amatori, che possono cogliere la complessità e la multidisciplinarietà di tale sport. Le tematiche affrontate nel testo sono: principi generali dell'allenamento; analisi del modello prestativo; spostamenti specifici; spunti metodologici; programmazione cicli di lavoro.