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Roma, 1952, 14-21 settembre, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 24 de "La Tribuna illustrata" .
In-4, brossura, in buono stato di conservazione. In questo numero: “Tragica sagra in un paese dell’Italia Centrale. per un guasto agli ingranaggi di un otto volante, due carrozzine precipitano l’una sull’altra” “Pugni fuori programma. Centinai di scontri pugilistici.. sono avvenuti in platea fra i tifosi durante un incontro di boxe a Terracina. Pugni senza guantoni, colpi proibiti, calci, lotta libera. Bilancio: ottanta feriti. Intanto i pugili stavano a guardare.” .
Roma, 1930 aprile 6, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 16 de "La Tribuna illustrata – Supplemento illustrato de La Tribuna"
In -8°, pp. 230 con 20 tavv. ft. stampate su recto e verso e numerose illustrazioni nel testo; cartonato muto con titolo al dorso.
ill., br. È un talento fiorito sul terreno dell'istinto, quello che ha permesso a Stefania Bianchini di prendere coscienza della propria forza, fisica e interiore, e con la quale si confronteranno formidabili atlete: Regina Halmich, una star per i media tedeschi; l'inglese Cathy Brown, il cui pseudonimo "The Bitch" non lascia affatto tranquilli; Hagar Shmoulefeld, istruttrice dell'esercito israeliano; le italiane Maria Rosa Tabbuso e Simona Galassi e tante altre ancora. In questa autobiografia, che è quasi un romanzo, si racconta una storia di sport e di vita. Dal karaté alla kick boxing, dalla shoot boxe al pugilato, un percorso ricco di titoli italiani, europei e mondiali, ma anche di delusioni e ingiustizie, di amori e disillusioni, di amicizie e di accese rivalità. Pioniera del pugilato femminile, Stefania Bianchini sul ring conquista il mondo. Femmina in un ambiente di maschi, esploratrice di territori mai scontati, mai banali, fuori dal ring vince la sua battaglia per portare la boxe femminile in Italia e consacrarla a sport olimpico. Un gioco d'equilibrio sul crinale che separa il conformismo e l'anticonformismo, l'indole di combattente e l'intima appartenenza di genere, da cui sorge anche il suo incrollabile impegno nella lotta contro la violenza sulle donne.
Paris, Éditions Nilsson, s.a. (hacia 1918). 4to.; 204 pp., con 52 ilustraciones fotográficas, en láminas aparte. Cubiertas originales.
Mm 150x210 Brossura editoriale con bandelle, 227 pagine + tavole in nero in fine. Copia in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Petit in-4°, 72 pp., importante iconographie en noir et blanc in texte, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [GD8-8]
br. Le sfide dall'esito scontato tolgono entusiasmo. Questo libro racconta le notti di idoli sconfitti, di comprimari trasformati in campioni. Storie di pugili consapevoli del loro destino, comunque pronti ad approfittare di qualsiasi distrazione o rilassamento del campione di turno, per cercare di batterlo senza alcuna remora. Tra le corde del ring si colgono metafore della vita, in fondo le vicende che riguardano le battaglie combattute con i guantoni sono simili a quelle che incrociamo ogni giorno sul nostro cammino. Un libro per ricordare quegli incontri che sorpresero tutti e di cui furono protagonisti pugili italiani. Testimoni eclatanti di qualcosa che aveva sconvolto le previsioni. In bene e in male. Non si sapeva mai cosa il ring avrebbe riservato in quella sera, così come in quasi tutte le altre. Nomi noti e meno noti, tra questi solo Angelo Jacopucci e Giovanni Parisi, purtroppo, non sono più tra noi. I combattimenti descritti risalgono a tempi nemmeno molto remoti. Non a caso, ma per dimostrare che quando non si sapeva "come andava a finire", crisi o non crisi, il pugilato manteneva ancora pressoché integro il proprio magico fascino di "sport-non solo sport", di disciplina dove tutto poteva accadere.
Paris, s.d. (1910 c.a), 8vo brossura originale illustrata, pp. 119 con 40 fig. nel testo Raro.
br. «Agli uomini che nella vita cercano se stessi, per tutta la vita. A coloro che credono dì aver trovato la "strada", ma che per il solito imprevisto la perdono». A questo tipo di esistenze sconnesse come la sua, Tiberio Mitri, «l'angelo biondo del ring», «il più bel pugile dell'Italia del dopoguerra», dedicò cinquanta anni fa la sua autobiografia romanzesca e romanzata. Fu pugile, attore, playboy delle ribollenti notti anni Cinquanta, tentato scrittore; e finì male. In ognuna delle sue diverse vite sfiorò l'apice per poi cadere. Sempre. Questo memoriale di vita vissuta è un romanzo verità che parte dalla sua infanzia triestina, segnata prima dalla nera miseria, dalla piccola delinquenza e dall'orfanotrofio, e poi dalla guerra, e arriva alla sua uscita da quel mondo del pugilato che lo aveva proiettato, per un certo periodo, tra i simboli del successo e della dolce vita. È pieno di avventure, ma è anche un quadro di cosa chiedevano e prendevano dalla vita ragazzi e ragazze desiderosi di raggiungere una ribalta. E mostra ironia spontanea, gaudente sete di vita, disincanto e romanticismo, arie da duro e innocenza. Qualità queste che fecero di Tiberio Mitri un amico di importanti figure dello spettacolo e un personaggio affascinante per scrittori come Gian Carlo Fusco, che amavano le mitologie degli «eroi che non si danno arie da eroi» e le ordinarie storie di dissipazione. Una vicinanza dello scrittore con il pugile attore e una ammirazione che spingono a concludere che «molti passaggi tradiscono la mano di Fusco: certi stilemi e tic recano il suo inconfondibile marchio di fabbrica», come scrive Dario Biagi nella Nota al volume.
Milano, Gazzetta dello Sport, 1951, 8vo cop. ill. col. fasc. di 32 pp. con num. ill. ("I campioni del giorno")
Milano, Gazzetta dello Sport, 1951, 8vo copertina illustrata a colori, fascicolo di 32 pp. con num. ill. ("I campioni del giorno")
Milano, Cino Del Duca, 1960, 8vo brossura con copertina illustrata, pp.171 con tav. fot. f.t.
NOTE: PP. 171; IN - 16; BRUSSURA. ILL; LIBRO AUTOBIOGRAFICO DI UNO DEI PIU' POTENTI PUGILI ITALIANI CHE ARRIVO' AL RUOLO DI SFIDANTE AL TITOLO MONDIALE DEI PESI LEGGERI. COMBATTE' PREVALENTEMENTE NEGLI STATI UNITI, DOVE VENNE SOPRANNOMINATO ""KID DINAMITE"" PER LA GRANDE POTENZA DEI SUOI PUGNI. OTTIMO. RARO E RICERCATO.
br. Leggenda del pugilato, ma non solo. Nino Benvenuti è entrato di diritto nella storia dello sport italiano. Il ricordo di tutti è al 17 aprile del 1967 quando, in una calda notte di primavera, diciotto milioni d'italiani, con le orecchie incollate alla radio ad ascoltare la cronaca di Paolo Valenti, hanno sofferto, pianto e gioito assieme a lui per la conquista del titolo mondiale dei pesi medi a New York, contro Griffith. Una grande impresa, che è diventata il simbolo dell'Italia che stava crescendo attorno al boom economico, quella della dolce vita felliniana, quella che ci invidiavano tutti. Ma al Benvenuti campione - oltre 200 incontri tra dilettanti e professionisti, oro e miglior pugile nelle Olimpiadi del i960, cinque titoli italiani e due europei tra i dilettanti, un titolo europeo tra i professionisti, due titoli mondiali in due categorie diverse, super welter e medi - si contrappone il Benvenuti uomo. Un aspetto meno conosciuto che, in occasione dei suoi ottant'anni, Nino ha voluto raccontare in prima persona, senza usare alcun paracadute. Parla della sua famiglia, esule istriana, e del legame con la sua terra mai dimenticata; del matrimonio infelice con Giuliana da cui ha avuto cinque figli; del grande amore per Nadia sposata nel 1998, quasi trent'anni dopo averla conosciuta; del rapporto recuperato con la figlia Nathalie. Un fiume di parole, di sensazioni, di sentimenti. Un viaggio a ritroso nel tempo, la fotografia di un'esistenza vissuta al massimo, dove l'uomo, al di là degli straordinari successi, si scopre fragile, vulnerabile. Dove il confronto con la quotidianità, una volta spente le luci del ring, si dimostra difficile. Dove gli errori, le delusioni lo segnano fino a portarlo a riscoprire l'essenza della vita in un lebbrosario di Madras, in India. Questo, e molto altro, in questa chiacchierata tra amici, fatta di ricordi, di sentimenti, di grande spontaneità.
Milano, Mondadori Electa, 2017, 8vo cartonato editoriale con sovraccopertina illustrata, pp. 254 con numerose illustrazioni a colori e in nero nel testo e fuori testo.
Broché. 189 pages. Manque au dos. Couverture défraîchie.
Copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo de "La Domenica del Corriere" del 17/07/1910
In 16, punto di metallo, pp. 41 con ill. in n. n.t.Strappetti e pieghe alla cop., leggere gore all'esterno e all'interno dei piatti , piccole fior. al taglio sup. e a quello vert., buone condizioni.Luogo di pubblicazione RomaEditore NovissimaAnno pubblicazione N.D.Materia/Argomento Sport, Boxe
8vo.. First Edition, with a portrait frontispiece and 23 plates on 22, page edges very slightly browning; original orange cloth, upper board and backstrip lettered in black, a remarkably bright, clean copy. A boxing and pugilism classic by the boxing correspondent of the 'Daily Herald' newspaper. Very scarce, especially in this condition.
ill. Basata sugli stessi principi del full contact, la kick boxing estende le zone in cui è consentito portare i colpi con i piedi anche alla parte inferiore del corpo. In sostanza, occorrerà conoscere la struttura fisica, il modo di combattere, pregi e difetti dell'avversario, per poter comportarsi di conseguenza. Gli autori sostengono infatti l'importante principio che chi sale sul quadrato deve sempre scoprire o intuire le caratteristiche fisiche e tecniche dell'avversario, impostando su queste la propria tattica di combattimento, le contro-tecniche da usare e la scelta dei colpi da portare di volta in volta per conseguire la vittoria. Un ampio capitolo è infine dedicato all'alimentazione.
In 4to (cm 22x3) legatura editoriale con sovraccoperta pag. 400+5 con molte fotografie. Buono stato
Fotografia originale del peso welter americano John Saxton (04.07.1930 - 04.10.2008), campione del mondo dal 1954 al 1956. Mm. 228x181. Anni '50 del '900. Non firmata. Nome del pugile annotato a penna sul verso della foto. Due tracce di piegature, ma buone condizioni.