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br. 13 maggio 1909, 3.53 del mattino. Milano è illuminata a festa. Sul rondò di piazzale Loreto gremito di persone i ciclisti si preparano ad affrontare i 400 chilometri di strade fangose e dissestate che li separano da Bologna. Il primo Giro d'Italia sta per avere inizio. Dopo oltre un secolo, oggi, la Corsa Rosa celebra la sua centesima edizione: cento gare fatte di inseguimenti e cadute, vittorie in volata e salite estenuanti che si sono fissate nella memoria collettiva del paese, diventando un patrimonio condiviso. A restare impresse, tuttavia, non sono solo le gesta degli atleti, ma anche le cornici che le hanno ospitate, edizione dopo edizione. Con verve narrativa e autentica passione, Giacomo Pellizzari percorre l'Italia da nord a sud allestendo un tour immaginario in 2,1 tappe: un viaggio tra i silenziosi sentieri dell'Abetone nel giro del 1940, sulle passerelle di barche allestite a Venezia nel 1978, tra i ponti modulari sul mare della Maddalena nel 2007, lungo gli stradoni impolverati su cui intere generazioni hanno atteso per ore il passaggio dei corridori. Questa "Storia e geografia del Giro d'Italia" prende così i contorni di una lunga epopea: la fuga solitaria di Coppi sul Pordoi, lo scatto da grimpeur d'altri tempi che ha consacrato Pantani sul Mortirolo, l'impressionante tenacia di Merckx sulle Tre Cime di Lavaredo o l'eroica scalata al Bondone di Charly Gaul sono momenti in cui un intero paese si è unito intorno ai suoi eroi, inseguendoli con lo sguardo dai bordi delle strade, sospirando attaccati alle radioline 0 esultando nel buio dei tinelli rischiarati dalla luce dei televisori. Non solo momenti fondamentali della storia del ciclismo ma, soprattutto, tappe uniche della storia popolare del nostro paese.
1997RO30217713RAGEOT. 1997. In-4. Relié. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 331 pages augmentées de nombreuses photos en noir et blanc dans et hors texte - tampon sur la page de garde. . . . Classification Dewey : 796.6-Cyclisme
809Broché - 12x18.5 - 142 pp - 1952 - Paris
In-16 gr. (mm. 189x123), tela edit., pp. (4),III,149, con 14 figure nel t. “Pansements divers. Premiers soins à donner en cas d'accident, etc.”. In Appendice “Vocabulaire des principaux termes ou mots les plus usités en chirurgie ou en médecine”. Timbro di apparten. e postille mss. al frontespizio, ma certamente un buon esemplare.
Appears unread. Inscription on front end paper. No other marks or inscriptions. A lovely clean very tight copy with bright unmarked slightly sunned boards to upper and lower extremeties and no bumping to corners. Dust jacket price clipped but not marked with small tears and light creasing to upper edge. 204pp. The pageant of the Way, from Edale in Derbyshire to Kirk Yetholm in Roxburghshire.
In-8° (cm. 20), pp. 250 + 13 ILLUSTRAZIONI a COLORI in 8 TAVOLE fuori testo e conmolte CARTINE e DISEGNI tecnici b.n. n.t. Cartoncino editoriale ill. a colori.
ill. La Ciclovia del Po è il migliore itinerario attualmente disponibile per i ciclisti che vogliano percorrere la distanza che separa Pian del Re, alle pendici del Monviso, dalla Lanterna di Pila, ormai nell'Adriatico. Pedalando lungo le due sponde del fiume - per ognuna di esse sono tracciati circa 700 km di percorso principale più 100 di varianti locali, per complessivi 1600 km circa di ciclovia - il turista in bicicletta, in questo secondo volume, scoprirà le bellezze dicittà storiche come Cremona, Casalmaggiore, Guastalla e Viadana oppure la serenità e la pace dei territori golenali, i panorami suggestivi delle province di Rovigo e Ferrara, le ramificazioni del fiume protette dai parchi del Delta e dalle oasi naturalistiche. Nella guida sono descritti nel dettaglio i 269 km in sinistra Po e i 302 km in destra Po che compongono il tratto da Cremona fino al mare Adriatico; completano infine la cicloguida pratiche cartine in scala 1:75.000.
br. Il progetto elaborato dalla FIAB che unirà il Passo del Brennero con la Sicilia attraverso piste ciclabili e piste adatte al diporto ciclistico è diventato un libro, anzi, tre. Nel primo volume sono descritti i primi 250 km del percorso principale dal Passo del Brennero a Peschiera del Garda. Sono anche tracciate diverse varianti che toccano Merano, Caldaro, Riva del Garda e Verona per complessivi 400 km descritti, illustrati, cartografati e corredati delle informazioni di base su servizi e ospitalità utili al cicloturista. Le ciclabili delle province di Trento e Bolzano sono le grandi protagoniste di questa prima tratta, unitamente al paesaggio montano delle Alpi atesine e alle dolci colline del Garda. Tra natura e arte un percorso cicloturistico che non ha rivali, adatto ai singoli e alle famiglie.
ill., br. Viene ripresa la Ciclopista del Sole che, dopo essere partita dal Brennero e aver attraversato Trento, il Garda e Verona, adesso raggiunge Firenze. Si tratta di 270 chilometri alla portata di tutti, singoli e famiglie, attraverso un paesaggio incantevole che non stanca mai: boschi leggendari, colline, borghi medievali, città d'arte, antiche strade romane. È l'Italia delle meraviglie che si scopre pagina dopo pagina, pedalata su pedalata. Da Peschiera del Garda si arriva fino a Mantova seguendo i dolci argini del Mincio; si attraversa il Po a San Benedetto per arrivare a Bologna. Da Bologna si segue un po' la valle del Reno per poi specchiarsi nelle profonde acque dell'Arno e raggiungere Firenze, la città d'arte per antonomasia. Nella Ciclopista del sole 2 è descritta anche un'importante variante di circa 120 km che raggiunge Modena.
Quattro libretti programmi di un club ciclistico bolognese, famoso all'epoca (Al Bar Otello "litigavano" per il calcio, di fronte, quasi, per il ciclismo; cinquanta metri più su per la politica).
1907005004Paris Bowden 1907 In-4 Demi-chagrin à coins Edition originale
1989RO20269353DE L'AURORE. 1989. In-8. Broché. Etat d'usage, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Quelques rousseurs. 207 PAGES - nombreuses planches photos couleur et noir/blanc. . . . Classification Dewey : 796.6-Cyclisme
br. "C'è il mondo che ti pare uno schifo, una congiura contro di te? Prendi la bici e pedala. La tua compagna ti ha appena detto che non ti capisce? Nessuno ha risposto alla mail con cui proponevi un'idea che ti sembrava geniale? Monta in sella e pedala. Vai in bici. Vai in bici se vuoi dire qualcosa e non sai come e quando dirla." Dieci stravaganti regole per usare la bicicletta come piccola terapia per il fisico e per la mente. Con un avvertimento: se pedali per verificare se la media di oggi sia migliore di ieri, lascia perdere. Questo libro non fa per te. Qui si disserta delle acrobazie che un ciclista fa per evitare buche e automobili, dei tortuosi percorsi interiori con cui dribblare la fatica, soppesare le angosce, volare su cime che da terra non si oserebbe nemmeno immaginare. Perché solo in sella e senza record da battere, si attraversa il mondo con leggerezza e libertà.
ill., br.
ill., br. Andiamo a fare una gita? Sì, ma dove? Il territorio intorno a Milano è ricchissimo di luoghi incantevoli, spesso poco conosciuti e facilmente raggiungibili. La gita fuori porta, in giornata, offre moltissime occasioni, tra arte, storia, natura, sport e anche qualche bagno... Questa guida è pensata per chi ama esplorare i luoghi a passo lento, tra fiumi, laghi, montagne, borghi, città d'arte, ville e palazzi, in uno dei territori che offre, sia dal punto di vista naturalistico che storico e culturale, una varietà ineguagliabile. 40 itinerari a diverse distanze da Milano, a piedi o in bicicletta, in gran parte fruibili tutto l'anno. Una guida facile da consultare, con tutte le informazioni pratiche necessarie, ma non solo. Una guida da leggere, un racconto attento dei luoghi, ricco di dettagli e curiosità. Non serve andare lontano quando si è circondati dalla bellezza.
ill., br. Un territorio ricco di storia, arte e cultura, da scoprire a ritmo lento: le grandi e splendide abbazie, protagoniste nei secoli della regimentazione delle acque e della trasformazione del territorio; i moltissimi castelli, che punteggiano una terra contesa per secoli; le splendide dimore e ville di delizia, espressione della ricchezza del patriziato lombardo; le città d'arte e i borghi, spesso fuori dai principali flussi turistici ma magnifici di palazzi, chiese e musei. E poi le incantevoli valli dell'Oltrepò, ricche di boschi, vigneti e nuove colture che disegnano un territorio ancora poco esplorato, nonostante la vicinanza da Milano. Infine, le valli dell'Appennino Piacentino, mete ideali per una gita in giornata alla scoperta di una natura spesso sorprendente e selvaggia. Molti degli itinerari sono raggiungibili con i mezzi pubblici, in modo da rendere la gita rilassante e piacevole, magari sfruttando la modalità treno + bici, forma di turismo sempre più diffusa.
br. Il 2 gennaio 1960, nell'ospedale civile di Tortona, si spegne il più grande sportivo italiano del Novecento, «forse il più grande di sempre», ucciso a quarant'anni da una malaria non diagnosticata e divampata in un corpo usurato da troppe fatiche. Dell'epopea di Fausto Coppi, della sua rivalità con Bartali, della prigionia e degli scandali si sa tutto, o quasi. Ma il Coppi meno conosciuto, meno raccontato, è proprio quello del 1959. È il suo ultimo anno di uomo e campione, di industriale e manager. Una giostra di ingaggi, passerelle, sconfitte. Un lungo, frenetico addio al mondo del ciclismo, ma anche un silenzioso addio alle mogli, ai figli, ai tifosi, alla gente e alle case di Castellania, «una muta punteggiatura del paesaggio e dell'umanità». L'ultima Roubaix, l'ultimo Baracchi, l'ultimo Tour - non disputato, ma vinto dal suo discepolo migliore -, fino a quell'ultimo viaggio, «inatteso» e fatale, nell'Alto Volta. Un Coppi stremato, esaurito, sfinito eppure ancora curioso, incapace di scendere dalla bici, dove continua a esibirsi con uno stile impeccabile - una perfetta fusione di «muscoli e telaio» -, portando a spasso la propria leggenda a due ruote. Un Coppi inedito, raccontato in mille storie minime ed esemplari - un mito, tutt'altro che ultimo.
brossura Storie di ciclismo equatoriale, storie divertenti, drammatiche, semplici, incredibili, sconosciute, eroiche. "In Africa c'è il ciclismo 'altro', non saprei dire quanto eroico. Ma le divise improvvisate, la penuria di tubolari, il mangiare e dormire come capita, le strade sterrate (rosse qui, non bianche), la passione di fondo sono collegati, se non imparentati." (dalla prefazione di Gianni Mura).
ill., br. Romeo Venturelli, da Sassostorno di Lama Mocogno, Appennino modenese. È un selvaggio, un anarchico, una forza della natura. Il suo istinto è scandaloso. La sua energia non conosce confini. Le sue voglie non hanno freni. Nato povero, cresciuto povero, è destinato alla povertà. Finchè non sale su una bici, e la bici diventa un cavallo magico, alato, capace di trasportarlo nella favola: ogni desiderio sembra potersi esaudire. Meo ha una carriera folgorante. Corre e vince. Quando vuole. Perchè qualche volta non è la vittoria ad interessarlo, ma il modo: a cronometro, in volata, per distacco. Si prende il lusso di stravincere. È l'unico, Meo, a mettere d'accordo Bartali e Coppi, il primo direttore sportivo e il secondo capitano, insieme in una squadra, la San Pellegrino, per lanciare Venturelli nella storia del ciclismo. E invece no. Quante ne combina, Meo.
br. In quasi dieci anni di professionismo Marco Pantani ha vinto poco più di una trentina di corse, un bottino modesto se paragonato a quelli di Coppi o Merckx, Moser o Cipollini. Eppure il Pirata ha conquistato la storia e il popolo del ciclismo come da tempo nessuno riusciva a fare. Perché era uno scalatore che veniva dal mare. Perché è decollato sul Mortirolo e sul Galibier ma è precipitato nella cocaina e nella depressione. Perché inseguiva l'amore ma finiva a puttane. Perché era un uomo solo. Nel decennale della scomparsa, Marco Pastonesi ricostruisce la carriera di Pantani raccogliendo le testimonianze inedite di chi lo ha frequentato da vicino: i suoi gregari, i dirigenti sportivi, gli amici delle piadinerie. Una polifonia di voci inattese che restituiscono la Romagna da cui non si è mai separato, le montagne che lo hanno consacrato a mito, gli scalatori del passato di cui è stato erede, e le debolezze dell'uomo: il doping, qui raccontato da una prospettiva che scardina i luoghi comuni sul fenomeno, e la droga. "Se Pantani era un solista, e un solitario," scrive l'autore nell'introduzione "questo libro è il coro delle tragedie greche, è la banda che accompagna un feretro nei funerali di New Orleans, è cento cantastorie che raccontano le gesta di un guerriero, di un bandito, di un pirata, ed è anche una cartina geografica. Qui non c'è giudizio, non c'è sentenza, non c'è verdetto, non c'è ordine di arrivo né classifica generale. Ognuno ha la sua versione".
brossura L'ultimo è il più debole, fragile, vulnerabile. L'ultimo è il più generoso, solidale, umano. L'ultimo è il più colpito dalle punture delle vespe e dagli scontri con le moto, il più ostacolato dai passaggi a livello e dai greggi di pecore, il più bersagliato dai chiodi e dalle puntine. E molto spesso l'ultimo, per puro e malinconico paradosso, è anche il primo: il primo a cedere e a mollare, il primo a staccarsi e a distaccarsi, il primo a entrare in crisi, il primo a ritirarsi, il primo a rifare le valigie e tornare a casa. Spesso è anche il più simpatico, e non solo nel ciclismo. Questo libro è un inno alle maglie nere, un elogio alle lanterne rosse, un'odissea dei fanalini di coda. Da Ticozzelli a Fonzi, da Piscaglia a Lievore, da Marcaletti a Malori, da Rubagotti a Stacchiotti... Marco Pastonesi colleziona una trentina di storie di ciclisti che sono rimasti indietro, raccontando curiosi retroscena e divertenti episodi inediti.
brossura Il libro sul ciclismo piemontese realizzato da Tiziano Passera ci consente di ricordare quei tanti corridori protagonisti di vicende insieme umane e sportive, che non avendo conseguito risultati tali da farli tramandare ai posteri rischiavano di essere ignorati o dimenticati... Leggendo in anteprima il volume ho scoperto di essere il quarto nella classifica dei piemontesi più vittoriosi. Sinceramente non ci avevo mai fatto caso e la cosa un po' mi stupisce, ma tenete conto che il mio carattere e il mio modo di pensare sono lontani dalle statistiche. Per me contavano e contano le emozioni, gareggiando libero di testa, senza particolari obblighi o costrizioni... Il ciclismo si è evoluto e bisogna guardare al futuro con fiducia, visto che il nostro Piemonte qualche buon corridore lo sta esprimendo, a cominciare da quel fenomeno che è Filippo Ganna. Nella sua opera, Tiziano Passera racconta praticamente tutto del nostro ciclismo regionale di oltre un secolo, senza trascurare le varie discipline e naturalmente neppure il settore femminile, che soprattutto grazie alle due Elise, Longo Borghini e Balsamo, ci sta dando soddisfazioni importanti. Prefazione di Italo Zilioli.
ill., br. Guida a 18 itinerari a piedi e in bicicletta ricchi di curiosità, informazioni, mappe indicative per orientarsi e tante foto: colli Euganei, colli Berici, Veronese, Valbelluna, Prealpi Trevigiane, Polesine e tanti altri ancora...
2008230EuAlan Sutton 2008 Grand In8 - broché - 223 pages - très nombreuses illustrations
2008230EuAlan Sutton 2008 Grand In8 - broché - 223 pages - très nombreuses illustrations