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In 16, pp. 30. Br. ed. Interessante produzione della tipografia francescana di Gerusalemme, nata nel 1847 e tutt'ora esistente. Il salmo e' stato stampato in 8 lingue tra le quali l'arabo, l'ebraico, il copto etc.
In 4, pp. (24). Senza br. all'origine. Catalogo di questa fornita libreria di opere di carattere religioso, probabilmente collocata nella citta' di Cuneo (luogo di stampa). Le opere, teologiche, di predicazione ecc. portano in alcuni casi i commenti dei librai e in molti casi sono opere del XVIII ancora a magazzino.
In 8, pp. XII + 80. Br. ed. con danni al d. Raccolta di testi giuridici, perlopiu' francesi, offerti da questa libreria
In folio massimo, 14 cc. carta pesante porcellanata. Stampa tipografica a vari colori. Veline di protezione Tutta tela editoriale con titolo in oro al piatto anteriore. Segni d'uso e e rialzo della tela al piatto posteriore. Raro ed estremamente interessante saggio d'arte tipografica, che riproduce alcuni tra i piu' celebri proclami relativi ad avvenimenti della seconda guerra d'indipendenza. Esempio di virtuosismo tipografico realizzato tramite l'uso di vari colori di stampa in una stessa pagina e, addirittura, su di uno stesso carattere anche con marezzature a marmorizzature. In una singola pagina di stampa, vengono utilizzati fino a 5 diversi colori, alcuni dei quali vanno ad alternarsi anche su di una stessa lettera a formare l'effetto di marmorizzature. Molto probabilmente, l'occasione per quest'opera, realizzata sicuramente in pochissimi esemplari, fu data dalla fine della seconda guerra d'indipendenza e dalla ricorrenza dei 4 secoli dalla scoperta della stampa da parte di Gutemberg. Non datato ma, presumibilmente, risalente al 1862. In questa data la Tipografia Giuseppe Meucci di Livorno risulta presentare in occasione della Esposizione italiana agraria industriale artistica tenutasi in Firenze, un Album con lavori tipografici che, realisticamente, potrebbe essere questo. Esposizione italiana agraria industriale..., n. 7351. Manca a Opac Sbn.
In 16, pp. 168. Br. ed. con lievi segni d'uso. Catalogo di notevole interesse che racconta la produzione editoriale dei primordi di una delle piu' importanti case editrici italiane. Nata dalla precedente Pomba, la Utet viene fondata nel 1854 e viene ad affermarsi in particolare per le sue grandi opere enciclopediche e per l'edizione di classici. Il catalogo e' introdotto dalle grandi opere come l'enciclopedia agraria italiana, la Vita degli animali del Brehem, Il dizionario di cognizioni utili, le opere di Darwin, la Giurisprudenza italiana ecc. Segue poi il catalogo delle opere di fondo (opere risalenti a circa un ventennio prima) e segue con le opere in deposito.
In 16o, pp. 26. Aggiunta manoscritta alla carta bianca finale 'Aggiunta alle opere di classici autori'. Br. ed. muta. Riduzione del precedente catalogo generale pubblicato nel 1832 e contenente 1300 opere. Questa versione ridotta contiene un florilegio di circa 300 stampe, aumentato delle nuove acquisizioni. Interessante anche l'aggiunta ms. con tavole di Domenichino, Perugino ecc. Il catalogo contiene: Antichita' di Roma e altri luoghi; Roma moderna; Vedute di Roma; Paesaggi di vari autori: Pitture di: Andrea del Sarto, Annibale Carracci, Correggio, Peruzzi, Garofalo, Zampieri, Albani Guercino, Michelangelo ecc. Accanto ad ogni tavola o volume di tavole sono indicati i prezzi di vendita. Le incisioni sono opera di incisori come Volpato, Parboni, Testa, Morghen, Fontana ecc. La calcografia camerale venne fondata da Clemente XII nel 1738 all'atto dell'acquisizione del ricchissimo patrimonio di lastre calcografiche della Stamperia di De Rossi, patrimonio che stava per essere acquisito da compratori inglesi. Nel 1837 fu terminato poi il palazzo della Calcografia, opera del Valdier, architetto e direttore della calcografia.
Manifesto (cm 30,5 x 42 ca.). Grande stemma xilogr. e capolettera. Manifesto contenente prescrizioni circa l'attivita' degli stampatori tipografi: ciascun stampatore non potra' avere piu' di un apprendista. Questi dovra' avere almeno compiuto gli studi dell'Umanita' e sapere leggere e scrivere bene. A tale scopo ogni apprendista, prima di essere accettato, dovra' essere esaminato circa la sua abilita'. L'apprendista al torchio, inoltre, non potra' iniziare a lavorare se prima non avra' dato un esame di idoneita'. I lavoratori non potranno lasciare la bottega senza un preavviso di almeno 15 giorni e lo stesso varra' per il datore di lavoro che vuole licenziare un lavorante.
Manifesto (cm 30,5 x 39 ca.). Stemma xilogr. e capolettera. Data anticamente manoscritta al verso. Decisione a seguito della supplica presentata da Francesco Bernardo Bertolero in qualita' di sindaco dell'Universita' dei Librai e Stampatori circa la richiesta di prorogare di otto mesi la stampa della Regia Oratoria Parnassi. La proroga concessa sara' poi di sei mesi. Segue poi il prospetto della tassazione: 'considerata la qualita' della stampa in carattere minuto ben impresso, la qualita' della carta impressa e copiosita' di detta stampa si puo' tassare come si tassa d'ordine... se ligato in bazana... se in carta pecora... se in semplice cartone...'.
Manifesto cm. 30 x 73. Grande stemma xil. Supplica di Gio. BAttista Valetta per la conferma del privilegio della stampa di ogni documento regio. Nel fare cio' vengono ribadite le precedenti concessioni a partire da quella data a Giovanni Sinibaldo nel 1649 sino a quella data al padre del Valetta, Antonio nel 1688.
New York, Published by Geo. E. Woodward, 1870; in-4 oblong (280 x 176 mm), 3-47 ff., reliure d'éditeur pleine percaline, coloris marron, dos lisse, 1er plat estampé et imprimé. Drawn and Arranged by Fred'k S. Copley. Engraved by Korff Bros.
Edizione originale. CON DEDICA Eccezionale esemplare impreziosito dalla firma autografa del primo chirurgo al mondo ad effettuare un trapianto di cuore. Alcune brevi lacerazioni perimetrali, nel complesso integro. Il poster, tirato in 1000 esemplari non numerati, si riferisce al primo trapianto di cuore nella storia della medicina, compiuto a Città del Capo in Sud Africa il 3 dicembre 1967 da Christiaan Barnard: il cuore di una ragazza di 25 anni, morta in un incidente stradale, venne impiantato su un uomo di 55. L’intervento ebbe successo ma il paziente subì il rigetto dell’organo e morì poche settimane dopo. Arengario S.B., Ed.912: manifesti azioni edizioni (Gussago 2019), n. 50
Second edition, [2 ads], [36]pp., with printed title-page and half-title, engraved headpiece, the advert leaf includes two editions of Beckford's Vathek and A Description of Fonthill Abbey. Small 4to (235 x 145 mm), 2 works in one, recent half calf to style, marbled boards, spine tooled in gilt. A survey of the principal public and private libraries in England, listing highlights of the collections and concluding with brief accounts of 30 important English book auctions from the 17th century onwards. William Beckford assisted in the compilation of this work, particularly in the description of his own library at Fonthill. The Dialogue in the Shades is a two-part pamphlet of satirical verse is a response to Dibdin's Lincolne Nosegay and the Bibliographical Decameron. The attribution varies from William Beckford to the Clarke brothers. This second edition is issued with an additional half-title, title-page with note from 'Mr. Wynkem' on the verso, and with the addition of The Diary of Roger Payne, a work in the same vein. A rare anti-Dibdinia item. Windle & Pippin, D9.
Royal 8vo, 32pp., title vignette, some light browning, orig. paper wrappers.
Torino, Moisio, 1964, 3 fotografie originali, mm. 180x240 ciascuna. Buone condizioni.
In-4, non paginé Edition originale numéroté 1/100 exemplaires sur vélin pur fil justifié et signé par le typographe. Intéressante mise en page.
Edizione originale. Eccellente esemplare; molto raro in queste condizioni. Straordinaria copertina futurista per questo fascicolo del raro mensile fascista e patriottico diretto da Andrea Busetto. All’interno una bella illustrazione a un quarto di pagina di Albano, e alcuni pregevoli finalini illustrati dallo stesso artista.
Sauveterre-du-Gard, La Balance, 1991; petit in-12 carré (162 x 156 mm), 44 pp. + 5 pl. hors-texte, couverture et doubles-feuilles libres. Exemplaire numéroté IX/XVI, tiré sur papier pur fil. Illustré avec une linogravure de l'auteur.
Edizione originale. Esemplare appartenente all’emissione originale, sciolta, fatta per la circolazione pubblicitaria; in eccellenti condizioni di conservazione, pulito e intatto in ogni sua parte, senza gli inevitabili segni di adesione degli esemplari inseriti tramite pinzatura («glued» secondo l’Associazione Campo Grafico) nel numero IV,2 di «Campo grafico». Rarissimo opuscolo pubblicitario firmato dalla ditta di grafica e pubblicità R + M di Milano, fondata nel 1931 dai giovani Riccardo Castagneri (RiCas) e Bruno Munari, artista futurista già piuttosto noto e destinato a diventare uno dei principali designer del Novecento italiano. «Nero A.O.» è un prodotto eccezionale sia sotto il profilo grafico che dal punto di vista della comunicazione pubblicitaria (slogan, copywriting &c.), configurandosi in tutto e per tutto all’altezza delle più creative realizzazioni degli anni ’60 — ma siamo a metà degli anni trenta, nel profondo dell’Italia fascista e imperialista. -- Oltre alla celebre «Tavolozza delle possibilità tipografiche», «another advertising project, however, receives a positive reception, this one also created during the same period together with Muggiani, marked by an improved economy of means. It is the promotional brochure “Nero A.O.” 1936 for the company Concentra/F.lli Hartmann, and features a new printing ink, appropriately renamed with a nod to the war going on in Africa, as is the photographic idea on the cover; inside, instead, text and images alternate in a clear layout, with large, well-spaced type, printed in color and, on the front, suggestive black-and-white images (photo- montage and typographic compositions) or demonstrative images displaying the product’s qualities (print proofs with different screens)» (Colizzi). -- Fu recensito molto positivamente sul n. IV,2 di «Campo grafico», febbraio 1936, p. 29, che ne proponeva anche copia dell’originale interfoliata (si ricorda qui che la tiratura dei fascicoli di «Campo grafico», in ogni caso, non superava le cinquecento copie). Colizzi, Bruno Munari and the invention of modern graphic design in Italy (PhD thesis Universiteit Leiden 2011), p. 124; manca a Maffei, Munari: i libri
Edizione originale. A fine copy, issued for the Triestine agency MANN & ROSSI, complete with a couple of advertising sheets laid in. One of the most creative among advertising booklets designed by R+M, it involves also the format of the pages: «[…] besides the rationally structured photographic cover, [it] works on the graphic invention of punching out holes in the pages which makes it possible to bring together different coating finishes in two backgrounds designed in a simple, linear style» (Colizzi, Bruno Munari and the Invention of the Graphic Design in Italy, Leiden 2011, p. 161). -- VERY RARE. We found only one institutional holding, in Italy, at the «Raccolta Stampe “Achille Bertarelli”» in Milano. Not in Maffei's bibliography of Munari's artist books. Grafica italiana (Triennale Design Museum 5), Mantova 2012, pp. 222-228
Collezione completa. Insieme in ottime condizioni di conservazione (da segnalare solo tracce di ruggine alla pinzatura di alcuni fascicoli), completo di un rarissimo messaggio dattiloscritto circolare su carta intestata della rivista, che annuncia l’uscita dei due fascicoli complementari a chiusura dell’annata. L’ultima annata della rivista «Note fotografiche», l’“house organ” di AGFA Foto diretto da Alfredo Ornano e stampato a Milano presso la tipografia Lucini anziché Rizzoli dall’8 luglio 1941 al febbraio 1943, è probabilmente la prima esperienza di Albe Steiner come art director. Steiner illustra regolarmente con fotomontaggi pubblicitari la seconda e la quarta di copertina. Sospesa con il numero 10 dell'aprile 1942 «per disposizioni ministeriali», pubblicò nel febbraio 1943 due fascicoli monografici fuori numerazione per completare l’annata: «Fotografare» e «Pose istantanee», al fine di rispettare l’impegno preso con gli abbonati. Copertine fotografiche di W. Benser, Franco Grignani, Giovanni Scheiwiller e altri, stampa a cura del tipografo Lucini. Tra i collaboratori troviamo Guido Piovene, Luigi Veronesi, Giulio Galimberti, R. Muratore, Ermanno F. Scopinich, Pierluigi Erizzo, Federico Vender, Giorgio Mazzonis, Bruno Munari, G. Muggiani, G. Mondaini, A. Bragaglia, G. Pagano, Marcello Nizzoli, S. Pedrotti, Eriberto Carboni. Particolarmente rari i due fascicoli «Fotografare» e «Pose e istantanee», registrati in ICCU in sole tre biblioteche (solo IUAV Venezia e ICCD Roma li possiedono entrambi). 12 volumi
Edizione originale. Esemplare viaggiato annullo postale e francobollo conservato; lievissime tracce della piegatura in quattro, per il in eccellenti condizioni di conservazione. Rarissimo numero unico pubblicato dalle Edizioni d’Italia, ultima e definitiva forma assunta dal gruppo romano che ha attraversato gli anni ’20 sotto varie forme — dalla «Bilancia» a «2000»/«Atlas» passando per «La Ruota dentata» — per confluire in questa impresa editoriale ad altissimo gradiente di qualità e innovazione. Un solo esemplare è registrato nel censimento ICCU, quello della Biblioteca Estense di Modena; manca completamente a OCLC. Non abbiamo notizia di copie apparse in asta o in cataloghi di vendita (mancava al catalogo monografico dell’Arengario S.B. dedicato a Paladini), e indice sicuro dell’estrema rarità ne sia il fatto che manca del tutto ai repertori specialistici dedicati all’argomento: nemmeno un accenno, una riga, una sparuta menzione nelle note a piè pagina. -- Fondata nel 1931 dal ventiquattrenne Armando Ghelardini, l’editrice si distinse subito per un programma ben definito e modernissimo, che si affidava sul versante grafico alla spiazzante inventiva di Vinicio Paladini: collana ammiraglia era «Gli scrittori moderni», dove uscirono i racconti di Barbaro (L’essenza del can Barbone), lo «Spettacolo con farsa finale» di Ghelardini, il «Tatuaggio» di Talarico, l’«Orologio innamorato» di Diotima (il nome d’arte scelto da Meletta Bontempelli, moglie di Massimo). Ma «l’intero catalogo delle Edizioni d’Italia è degno di nota» — come segnalava recentemente Giampiero Mughini (Una casa romana, p. 211): la collana «Documenti», sorta di docu-fiction ante litteram dove uscirono Alvaro, Bontempelli, Pudovchin, Bardi (studiata in un recente convegno su «Literature as Document: Generic Boundaries in 1930s Western Literature», Leiden 2019); la rivista «Occidente», pubblicata in dodici quaderni zeppi di letteratura e segnalazioni culturali che non passavano sugli altri periodici italiani dell’epoca, e tanti altri progetti minori rimasti allo stadio iniziale (una collana artistica; una collana dedicata al cinema). -- «La Freccia d’argento», il cui nome fa riferimento proprio all’organizzazione editoriale sintetizzata nelle frecce disegnate da Paladini, offre anzitutto uno spaccato imprescindibile sulla progettualità in corso nell’officina editoriale di Ghelardini: nomi come A. Gide, R. Neumann, E. Settanni, S. Norman, W. Bonsels, R. Bonanni, un libro sulla «Volgarità nell’architettura» di Vinicio Paladini, e molto altro che non vide mai la luce, mentre le Edizioni d’Italia chiudevano i battenti nel 1935, un po’ per i fastidi che recavano al regime, molto per ragioni squisitamente economiche. Ma il foglio è prima di tutto un capolavoro artistico di Paladini, che non a caso apre — come già era accaduto nella «Ruota dentata» — con una prima pagina tutta affidata al maestro italo-russo, dominata da un grande ‘fotomontage’ («L’arte neoclassica, sotto il severo sguardo della critica, lotta contro le scuole di avanguardia») e corredata da un manifesto eccezionale, come già rimarcato assolutamente ignoti agli studiosi: «Teoria e pratica del fotomontage», composto nello stile futurista e visionario dell’ex-immaginista. Nel resto del fascicolo fotoritratti di tutti gli autori, alcuni assai scherzosi; anticipazioni dai romanzi; «La crisi del libro non esiste» di Lucio Ridenti; un altro fotomonage di Paladini a p. 3 (Molly e Betty ridono pensando al 1900); ampia rassegna stampa e presentazioni dei titoli imminenti.
Raccolta di etichette originali. Non comune raccolta di circa 350 etichette pubblicitarie di aziende tessili dagli anni ‘30 fino agli anni ‘50 raccolte in un album, cm 18x26, copertina in finta pelle nera, di pagine 28 ognuna contenente da 4 a 12 etichette di varie dimensioni.
Edizione originale. Più che buon esemplare, quasi ottimo (normale lieve consunzione perimetrale della copertina, e lievi segni “da scaffale”), completo del talloncino originale con il prezzo in terza di copertina. Terzo libro di Munari dedicato alle forme basilari, come si evince dalla prefazione: «il triangolo equilatero è una delle tre forme basilari insieme al cerchio e al quadrato». «Il quadrato» e «Il cerchio» erano usciti rispettivamente nel 1960 e nel 1964. Maffei, Munari: i libri (2008), p. 142
Prima edizione così, prima tiratura. Più che buon esemplare, quasi ottimo (normale lieve consunzione perimetrale della copertina, lievi segni “da scaffale” e dorso appena scolorito), completo del talloncino originale con il prezzo in terza di copertina. Il libro segue, con alcune modifiche (per esempio il testo introduttivo), la falsariga dell’originale lavoro su «Il quadrato» pubblicato nel 1960 con le edizioni «All’Insegna del Pesce d’oro» di Vanni Scheiwiller. Nella collana Zanichelli «Quaderni di design» va ad affiancare, invece la monografia dedicata al «Triangolo» (1976). -- Nota tecnico-bibliografica: la prima tiratura di questo libro va verificata al colophon (p. [2]), laddove la voce «Ristampa» deve cominciare con il numero «1» (se comincia con un numero diverso si tratta della relativa ristampa). Maffei, Munari: i libri (2008), p. 146
Prima edizione, prima tiratura. Più che buon esemplare, quasi ottimo (normale lieve consunzione perimetrale della copertina e lievi segni “da scaffale”). Raccolta di esempi di design pieghevole: dépliant, ombrelli, mobilio, tende e tutto ciò che modificando la propria forma per costituzione — come l’essere umano, viene suggerito in apertura — riduce il proprio ingombro. Libro fattosi nel tempo piuttosto raro, curato dall’ex specialista di design di suppellettili di «Domus», già autrice di un paio di monografie molto esaustive sulla storia del design di mobili italiano. -- Nota tecnico-bibliografica: la prima tiratura di questo libro va verificata al colophon (p. [2]), laddove la voce «Ristampa» deve cominciare con il numero «1» (se comincia con un numero diverso si tratta della relativa ristampa). Maffei, Munari: i libri (2008), pp. 226-227