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br. Ai tempi del #MeToo, di "Ni Una Menos", dei femminicidi e dei nuovi femminismi, è necessario tornare a riflettere sul genere. Non sulla cosiddetta e inesistente gender theory, lo spauracchio che è lecito chiamare reazionario, perché reagisce alla messa in questione degli stereotipi. Bensì è necessario riflettere sul modo in cui femminile e maschile sono culturalmente costruiti, nella lingua e dalla lingua, nei e dai diversi sistemi di significazione. Il femminismo, infatti, non è solo il movimento politico e sociale che ha già determinato importanti cambiamenti sia nella nostra vita che nella legislazione del nostro paese (mentre il costume e la politica nazionale sembrano piuttosto proporre regressioni). Il femminismo non si esaurisce nemmeno nella pur necessaria critica filosofica al cosiddetto patriarcato. Il femminismo è anche un pensiero teorico profondo e variegato sui processi attraverso cui il soggetto si costituisce in quanto sessuato. Si tratta di processi innanzitutto testuali, che interpellano perciò lo specifico sguardo della semiotica. Di tali processi questo volume offre una panoramica: riconosce ai testi (di letteratura, di cinema e tv, ma anche del web e dei social network) la rilevanza e l'attenzione di cui sono degni, per individuare e affinare gli strumenti teorici e analitici più utili per indagare le rappresentazioni di genere. Una nuova introduzione, alcuni capitoli aggiuntivi e un'accurata revisione e riscrittura integrano alla prima edizione di questo testo i necessari aggiornamenti teorici, tematici e bibliografici.
br. Il volume raccoglie contributi sul discorso pubblicitario esaminato secondo un approccio linguistico-comunicativo e semiotico, rispettando quindi la peculiare natura segnica verbo-visiva propria dell'advertising. I saggi offrono un ventaglio di prospettive e di analisi e propongono un corpus significativo, senza mai trascurare la complessità delle diverse pratiche persuasive e manipolative pubblicitarie, spesso raffinate e strategicamente mirate al target group che i messaggi e le immagini intendono catturare. Partendo dal testo pionieristico di R. Barthes "Rhétorique de l'image" del 1964, considerato il fondamento degli studi sulla semiotica della pubblicità, e tenendo conto della rilevante incidenza sociale dell'advertising, vengono esaminate le forme di comunicazione della pubblicità dell'abbigliamento femminile dominanti nel corso degli anni. Sono pure sottoposti ad analisi semiotica alcuni spot corrispondenti a cinque modelli di auto monovolume specchio della rappresentazione valoriale della famiglia. Viene indagata anche la retorica di un genere particolare come quello del linguaggio pubblicitario del calcio carico di contenuti ideologici e viene inoltre dimostrata la potenzialità interlinguistica e cross-culturale dei testi pubblicitari nella didattica delle lingue straniere. Conclude questa sìlloge un'analisi dei tipi di citazione di famose locuzioni latine negli annunci, quali efficaci manifestazioni linguistiche della valenza intertestuale e della forza persuasiva delle sentenze antiche nel discorso pubblicitario.
In-8°, cm 21, pp. XII, 110, con una carta geografica. Brossura editoriale con titoli in rosso e nero al piatto. Due piccole mancanze al margine esterno della copertina, generale ingiallitura esterna e qualche fioritura nel testo, nell'insieme ben conservato. Collana Manuali di filologia e storia. Prima edizione.
8°, cm 21, pp. VI, 258, brossura editoriale, eccellente conservazione. Seconda edizione.
Divis Jan I marchi negli oggetti d'argento. La Spezia, Melita 1989 italian, 247 BTT68 Copertina rigida, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla sovracoperta, copertina e interno in ottimo stato, legatura salda, illustrato in b\n 247 pagine circa Copertina come da foto
br. Il volume propone molteplici percorsi nei prodotti mediali contemporanei tra film e serie televisive, trailer e web partecipativo, opere di videoarte. Teorie e metodologie della sociosemiotica dei media sono declinate come semiotica del sensibile e dell'esperienza, soffermandosi in particolare sulle figure legate alle corporeità e agli oggetti tecnologici. Vengono indagate, ad esempio, le trasformazioni narrative e discorsive portate nei film dai telefoni cellulari, o le invenzioni figurative degli oggetti che popolano i film di fantascienza. La sociosemiotica dei media diventa uno strumento per analizzare le "passioni sensibili" del contagio e dell'abitudine nella letteratura e nel cinema, oppure i regimi percettivi alterati nei racconti delle esperienze tossiche. Le analisi dei trailer cinematografici si aprono alle pratiche ludiche della rete e alle forme ibride di remix e fake trailer, accanto alle complesse saghe intermediali del "Cremaster Cycle" di Matthew Barney, o, invece, a serialità più canoniche come la prima stagione del "Dr. House". Narratività, sensorialità e passioni, corpi e oggetti, entrano così a far parte di più ampi regimi di senso, e di logiche del sensibile, che intessono le diverse testualità del cinema e dei media dell'era digitale.
In-8 (Cm 24 x 17), pp. 66 brossura editoriale. Collana Documenti di lavoro e pre-pubblicazioni 280-281-282 Gennaio-Febbraio-Marzo 1999 serie F (Semiotiche visive e audio-visive). OTTIMO - Strategie della defigurazione - Autoritratto e metapittura. Note sugli affreschi di Luca Signorelli nella Cappella Nova del Duomo di Orvieto - Il tableau-vivant come equilibrio di forze dinamiche - Des Vérités au singulier (Lingua Francese)
leggerissimi segni bdel tempo
pp. 636, in 8°, bross. con sopracoperta, Studui Bompiani
<p>21,5 cm, cartoncino con sovracop. illustrata, p. 369, (4), una figura n.t.</p>
br. Uno dei temi cruciali della semiotica, dell'ermeneutica, della teoria della comunicazione, dello studio dei media (e ancora a lungo potremmo continuare) è il tema dell'interpretazione: quali sono i suoi limiti, i suoi vincoli, i suoi criteri, le liberta che il lettore/fruitore si puo prendere? Di questo parlano i saggi raccolti in questo volume, che viaggiano fra la critica della tradizione ermetica, l'esplorazione delle interpretazioni più incontrollate di Dante, Leopardi, Joyce, la riflessione sulla comunicazione intracellulare tra DNA e RNA e le confessioni personali dell'autore come lettore degli interpreti del "Nome della rosa" e del "Pendolo di Foucault".
In-8° (21,3 x 13,4 cm), pp. XVI, 454, (16), copertina editoriale con sovraccoperta illustrata a colori. Qualche piccolissimo, lievissimo segno d'umido al taglio di testa. Normale patina del tempo alle pagine, con leggere arrossature dovute al tipo di carta. Per il resto, molto ben conservato, in ottimo stato. Nella collezione "Studi Bompiani", sezione "Il campo semiotico", a cura di Umberto Eco. Prima edizione, ottobre 1997. Indice: Introduzione. 1. Sull'essere. 2. Kant, Peirce e l'ornitorinco. 3. Tipi cognitivi e contenuto nucleare. 4. L'ornitorinco tra dizionario e enciclopedia. 5. Note sul riferimento come contratto. 6. Iconismo e ipoicone. Appendice 1. Sulla denotazione. Appendice 2. Croce, l'intuizione e il guazzabuglio. Note ai capitoli. Riferimenti bibliografici. Indice degli autori citati.
In 8°; XVI, 454, (2) pp. Brossura editoriale illustrata a colori. Prima edizione in tiratura limitata ed in ottime condizioni di conservazione. Ancora a fogli chiusi. “Quest'opera è stata composta dalla Fotocomposizione Grande di Monza per conto della Casa Editrice Bompiani. L'edizione originale di Kant e l'ornitorinco è stata stamapta dalla S.A.T.E. in zigonia verdellino su carta vergata cream delle cartiere Fedrigoni in 500 esemplari numerati riservati all'Aldus Club Associazione Internazionale di Bibliofilia – Milano ottobre 1997, Esemplare N. 85/500”. L'opera rappresenta una pietra miliare del pensiero filosofico di Umberto Eco e della semiotica ed è diventato, oggi, un testo classico della semiotica internazionale. L'opera è una dottissima riflessione dedicata al valore dell’ontologia e le scienze cognitive nell'ambito della di percezione del reale e dell'iconico a partire dalla filosofia aristotelica, attraverso Heidegger, fino alla riflessione novecentesca. Prima edizione, in tiratura limitata di soli 500 esemplari, rarissima a reperirsi ancora a fogli chiusi.
8°, BROSSURA, SOVR. FIG.A COLORI (DISEGNO DI T. PERICOLI - GRAFICA A. SAVOIA), PG. XVI 454 (16), CON BIBLIOGRAFIA FINALE E INDICI, OTTIMO STATO. PRIMA EDIZIONE.
448pp., 22cm., br.orig.
Collana Nuovi Saggi Italiani - Introduzione - Il segnale e il senso - La frontiera semiologica - Indice degli autori citati 1 21,5x13,5 cm., in brossura, pp. 431 (1), alcuni schemi nel testo, 4 tavole di pubblicit? fuori testo, prima edizione, in italiano, buone condizioni. Allegati: scheda editoriale e cartoncino segnalazioni Il segnale e il senso - Le comunicazioni visive - Semiologia dell'architettura - Le articolazioni del codice cinematografico - Retorica della pubblicit? - Critica dello strutturalismo ontologico - Le frontiere della semiologia
br. Uscito nel 1968, questo libro poneva il problema di una teoria semiologica unificata, quando la discussione sui fondamenti e i limiti di questa disciplina erano ancora agli inizi. In un secondo luogo, nel vivo del dibattito sullo strutturalismo, criticava gli abusi e le degenerazioni "ontologiche" di quello che veniva riproposto come un metodo: e così facendo lasciava intravedere quale sarebbe stata la sorte dell'ondata strutturalista, la sua crisi e il suo riflusso, "La struttura assente" ha suscitato un vivace dibattito nel nostro paese ed e stato tradotto in francese, tedesco, spagnolo, portoghese, serbo-croato e polacco, in questa edizione il testo è corredato da un'ampia introduzione che ne ricostruisce i punti di partenza storico-culturali e riassume i problemi emersi dalle discussioni che suscitò al suo apparire.
8°, BROSSURA, PG. 239 (9), BUONO STATO. PRIMA EDIZIONE. (C)
In-16° (cm. 19), pp. 239, (11). Bross. edit.