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Il Virgilio Riccardiano (Ms. Ricc. 492). Vergilius Publius Maro: Bucolicon, Georgicon, Aeneis Biblioteca Riccardiana, Firenze. ArtCodex, Modena, 2002. Riproduzione in facsimile delle Bucoliche, Georgiche, Eneide di Virgilio con miniature che rappresentano il viaggio di Enea ambientato città di Firenze al tempo di Lorenzo il Magnifico. Legatura in pelle con cornici di filetto impresse a secco sui piatti. Formato 20x31 cm. Pagine 512. Commentario (21x31 cm. pagine 173) in italiano. Cofanetto in legno pregiato, formato 34x44x13 cm. Tiratura limitata e numerata di 999 copie. Condizioni ottime.
Libro d’Ore di Bonaparte Ghislieri (Libro d’Ore del Perugino, Hours of Bonaparte Ghislieri). British Library, Yates Thompson MS 29, Londra. Franco Cosimo Panini Editore, 2007. Riproduzione in facsimile del manoscritto con miniature, a piena pagina, realizzate dal Perugino altri miniatori quali Lorenzo Costa, Amico Aspertini, Francesco Francia, Matteo da Milano. Legatura in marocchino con, sui piatti, due castoni di pietre dure e due medaglioni centrali raffiguranti l’Annunciazione. Formato 15x21 cm. Pagine 270. Commentario, in italiano, di Benevolo Giancarlo, Kidd, Peter e Medica Massimo. Cofanetto di custodia. Tiratura limitata e numerata di 980 copie. Condizioni ottime.
Album in 4° oblungo cm. 50x35, br. orig. color verde con ill. xilografiche dell'A. (Il Martirio sulla prima di copertina e dati editoriali con figura alla seconda di copertina), legatura con corda verde. Contiene 12 xilografie impresse al recto, e come da prefazione dell'A. tratte dal suo quadro "La benedizione dei morti nel mare": La Bendizione dei morti in mare - La cattiva notizia - Il vicinato - Il ritorno - Particolare del ritorno - Il naufrago - La madre - Particolare del naufrago - L'attesa - L'offerta - La preghiera - (Madre con bambino) pag. della pref. Rara raccolta di Lorenzo Viani, con firma autografa dello stesso. Buon es.
Tempera su carta incollata su cartone cm. 40,5x30,4. Non firmata ma corredata da autentica di Enrico Dei archiviata nel 2015
Carboncino su carta, cm.40x49, firmato in basso a destra 'Lorenzo Viani'. L'opera è corredata da autentica di Enrico Dei archiviata nel 2016
Incisione a bulino, mm. 220x118 alla battuta + c.ca mm. 2 di margini bianchi, applicata su carta settecentesca. Buona prova con monogramma "L M" prima dell'apposizione del n° 8 nell'angolo inferiore dx. "... copia nello stesso verso di un'incisione del Raimondi da disegno di Raffaello. L'assegnazione della lastra al Musi è controversa, dato che l'artista è semisconosciuto e si citano solo cinque stampe con le sue iniziali ..." Cfr."Raffaello e l'incisione europea dal Cinquecento all'Ottocento pp. 22 del 2020. Reggio Emilia " Minime tracce di foxing
London, A. Strahan, T. Cadell Jun. and W. Davies, 1796, voll. 2 in-4, mezza pelle moderna, titolo in oro ai dorsi, pp. (4), XXVI, (2), 320 136 - (4), 312, 48, 112, 12. Con ritratto del Magnifico inciso in rame in antiporta, vignette raffiguranti le armi Medici ai frontespizi ed altre vignette incise nel testo: medaglie, ritrattini, una veduta di Palazzo Medici. Qualche leggero effetto di antica umidità. Margine esterno di un'occhietto rinforzato. Buon esemplare, in barbe. Sui frontespizi firma di possesso coeva: “Fabbroni from Lord Holland”.
Carboncino su carta, cm. 35x30, firmato in basso a destra 'Lorenzo Viani'. L'opera è corredata da autentica di Enrico Dei archiviata nel 2018
Firenze, Ciardetti e Daddi, 1804-18, voll. 3, in-4, ben rilegati in mezza pelle con iscrizioni e fregi oro sui dorsi. Completo del ritratto del Cianfogni alla pag. IX e della tavola raffigurante la Basilica di San Lorenzo, alla pag. 126 del tomo II della Continuazione.
Acquaforte misure: mm 317 × 247 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto. Oggi è considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto -secondo Bartsch- nelle quali si evince qualche incertezza nell’uso delle morsure. In questa grande stampa, tratta da un'invenzione di Guido Reni, viene rappresentata all'interno di un paesaggio la Sacra Famiglia in fuga. Sotto delle alte palme, sulla sinistra, vediamo la Vergine vestita con un abito riccamente panneggiato mediante forti contrasti chiaroscurali che regge avvolto tra le fasce il Bambin Gesù dormiente. Alle sue spalle San Giuseppe, un uomo anziano dalla barba e dai capelli bianchi, assiste premuroso alla scena intima, colma di amore. In basso sulla destra un putto dona un fiore a Maria preso dal vassoio che regge nella mano sinistra. In basso a sinistra "G.R.IN" e a destra "L.Loli". Tutta la composizione è giocata su una ricerca di luci che creano un effetto grigio-argenteo conferendo solennità alla scena. Impressione eccellente, dai neri delicati. Ottimo stato di conservazione. Minimi margini oltre la battuta del rame. Stato unico. Filigrana: cerchio con iscritto un motivo non identificabile. Bibliografia: Bartsch, vol. 19, pag. 94, 1; TIB vol.42, pag. 127, 1 (165).
2 vols., 8vo., First Edition in English, with 4 full-page pedigrees in the text, some light spotting to first few leaves of each volume; handsomely bound in burgundy full morocco, back gilt with five raised bands, second and fourth compartments lettered and ruled in gilt, all other compartments tooled and ruled in gilt, uncut, a most attractive copy ideal as a gift or for presentation. Dedicated to his close friend Gino Capponi, von Reumont's definitive biography was first published in Leipzig in 1874. A lovely copy.
In-8° (255x185mm), pp. XII, 109, (3), brossura editoriale marroncina con illustrazione xilografica in b.n. di Lorenzo Viani. Testo entro filetto tipografico rosso. 12 xilografie in b.n. f.t. (compreso il frontespizio) di Lorenzo Viani. Intonso, in bello stato. Prima e unica edizione, impressa in 1000 copie, di questo diario della Grande Guerra adorno delle strabilianti xilografie di Viani, fra le più pregevoli della sua produzione grafica. A cura della Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra, sezione di Bagni di Montecatini. Italiano
2 lingua: italiano Opera in 2 volumi, legat. edit. in tela con sovrac. illustrata e cofanetto, cm 30x22, Vol. I: pag. XX + 811, con 134 tavv a colori applicate alle pagine e 337 illustr. in b.n., ampio testo critico; Vol. II: pag. 501, con circa 498 illustraz. in b.n., con le 2.414 schede del repertorio cronologico delle opere, bibliografiche e varie appendici - A cura di Angelo Dragone - Splendida monumentale monografia sul grande artista biellese (Pollone 1840, Torino 1908) edita a cura della Cassa di Risp. di Biella - Ottimo esemplare.
Acquaforte misure: mm 192 × 141 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. Il soggetto di questa incisione deriva da un’idea di Giovanni Andrea Sirani (Bologna 1610 – Bologna 1670). Sotto una tenda drappeggiata e aperta, che ci permette di osservare un muro sullo sfondo, vediamo tre putti. Il primo sulla sinistra a fatica sorregge uno stemma con incisa la dedica da Vittorio Serena (?) al Signor Filippo Guastavillani, notabile della città di Bologna poi cardinale dal 1574. Il secondo è dietro lo stemma che guarda un punto in lontananza e a destra troviamo l'ultimo con le ali dispiegate, arco e frecce, che guarda lo spettatore e indirizza attraverso la mano destra il suo sguardo. In basso a sinistra "G.A. Sirano In.", a destra "L.LL. F." Impressione eccellente nello stato unico. Foglio rifilato lungo l’impronta del rame, carta ingiallita. L’incisione si presenta applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 91, n° 26; The Illustrated Bartsch, vol. 42, 26 (179).
cm. 26,5 x 39,5, 2 tomi di 1172 pp. 8400 gr. 1172 p.
Interessante carteggio di Michelangelo Billia indirizzato allo scrittore Odoardo Campa. Studioso di filosofia Billia fondò la rivista filosofica Nuovo Risorgimento (1891), fu Arconte del Sillogo Filellenico per la Confederazione orientale. Polemista violento, sostenne con tenacia il rosminianesimo, specialmente contro i neotomisti.
Acquaforte misure: mm 188 × 142 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. In questo foglio, semi nascosto da un drappo tenuto alzato da un tronco di un albero, viene rappresentato il giovane Ercole nudo. Egli è sdraiato, colto in una posa plastica nella sua culla; i riccioli incorniciano il volto e lo sguardo e la bocca aperta attirano l'attenzione dello spettatore sul serpente. L'animale si annoda sul braccio destro ma Ercole con forza afferra la sua testa e tenta di strangolarlo, nel frattempo un altro serpente che sta salendo dalla culla è stretto nella morsa della mano sinistra. Questa incisione, con altre diciotto di simile soggetto allegorico incise anche da Girolamo Scarsello, venne concepita per illustrare un volumetto dedicato al Machese Filippo Guastavillani, una di queste stampe reca la data 1641. Impressione eccellente, fortemente inchiostrata nello stato unico. Foglio rifilato lungo l’impronta del rame, carta ingiallita. Piccoli fori sulla spalla sinistra di Ercole. L’incisione si presenta applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 178, n 24.
Acquaforte misure: mm 267 x 376 Architetto e pittore italiano. Iniziò studiando privatamente pittura con Vespasiano Bignami e Roberto Fontana per poi, nel 1909, laurearsi al Politecnico di Milano in ingegneria. Dal 1904 progettò l'ospedale di Luino, quindi presso il Cimitero Monumentale di Milano e sempre a Milano progetta la chiesa del Sacro Cuore ai Cappuccini in viale Piave. Considerato uno dei più importanti architetti milanesi del Novecento fu anche storico dell'architettura e pubblicista, partecipò a diverse Biennali. Viene ricordato soprattutto per il complesso progetto della sede del palazzo della Borsa a Milano, conosciuto come Palazzo Mezzanotte terminato nel 1931 è una sintesi dell'architettura moderna. Durante la Prima Guerra Mondiale, a cui partecipò come ufficiale del genio, conobbe e strinse amicizia con Giò Ponti il quale divenne suo allievo per le tecniche incisorie e suo collaboratore nella decorazione interna di molti progetti. Presso il Castello Sforzesco di Milano (Raccolta Bertarelli) si conserva la serie completa di incisioni realizzate fino al 1939, fantasie architettoniche o vedute cittadine, eseguite con l'acquaforte, la cera molle o l'acquatinta, oggi certamente rare poiché parte della tiratura andò perduta con i bombardamento del suo studio. L'ecclettismo di Mezzanotte si inserisce in quella schiera di architetti come Luca Beltrami e Camillo Boito, che consideravano l'arte come il risultato di più attività creative. In questa stampa viene rappresentato l'abside della Basilica di San Lorenzo a Milano vista dal parco della Basiliche. La scena è spoglia, la neve copre i tetti e il suolo, si percepisce un senso di straniamento, di silenzio ovattato. Il taglio diagonale conduce l'attenzione dello spettatore verso la massa scura della cupola ottagonale sormontata da una lanterna realizzata nella seconda metà del XVI secolo su progetto di Martino Bassi. Si vedono tre delle quattro torri campanarie che avevano la funzione di contenimento del carico della cupola e la serie di cappelle che si ramificano dal corpo centrale. In primo piano sulla sinistra, due donne rompono il silenzio creato dalla neve. Il tratto netto e incisivo accentua in chiaroscuro e accende il candore della coltre bianca. La scena è costruita impiegando un tratteggio corto e irregolare, le superfici appaiono vibranti, si percepisce il senso della luce. Il cielo è privo di un qualsiasi segno grazie anche ad un'accurate pulizia dell'inchiostro in fase di stampa. Presso la Raccolta Bertarelli si conserva un'altra lastra molto simile per soggetto ma di formato differente (Mod 49-11). Impressione eccellente, dai neri intensi impressa su carta avorio compatta. Ottimo stato di conservazione eccetto qualche piega nella carta. Ampi margini oltre la battuta del rame. Al verso etichetta dell'archivio Sandro Angelini n. 645272. Oltre l'inciso nel margine inferiore a matita: 3/35 e firma; con una grafia moderna è stato aggiunto: arch Paolo Mezzanotte - Milano. Bibliografia: P. Bellini, L’incisione in Italia nel XX secolo, Milano 1992, pp. 118; A. Burg, Novecento milanese, Milano 1991, p. 31; A. Melchiorre, L'opera grafica di Paolo Mezzanotte, tesi di laurea, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 2009-2010; Milano attraverso le stampe, i disegni e i graffiti di un architetto del Novecento, catalogo mostra, a cura di E. Giacomini Miari, E. Mero, Roma 2018, p. 32
Mm 315x430 Volume rilegato che raccoglie le annate 1893-1895 del periodico mensile di pp. 216, con numerose illustrazioni in bianco e nero e tavole in prevalenza in bianco e nero. Legatura assai allentata, con pagine parzialmente distaccate, ma opera completa. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Acquaforte misure: mm 182 × 132 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. In questa stampa, tra botti di vino e fiasche vengono rappresentati due putti. In primo piano un putto è sdraiato comodamente a terra su di un tessuto panneggiato posizionato su di un cuscino. I riccioli gli incorniciano il volto, guarda intensamente l'altro soggetto e ha il braccio sinistro alzato mentre con l'altro sorregge la fiaschetta contenente il vino. L'altro putto si trova alle sue spalle, è chino in avanti e tra le braccia afferra il contenitore del vino e lo porta alla sua bocca. Impressione eccellente, dai neri delicati. Ottimo stato di conservazione. Minimi margini oltre la battuta del rame. Al verso disegno a matita nera raffigurante San Giuseppe con in braccio il Bambin Gesù (?). L’incisione si presenta applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 176, n 21.
Acquaforte misure: mm 188 × 142 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. Nel foglio, immersi in un paesaggio bucolico caratterizzato da rocce e fronde di alberi, vengono rappresentati tre putti. A figura stante due putti, avvolti in tessuti drappeggiati sorreggono una pesante brocca per versare del vino. La loro posa e il loro sguardo evidenziano la fatica. In primo piano è colto sdraiato su di una brocca il terzo putto, con il braccio destro alzato per sorreggere un calice nel quale viene versato del vino e dietro di lui, sulla destra, si scorge il muso di un cavallo. In basso a sinistra, inciso, "L. Lol.F". In alto a destra, oltre l'immagine, a penna in grafia antica il numero 13. Impressione eccellente nello stato unico. Ampi margini oltre la battuta del rame. Ottimo stato di conservazione, eccetto qualche macchia sul foglio. L’incisione è applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 179, n 27.
Acquaforte misure: mm 164 × 130 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. In questo foglio viene raffigurato cupido colto in una posa classica che teneramente giace su dei cuscini lasciati a terra, la scena si svolge all'interno di una tenda lasciata aperta in modo da mostrare allo spettatore il paesaggio sullo sfondo caratterizzato da un esile arbusto e da delle rocce. Il dio dell'Amore è assopito, ha gli occhi chiusi e la bocca aperta e a terra possiamo notare abbandonati l'arco e le frecce. Buona impressione nello stato unico, foglio rifilato lungo l’impronta del rame, carta ingiallita, una macchia nell’angolo superiore destro del foglio e un piccolo foro sul ventre di cupido. L’incisione è applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 91, n° 20; The Illustrated Bartsch, vol. 42, 20 (176).
Astuccio editoriale in tela (cm. 52x36,5) contenente 4 cc.nn. (frontespizio, testo, descrizione delle tavole) e 6 magnifiche litografie acquerellate a mano: dedicate alla cattedrale di S. Lorenzo, il più insigne manumento sacro della città di Genova con ben otto secoli di storia, sono state realizzate dal pittore ligure Rino Valido (nato a Varazze nel 1947) di cui viene data una breve biografia in un dépliant allegato. Le bellissime tavole raffigurano particolari della cattedrale: Cristo in cattedra benedicente nella vasta lunetta centrale - episodio della Visitazione, il secondo delle sette storie della Vergine - i grandi leoni dello scultore Carlo Rubatto - formella con la figura della Vergine col Bambino - particolare di un affresco, una delle poche pitture superstiti tra quelle che nel medio evo dovevano rivestire le pareti della cattedrale - sontuoso baldacchino della cappella”. Come precisato, le litografie sono state “incise su pietra, acquerellate a mano, tirate in 60 esemplari con prova e tiratura su torchi a mano, pietre biffate dopo la stampa”, tutte firmate dall’artista. Esemplare ben conservato.
Inchiostro su carta da taccuino, cm. 18x14. Descrizione di pugno di Lorenzo Viani firmato sul retro. Leggerissima ossidazione della carta. Il disegno è corredato da autentica di Enrico Dei.
Acquatinta misura: mm 228 x 284 Importante acquafortista e disegnatore attivo per lo più a Milano. Autore di un gran numero di vedute fu il principale illustratore dell'Album Esposizione di Belle Arti in Milano. Tale album venne pubblicato annualmente dal 1839 al 1861 prima da Carlo Canadelli e poi da Giuliano Canadelli e C., in forma di strenna con tavole ritraenti le opere esposte annualmente presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Egli fu un abile e attento vedutista capace di cogliere il bello della vita quotidiana tanto incidendo da sue stesse invenzioni quanto riproducendo dipinti o fotografie di altri autori. A tal proposito vale la pena ricordare la serie di vedute milanesi e non per un totale di 119 tavole da Dagherrotipo, primo esempio di impiego della fotografia quale modello per le incisioni. In questa stampa che fa parte della serie da Dagherrotipo viene rappresentata una veduta ancora molto amata di Milano, uno dei rari scorci superstiti della Milano imperiale. Quella che vediamo è una rappresentazione del colonnato di San Lorenzo prima delle demolizioni che coinvolsero gli edifici circostanti nel 1935. Infatti, tra le 16 colonne in marmo alte sette metri con capitelli corinzi e la Basilica, si può vedere uno tratto del gruppo di case popolari che occupava l'attuale sagrato. La composizione è vivacemente animata da persone in strada colte in pose e atteggiamenti diversificati: c'è chi prega inginocchiato davanti a una grande edicola votiva con l'immagine di Cristo, chi si affaccia dal negozio di liquori sulla sinistra, e chi si incontra e passeggia: un curato, un agente, una donna in costume della Brianza, un venditore di immagini e nastri...Delicati contrasti chiaroscurali suggeriscono una giornata di sole e creano una luce argentea che invade la scena. In basso oltre l'immagine, incisi titolo autore e editore Ferdinando Artaria e figlio. Impressione eccellente. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Timbro a secco a sinistra: Artaria. Un altro esemplare è conservato presso Milano (MI), Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche. Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli Bibliografia: P. Arrigoni (a cura di) Milano nelle vecchie stampe, n.193