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Zürich, Kunsthaus, 9. september - 8. Oktober 1967, in-8, br., pp. 15. Con 6 tavv. in b.n. e nota biografica.
ill. Lo Shin Jin Mei qui commentato da Deshimaru è una delle opere fondamentali dello Zen, e la tradizione lo attribuisce a Sosan, in cinese Seng ts'an (Gemma del Sangha) ovvero Sengcan, il maestro che nel 551 incontrò il secondo patriarca Eka (o Huike), che lo designò come suo successore e gli ordinò non di andare a insegnare, ma di restare in meditazione sulle montagne. Morì nel 607, dopo più di vent'anni di eremitaggio e di vita errante. Gli studi più recenti sono propensi a considerare lo Shin Jin Mei come una compilazione di massime Ch'an della Scuola del Nord fondata da Doshin (Daoxin), il successore di Sosan. Alcuni studiosi ritengono, anzi, che Doshin sia il vero autore del testo. Le ricerche storiche e le loro conclusioni, per quanto indispensabili, sono però estranee alla bellezza e alla profondità dei versi. Come sempre, solo il commento di un maestro autentico può spiegare il senso di un testo antico e i suoi passaggi più oscuri. Non è con la ricerca intellettuale o filologica o con l'erudizione che si può comprendere quest'opera, ma attraverso la pratica della meditazione e le spiegazioni di una persona che l'ha praticata assiduamente, come Taisen Deshimaru. Il suo commento diventa parte integrante del testo originale e fa di questo libro una delle opere più profonde e illuminanti mai scritte sull'essenza non solo dello Zen, ma del buddhismo in sé. E poiché si tratta di una comprensione che avviene con tutto l'essere, si esprime anche nella bellezza delle calligrafie e dei dipinti con cui Deshimaru stesso ha voluto integrare il testo.
ill. Lo Shin Jin Mei qui commentato da Deshimaru è una delle opere fondamentali dello Zen, e la tradizione lo attribuisce a Sosan, in cinese Seng ts'an (Gemma del Sangha) ovvero Sengcan, il maestro che nel 551 incontrò il secondo patriarca Eka (o Huike), che lo designò come suo successore e gli ordinò non di andare a insegnare, ma di restare in meditazione sulle montagne. Morì nel 607, dopo più di vent'anni di eremitaggio e di vita errante. Gli studi più recenti sono propensi a considerare lo Shin Jin Mei come una compilazione di massime Ch'an della Scuola del Nord fondata da Doshin (Daoxin), il successore di Sosan. Alcuni studiosi ritengono, anzi, che Doshin sia il vero autore del testo. Le ricerche storiche e le loro conclusioni, per quanto indispensabili, sono però estranee alla bellezza e alla profondità dei versi. Come sempre, solo il commento di un maestro autentico può spiegare il senso di un testo antico e i suoi passaggi più oscuri. Non è con la ricerca intellettuale o filologica o con l'erudizione che si può comprendere quest'opera, ma attraverso la pratica della meditazione e le spiegazioni di una persona che l'ha praticata assiduamente, come Taisen Deshimaru. Il suo commento diventa parte integrante del testo originale e fa di questo libro una delle opere più profonde e illuminanti mai scritte sull'essenza non solo dello Zen, ma del buddhismo in sé. E poiché si tratta di una comprensione che avviene con tutto l'essere, si esprime anche nella bellezza delle calligrafie e dei dipinti con cui Deshimaru stesso ha voluto integrare il testo.
Libro in buono stato, sovraccoperta leggermente strappata
Broché. 233 pages. 21x23cm.
Mm 150x210 Collana "Civiltà dell'Oriente". Brossura editoriale, sovraccoperta originale, 158 pagine. Libro in ottimo stato complessivo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Questo libro è il frutto di un lungo e meticoloso lavoro di raccolta e selezione di scritti e riflessioni che raccontano l'esperienza di danzatrice classica professionista, ricercatrice e monaca zen dell'Autrice; un ricco materiale conservato su quaderni, diari, stralci di riviste e foglietti in un arco di tempo che abbraccia più di quarant'anni. Motivo centrale è la costante attenzione per la trasformazione del corpo-mente che si apre, cambia, si esprime e ritorna. Il passato, accennato qua e là negli aneddoti di vita e nelle parti biografiche, si fonde nel presente, tracciando la via di una progettualità che rivela sé stessa nelle sue interazioni con il quotidiano e l'impegno sociale. Il lettore viene accompagnato in un percorso circolare, senza inizio né fine, capace di ispirarlo e di indurlo ad arrendersi al movimento. Anche a quello della parola scritta, dell'aforisma e della poesia, in un ritmo che si compone miracolosamente da sé momento per momento. Il libro è arricchito dai contributi di James W. Heisig, filosofo e Direttore Emerito del Nanzan Institute for Religion and Culture di Nagoya (Giappone), e del maestro Shohaku Okumura, una delle figure più autorevoli del lignaggio Zen Soto in Nord America.
New Turkish Paperback. Roy. 8vo. (23 x 16 cm). In Turkish. 104, [7] p., b/w ills. Savas Sanatlari'nda zen yolu. Beden, zihin ve ruh'un egitilmesi, ki'nin güçlendirilmesi. Translated by Selim Yeniçeri.
Albin Michel, Spiritualités vivantes, 1984, 316 pp., poche, bon état.
Broché. 366 pages.
In-8° pp. 330 con 32 tav. f.t. Bross.e dit. ill. Come nuovo.
brossura Lo zen è la dottrina segreta trasmessa, al di fuori delle scritture, dallo stesso Buddha al suo discepolo Mahakaçyapa, introdotta in Cina verso il VI secolo da Bodhidharma e poi continuatasi attraverso una successione di maestri e di "patriarchi" sia in Cina che in Giappone, ove la sua influenza perdura e lo zen ha ancora oggi i suoi rappresentanti e le sue sale di meditazione (Zendo). Chi del buddhismo avesse le errate idee popolari a base di annichilamento e di nirvana estatico, troverà invece il buddhismo, presentato come una dottrina dell'illuminazione e della libertà spirituale.
ill., br. Stanchezza e stress possono portare tristezza e infelicità nella nostra vita, fino ad aprire le porte al dolore. In questo libro, il quinto della serie dedicata alla consapevolezza nei vari momenti della quotidianità,Thich Nhat Hanh condivide alcuni pensieri e tecniche per rallentare il ritmo di giornate sempre più frenetiche e ritrovare, così, l'equilibrio e il benessere. Queste brevi meditazioni sul riposo, sulla guarigione e sulla solitudine sono strumenti utili per rilassarsi in qualsiasi luogo ci troviamo, e per ricercare la nostra personale strada verso un rilassamento più profondo e consapevole.
All’interno il libro è illustrato con dei piccoli disegni in nero. La copertina in cartone di colore bianco è illustrata con un disegno a colori, si presenta leggermente scurita ed ha il bordo stanco. Il dorso è un po' annerito e ci sono delle pieghe da lettura. Le pagine all’interno sono leggermente brunite dal tempo e ci sono delle sottolineature a penna. Numero delle pagine 156. USATO
br. Shunryu Suzuki-Roshi diede questi insegnamenti sul Sandokai quando a Tassajara, assieme ai suoi primi entusiasti studenti, stava letteralmente costruendo a mani nude il primo monastero zen americano. Il Sandokai di Sekito Kisen, un grande maestro cinese vissuto dal 700 al 790, viene recitato quotidianamente nei monasteri zen soto di tutto il mondo ed è tradizione per i maestri di questa scuola commentarlo verso la fine della loro vita.
ill., ril.
br. Con il suo stile sobrio, ma allo stesso tempo profondo e diretto, Thich Nhat Hanh illustra le tappe fondamentali di un percorso di trasformazione e consapevolezza alla portata di tutti: prendersi cura delle proprie sensazioni, praticare la consapevolezza del respiro, imparare l'ascolto profondo, apprendere come trasformare la rabbia, scoprire il senso di unione, la condizione di inter-essere che ci connette a tutti gli altri esseri viventi e al mondo della natura nel suo complesso. Completano la presentazione del pensiero del maestro vietnamita il "Trattato di pace con la Terra" e la "Lettera sul riscaldamento globale", due proposte in cui si fondono insieme crescita personale e impegno ecologico, prova della grande attualità del pensiero di Thich Nhat Hanh che da sempre ha posto la pace e la salvaguardia dell'ambiente al centro del proprio insegnamento. Infine, in un'apposita sezione del libro sono raccolti gli insegnamenti dedicati ai bambini.
Piacenza, Unione Tipografica Editrice Piacentina, aprile 1971, in-8, br. editoriale, pp. 199, (9). In apertura di fascicolo: "Alcune conseguenze del decentramento FIAT" e "L'esperienza FIAT in Russia". Scritti di: F. Stame (Revisionismo e fascismo), F. Ciafaloni (L'ideologia della sinistra cattolica in Italia). Segnaliamo di Jon Halliday su nazionalismo e cultura zen in Giappone: "Il harakiri di Mishima", di D. Castelnuovo Frigessi: "La nera notte del Novecento".
Mm 150x210 Nuovo. "Ulisse" collana di studi umanistici. Brossura editoriale, sovraccoperta originale, 166 pagine con indice analitico in chiusura. Libro in condizioni di nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine
br. Nel 1957, in Messico, un gruppo di psicoanalisti di origine e formazione occidentale, tra cui il celebre Erich Fromm, si sono riuniti per ascoltare dal dottor Suzuki alcune lezioni sugli insegnamenti fondamentali del buddhismo zen, arricchendo così la loro visione dell'uomo e ricevendo notevoli spunti per considerare i concetti chiave della psicoanalisi, quali il subconscio e l'inconscio, con un'ottica nuova. Sul testo delle lezioni tenute durante quel seminario da Fromm, ampiamente rielaborato dall'autore in vista della pubblicazione, è basato questo volume: una lettura stimolante per riflettere sulle verità più profonde che riguardano tutti noi.
brossura Di fronte alla domanda: "Chi sono?", la risposta: "Io sono io" potrebbe apparire logica quanto corretta, ma dal punto di vista dello zen, del ch'an o del taoismo tale espressione è duplice, implica un io che osserva se stesso. Diventare davvero uomini, per queste filosofie dell'ineffabile significa integrare tale divisione per approdare a un: "Io, non essendo io, sono io". Nel dodicesimo secolo in Cina vi fu un maestro ch'an il cui nome era Kuo-an Shin-yuan, noto come Kakuan. Narrando il viaggio di un pastore alla ricerca del proprio toro smarrito, il monaco-artista, seppe di svelare l'intero evolversi spirituale di un individuo, protocollando un sistema, che attraverso continui capovolgimenti di coscienza, offre, ancora oggi, la via del ricongiungimento con la propria vera natura. Dieci icone del bue, corredate da versi criptici e da un commentario, si mostrano immuni dalla pretesa di possedere la verità, né di non possederla, tuttavia capaci di delineare la modalità per sperimentarla.
brossura Di fronte alla domanda: "Chi sono?", la risposta: "Io sono io" potrebbe apparire logica quanto corretta, ma dal punto di vista dello zen, del ch'an o del taoismo tale espressione è duplice, implica un io che osserva se stesso. Diventare davvero uomini, per queste filosofie dell'ineffabile significa integrare tale divisione per approdare a un: "Io, non essendo io, sono io". Nel dodicesimo secolo in Cina vi fu un maestro ch'an il cui nome era Kuo-an Shin-yuan, noto come Kakuan. Narrando il viaggio di un pastore alla ricerca del proprio toro smarrito, il monaco-artista, seppe di svelare l'intero evolversi spirituale di un individuo, protocollando un sistema, che attraverso continui capovolgimenti di coscienza, offre, ancora oggi, la via del ricongiungimento con la propria vera natura. Dieci icone del bue, corredate da versi criptici e da un commentario, si mostrano immuni dalla pretesa di possedere la verità, né di non possederla, tuttavia capaci di delineare la modalità per sperimentarla.
in-8, 194 pages, broché. Bel exemplaire. [HP-1]