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8vo., First Edition thus, with numerous illustrations and diagrams in the text, half-title lightly spotted; handsomely bound in dark red full crushed morocco, sides with gilt frame border, back with raised bands, second and fourth compartments lettered and ruled in gilt, all other compartments tooled in gilt, gilt top, hand-made endpapers, a most attractive copy ideal as a gift or for presentation. With 6pp publisher's catalogue bound in at end. This copy was formerly in the Library of the British War Office and bears its neat stamp on title. VERY SCARCE.
br. Il volume contribuisce alla "rivalutazione" del pensiero e dell'opera del restauratore francese. Un doveroso omaggio a Viollet-le-Duc, per rivedere, grazie a una maggiore consapevolezza e ricchezza di materiali, la figura di studioso e di architetto, con la finalità di porre in evidenza aspetti poco noti o addirittura inediti della sua personalità che emerge maggiormente nelle sue battaglie politiche e sociali; nella sua professionalità nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio non solo medievale; nella sua capacità di influenzare la formazione di molti suoi contemporanei lasciando un'eredità solida a quanti, a distanza di anni, seppero tradurre i suoi studi e le sue intuizioni in soluzioni formali e tecnologiche innovative e rivoluzionarie.
On the conservation of ancient monuments, works of art and historic buildings. xiv, 354 pages. With Index. Some rubbing to cover surfaces.
Mm 230x320 Volume rilegato in tela con titolo al piatto e al dorso, sopracoperta originale illustrata a colori, 114 pp. con numerose illustrazioni in nero nel testo, indice dei nomi in chiusura. LIbro con alcune tenui fioriture alle prime ed ultime pagine, peraltro in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-8 (cm. 24), brossura illustrata, pp. 142, (2), con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Un segnetto al piatto posteriore. Peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
ALINEA 1990 240 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO, PERFETTO. Nel luglio del 1871 a Parigi fu eletto, per la prima volta a suffragio universale, il consiglio comunale. Si trattava di una significativa riforma della nuova repubblica, che tuttavia non comportava un'autonomia amministrativa per la città. Al contrario, il governo centrale mantenne uno stretto controllo su Parigi attraverso forme diverse, e soprattutto attraverso il suo rappresentante: il prefetto. La municipalità era però decisa ad affermare la propria libertà d'azione. E proprio il settore urbanistico si configurò come terreno di scontro e, a seconda della congiuntura, di mediazione del conflitto fra governo e potere locale. Il consiglio comunale si propose il rinnovamento della gestione amministrativa e individuò nell'urbanistica il principale campo di applicazione dei nuovi principi gestionali. Nei decenni precedenti, nel corso del Secondo Impero, il prefetto Haussmann aveva progettato e realizzato profonde trasformazioni nella struttura urbana della città. Con la Terza Repubblica il consiglio comunale cittadino lasciò tracce meno sorprendenti sul paesaggio urbano e talvolta operò in modo subalterno rispetto ai piani del Secondo Impero; ma seppe formulare un quadro normativo che disciplinò con maggior precisione la progettazione urbana. L'intervento urbanistico perse progressivamente ogni carattere episodico ed eccezionale. Lentamente, e attraverso un processo non sempre lineare, fu superato il culte de l'axe. Ad una tendenza che privilegiava le trasformazioni dell'impianto stradale fu sostituita un'impostazione che poneva l'accento sulle infrastrutture di servizio. Nel contempo maturò una concezione dei servizi urbani, che prefigurava un diverso rapporto fra potere pubblico e settore privato; e trovò legittimità il principio della municipalizzazione, che anticipava la corrente del municipalismo. PIER PAOLA PENZO è ricercatrice presso il Dipartimento di Arti Visive dell' università di Bologna e si occupa di storia dell'urbanistica nell'età contemporanea. Ha compiuto soggiorni di studio all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi e alla Boston University. Nella sua attività di ricerca ha esaminato soprattutto gli aspetti di storia politica e amministrativa che hanno concorso alle trasformazioni urbane affrontando temi quali la periferia ottocentesca, lo sviluppo dei trasporti urbani in Europa e negli Stati Uniti, la storia della pianificazione regionale, il rapporto fra potere pubblico ed iniziativa privata nel settore edilizio, Ha pubblicato saggi in varie riviste specializzate, fra cui "Parametro", "Urbanistica", "Storia Urbana". Soggetti: Architettura, Parigi, Urbanistica, Secondo Impero, Terza Repubblica, Progettazione urbana, Bastiglia, Beaux-Arts, bois de Boulogne, Bonaparte, borghesia, Henri Labrouste, Positivismo, boulevard Saint-Michel, Buttes-Chaumont, Champs Élysées, grands travaux, rue de Rivoli, Viollet-le-Duc, Paris à travers, l'Opéra Labrouste, Lefuel, Louvre, Hotel de Ville, Strade, Tavole grafiche, OLSEN, NORDMANN, BAUDELAIRE, BENJAMIN, EXPO, municipalismo, BRAUDEL, CARON, TEYSSOT, CHASTENET, arte del paesaggio, École des Beaux-Arts, boulevard Haussmann, boulevard Saint-Michel, Buttes-Chaumont, Champs Élysées, rue de Rivoli, progetto, promenades, quartieri, realizzazione, Strade, Viollet-le-Duc, Labrouste Lefuel, l'Opéra, Sébastopol, bois de Boulogne