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2 parti in 2 volumi. In-folio. [8] ll. comprensivi di titolo e occhietto, 69 pagine e 180 tavole incise di cui due frontespizi, testo in italiano e francese su pagine contrapposte; qualche macchia marginale su più piatti. Tavole marmorizzate originali, bordi rossi. Rilegato su carta di una rivista italiana contemporanea. Bella copia. PRIMA EDIZIONE DELLA PIÙ COMPLETA COLLEZIONE DI PROGETTI ARCHITETTONICI RUSCA PER ST. PIETROBURGO. Interessante opera dedicata allo Zar Alessandro I che svela il magnifico programma architettonico russo pochi anni prima dell'invasione di Napoleone. Luigi Rusca (1758-1822), allievo di Giacomo Quarenghi, lavorò a lungo al Palazzo Imperiale Russo all'inizio del XIX secolo. Era noto per il suo stile neoclassico e per la sua abilità nel gestire la costruzione e l'organizzazione di grandi opere pubbliche. Rusca era un grande favorito a corte e questi volumi sono dedicati allo Zar Alessandro I. Il testo fornisce interessanti note tecniche su tutti gli aspetti della costruzione come il tipo di materiale. 2 parts in 2 volumes. In-folio . [8] ll. including title and half-titles, 69 pp. and 180 engraved plates including two frontispieces, text in Italian and French on opposite pages; some marginal spotting on several plates. Original marbled boards, red edges. Bound in a leaf of a contemporary Italian review. Fine copy. FIRST EDITION OF THE MOST COMPREHENSIVE COLLECTION OF RUSCA'S ARCHITECTURAL PROJECTS FOR ST. PETERSBURG. An interesting work dedicated to Csar Alexander I which reveals the magnificent Russian architectural program a few years before the invasion of Napoleon.Luigi Rusca (1758-1822), a pupil of Giacomo Quarenghi, worked extensively at the Russian Imperial Palace at the beginning of the nineteenth century. He was well known for his neo-classical style and his skill in handling the construction and organisation of large public commissions. Rusca was a great favourite at court and these volumes are dedicated to the Csar Alexander Ist. The text supplies interesting technical notes on all aspects of building such as the type of material.
[Prato, 1790], in-4 antico, leg. coeva in piena pergamena (allentata), pp. [154]. Taccuino manoscritto autografo di schizzi a matita e a penna. Delle 154 pagine presenti 123 recano abbozzi e studi (spesso di elementi decorativi, ma anche alcune figure e un disegno in sanguigna), 31 sono bianche. Rispetto alla composizione originaria del volume potrebbero mancare alcune carte: è presente infatti una antica paginazione manoscritta che reca sull'ultima pagina il n. 174. Saltini "Le arti belle in Toscana", Firenze, 1862: "Frescante di notevole valore, come mostrano le sue pitture della sala di Giove nella Galleria Pitti, questi fu un maestro assai reputato nella nostra Accademia. I suoi lavori si trovano nella Biblioteca Roncioniana di Prato". Luigi Catani si formò nella bottega familiare che trattava lavori di ornato. A Prato decorò la volta della sala principale della Biblioteca Roncioniana. Maturando lo stile seguì un'impostazione sempre più neoclassica, diventando uno dei capiscuola di questa tendenza in Toscana. Numerose sono le sue pitture di decorazioni di interni privati, ma anche a carattere religioso, affreschi e pale. Per un ampio approfondimento sulla sua figura artistica cfr. Clarissa Morandi "Luigi Catani pittore neoclassico" (Prato storia e arte, dicembre 2010). Manoscritto di grande interesse documentario.
A Paris, chez l'auteur, F.A. David rue Pierre-Sarrazin, n. 13, 1787, volumi 5, in-4, bella legatura del primo Ottocento in mezzo marocchino verde scuro con punte, dorso a 5 nervi con titolo, numero di volume e filetti in oro, piatti in carta marmorizzata, sguardie e tagli marmorizzati in maniera analoga ai piatti. Vol. I: pp. [2], 105, [1] (antiporta recante un frontespizio inciso e 73 illustrazioni su 72 carte di tavole, numerate 1-73: una tavole reca doppia numerazione); vol. II: [2], 134 (antiporta recante un frontespizio inciso e 72 c. di tavole); vol. III: [2], 143, [1] (antiporta recante un frontespizio inciso e 73 carte di tavole, numerate 1-72: la tavola n. 30 è presente in doppia copia); vol. IV: [2], 186, la carta z1 (pp. 185-186) legata per errore dopo la p. 8 (antiporta recante un frontespizio inciso e 72 c. di tavole); vol. V: [2], 112 (antiporta recante un frontespizio inciso e 71 c. di tavole, su 72 manca la n. 40). Le tavole sono quasi tutte acquerellate (come lo sono i cinque frontespizi incisi). Non sono stati legati gli occhietti. Si tratta della seconda edizione francese (prima 1785) recante le stesse tavole della prima francese, eseguite da Francois-Anne David. La prima assoluta fu pubblicata in inglese e francese a Napoli negli anni 1766-1767 in una edizione in-folio, impressa in 500 esemplari, con il titolo “Antiquités etrusques, grecques et romaines, tirées du cabinet de m. Hamilton, envoyé extraordinaire de S.M. Britannique en cour de Naples”. L'opera influenzò molto il lavoro di Josiah Wedgwood e di altri artisti dell'epoca e fu tra quelle che determinarono il revival neoclassico che attraversò l'Europa a cavallo tra il XVIII e XIX secolo. Le edizioni francesi in-4 e in-8 furono pensate proprio per fornire un testo più "maneggevole" ai vari designers e artigiani affamati di fonti classiche. L'esemplare reca 5 frontespizi incisi in rame colorati e a mano e complessivamente 360 tavole calcografiche (recanti 361 figure numerate, una tavola ne reca due), la maggior parte delle quali acquerellate a mano. Manca la tavola 40 al quinto volume, ma è presente una doppia tavola n. 30 nel volume terzo. Qualche lieve consunzione esterna; qualche leggera fioritura interna dovuta al tipo di carta, ma esemplare assai bello, ad ampi margini.
1766501Paris, Saillant, 1766. Rare édition originale en français, copiée la même année par un imprimeur d'Amsterdam. Traduction par Gottfried Sellius, revue par Jean-Baptiste-René Robinet. 2 volumes in-8 reliés en un, complet. 140 x 205 mm, (lvi) 360 pp. et (xxviii) 343 pp. Demi-chagrin tabac d'époque, dos lisse avec titre en doré sur pièce de titre, emplacements des coutures ornés de quadruples filets dorés avec motifs chaîne au-dessus et au-dessous, ornements doublés et roulette dorée en queue. Plats à motifs beige et ocre. Préface en début de premier tome, table des matières au début de chaque tome. Nombreuses gravures à travers l'ouvrage : 22 vignettes gravées sur cuivre, dont une signée de Frankendaad ; 2 sur les pages de titre, 11 en-têtes, 8 culs-de-lampe, 1 hors-texte. « Cet ouvrage a été le premier de langue allemande à recevoir une reconnaissance universelle. Winckelmann a mis en lumière l’importance des idéaux grecs pour le monde moderne, chose que personne n'avait faite avant lui. Sa connaissance unique des exemples d’art classique qui nous sont parvenus, enrichie par une vaste érudition spécialisée, lui a conféré une autorité incontestable. » (PMM) « Une œuvre importante, parfois considérée comme la première histoire moderne de l’art, aujourd’hui d’une grande utilité pour l’historiographie de l’art et pour l’étude de toutes les phases du mouvement néoclassique. » (Rainwater, H130) Brunet, V, col. 1463 ; Cohen, 1068.
Album in 8 oblungo, cm 31,5 x 22,5, pp. (38) con 50 tavole fuori testo incise all'acquaforte. Sporadiche bruniture (piu' intense alle prime 2 cc.). Mezza pelle ottocentesca con fregi oro e tassello. Pochi segni d'uso. Edizione originale di questa raccolta di progetti opera di Valadier. Nonostante l'indicazione posta all'indice di tomo primo, non vennero pubblicati altri volumi. Nell'opera vengono descritti 16 diverse tipologie di edificio, ognuna illustrata da piu' tavole. In particolare: Palestra; Padiglione o caffeaus; Borsa o collegio di mercanti; Campo Santo; Casino di campagna; Porta di citta' fortificata; Biblioteca pubblica; Museo di scultura; Pinacoteca o galleria di quadri; Teatro; Presbiterio per una cattedrale; Accademia cosi' detta del nudo; Museo di disegni; Teatrino privato; Gabinetto di Marte e Venere; Ingresso di Villa. Questa raccolta di progetti rappresenta una delle sue piu' importanti opere teoriche in cui descrisse una serie di costruzioni, in particolare edifici pubblici tra i quali risultano di particolare interesse quelli vocati a usi espostivi e pubblici quali la biblioteca pubblica, il Museo di Scultura, la Pinacoteca, due diversi tipi di teatro ecc. Del Valadier si ricorda la risistemazione di Piazza del Popolo e del Pincio e i restauri di Ponte Milvio, dell'Arco di Tito e del Tempio della fortuna virile. Fu uni dei piu' significati rappresentanti del neoclassicismo. Rossetti, 11141.
Firenze, presso l'Autore e presso Giuseppe Molini Libraio, 1823. Due parti legate in un volume, in-folio, leg. coeva in mezza pelle con punte, titolo e filetti in oro al dorso, piatti in carta marmorizzata, pp. [6], 7, [1] + 21 tavv. - 14 + 48 tavv. Con complessivamente 69 tavv. incise in rame (diverse a doppia pagina). Frontespizio e testo bilingue, italiano e francese, su due colonne. L'edizione è divisa in due parti, la seconda parte ha un occhietto proprio: "Seconda parte dell'opera architettonica di Giuseppe Cacialli la quale contiene i disegni dei nuovi ornamenti aggiunti e da aggiungersi all'I. e R. Palazzo Pitti". Le tavole presentano una numerazione incongrua e sono legate in una sequenza che non la rispetta, ma sono tutte presenti: la scheda in ICCU ne segnala 77, tuttavia tutti gli esemplari che abbiamo visto passare sul mercato ne possedavano al massimo 69, come il nostro. Cacialli fu uno dei principali esponenti del neoclassicismo in Toscana. Qualche fioritura marginale, ma ottime condizioni di conservazione.
17794751Milano, nell’Imperial Monistero di s. Ambrogio Maggiore, 1779. 2 volumes in-4 de LXIV-347 pages, 17 planches hors-texte, 355p., [5]p de table, 1 pl. h. texte. Demi-veau à coins, dos lisses, étiquettes de titre carrées fauve, étiquettes de tomaison rondes pistache, têtes et tranches rouges.
In folio (39×29 cm); 216 pp. e 100 magnifiche tavole fuori testo. Bella legatura coeva in mezza-pelle con dorso a 5 dorsi. Titolo, autore e filetti in oro ai tasselli. Piatti foderati con belle carte marmorizzate coeve. Qualche piccola e lievissima macchiolina di foxin al foglio di sguardia, ininfluente, e per il resto<BR>esemplare in ottime condizioni di conservazione. Completo. Prima edizione di questa importante monografia dedicata all’opera del celebre pittore e scultore italiano, Antonio Canova (Possagno, 1º novembre 1757 – Venezia, 13 ottobre 1822) che fu il massimo esponente della corrente del Neoclassicismo. Vicino alla teorie di Mengs e Winckelmann, Canova fu il più celebre scultore del suo tempo tanto che gli commissionarono opere gli Asburgo, i Borbone, la corte pontificia, Napoleone, sino ad arrivare dalla nobiltà veneta, romana e russa. Il volume qui presentato è di notevole importanza per ricostruire la genesi artistica dell’opera di Canova. Ogni magnifica tavola è seguita da una descrizione e commento dell’opera ad opera del noto poeta, prosatore e giornalista Domanico Anzelmo (1803-1890). Le tavole sono di altissimo livello incise su carta di ottima qualità da Revel su disegno di Canova. Molti esemplari dell’opera presentano fioriture, per fortuna, assenti dalla nostra copia. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione.
Large oblong format in paper-covered boards with red cloth spine shows wear and stains. 15 3/4"w x 11 7/8"h. Asmus Jacob Carstens' drawings of the Argonauts are reproduced here in eleven etchings and 13 collotypes, along with a likeness of Carstens, by J.A. Koch. Plates are printed heavy creamy paper on one side of page only, with some foxing to pages, which are in Very Good condition. Twenty-four pages of introductory text in German with descriptions of each plate.
181246405280Paris, Bance, impr. Gillé fils, 1812 ; in-folio, demi-chagrin rouge, dos lisse orné de filets dorés et à froid, titre doré. (Reliure du XIXe) titre, 14 pp. de texte, 72 planches hors-texte.PREMIER TIRAGE de ces superbes burins au trait. 25 planches représentent des sculptures antiques, principalement des bas-reliefs. Sont ensuite présentés quelques sculptures jugés dignes continuateurs des Anciens ; Gougeon, Bontemps, etc.. Le reste de l’ouvrage constitué de sculptures modernes par Ramey, Espercieux, Lemot, Cartelier, etc. Le but de l’ouvrage, revendiqué dans le texte liminaire comme une sorte de manifeste néo-classique, est de rapprocher les créations modernes des grands classiques anciens.Pierre Lacour (1778-1859) est un peintre, graveur bordelais spécialisé dans les sujets d’archéologie. “Vauthier [1774-1832] est auteur de quelques tableaux d’histoire, et a gravé une partie des dessins du “Musée des Antiques” de Bouillon. Il a gravé aussi les dessins de quelques autres collections” dit Quérard X, p. 83.Bel exemplaire frais.
Firenze, Tipografia all'Insegna di Dante di Luigi di Giuseppe Molini, 1832, in-folio, legatura della prima metà dell'800 in mezza pelle, titolo e fregi in oro al dorso (dorso che presenta delle spallature), pp. [4], 41, [1], [4] + 46 tavole incise in rame. Bell'esemplare, completo del supplemento con la descrizione delle tavole aggiunte (tavole 45 e 46: descrizione preceduta da un secondo frontespizio tipografico).
9257A Paris, chez Desenne, Libraire, Palais Egalité, Quatremère, Libraire, rue S. Benoît et les Marchands de Nouveautés, An IV-1796. In-12, broché sans couverture, 74 pp.
Romae, apud Antonium Fulgoni, 1785, in-4, cartonatura floscia marmorizzata coeva (leggere mancanze alla carta marmorizzata di rivestimento al dorso), pp. XXIIII, 239, [1], [8], [2], da 243 a 334, [2], l'ultima carta bianca. Con vignetta sul front., testate figurate e 8 tavv. f.t. in fine (contenenti 28 vignette) il tutto inciso in rame. Completo anche del fascicolo *4, (Monumenta nekrologika) recante 8 pagine non numerate e inserito fra i fascicoli Gg4 e Hh4. Bell'esemplare, a pieni margini.
in inglese in folio, bella legatura in piena pelle edit. con impressioni a sbalzo, titolo e fregi in oro ai piatti e al dorso, cinque nervi al dorso, custodia in cartone rigido edit. spaccata in alcuni punti, lievi spellature ai bordi, oro parzialmente sbiadito, interno in ottimo stato
[Napoli], [Francesco Morelli], [1766], incisione in rame colorata a mano, mm. 202x485 circa (impronta della lastra), il foglio misura mm. 472x693. Magnifica tavola proveniente dal primo volume della prima edizione delle “Antiquités etrusques, grecques et romaines, tirées du cabinet de m. Hamilton, envoyé extraordinaire de S.M. Britannique en cour de Naples” di Pierre-François Hugues d'Hancarville: una delle opere più famose e che ebbe più influenza sul neoclassicismo settecentesco. Piccola mancanza dovuta a tarlo lungo la piegatura del foglio con la quale la tavola era inserita nel volume (la mancanza è all'interno del campo inciso ed è stata restaurata).
Album in 4° oblungo (cm 31 x 45), privo della brossura, composto da 31 tavole incise al tratto di cui la prima di frontespizio. Scene salienti delle tragedie di Eschilo, con didascalie. Leggermente fioriti i margini inferiori delle tavole, ma buon esemplare.
6 voll. in 8, pp. (2) + VIII + 240; (2) + 300; (2) + 422; (2) + 336; (2) + 278 + (2); (2) + 214 + (2). Con ritr. inc. all'antip. Intonso. Br. ed. muta con piccole manc. Tarli saltuari che non ledono il testo ai voll. III e IV (poche pp.). Rara edizione che raccoglie tragedie, composizioni poetiche (rime, epigrammi, inni ecc.) traduzioni. Pompei nacque a Verona nel 1731 e ivi mori' nel 1788. Particolarmente nota fu la sua traduzione delle vite parallele di plutarco. Ebbe rapporti con Pindemonte, Bettinelli ecc.
[Napoli], [Francesco Morelli], [1766], incisione in rame colorata a mano, mm. 238x350 circa (impronta della lastra), il foglio misura mm. 473x650. Magnifica tavola proveniente dal primo volume della prima edizione delle “Antiquités etrusques, grecques et romaines, tirées du cabinet de m. Hamilton, envoyé extraordinaire de S.M. Britannique en cour de Naples” di Pierre-François Hugues d'Hancarville: una delle opere più famose e che ebbe più influenza, in tutta Europa, sul neoclassicismo settecentesco. La scena raffigurata è tratta da un vaso greco o romano. Ottime condizioni.
[Napoli], [Francesco Morelli], [1766], incisione in rame colorata a mano, mm. 201x435 circa (impronta della lastra), il foglio misura mm. 474x705. Magnifica tavola proveniente dal primo volume della prima edizione delle “Antiquités etrusques, grecques et romaines, tirées du cabinet de m. Hamilton, envoyé extraordinaire de S.M. Britannique en cour de Naples” di Pierre-François Hugues d'Hancarville: una delle opere più famose e che ebbe più influenza sul neoclassicismo settecentesco. Piccola mancanza dovuta a tarlo lungo la piegatura del foglio con la quale la tavola era inserita nel volume (la mancanza è all'interno del campo inciso, ma è restaurabile).
Bologna, dalla stamperia Cardinali e Frulli, 1826 - 1828, volumi 9, in-8, bella legatura di poco successiva in mezza pergamena con punte, titolo e numero di volume in oro, doppi tasselli in pelle rossa e nera ai dorsi, altri fregi in oro sui dorsi, pp. [2], XXXIV, 484, [2] - [4], XIX, [1], 368 - 525, [3] - 414, [2] - 497, [7] - 452 - 509, [3] - 431, [1] - 366, [2]. Con complessivamente: 1 tavola ripiegata recante 2 tabelle e 41 tavole incise in rame ripiegate f.t. (6 nel vol. I, 10 nel vol. VI, 13 nel vol. VII , 12 nel vol. VIII). In ciascun volume il frontespizio generale precede quello particolare. Milizia fu il più influente teorico italiano dell’architettura della fine del XVIII secolo. Esistono esemplari delle "Opere complete" con un maggior numero di tavole (ma anche esemplari con un numero minore). Fioriture sparse.
In 8, cm 19 x 25,5, pp. VIII + 254 + (2) con 2 tavole incise in rame piu' volte ripiegate raffiguranti il ritratto di Omero e il bassorilievo raffigurante il trionfo di Omero, opera di Archelao di Priene, rinvenuto nei feudi Colonna a Marino, conservato, all'epoca presso la Biblioteca Colonna come sottoscritto nella tavola e ora conservato presso il British Museum. Mezza pelle coeva con nervature al dorso. Normali segni d'uso agli angoli, cuffia superiore rifatta. Edizione originale rara di questa versione in prosa commentata. Verri, fratello di Pietro, viene considerato come uno dei protagonisti dell'illuminismo lombardo. Partecipe dell'Accademia dei Pugni e Giusperito, esercito' per 2 anni la carica di difensore dei detenuti, battendosi per i loro diritti. Nello stesso modo partecipo' alla stesura, nel marzo 1763, alla stesura col Beccaria della sua maggiore opera, in quanto esperto di diritto penale. Terminata questa fase di fervore pubblicistico, Verri si trasferi' a Roma, in particolare per amore della Marchesa Margherita Sparapani, singolare figura di donna colta e animatrice di un importante salotto ma anche per darsi allo studio delle lettere. Qui appunto nell'applicarsi alla traduzione, intorno al 1770 - 71, realizzo questa volgarizzazione dell'Illiade che pubblico' poi solamente nel 1789
21173Paris, Réunion des musées nationaux - Gallimard, 1995. In-4, 852 p., cartonnage de l'éditeur, jaquette et étui illustré.
A Paris - A Liège, chez Panckoucke - chez Plomteux - [poi:] chez Agasse, 1786 - l'an II de la Republique [1794], volumi 5, in-4, legatura del primo Ottocento in mezza pelle (qualche consunzione alla pelle e lungo le cerniere dei piatti), dorsi con fregi in oro, titolo e numero di volume su doppi tasselli in pelle nera, piatti rivestiti in carta decorata "a colla", pp. VIII, 798 - [4], 722 - [2], 672, LXXV, [1] - [4], 756 - [4], 920. Con 3 tabelle ripiegate nel vol. III. Testo completo della sezione dedicata alle Antichità nell'Encyclopedie Methodique del Panckoucke. Il nome dell'autore si ricava dall'avertissement del v. I. Qualche lieve brunitura
Napoli, Francesco Morelli, 1766, Due incisioni in rame colorate a mano, ciascuna impressa su una metà della facciata di un grande foglio: titoli incisi entro due ricche cornici decorative neoclassiche: quello in inglese con titolo e decorazioni in nero su fondo color terracotta, quello in francese con titolo e decorazioni in color terracotta su fondo nero. I due rami misurano mm. 385x305 circa ciascuno (impronta della lastra), il foglio misura mm. 474x750. Lievi mancanze dovute a tarlo restaurate lungo la piegatura che divide il foglio in due carte, a metà dello stesso (margine bianco), una antica firma di possesso al verso traspare sul margine bianco basso del frontespizio in inglese, per il resto ottime condizioni. Magnifico frontespizio neoclassico d'una delle opere più famose e che ebbe più influenza su tutto il neoclassicismo settecentesco.
(Neoclassicismo) In 4° antico (cm 24 x 18,5), legatura coeva in piena pelle, titolo e fregi dorati impressi al dorso, carta marmorizzata alle guardie, pp. (12),LII,402, con un ritratto di Mengs su tavola fuori testo. Ottimo esemplare con solo una lieve gora al margine superiore del ritratto e su alcune carte seguenti. Un errore nella numerazione delle pagine : da pag. 324 si passa a pag, 327 ma il testo è completo.