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31578Stuttgart : Gerd Hatje / Sprengel Museum Hannover, 1994 - in-8 (16,7x24,2cm) broché sous couverture rempliée, 191pages abondamment illustrées avec une affiche dépliante en deux tons - textes en allemand - bon état -
Gérard Lebovici, 1986; 1 volume in-8 broché, 224 pages. Quelques illustrations. Très bon état Première édition collective avec de nombreux inédits.
60235Lingua italiana, Martano editore, Nadar, 1972, 311 pp., brossura editore, léggere tracce d'uso, condizioni buone.
In 8, cm. 23 x 27, pp. 209 + (3), con 2 illustrazioni fotografiche a piena pagina in bianco e nero a che ritraggono l'artista, numerose illustrazioni in bianco e nero intercalate nel testo e 189 tavole in bianco e nero e a colori che riproducono i suoi dipinti e le opere grafiche. Brossura editoriale illustrata. Ottimo esemplare. Il catalogo e' stato realizzato in occasione dell'omonima mostra tenutasi a Genova presso il Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce dal 30 luglio al 14 settembre 1986. Otto Dix, pittore tedesco, esponente di spicco della "Neue Sachlichkeit" (Nuova oggettivita'), dipinse le sue opere piu' note durante gli anni della fragile Repubblica di Waimar, incentrate su temi forti e rappresentati con crudezza: la guerra e la morte al fronte, i reduci, le deformita', il rapporto tra eros e morte, oltre a numerosi ritratti e autoritratti che realizzera' con costanza per tutta la vita. Al termine della seconda guerra mondiale aderi' al gruppo espressionista della Secessione di Dresda ma ben presto, con Grosz, Schlichter e Heartfield, diede vita al gruppo dadaista tedesco, organizzando nel 1920 a Berlino la Prima fiera internazionale dada.
199168164(Hamburg, Verlag am Galgenberg, 1991). 55 S. Mit zahlr. farb. Illustr. 4to (31 x 23,5 cm). Farb. illustr. OHLn.
Barcelona, Tusquets - Cuadernos Ínfimos 33, 1972. Serie Los Heterodoxos dirigida por Sergio Pitol. Volúmen 10. Traducción de Huberto Haltter, mexicano, heterosexual, encarnación de la desencarnación, síntoma de los tiempos y esquizofrénico-paranoico de la mejor cepa. Algunos dibujos de Picabia. 70 p. 1 h. 8º menor. 1ª edición. Primera edición. Dadaismo. 1st edition. First edition. Libro en español. Book in Spanish.
9476Centre Pompidou-INHA, Paris 2005
197797316Starnberg, Keller, 1977. 66, [40] S. Mit zahr. s/w Abb. u. vielen Faksimile-S. 30 cm. OPp.
ill., br. Duchamp ci ha "educati" al nonsense nell'arte visiva. Ogni sua opera è al tempo stesso rappresentazione della fine dell'arte come l'abbiamo conosciuta per secoli e uno "scherzo". Pensiamo a un orinatoio trasformato in opera d'arte o al graffio sul volto della Gioconda dove la "didascalia" di cinque lettere rimanda a una segreta e impensabile frenesia erotica della donna più sfuggente che la pittura ci abbia dato. Duchamp è l'emblema precoce di quello slittamento dell'arte dal confine strettamente estetico verso quello antropologico. Ma oggi vediamo che questa svolta rappresenta il maggiore problema dell'arte attuale, che ha perduto il suo pubblico tradizionale e le sue regole auree (diventando comunicazione). Quanto ha pesato Duchamp in questa evoluzione? Molto. E a renderlo ancora più presente oggi c'è la sua strategia fondata sulla reticenza e l'ambiguità. Che cosa si può fare quando si ha di fronte "qualcuno" o "qualcosa" cui non si riesce a cavare di bocca una parola, che si chiude orgogliosamente nel proprio solipsismo? Che fa di tutto per deviare verso strade senza uscita l'intelligenza di chi vuole capire che cosa ha da dirci? O si abbandona la partita oppure si cerca di far parlare i pochi indizi, anche mistificatori, che l'ermetico artefice dissemina per rendere ancor più impenetrabile la propria opera. Questo saggio accetta la sfida e adotta come metodo l'eccentricità del punto di vista che osserva il proprio oggetto di studio da punti periferici, ovvero da una certa distanza come se non volesse interferire troppo col mito che manipola sapientemente ogni risposta venga data all'enigmatica forma delle sue opere. Mettere "fuori servizio" Duchamp equivale all'epochè fenomenologica: è una temporalità sospesa che, oltre a essere tema della strategia di Duchamp, isola provvisoriamente l'oggetto per poterlo valutare con maggiore chiarezza nel contesto storico-culturale. Mettere "fuori servizio" Duchamp è come assecondare la sua volontà di asceta che tenta la fuga perché del mondo in cui vive prova disgusto: il contemptus mundi di chi aspira all'eternità è un tema che in Duchamp si manifesta con una freddezza (o secchezza, come avrebbe detto lui) che compensa nell'arte la soggezione agli appetiti sensuali cui Duchamp come uomo non si nega, ma poi sublima con "tecniche dell'inganno" che ne dissimulano la natura ibrida che cerca nel mito dell'androgino primordiale la via di fuga dalla carnalità. Come un antico gnostico o un santo del deserto.
2014dc1100Binoche et Giquello Catalogue 2014 In-4 (21 x 27 cm), dos carré collé, couverture illustrée, 157 pages, catalogue en couleurs, très bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
Paris, Pierre Shegers Éditeur, 1966 ("Poètes d'aujourd'hui"). 4to.menor; 228 pp., Con 45 ilustraciones fotográficas en láminas fuera de texto. Cubiertas originales.
200958212Skira 2009 In-4 broché 27,8 cm sur 24. 109 pages. Très bon état d’occasion.
200658211Museum of Modern Art 2006 In-4 broché 27,6 cm sur 23. 76 pages. Très bon état d’occasion.
197995925Hannover, Kestner-Gesellschaft, 1979. 327 S. Mit zahlr. s/w Illustr. 21 x 21 cm. OKart.
197310861010/18 1973 In-12 broché 18 cm sur 10. 437 pages. Bon état d’occasion.
13244Gallimard, Les Cahiers de la NRF- 2000 - Fort In-8, broché, page manuscrite en manière de Frontispice, 429 pages, bel exemplaire sous tous rapports.
1990915301990 Editions Arthème Fayard, 1990 - In-8, Broché - 261 p. - Un feuillet de reproduction d'oeuvres en noir et blanc en pages centrales
Plein Chant, 1988. In-8 broché de 220 pages. Parfait état
1988145698Plein Chant, 1988. In Plein Chant, 1988. In-8 broché de 220 pages. Parfait état
ill., br. Il volume propone un intrigante punto di vista sul genere della natura morta, attraverso un gruppo di superbe opere del Seicento, eseguite con una lenticolare adesione alla realtà da artisti caravaggeschi napoletani quali Paolo Porpora, Giovanni Battista e Giuseppe Recco, Giovanni Battista Ruoppolo, che dialogano con importanti dipinti di Filippo de Pisis, con un nucleo raro di Vite silenti di Giorgio de Chirico e con alcune meditabonde nature morte di Carlo Carrà: pittori che nel Novecento hanno dato origine alla Metafisica, attribuendo agli oggetti ritratti un valore simbolico e lasciando così emergere la vita nascosta delle cose. De Chirico, De Pisis, Carrà, ma anche Soffici e Casorati, affidano pensieri ed emozioni ai colori per creare composizioni che diventano diari carichi di significati reconditi, legati alla vita e alla poetica delle piccole cose, animando sulla tela il linguaggio della Metafisica che è fatta di semplicità, chiarezza, sonorità e palpito, come scrive De Pisis e come si può vedere nelle opere qui presentate.
ill., br. Robert Lebel (1901-1986) è stato al contempo poeta e romanziere d'eccezione, fine critico d'arte, esperto di pittura antica e collezionista eccentrico. Oggi è ricordato principalmente per la celebre monografia su Marcel Duchamp apparsa nel 1959 dopo dieci anni di intensi scambi con l'artista da una sponda all'altra dell'Atlantico. Definirlo un esegeta di Duchamp, tuttavia, rischia di oscurare le molteplici sfaccettature di un importante testimone della cultura del suo tempo. Questa prima raccolta di scritti sul Surrealismo, composti da Lebel fra il 1943 e il 1984, intende compensare una visione parziale del suo percorso e rendere conto della complessità e dello spessore dei suoi legami con il movimento fondato da André Breton. Una selezione di testi teorici, saggi monografici e note critiche accompagnate da fotografie perlopiù inedite ricompone il profilo proteiforme di un intellettuale che indossa, di volta in volta, le vesti di adepto riluttante, spettatore ostinato e commentatore imparziale delle avventure surrealiste, di cui restituisce le fasi alterne e le relazioni controverse dei suoi protagonisti a partire dagli anni dell'esilio americano. Lebel appare come un cane sciolto capace - per mezzo dell'umorismo e della dissacrazione - di mantenere un'indipendenza di vedute imposta da una viscerale avversione verso ogni forma di militanza o di azione collettiva. Tale distacco non gli impedisce però di condurre il proprio occhio "iperlucido" a scavare in un universo artistico gremito di anime genuinamente sovversive - da Roberto Matta a Isabelle Waldberg, da Yves Tanguy a Jean-Pierre Duprey - attestando le sue passioni in una scrittura sontuosamente classica e libera. Nel rivelarci gli aspetti splendidi e insieme terrificanti di un movimento capitale del XX secolo, Lebel è animato dalla volontà non solo di mostrare il lato meno noto delle opere di artisti quali per esempio Lam, de Chirico o Ernst, ma anche di rispondere, in ogni fase della propria esistenza, a una domanda che un giorno gli è stata rivolta e che oggi ritorniamo a porci: a che punto siamo con il Surrealismo?
br. Questo libro si propone di rispondere alla domanda concernente l'esistenza, in Italia, di una letteratura di stampo surrealista. Seppure il surrealismo in Italia non abbia mai preso una forma definita come in Francia, alcune importanti influenze e una certa vicinanza e aderenza alla poetica surrealista sono evidenti negli autori trattati, Alberto Savinio, Antonio Delfini e Tommaso Landolfi, ma anche nell'esperienza artistica e letteraria della scuola metafisica, che gioca un ruolo precursore nella definizione dei paradigmi teorici del surrealismo sia in Francia che in Italia. Ognuno degli autori trattati è stato messo in dialogo con la letteratura surrealista francese, in particolare in relazione ai lavori teorici di André Breton: la natura spezzettata che la relazione tra la letteratura italiana e il surrealismo francese ha assunto è ciò che ha portato a prediligere un'indagine che trovasse i suoi punti di origine negli scricchiolii che risuonano tra le pagine, prediligendo le «spie» all'interno del testo che consentono di acquisire una leggibilità totale dell'opera proprio partendo da piccoli indizi rivelatori.
19701259971970 Musée d'Art et d'Histoire, Genève - 1970 - In-4 broché, couverture illustrée - Sans pagination - Nombreuses illustrations en N&B - Catalogue d'exposition, Cabinet des estampes, 30 mai - 9 août 1970
20084076FBOstfildern, Hatje Cantz Verlag, 2008. 4°. 28 x 23 cm. 255 Seiten. Original-Pappband mit Original-Schutzumschlag. (= Moderna Museet exhibition catalogue, Band 347).