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A clean, unmarked book with a tight binding. Small tears and wear to cover. Yellowing paper. 10 3/4"w x 11 1/4"h. Approx. 60 pages. "Avant Garde was a magazine notable for graphic and logogram design by Herb Lubalin. The magazine had 14 issues and was published from January 1968 to July 1971.....While it could not be termed obscene, but it was filled with creative imagery often caustically critical of American society and government, sexual themes, and (for the time) crude language." [Wikipedia]
Cento, Siaca, 1985, 8vo (cm. 22,5 x 21,5) brossura, pp. 288 completamente illustrato da tavole in nero e a colori (volume in ottimo stato) .
Paris, Hazan - Demart Pro Arte, 1991, 24to (cm. 15 x 10,5) brossura con copertina illustrata a colori, 24 cartoline a colori con riproduzioni di opere dell'Artista.
pp.155 con numerose illustrazioni nel testo e fuori testo in b/n e a colori, di cui molte a piena pagina. Catalogo della mostra dedicata a Giacometti, Max Ernst e ad altri artisti surrealisti, tenutasi al Foro Boario di Modena, dall'8 dicembre 2002 al 23 febbraio 2003.
In 8°, tutta tela editoriale con sovracoperta illustrata, pp. XXIV, 235, (9), Saggi N°388, buon esemplare. LIB KF1 LIB KF1
Mm 225x280 Volume rilegato, 239 pagine con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo in lingua francese - french tesxts. Catalogo della mostra di Parigi, 6 marzo - 18 giugno 1997. In ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
IN 8° gr.( cm.27 X 23 ), pp.285, COPERTINA EDITORIALE PATINATA ILLUSTRATA A COLORI CON TITOLO.CATALOGO RICCAMENTE ILLUSTRATO in b/n/col. CON RIPRODUZIONE DI OPERE a pp.<BR>L'OPERA DI RENE' MAGRITTE RAPPRESENTA OGGI UNA PIETRA MILIARE NELL'ARTE BELGA CONTEMPORANEA. DA VERO SURREALISTA CREA UN UNIVERSO DOVE SOGNO E REALTA' SI<BR>FONDONO A FORMARE UN MONDO DI CONVENZIONE E LIBERTA', DI RIGORE E LEGGEREZZA, DI RISPETTO E D'IMPERTINENZA, D'ILLUSIONE E DI CERTEZZA. VERONA, GALLERIA D'ARTE MODERNA DI PALAZZO FORTI, 6 LUGLIO - 20 OTTOBRE 1991. OTTIMA CONSERVAZIONE. ID,3055.
français In-8 de VIII-156 pp., (2) ff.; reliure pleine toile beige de l'éditeur, titre estampé en noir au premier plat, sous jaquette. Dali Planétaire - Dali Moléculaire - Dali Monarchique - Dali Hallucinogène - Dali futuriste. Abondamment illustré en noir et couleurs. Petites usures aux bords de la jaquette.
Dalla collezione della Fondation Marguerite et Aimé Maeght. Catalogo della mostra alla Fondazione Mazzotta, Milano 2003. Con uno scritto di Mirò ed uno di Alain Jouffroy. Notizie biografiche e bibliografia italiana. Numerose foto in nero e ill. a colori . 4to. pp. 104. . Perfetto (Mint). . . . Catalogo della mostra dell'opera scultorea di Miro', iniziata a partire dagli anni '60, con materiali diversi che riflettono la ricchezza del suo linguaggio e che parlano del suo immaginario. Cemento, ferro, bronzo, ceramica, marmo, resina: ogni materiale genera una tecnica e un modo di dare vita ad una cosa. ''L'incontro dello strumento e della materia determina uno choc che è qualcosa di vivo, e che, penso, avrà una ripercussone sullo spettatore''. (Miro')
Catalogo della 380 mostra del Naviglio, maggio 1963. Una poesia di Jacques Prevert. Con 2 illustrazioni in nero e una a colori a piena pagina . 8vo. pp. 16. . Molto buono (Very Good). . . .
México, Ediciones Coma, 1981. 4to.; 336 pp. Fotografías. Cubiertas originales.
Autori: Beatrice Sica.
Il Surrealismo nasce all'indomani della Prima guerra mondiale più come stile di vita che come vero e proprio movimento artistico. Indignati verso un establishment che aveva reso possibile quel massacro, i surrealisti elaborano una strategia dell'inconscio capace di liberare l'uomo dai lacci della ragione e delle convenzioni estetiche restituendo un ruolo centrale alla dimensione onirica ed erotica per mezzo dell'automatismo psichico. A partire dal 1924 André Breton, principale teorico di questa dottrina, per oltre quarant'anni tiene le fila di un insolente gruppo di intellettuali che tra diaspore, ammutinamenti ed espulsioni costituisce una delle esperienze artistiche più affascinanti e travagliate del Novecento. Desmond Morris realizza la sua prima personale surrealista nel 1948 e, mentre si appresta a diventare uno dei più celebri divulgatori scientifici della sua generazione, frequenta per anni gli irresistibili personaggi di cui snocciola qui le avventure: Roberto Matta che si fa marchiare a fuoco il nome del marchese de Sade per rientrare nelle grazie di Breton; Giacometti che disdegna Marlene Dietrich (e le sue quarantaquattro valigie) in favore di una prostituta, Caroline Tamagno, nota soprattutto nella mala parigina; Miro e Masson costretti da Hemingway a fronteggiarsi in un fallimentare incontro di boxe; Salvador Dalì in tenuta da palombaro che - stecca da biliardo in resta e due levrieri al guinzaglio - dà spettacolo davanti a centinaia di giornalisti all'esposizione internazionale surrealista del 1936. Trentadue storie eccentriche che si snodano fra i bistrot della ville lumière e i posti più incongrui, come lo zoo di Londra, per approdare infine a New York, dove cominciano a spargersi i primi semi dell'Espressionismo Astratto. Inseguendo le caleidoscopiche proliferazioni del Surrealismo incarnate da artisti estremamente diversi tra loro — come Max Ernst, Picasso, Delvaux e Duchamp — Morris ne celebra l'intensità, il delirio e il mistero che, come direbbe Magritte, «non si può spiegare, bisogna solo lasciarsene avvolgere». Autori: Desmond Morris. Traduttori: Irene Inserra, Marcella Mancini.
ill., ril. Il Surrealismo nasce all'indomani della Prima guerra mondiale più come stile di vita che come vero e proprio movimento artistico. Indignati verso un establishment che aveva reso possibile quel massacro, i surrealisti elaborano una strategia dell'inconscio capace di liberare l'uomo dai lacci della ragione e delle convenzioni estetiche restituendo un ruolo centrale alla dimensione onirica ed erotica per mezzo dell'automatismo psichico. A partire dal 1924 André Breton, principale teorico di questa dottrina, per oltre quarant'anni tiene le fila di un insolente gruppo di intellettuali che tra diaspore, ammutinamenti ed espulsioni costituisce una delle esperienze artistiche più affascinanti e travagliate del Novecento. Desmond Morris realizza la sua prima personale surrealista nel 1948 e, mentre si appresta a diventare uno dei più celebri divulgatori scientifici della sua generazione, frequenta per anni gli irresistibili personaggi di cui snocciola qui le avventure: Roberto Matta che si fa marchiare a fuoco il nome del marchese de Sade per rientrare nelle grazie di Breton; Giacometti che disdegna Marlene Dietrich (e le sue quarantaquattro valigie) in favore di una prostituta, Caroline Tamagno, nota soprattutto nella mala parigina; Miro e Masson costretti da Hemingway a fronteggiarsi in un fallimentare incontro di boxe; Salvador Dalì in tenuta da palombaro che - stecca da biliardo in resta e due levrieri al guinzaglio - dà spettacolo davanti a centinaia di giornalisti all'esposizione internazionale surrealista del 1936. Trentadue storie eccentriche che si snodano fra i bistrot della ville lumière e i posti più incongrui, come lo zoo di Londra, per approdare infine a New York, dove cominciano a spargersi i primi semi dell'Espressionismo Astratto. Inseguendo le caleidoscopiche proliferazioni del Surrealismo incarnate da artisti estremamente diversi tra loro - come Max Ernst, Picasso, Delvaux e Duchamp - Morris ne celebra l'intensità, il delirio e il mistero che, come direbbe Magritte, «non si può spiegare, bisogna solo lasciarsene avvolgere».
br. In un mondo in cui l'occhio e tutti gli altri sensi umani sono sottoposti ogni giorno a una serie di prove psicologiche in forme e modalità accresciute, continue e per lo più inconsapevoli, l'arte di Duchamp rappresenta, ancora oggi, un esercizio per collaudare non solo la nostra capacità di vedere e percepire, ma anche di esistere. Se vivere significa emanciparsi dall'incatenamento a uno scopo determinato, allora l'arte, quando funge da "test", può servire a misurare, di tanto in tanto, quanto siamo davvero consapevoli della nostra libertà. A partire da questo presupposto, Marco Senaldi ci conduce in un inedito e avvincente viaggio "a ritroso" nell'opera di Marcel Duchamp.
br. In un mondo in cui l'occhio e tutti gli altri sensi umani sono sottoposti ogni giorno a una serie di prove psicologiche in forme e modalità accresciute, continue e per lo più inconsapevoli, l'arte di Duchamp rappresenta, ancora oggi, un esercizio per collaudare non solo la nostra capacità di vedere e percepire, ma anche di esistere. Se vivere significa emanciparsi dall'incatenamento a uno scopo determinato, allora l'arte, quando funge da "test", può servire a misurare, di tanto in tanto, quanto siamo davvero consapevoli della nostra libertà. A partire da questo presupposto, Marco Senaldi ci conduce in un inedito e avvincente viaggio "a ritroso" nell'opera di Marcel Duchamp.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Julien Gracq, pseudonimo di Louis Poirier (Saint-Florent-le-Vieil, 27 luglio 1910 – Angers, 22 dicembre 2007), è stato uno scrittore francese. Il suo primo romanzo, Il castello di Argol (Au château d'Argol) del 1948, fortemente influenzato dal romanticismo e dal surrealismo, attirò l'attenzione di André Breton. Ma è solo con La riva delle Sirti (Le rivage des Syrtes) del 1951 e dopo aver rifiutato il premio Goncourt che si fece conoscere al grande pubblico. Tradotto in 26 lingue, studiato in congressi dedicati, pubblicato ancora in vita nella Bibliothèque de la Pléiade, l'opera di Julien Gracq gli è valsa una consacrazione pressoché senza pari tra i suoi contemporanei. La storia del declinante principato di Orsenna, l'atmosfera da fine del mondo che la impregna - e che traspone in mitologia le epoche dell'ascesa del nazismo e della drôle de guerre - lo stile ieratico dell'autore seducono subito la critica, che celebrano il romanzo come controcorrente rispetto a una produzione letteraria dominata dall'etica e dall'estetica dell'esistenzialismo. Il romanzo viene spesso paragonato a Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, di cui la traduzione francese era stata pubblicata qualche tempo prima, ma Gracq negherà sempre di essere stato influenzato da Buzzati, indicando invece come fonte di ispirazione La figlia del capitano di Puškin. Le rivage des Syrtes entrò tra i finalisti del prestigioso premio Goncourt nel 1951, ma in seguito alla polemica dell'anno precedente Gracq rifiutò sia la candidatura che, una volta annunciato di averlo vinto, il premio stesso. Descrizione bibliografica Titolo: La riva delle Sirti Titolo originale: Le rivage des Syrtes Autore: Julien Gracq Traduzione di: Mario Bonfantini Editore: Napoli: Guida Editori, 1990 Lunghezza: 311 pagine; 23 cm ISBN: 8878350265, 9788878350267 Collana: Volume 4 di Bianco e il blu Soggetti: Letteratura francese, Narrativa, Romanzi, surrealismo, José Corti, Julien Sorel, Stendhal, André Breton, quelques aspects de l'écrivain, Au château d'Argol, Novecento, Edgar Allan Poe, Lautréamont, Jünger, Rimbaud, Breton, Liberté grande, André Breton, Anne Berthelot, Le Surréalisme, littérature contemporaine, Scrittori francesi del XX secolo, Romanzo storico, Bibliothèque de la Pléiade, Classici, annoiata distinzione, Impero del Farghestan, Carl Schmitt, roman géopolitique, Geopolitica, Nel castello di Argol, Libri rari Parole e frasi comuni Aldo Aldobrandi battello Belsenza bruma bruscamente calma capitano capo cielo città colpo credere cuore deserto dietro dita Fabrizio Farghestan finestra Formidabile fortezza freddo gesto gettata giorno giunchi grigio immobile istante Ammiragliato laggiù laguna landa lanterna leggero luce lungo mano mare Maremma Marino mattino mezzo momento muro nave nera notte notturna occhi Orlando Orsenna Ortello palazzo parlare parola passo paura pensare pesante porta preso profondo Rhagi riprese risvegliava rumore sabbia sala San Damaso sapere scivolava scura secca segreto sembrava sentivo sera sguardo signor Osservatore Signoria silenzio Sirti sonno sonnolenta sorpresa sorriso spalle specie stanza steppe strada strano terra terra piatta tono Vanessa vecchio vedere veniva vento viso voce bianca vuoto
Broch?. 48 pages. 20x29 cm.
24 x 14,5 cm, 18 pages, 19 ill., 80 notices. broche, couverture illustree coul. Tres bel exemplaire. [CA-00]
Broch?. 174 pages. Couverture l?g?rement d?fra?chie.
petit in-4° 91 pp., planches, broche, couverture illustree a rabats. Bon etat. [NV-19] Catalogue d"exposition au Casino de Knokke
Hardcover petit in-4 carre, 235 pp., nombreuses illustrations en noir et en couleurs, reliure pleine toile rouge sous jaquette illustree en couleurs.- Liste de 277 oeuvres exposees. Importante iconographie. Bel exemplaire. [NV-33] Catalogue de l"Exposition à Paris, Galeries nationales du Grand-Palais, 4 fevrier-8 avril 1972.
8vo., First Edition, text in French, with numerous plates; pictorial wrappers, wire-stitched as issued, a very good, bright copy. A notable catalogue listing 550 exhibits arranged by artist.
L ARC. NON DATE. In-4 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 91 pages augmentées de nombreuses illustrations en noir et blanc dans et hors texte. AUTEURS : A.BRETON / R.CAILLOIS/R. CHAR/ R.CREVEL/ DALI / ELUARD / M. ERNST/ MAGRITTE / TZARA.
in-4 carré, non paginé, nombreuses illustrations en couleurs, cartonnage. VG+++ - Tres bel exemplaire. [QU-6]