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In-8 p. (mm. 221x172), 2 parti in 1 volume, p. pergamena coeva, titolo ms. al dorso, 10 cc.nn., 868 pp. (testo e numeraz. delle pagg. su due colonne), 11 cc.nn. (Indice); marca tipograf. al frontespizio e al verso dell’ultima carta, ornato da grandi iniziali e con alc. figure nel t., tutte inc. su legno. Vi sono contenuti testi di: “Cleopatra, Albucasis, Trotula, Rocheus, Bonacioli, Sylvius, Moschione con ‘De passionibus mulierum liber Graecus’.” La seconda parte, con proprio frontespizio, contiene: MOSCHIONIS Medici Graeci (Mustio o Muscio), "De morbis muliebribus" liber unus: cum Conradi Cesneri viri clariss. scholijs & emendationibus, nunc primum editus opera ac studio Caspari Vuolphij Tigurini medici, pp. (8),63, testo in greco. Una delle prime opere specificatamente dedicate alle ostetriche. "Rara prima edizione" di questa importante raccolta di classici di ginecologia, vera e propria enciclopedia di questo ramo della scienza medica. Cfr. Durling,2252 e 3320 (x Mustio) - Wellcome,I,3033 - Garrison and Morton,6011: “A celebrated collection of classics, collected and edited by Wolff. It forms a record of contemporary ginaecological knowledge” e n. 6136: “Muscio was a pupil of Soranus (the greatest obstetrical writer of antiquity). His book is arranged in catechism form; it was first published in Caspar Wolff’s "Gynaeciorum", 1566”. Con uniformi lievi arross. interc. nel t. e antiche note mss. a penna, ma certamente un buon esemplare.
In 4° (25,5x21 cm); XXII, (2), 328, (2 frontespizio in rosso e nero), 329-608 pp. e 12 c. di tav., VI, 311, (6), 312-607 (tre carte fra le pag. 311 e 313), (1) pp. e 7 c. di tav. (la tavola che solitamente si trova nel secondo tomo è, in questo esemplare, posta nel secondo volume), (2), 388 pp. e 16 c. di tav. Completo, complete. Very good copy. Esemplare all'interno in ottime condizioni di conservazione. Legature coeve in mezza pelle con titolo in oro su fascetta in pelle chiara al dorso e fregi in oro. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Qualche strofinatura e live difetto. Primissima edizione, quella che non presenta la carta *4 (corrispondente alle pagine VII e VIII) del secondo tomo che venne aggiunta solo in seguito (come testimonia anche il richiamo basso di carta *3 che rimanda a pagina 1 senza citare altre carte) e che contiene altre due carte della "Praefatio". Frontespizi in rosso e nero. Testatine, finalini, iniziali e fregi xilografici ai frontespizi. Esemplare ancora in barbe ed ad ampli margini. Una decina di carte con leggerissima brunitura omogenea dovuta alla qualità del quaderno, qualche insignificante amcchiolina di foxing al frontespizio del primo volume ma nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questo basilare testo per la storia della medicina opera del grande medico e poeta svizzero Albrecht von Haller (Berna, 16 ottobre 1708 - Berna, 12 dicembre 1777). L'opera tratta tutti i campi della medicina dalla chirurgia, all'anatomia dagli ermafroditi alla teratologia, dall'andrologia alla ginecologia. Figlio di Niklaus Emanuel e di Anna Maria Engel, dopo gli studi secondari nella Hohe Schule di Berna, dal 1723 studiò medicina a Tubinga e dal 1725 a Leida laureandosi nel 1727. Nel 1728 insieme con Johannes Gessner, viaggia attraverso i paesi alpini, acquisendo un'esperienza importante tanto per i suoi interessi botanici che letterari. L'anno dopo, a Basilea, segue i corsi di matematica tenuti da Johann Bernoulli; medico a Berna dal 1729, nel 1735 istituì un theatrum anatomicum per il perfezionamento professionale dei medici. Aveva pubblicato nel 1732 la raccolta di poesie Versuch Schweizerischer Gedichten; nella sua opera poetica esalta la montagna e la vita dei suoi abitanti, che contrappone ai corrotti costumi delle città e vede nella natura la presenza divina, criticando - come Beat Ludwig von Muralt - l'influenza francese nella poesia. Dal 1736 al 1753 insegnò anatomia, botanica e chirurgia a Gottinga, fondandovi l'istituto di anatomia, il giardino botanico e, nel 1751, la Reale Società delle scienze di cui fu presidente. Tornato a Berna nel 1753 assunse la carica di Intendente del palazzo comunale, dal 1758 al 1764 fu direttore di saline e dal 1762 al 1763 vicebalivo di Aigle. Nel 1764 acquistò la signoria di Goumoens-le-Jux, assumendo così il nome di "Haller de Goumoëns". Nelle Icones anatomicae descrisse per primo (1743 - 1756) la circolazione arteriosa nel corpo umano e pubblicò i suoi Primi lineamenti di fisiologia nel 1747; studiò le proprietà del sistema nervoso e muscolare nel De partibus corporis humani sensilibus et irritabilibus, del 1752, respingendo le interpretazioni materialistiche di Julien Offray de La Mettrie; studiò anche lo sviluppo degli embrioni; nel 1766 pubblicò gli Elementa physiologiae corporis humani. L'opera è così suddivisa: Ad Morbos capitis et colli; Ad morbos pectoris; Ad morbos abdominis; Iterum ad morbos abdominis; Ad febres; Ad morbis, qui corporis universitatem obsident; Auxilia. "Haller was one of the most imposing figures in the whole of medicine." Rif. Bibl.: Garrison - Morton, 585. "Haller, called 'the Great' even in his lifetime, possessing the universal admiration of his contemporaries, was one of those intellectual geniuses who recall the types of the Renaissance." Garrison-Morton 534.54 (citing Part III): "Reprints and updates Haller's earlier essays on various malformations. This work marks the beginning of scientific teratology, placing it on a foundation of sound anatomical description." "With the many scientific corrections which Haller was able to present to anatomists, owing to his exact investigations and to his studies under Albinus, he was bound to make pictorial representations of anatomic preparations the main object of his care. His illustrations are therefore very numerous. They are very clear, vivid, highly exact, and artistic. The greater part of them had been scattered through his many writings and these were later collected by Haller himself under the title Opera minora. . . . Haller himself esteemed this work and his Icones . . . as among his best productions" (Choulant, Anatomic Illustration, p. 289). Heirs of Hippocrates 889. Bibliotheca Osleriana 1156.
In-8 p. (mm. 204x153), 2 parti in 1 volume, lussuosa legatura in p. pelle mod. (lievi abras.), ricca decoraz. oro ai piatti e al dorso, pp. (16),320,(2); (10),67,(7); con ritratto dell’A. e 40 figure anatomiche, in 36 tavole inc. in rame fuori testo (alc. più volte ripieg.), che illustrano il feto nelle varie posizioni al momento del parto. Nella prima parte “qua fideliter manifestatur "Ars obstetricandi" et quidquid ad eam requiritur..” + “Observationes novae” - Nella seconda parte (con proprio frontesp.) “quae exhibet ulterius examen partuum difficilium, ut lapidem lydium et clypeum obstetricum..”. Cfr. Garrison and Morton,6253 (per la I ediz. del 1701): ”This work gives the first accurate description of the female pelvis and its deformities, and the effect of the latter in complicating labour. Van Deventer was the greatest obstetrician of his time, the ‘father of modern midwifery’” - Bibliotheca Walleriana,2423 - Wellcome,II,460 - Blake, p. 118 - Castiglioni, p. 561: “.. degli ostetrici olandesi i più noti furono Ruysch e Henrick van Deventer (1651-1724) che fu iniziatore degli studi sul meccanismo del parto”. Qualche lieve fiorit. o uniformi arross., 6 tavole arross. ma certamente un buon esemplare.
[FIGURATO GINECOLOGIA-PRIMA EDIZIONE] (cm. 22) buona piena pergamena originale, titolo manoscritto al dorso. Minime toccature.-- cc. 6 nn., pp. 485 con varie figure n.t. e 13 tavv. f.t. in rame di ottima fattura. Prima edizione in italiano di questo celebre classico di ginecologia, tradotto sulla II edizione francese del 1675. L' opera inizia con un breve trattato di anatomia femminile cui seguono tre libri delle malattie delle donne gravide, sui vari tipi di parto, sulle cure dopo il parto e sulle cure dei neonati. L' autore (1637-1709) fu uno dei più illustri ostetrici dell' epoca e il primo a stampare le sue esperienze. Studiò i movimenti del feto e la formazione del bacino femminile, la circolazione del sangue nell' utero, la formazione del latte, descrive per primo un caso di cordone ombellicale attorcigliato e condanna il taglio cesareo. Nel 1685 apparve una seconda edizione che differisce solo dalla marca tipografica al frontis e dall' aggiunta di un ritratto all' inizio che garantiamo essere assente nella edizione del 1684 come attesta KRIVATSY e MUGNAINI Vol. I p. 582. Edizione assolutamente rarissima. Manca a molta bibliografia compreso OSLER, WALLER, WELLCOME, CHOIX, MIRSCH, GARRISON-MORTON e DAWSON. Possiamo riferire una sola copia posseduta dalla NATIONAL LIBRARY OF MEDICINE (KRIVATSY). Alcune lievi fioriture uniformi ma esemplare molto bello e genuino senza gli usuali scarabocchi e tracce d' uso cui sono soggette opere di uso pratico come questa. KRIVATSY 7600; MUGNAINI "IL LIBRO ANTICO" Vol. I p. 582.[f40] Libro
In-8 gr. (mm. 245x174), p. pergam. mod., titolo ms. al dorso, pp. (8),197 (mal numerate), 1 c.b., (16) di Indice, marca tipograf. al frontespizio, ornato da testat. e grandi capilett. figur. a vignetta inc. su legno.<br> Cfr. Diz. Biograf. Italiani,LXXIII, p. 622: “Il forlivese Gerolamo Mercuriale (1530-1606), medico e umanista insigne, autore di famosi libri: "De arte gymnastica" (Venezia, 1569) - "De morbis puerorum" (Venezia, 1583).. si interessò anche di ostetricia e di ginecologia, lasciando un trattato, "De morbis muliebribus", in cui la trattazione è tradizionale, anche se la disposizione della materia è razionale..Quest’opera fu pubblicata a Basilea nel 1586, nel secondo volume dei "Gynaeciorum.." a cura di Gaspard Bauhin e quindi ristampata come volume a parte, l’anno successivo, da Valgrisi.” - Durling,3097 - Wellcome,4248 per l’ediz. giuntina del 1591.<br> Frontesp. restaur. per picc. manc., tracce di umidità e aloni interc. nel t. ma complessivam. un discreto esemplare.
in folio (mm. 440x330), leg. cart. edit. con dorso rinforz. da carta marmorizz. E' il solo atlante (mancano i due voll. in-8 di testo) che comprende ben 60 splendide tavv. litogr. e colorate a mano dis. da E. Beau e inc. da Fourquemin, ciscuna accompagnata da testo descrittivo in legenda. L'atlante fu pubblicato in fascicoli tra il 1837 e il 1839. Ottimo stato di conservazione. [142]
In-8 gr. (mm. 252x173), mz. pergamena moderna con ang., pp. XV + 4 cc.nn. di spiegazione delle 7 interessantissime tavole disegnate da Sorbi e inc. in rame fuori testo, più volte ripieg. (raffigurano gemelli siamesi con una testa sola). Il breve testo porta lunghe note a piè pagina (scritte su due colonne, a piccoli caratteri). "Prima edizione" di questo raro trattato sulle mostruosità umane, citato dai principali anatomisti, inclusi Boerhaave e Haller. Cfr. Blake, p. 430 - De Renzi,V, p. 320: “Luigi Stampini, chirurgo bolognese, pubblicò in Roma nel 1749 la “Descrizione di un feto umano con la maggior parte delle membra raddoppiate”. Trattavasi di un feto bicorporeo con una testa, che fu diligentemente sezionato, trovandosi un nuovo osso fra le due ossa dell’occipite: la midolla semplice nel capo, duplice nella spina dorsale; co’ polmoni doppii, il ventricolo semplice, i visceri dell’addome duplicati; col nervo dell’ottavo pajo semplice nel capo, duplicato nel corpo. Questa storia è stata lodata da Portal”. Esemplare ben conservato.
4 voll. in-4, pp. XII, 956; 586; VI, 771; XIX, 754, bella leg. unif. m. pelle coeva con tit. oro ai d., piatti in cart. dec. Con moltiss. ill. n.t. Ottimo esempl. [080]
in-4 antico, pp. XL, 235, bella leg. p. perg. ottocentesca con tit. mss al d. Tagli spruzzati. Dedicat. a Camillo Gonzaga di Novellara. Rara opera di ginecologia e ostetricia dell'Ulmo, originario di Padova ma attivo a Bologna, noto per aver pubblicato anche un raro trattato sulle barbe (Physiologia barbae humanae, Bologna, Bellagamba, 1602). Wellcome 6394. Ex libris. Lavoro di tarlo al margine bianco interno perfettamente restaurato. Bell'esempl. [290]
in-4 picc., pp. (32), 390 (ma 392, mal numerate da 284), leg. p. perg. coeva con tit. mss al d. con nervi. Iniziali e fregi xilogr. Dedicat. a Bartolomeo Masini. Con numerose incis. xilogr. n.t. Ediz. settecentesca della celebre opera di ostetricia e ginecologia pubblicata per la prima volta nel 1595 e che conobbe grande fortuna. Importante per l’apparato iconografico con 32 figure, anche a mezza pagina, che mostrano lo sviluppo del feto, scene di parto e strumenti ostetrici. Castiglioni p. 480: “Il Mercurio era medico riputatissimo; sembra che egli abbia esercitato l'ostetricia pratica in Francia intorno al 1571”. Piantanida 1967, nota: “L’A. fu il primo a raccomandare la “sectio cesarea” in caso di bacino stretto”. Lavoro di tarlo restaurato su circa 20 cc, sulle ultime righe di testo. Per il resto ottimo esempl. [276]
[scaffale H] pp. 144 + 8 + 26 + 1 manoscritta + 8 Nella diatriba col collega Bertini, il medico Manfredi risponde all’accusa di aver eseguito una diagnosi errata sul tumore uterino di una suora, in breve tempo deceduta. Rilegato insieme al Manifesto di F.A. Verzoni e alla risposta a tale manifesto ad opera dell’autore. Il volume si conclude con un’aggiunta manoscritta ed una epistola “fatta pervenire nelle mani del Signor Anton Francesco Bertini con inganno dal Dottor Manfredi per mezzo del Sig. Anton Francesco Pellegrini suo Amico intrinseco”.
Due volumi di cm. 25, pp. (12) 555 (25); (8) 572 (12) 86. Con molte figure nitidamente incise nel testo, anche a piena pagina. Legatura coeva in piena pelle, dorsi a nervi con ricchi fregi e titoli in oro. Con autonomo frontespizio le ultime 98 pagine del secondo volume presentano il testo: Derniéres Observations sur les maladies des femmes grosses et accouchées. Esemplare genuino e ben conservato, con poche tracce d'uso. Si tratta dell'edizione più completa della celebre opera di ostetricia di Mauriceau che raccoglie i suoi due lavori principali.
in-4, pp. 220, bella leg. m. pelle coeva con ricchi fregi oro e tass. al d. con nervi. Con 80 belle tavv. al fine con centinaia di figure raffiguranti parti anatomiche, strumenti chirurgici, sviluppo del feto, allattamento naturale e artificiale, scene di parto etc. Prima rarissima edizione italiana. Wellcome IV, 91. Ottimo esempl. [026]
in-4 antico, pp. 1 cb, (8), 512, 1 cb, bella leg. p. perg. con tit. mss al d. Con 20 belle tavv. in rame n.t. raff. anatomia, scene di parto, posizioni del feto. Seconda edizione del famoso trattato di ostetricia indirizzato ai medici e levatrici, con la suddivisione in parti "laudabili" e "illaudabili", ossia naturali e non. L'A., chirurgo veneziano, non manca di inserire nel testo scientifico anche alcune parti letterarie, come due poesie in dialetto veneto. Wellcome IV, p. 108. Olschki, Choix, 9082 per la prima ediz. del 1721. Le pagg. 113-118 presentano una bruciatura centrale restaurata. Ex libris. Minimi dif. alle cuffie. Bell'esempl. [279]
In folio; (36), 28, 1080, 34 pp. Legatura di recupero in mezza pergamena con piatti foderati con bella carta marmorizzata novecentesca e titolo manoscritto al dorso. Due antiche firme di appartenenza al frontespizio, una delle due anticamente cancellata, timbretto di appartenenza privata al margine basso delle prime cinque carte fortemente sbiadito e solo in parte leggibile. Una leggera e antica macchia d'inchiostro che non preclude assolutamente la lettura, a pagina 896. Piccola pecetta di carta ad integrare piccola mancanza al margine interno basso della prima pagine di indice con perdita di poche lettere (aggiunta quasi invisibile). Tagli rossi. Frontespizio in rosso e nero. Esemplare con leggere bruniture come tutti quelli conosciuti a causa della qualità della carta utilizzata come specificato anche nel Norman Catalouge 1977 che specifica come la carta utilizzata per stampare l'opera fosse di pessima qualità e che solitamente gli esemplari si presentano fortemente bruniti. Fortunatamente questa copia è fra quelle con una brunitura solo leggera. Varie figure anatomiche nel testo. A parte i leggeri difetti sopra elencati esemplare in buone condizioni di conservazione. Interessanti antiche note chiosate a mano al margine esterno bianco di alcune pagine. Prima edizione di questa celebre opera del noto medico originario di Strasburgo, Israel Spach. Studente di Jean Riolan il Vecchio, studio e si laureò nell'Università di Tubingia nel 1581. Tenne a lungo la cattedra di fisica presso l'Università di Strasburgo. Grande studioso e lettore era considerato uno dei massimi conoscitori dell'arte medica del suo tempo. La monumentale opera qui presentata è la più completa e precisa raccolta delle conoscenze ginecologiche e ostetriche del cinquecento e presenta al suo interno le opere di Plater, Moschion, Le Boë, Montanus, Paré, Martin Akakia, Kaspar Bauhin e altri. Fra le opere contenute: Martin Akakia "De morbis muliebribus libri II, nunc primum in lucem edita"; Kaspar Bauhin "Appendix varias et novas historias continens"; Ambroise Pare "De Hominis Generatione Liber"; François Rousset "De Partu Césareo Tractatus"; Albucassis "Gravissimorum aliquot affectus muliebrium"; Jacques Rueff "De Conceptu et Generatione Hominibus"; Jerôme Mercurialis "De Morbis Muliebrium" e altre per un totale di 18 opere. Parte delle tavole che illustrano il testo sono prese dalle celebri tavole del Vesalio. Vi sono poi numerose illustrazioni di strumenti ginecologici. "compilation of gynecological and obstetrical texts was the largest such collection of its day, reprinting most of the works collected in Caspar Wolff's Volumen gynaeciorum and Gaspard Bauhin's Gynaeciorum sive de mulierum affectibus (1586-88), and adding several other treatises. The collection includes works by Plater (whose anatomy of the female genitalia heads the collection), Moschion, Le Boë, Montanus, Paré and many others. Some of the anatomical woodcuts are taken from Vesalius's Fabrica, in particular his "masculinized" representation of the female reproductive organs; also illustrated are various surgical and gynecological instruments, including a speculum' (Norman catalogue). Prima edizione di questo testo basilare nella storia della ginecologia. Adams S-1517; Durling 2254; Garrison and Morton 6013; Norman 1977; Waller 9096; Wellcome 6030.
Cm. 21, pp. (24) 352. Con molte incisioni xilografiche nel testo. Legatura coeva in piena pergamena semirigida con titolo ms. al dorso. Sguardie posteriori. Esemplare genuino e ben conservato, come non è comune per quest'opera. Ottima edizione di quest'opera celebre che apparve in originale nel 1595, fu ristampata fino ai primi del '700 e viene considerata come il primo libro di ostetricia pubblicato in Italia. Si presenta divisa in quattro parti di cui le prime tre contengono i tre libri della "Commare" ed il quarto contenente invece "Il Colostro. Discorso aggiunto alla Raccoglitrice di Scipion Mercurio dal Dottore Pietro di Castro Medico Fisico Avinionese". L'A. fu il primo a raccomandare la "sectio Cesarea" in caso di bacino stretto" (Vinciana). Il Mercurio, al secolo Scipione Mercurio, sacerdote domenicano ed ostetrico, nacque a Roma in data imprecisata del XVI secolo e morto intorno al 1615. Vinciana, 1969. Cfr. Castiglioni, p. 480: "Il Mercurio era medico riputatissimo; sembra che egli abbia esercitato l'ostetricia pratica in Francia intorno al 1571"; Nardi, Il pensiero ostetrico-ginecologico, pp. 148-153.
Panormi typis Francisci Valenza regii SS. Cruciatae impressoris, 1758. In folio. (mm. 295 x 200). Legatura coeva in pergamena con titolo dorato al dorso; tagli rossi. Pp. XXIV, 358. Con una tavola f.t. ripiegata raffiguranti tutte le fasi, dalll’embrione alla nascita. Una carta bianca è posta tra le pp. 206/207. Salto di numerazione da 270 a 277, ma opera ben completa ed in ottimo e fresco esemplare escluso lieve gora al margine superiore bianco delle prime pp. L'Autore fornisce dei precetti igienici molto saggi per le donne incinte e contribuisce alla diffusione della pratica del parto cesareo, indicando i casi dove non si dovrebbe esitare a praticarlo; nata da esigenze pastorali prima che scientifiche, questa trattazione ha lo scopo di garantire l'eterna salvezza del nascituro nei casi di parto difficile, attraverso il cesareo appunto, da praticarsi sia su donna morta che su donna viva. Molto interessante la tavola illustrante in 17 figure lo sviluppo del feto, basata sul lavoro dell'anatomista torinese Giovanni Battista Bianchi che per anni aveva raccolto embrioni e feti di diverse fasi di sviluppo per il suo 'museo degli aborti' e le sue pubblicazioni. Bibl: Blake 77 - De Renzi V, 514-515 - Wellcome II, 295.
Volume in 4º legato in mezza pelle, dorso a quattro nervi, sguardie, occhiello, frontespizio, 220 pp., 80 tavole fuori testo, una più volte ripiegata. Splendido lavoro molto apprezzato e ricercato, qui in bellissime condizioni, fresco, con rari arrossamenti su poche pagine dovuti al tipo di carta. Freschissime e pulite le tavole, raggruppate al fondo del volume. Di buona rarità, notando.
In 4, pp. (544) totali (presenti varie numerazioni, mentre quella generale e' manoscritta). Cartonatura rifatta. Importante raccolta di Responsa juris, Summarium Responsionis, Restrictus replicationis, facti, Responsio facti, Responsum pro veritate e Memoriale. In fine e' legata una osservazione critica relativa a due scritture 'ultimamente stampate' in relazione a questa causa con riflessioni sulla differenza tra la causa in questione e quella Pallavicina agitata nel Pontificato di Clemente XI. Il matrimonio tra questi due cugini della famiglia Doria duro' per 10 anni, al termine dei quali la Principessa intento' questa causa finalizzata all'annullamento del matrimonio a causa dell'impotenza del Principe. Il processo che ebbe notevole risonanza e coinvolse moltissimi tra i migliori medici dell'epoca (Pascoli, Tarozzi, A. M. Maggi, Clerici, Nicelli ecc.) si concluse con l'annullamento del matrimonio. Subito dopo, nel 1742, si risposo' con Lazzaro Maria Doria dal quale ebbe 2 figli. Anche il Principe, benche' in base all'esito del processo fosse risultato impotente, risposatosi anch'esso nel 1742 con Eleonora Carafa, ebbe, addirittura, 14 figli. Questo curioso processo, pieno di particolari intimi relativi ai rapporti sessuali tra i coniugi e di perizie mediche inerenti la supposta verginita' della principessa e l'impotenza del principe, descrive in modo esemplare questioni legate alla conservazione dello stato patrimoniale e genealogico di famiglie aventi allora enormi patrimoni e detentrici di grande potere.
In-8 p. (mm. 202x142), 2 opere dello stesso A. in 1 vol., p. pergam. antica (risg. rifatti), 10 cc.nn. Unito, con proprio frontespizio, "Apologia de sectione venae in gravida muliere, pro cautione abortus". Ut illa subinde maladicendi occasio malevolis nulla reliqua esse possit, 28 cc.nn. <br> Bella marca tipograf. ai frontespizi (raffigura Pegaso che colpisce con uno zoccolo la roccia da cui scaturisce una sorgente. Motto: in via virtuti nulla est via); ornate da grandi iniziali su fondo criblé, inc. su legno. Entrambe "seconde edizioni" (le prime sono del 1544), molto rare.<br> Cfr. De Renzi,III, p. 465: “G. Antonio Bozzavotra, celebre filosofo e medico, professore nell’università di Napoli, godeva grande riputazione come pratico e come scrittore; tradusse da Galeno e comentò i quattordici trattati sui metodi di medicare che pubblicò nel 1549, otto anni prima della sua morte - Minieri-Riccio, p. 63. Lunga annotazione in latino (anticamente manoscritta) alla fine della prima opera; solo qualche lieve fiorit. altrimenti ben conservato.
2 opere in un vol. in-8, pp. XVI, 168, (4), 1; XXXVI, 427, (2), bella leg. p. pelle coeva con ricchi fregi e tit. oro al d. Tagli rossi. Con 3 tavv. in rame più volte ripp. f.t. raff. strumenti chirurgici. Dif. alla cerniera post. ma bell’esempl. Raro. [108]
In 4° (23×17 cm); (24), 236 pp. Solida legatura in mezza pergamena. Pergamena a palinsesto ebraico sbiadito. Piatti foderati in carta all’inizio del novecento. Al dorso fascetta in pelle con titolo impresso in oro. Piccolo ed insignificante restauro al margine esterno delle prime tre carte (piccola aggiunta sottilissima di pasta di carta, insignificante). Testatine, finalini e iniziali ornati. Grande marca tipografica con giglio di Giunta al frontespizio. Leggerissimo ed insignificante antico alone d’umidità al margine esterno bianco delle prime 100 pagine, sempre lontano dal testo e mai intenso. Terza edizione (ma seconda in forma di volume singolo dopo che l’opera era uscita allegata ad altro volume nel 1586 e per la prima volta in versione singola nel 1587) che si fa preferire alle precedenti per le correzioni e le aggiunte, di questo celebre studio di ostetrica e ginecologia del grande medico e filosofo forlivese, Girolamo Mercuriale, celebre per avere per primo teorizzato l’uso della ginnastica su base medica. Suoi sono anche il primo trattato sulle malattie cutanee ed un’importante opera di pediatria. Dopo aver studiato medicina all’Università di Bologna ed aver conseguito nel 1555 la laurea all’Università di Padova, dove ebbe modo di conoscere personalmente il medico veneziano Vettor Trincavella, seguì a Roma il Gran Cardinale Alessandro Farnese. A causa della sua fama, infatti, i forlivesi lo inviarono come legato presso il papa Pio IV, dove rimase sette anni. Fu poi professore di medicina pratica in entrambe le università dove aveva studiato. A Padova, in particolare, tra il 1569 ed il 1587, trascorse un periodo molto fecondo, in cui scrisse ben dodici libri, alcuni dei quali basati sugli appunti presi dagli studenti durante le lezioni. Si recò poi a Pisa, dove divenne primo medico di Ferdinando I de’ Medici e poté godere di una certa fama come clinico. Curò anche altre importanti personalità del suo tempo, tra cui l’imperatore Massimiliano II, che lo nominò cavaliere e conte palatino. Bibl.: Wellcome, 4248; Durling, n. 3098.
Cm. 20,5, pp. (8) 406 (10). Solida legatura coeva in piena pelle, dorso a nervi con titoli e fregi in oro. Solo il dorso un po' liso, peraltro esemplare particolarmente fresco e ben conservato. Si tratta della seconda edizione (apparsa un anno dopo l'originale) di questo testo che rappresenta uno dei caposaldi della letteratura medica del tempo. Non comune, soprattutto in tale stato di conservazione.
In- 12°; antiporta illustrata incisa su rame + pp. (8), 204. Krivatsi 2382. Legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso.
In Venetia, per Gio. Francesco Valuasense, 1680, in-4. legatura coeva in piena pergamena (allentata, mancanze al rivestimento lungo i labbri dei piatti), pp. [24], 352. Con illustrazioni xilografiche n.t. Si tratta del primo libro italiano di ginecologia ed ostetricia. La prima rara edizione è del 1595, ma anche le edizione successive non sono comuni, in quanto il libro, scritto in volgare, era soggetto ad un intenso uso pratico.