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Paris, Seghers 1989. In-8 broché de 305 pages. Illustrations en noir. Très bon état
In 8°, brossura edit. ill., pp. 150; copia molto buona. (XE1/A) (XE1/A)
Pr?face de M.Jacques Bacot - Traduit anglais de Marguerite La Fuente 1 22,5x14 cm., pagg. VIII + 227, brossura, tavole fuori testo, prima edizione, in lingua francese. Opera rara, in ottime condizioni.
Broch?. 320 pages.
in-8°, 182 pages, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire. [DV-20]
br. Il "Bardo Thodol" fu composto dal grande maestro Padma Sambhava, nell'VIII o nel IX secolo, per i buddhisti indiani e tibetani. Venne in seguito nascosto per un'era a venire e ritrovato solo nel XIV secolo dal noto «scopritore di tesori» Karma Lingpa. Il libro interpreta le esperienze dello stato intermedio (in tibetano bardo), di solito riferito alla condizione tra la morte e la rinascita. Bardo indica la condizione intermedia (i tibetani distinguono sei stati intermedi: l'intervallo tra la morte e la rinascita, tra il sonno e la veglia, tra la veglia e «l'assorbimento profondo», e i tre stati intermedi durante il processo di morte-rinascita), mentre le parole "thos grol" significano che l'insegnamento offerto da questo libro «libera» non appena lo si «apprenda» o «intenda», offrendo alla persona che affronta lo stato intermedio una comprensione così chiara e profonda da non richiedere una riflessione prolungata. Un'approfondita descrizione del processo di morte ricavata dalla vasta letteratura tibetana sullo yoga supremo, e vaste parti mai tradotte prima dell'opera più ampia ("Il profondo insegnamento della liberazione naturale attraverso la contemplazione delle divinità di buddha miti e feroci") di cui il "Bardo Thodol" costituisce una sezione, fanno di questa versione, curata da uno dei maggiori tibetologi viventi, l'edizione di riferimento per molti anni a venire di un grande classico del pensiero orientale.
br. Il Bardo Thodol fu composto dal grande maestro Padma Sambhava, nell'VIII o nel IX secolo, per i buddhisti indiani e tibetani. Venne in seguito nascosto per un'era a venire e ritrovato solo nel XIV secolo dal noto «scopritore di tesori» Karma Lingpa. Il libro interpreta le esperienze dello stato intermedio (in tibetano bardo), di solito riferito alla condizione tra la morte e la rinascita. Bardo indica la condizione intermedia (i tibetani distinguono sei stati intermedi: l'intervallo tra la morte e la rinascita, tra il sonno e la veglia, tra la veglia e «l'assorbimento profondo», e i tre stati intermedi durante il processo di morte-rinascita), mentre le parole thos grol significano che l'insegnamento offerto da questo libro «libera» non appena lo si «apprenda» o «intenda», offrendo alla persona che affronta lo stato intermedio una comprensione così chiara e profonda da non richiedere una riflessione prolungata.
xviii + 442pp., softcover, 24cm., Good condition, X78860
Editions du Lombard 1983, In-4 cartonnage éditeur, 48 pages.Edition originale. Parfait état.
Editions du Lombard 1983, In-4 cartonnage éditeur, 48 pages. Edition originale. Parfait état.
Revue de la Communauté Tibétaine en France 1950. In-8 broché couverture illustrée de 60 pages. Bon état
<p>24 cm, rilegatura editoriale in piena tela verde, sovracoperta editoriale illustrata a colori, p. 279. Numerose fotografie in nero anche a piena pagina.</p>
In 8°, brossura edit. ill., pp. 236,(4), con alcune tavv. b/n f.t. e n.t.; coll. "les enigmes de l'univers"; testo in francese, copia molto buona. (ZB1/A) (ZB1/A)
(Codice GE/1337) In 8º (23 cm) 120 pp. Brossura editoriale, ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
français In-8 de 316 pp.; broché de l'éditeur. Collection La Barque du soleil.
Mm 125x200 Collana "Biblioteca Rusconi". Volume nella sua brossura originale, 290 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una leggera gora all'angolo inferiore del taglio concavo che non compromette la lettura. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 8°, br. edit. ill., pp. 290,(6); coll. "Biblioteca Rusconi 13"; prima ed., ottimo es.. (m820/d)
Con alcuni dis. b/n n.t. e tavv. b/n f.t.; prima ediz.; R. R2.
In-8° pp. 317, bross. edit. ill. Lievi tracce d'uso.
in-16°, 258 pages, illustrations, broché, couverture illustree Très bel exemplaire. [LP-7]
Cm. 13x20, brossura, sovracoperta (strappi), pp. 206. In buono stato di conservazione.
leggeri segni del tempo
brossura Il libro tibetano dei morti è una delle più imponenti opere della cultura di tutti i tempi, uno dei testi della spiritualità orientale che ha avuto maggiore influenza anche sul pensiero occidentale. Risale all'VIII secolo d.C. e raccoglie l'insegnamento sulla vita e la morte predicato dalla semi-leggendaria figura del grande maestro Padmasambhava, sulle esperienze dell'anima cosciente nell'intervallo di tempo che, secondo la cultura buddhista, sta fra la morte e la rinascita. Un testo fondamentale per chi voglia andare al cuore della tradizione spirituale orientale, qui riproposto nella sua prima traduzione italiana direttamente dal tibetano a opera di uno dei più grandi orientalisti del nostro Paese.
br. "Per i Tibetani la morte è o il cominciamento di una nuova vita, come accade per le creature che la luce della verità non rigenerò e trasse a salvazione, o il definitivo disparire di questa fatua personalità - effimera e vana come il riflesso della luna sull'acqua - nella luce indiscriminata della coscienza cosmica, infinita potenzialità spirituale. Continuare ad esistere in una qualunque forma di esistenza, anche come dio, è dolore: perché esistenza vuol dire divenire, e il divenire è l'ombra dell'essere, un sempre rinnovato corrompimento, un non mai soddisfatto desiderio, una pena che mai si placa. La pace è nel dissolversi inconsapevole in quella luce incolore da cui tutte le cose traggono nascimento e che, senza che ne siamo consapevoli, brilla in noi stessi. Per dirlo con altre parole, quando si muore, sono due le vie che a noi si aprono: o un definitivo spegnimento della creatura singola che è la sorte degli Eletti; oppure la rinascita, che attende chi non seppe comprendere che tutto è sogno. Per la qual cosa, questo trattato dovrebbe essere piuttosto conosciuto, anziché come il libro dei morti, col suo vero nome tibetano, che significa libro della salvazione, o traducendo alla lettera: «il libro che conduce alla salvazione dall'esistenza intermedia per il solo sentirlo recitare», perché la sua recitazione evoca nel principio cosciente del morituro o del defunto la verità redentrice. E per salvazione s'intende appunto lo spegnimento della personalità, o come l'evasione da una nuova rinascita verso la quale il carma maturando fatalmente ci urge." (Dall'Introduzione di Giuseppe Tucci)