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br.
br. Dopo "incantesimidamore" e racconti e dintorni ho voluto continuare a scrivere dei racconti brevi usando la fantasia. "Mini racconti" è un libro favolistico dove i fatti ed i personaggi sono puramente casuali ed ogni capitolo ha un risvolto diverso dall'altro.
(Codice CU/2874) In 16° 238 pp. Con 9 tavole fotografiche fuori testo. Cartone editoriale, titolo oro, sovraccoperta lievemente usata, ma integra. Volume in ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
4°. 22 S. Original Karton mit zweifarbigem Deckeltitel. Tadelloser Zustand. Vorwort: Arno Scholz, im restlichen Heft werden die Lizenzträger und die Ressortleiter mit Bildporträt vorgestellt.
Paris, Les trois nefs 1945. In-16 broché de 45 pages; Petit manque en dos.
brossura "Nuovo ordine mondiale, colonizzazione gender delle scuole, omogenitorialità, utero in affitto e nuove schiavitù, cattolicofobia, manifestazioni pro-familia ... Storie come queste non fanno la storia, la spiegano. Luce scura, Fallini e ginette, Capriccio, Ovaiole, Tonaca rossa, E dagli all'omofobo! guardano oltre il ventesimo gradino, dove il caos antropologico, provocato dalla distruzione della famiglia naturale e dallo sterminio morale (e fisico) dei bambini, comincia a diventare irreversibile".
(Codice SW/2070) In 16° 24 pp. Stapled paperback, fine. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
(Codice MD/1494) In 8° 571 pp. Prima edizione. Cartone editoriale, sovraccoperta. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. Nel boccaccesco racconto "Così-Sancta" (1746), testo fintamente mutuato da "La Città di Dio" di Sant'Agostino, la protagonista si troverà, suo malgrado, a tradire suo marito per ben tre volte, nonostante le sue intenzioni siano sempre state virtuose. "Così-Sancta" dovrà svelare un arcano, rispondendo a un quesito alquanto singolare: può da un piccolo male derivare un grande bene? Ne "Il sogno di Platone" (1756), Voltaire immagina che il filosofo ateniese abbia avuto un sogno, nel quale fantastica di una ipotetica diatriba scaturita tra i geni che hanno creato i vari pianeti. Uno di questi deride con malizia Demogorgone, il creatore della Terra, rinfacciandogli di aver plasmato un pianeta imperfetto. La sentenza del grande Demiurgo, nondimeno, risulta essere una lezione piuttosto pungente, accompagnata da una scarsa dose di modestia. Nella "Avventura indiana" (1766), il filosofo parigino ci racconta di un Pitagora sventurato il quale, trovandosi in India, assiste al supplizio di due giovani indiani condannati al rogo per aver dubitato della sostanza di due divinità indù. Tuttavia, egli riuscirà a salvarli anche se, per uno scherzo del fato, non riuscirà a salvare se stesso. Non a caso, la lapidaria chiosa finale porta con sé un'amara ironia: "Si salvi chi può!".
(Codice MD/1076) In 16º (17 cm) 504 pp. Prima edizione. Brossura editoriale, dorso incurvato, ma volume in ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
(Codice MD/0740) In 8° (21 cm) 483 pp. Prima edizione. Con 28 foto fuori testo e indice analitico. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
brossura Un omaggio dell'autore al monte Pelmo, il colosso delle Dolomiti Zoldane altrimenti noto come "Caregon del Padre Eterno".
brossura La magia degli alberi è raccontata in questo piccolo libro dagli alberi stessi, che narrano le loro storie a chi ha ancora la sensibilità per ascoltare. Piccoli racconti che parlano di stagioni, di animali, dei tanti avvenimenti lieti e tristi che hanno visto testimoni proprio gli alberi che tutto rammentano, anche il ricordo di una lontana e vera amicizia...
brossura Darlene Arviso, lady Water come viene chiamata dai Navajo, è una donna instancabile che percorre continuamente centinaia di chilometri per fornire l'acqua potabile a 250 famiglie Navajo abitanti nel New Mexico che ne sono sprovviste. La sua storia ha dell'incredibile e le sue parole piene di coraggio sono un inno di speranza per tutte le famiglie che abitano in questo angolo sperduto degli Stati Uniti.
br. Sull'Appennino tosco-emiliano, non lontano dall'Abetone, c'è una valle stretta e tortuosa, e in fondo una casa, una piccola casa con il tetto coperto di plastica colorata e due comignoli che buttano fumo sempre, estate e inverno. Un industriale della seta torna ai boschi dove un tempo andava a far funghi e la vede, quella casa. Malgrado il fuoco acceso sembra disabitata. È incuriosito. Entra. E lì comincia la sua avventura, che lo strappa alla mesta quotidianità del danaro e del potere per precipitarlo dentro un vertiginoso delirio, che è prova e passaggio, alla scoperta di sé. Mauro Corona scrive una piccola grande storia che suona come un apologo ed è allegoria della condizione umana quando perde di vista la semplicità dei valori cardine.
br. "Mosè, primo alpinista, è in cima al Sinai. Inizia così il suo corpo a corpo con la più potente manifestazione della divinità." Erri De Luca racconta l'eroe Mosè con la grazia del grande scrittore che reimmagina, attraverso la Scrittura, la grandezza sofferente dell'uomo alla guida di un popolo in fuga. "E disse": con questo verbo la divinità crea e disfa, benedice e annulla. Dal Sinai che scatarra esplosioni e fiamme, vengono scandite le sillabe su pietra di alleanza. Nell'impeto di un'ora di entusiasmo un popolo di servi appena liberati si sobbarca di loro: "Faremo e ascolteremo". Luogo di appuntamento è il largo di un deserto, dove la libertà è sbaraglio quotidiano. Notizia strepitosa: nell'antico ebraico, madrelingua, le parole della nuova legge sono rivolte a un tu maschile. Le donne guardano con tenerezza gli uomini commossi e agitati. Il dito scalpellino che scrive in alto a destra: "Anokhi", Io, è il più travolgente pronome personale delle storie sacre.
br. Un vecchio criminale di guerra vive con sua figlia, divisa tra la repulsione e il dovere di accudire. Lui è convinto di avere per unico torto la sconfitta. Lei non vuole sapere i capi d'accusa perché il torto di suo padre non è per lei riducibile a circostanza, momento della storia. Insieme vanno a un appuntamento prescritto dalla kabbala ebraica, che fa coincidere la parola fine con la parola vendetta. Pretesto sono le pagine impugnate da uno sconosciuto in una locanda.
br. Una bambina salvata in mare dai delfini cresce orfana su un'isola greca. Si chiama Irene, di giorno vive in terraferma, di notte si unisce in mare alla sua vera famiglia. A quattordici anni è incinta e consegna a uno straniero di passaggio la sua storia.
br. Come dev'essere una festa? Chi mai potrebbe dirlo. Una festa vera non ha uno spazio, sconfina nella vita della gente. Per un fatto stupefacente, creature inoffensive e vulnerabili erano venute da lontano in quel luogo, neppure una fazenda, tra il Fiume e la Serra dei Gerais. E la festa si disperdeva nell'incalzante meraviglia dei loro racconti. Nell'universo mitico di Guimarães Rosa si delinea un altro suggestivo personaggio, Manuelzone, grande protagonista di "Una storia d'amore", quasi sessant'anni, quasi benestante: è lui che ha organizzato la festa ricca di cose e di persone. Manuelzone sapeva di essere arrivato a poggiare su qualcosa di nuovo, che lo faceva sconfinare in mezzo ai sogni della gente, dentro le sterminate storie del sertao, permettendogli la memoria. E la memoria gli aveva portato la fiducia nel meglio. Ma anche il peso di sospettare che stava invecchiando senza aver avuto un amore. "Una donna bella in un angolo del letto." Sotto questo peso, forse più grande di quello della fatica di una vita, era difficile per lui rimanere nel grande spazio della festa.
br. Mai come nella "Lettera al padre", scritta nel novembre del 1919, affidata alla madre senza tuttavia giungere al destinatario, Kafka ci ha dato un ritratto così lucido di sé. E molti dei motivi che vengono toccati in questa confessione anche spietata - primo fra tutti quello di "un immenso senso di colpa" - non possono che ricordare i suoi personaggi più famosi. Quello che qui viene messo in scena è un vero e proprio conflitto. Figura che incarna un'autorità assoluta, che "ha l'aspetto enigmatico dei tiranni, la cui legge si fonda sulla loro persona, non sul pensiero", agli occhi di Kafka il padre appare come il tipico rappresentante di un mondo da cui egli invece si sente escluso: pratico, utilitaristico, ben lontano dalle sue aspirazioni. Così, in pagine di forte impatto emotivo, Kafka svela la sua natura di "figlio diseredato" e proscritto, non compreso nella vocazione di scrittore, inquieto e in cerca di conferme quanto il suo avversario ostenta sicurezza. Nel saggio posto in appendice Georges Bataille indaga in modo provocatorio sui momenti di questa contesa. L'esperienza di Kafka diventa anche occasione per interrogarsi sul senso ultimo della letteratura. Forse nessun altro scrittore ha saputo mostrare come quel senso sia tutt'uno con la vita stessa.