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brossura Alex è un affermato giornalista 37enne, molte donne e nessun amore. Abituato a trattare argomenti di attualità strettamente connessi con il "reale", è messo in crisi da un articolo che gli affida il suo capo: un'intervista ad Agata, ultracentenaria in contatto con gli angeli. Alex non riesce a buttar giù il pezzo, e mentre guida distrattamente è vittima di un incidente che lo obbliga a un delicato intervento al cervello. Una misteriosa presenza si materializza per assisterlo: un angelo, che gli riporta la memoria della sua infanzia. Quando esce dall'ospedale Agata è morta, ma ritrova il suo diario e la voglia di scrivere l'articolo e consegnarlo insieme alle sue dimissioni, per fare ritorno nella casa dei nonni, sulle tracce della sua infanzia e del candore che, crescendo, aveva perduto.
(4 Blatt). Original Karton mit Deckeltitel. Guter Zustand. Mit einem Vorwort von Erich Link, 5 schwarzweißen Abbildungen und einem Verzeichnis der ausgestellten Werke.
ca. 21 x 15 cm. 369 S. Original-Kartoneinband mit Rückentitel und illustriertem Deckeltitel. (= Biographien zur Zeitgeschichte, Band 3). Guter Zustand.
brossura Qual è l'ospite più strano che si potrebbe presentare nella vostra casa in Stump Street il giorno di Natale? Che cosa fareste se, come Jack Joy, foste un inventore di cose strabilianti nell'innevata città di Boston? Da qui si dipana la storia di Alfa Iupsilon 2345 e dei tre figli di Jack Joy che in un'avventura delle più mirabolanti vengono a conoscere il segreto dei segreti, quello che riguarda la nostra Terra e un superiore progetto per salvarla. Questo romanzo rivela un messaggio importante: un invito alla consapevolezza di tutti noi, dell'umanità, di ciò che sta accadendo al nostro pianeta.
brossura Tredici racconti, tredici visioni di società corrose, fondate sull'oppressione e la violenza, popolate da donne distrutte e uomini deboli, da creature d'incubo e orrori quotidiani: Camilla Grudova crea mondi paralleli surreali e grotteschi, in cui il terrore e la mostruosità convivono con una feroce ironia. Leggendo questi racconti, il lettore si trova incollato alla pagina, catturato da una suspence che fa presagire l'orrore e lo nasconde negli elementi inquietanti che ricompaiono periodicamente creando un filo rosso attraverso la raccolta: bambole, macchine da cucire, lattine, specchi. Distopie percorse da una vena femminista che rimanda a Margaret Atwood e Shirley Jackson, ma in cui si ritrova una voce assolutamente originale, che incalza e cattura, trascinando nell'incubo con disincantata e secca ironia.
br. Nel romanzo Doris Lessing immagina che l'Europa non sia stata sconvolta dalla Prima e poi dalla Seconda guerra mondiale, e che tutte le pulsioni belliche siano state dirottate in imprese coloniali extraeuropee. La protagonista è Emily, fondatrice di scuole per i poveri e infaticabile "dama di carità", tormentata però da una vita sentimentale infelice. Intorno a lei varie figure, tra cui quella di Alfred, agricoltore sposato con una simpatica e affettuosa cicciottella di nome Betsy. Attraverso questo singolare filtro metastorico, l'autrice rilegge in forma paradossale la vita dei suoi genitori (e di tutta una generazione di inglesi), una vita che invece è maturata nel cono d'ombra della guerra e ha patito il trasferimento in Africa. Un terribile lascito da cui la Lessing tenta pervicacemente di liberarsi.
ca. 20,5 x 16,5 cm. ca. 40 S. Original-Karton mit Rückentitel und mit farbig illustriertem Deckel. Abbildung am Umschlag: Caesarenwahn und Gladiatoren, 1987 von Hrdlicka. Einband leicht lichtverfärbt sonst guter Zustand. Mit 21 farbigen Abbildungen der Austellungswerke und einer photographischen Portraitabbildung Hrdlickas.
ca. 15 x 21 cm. 16 S. Original-Kartoneinband mit Deckeltitel. Guter Zustand. Wie neu. Mit Widmung des Künstlers auf Titelblatt. Mit Widmung des Künstlers auf Titelblatt. Normalausgabe ohne Radierung. Mit 13 teils farbigen Abbildungen der Ausstellungewerke und einer Porträtabbildung nach einem Foto von Hrdlicka.
br. È fine maggio. Andrea e Teresa festeggiano in una trattoria di campagna il decimo compleanno di Marco e Aurora, i loro gemelli. Durante quel pomeriggio di giochi all'aperto, Marco si ferisce cadendo su una recinzione. "Stai qua con me", sussurra all'orecchio del padre corso ad abbracciarlo. Poche parole che hanno la forza di riportare bruscamente alla memoria di Andrea la vicenda di Alfredino Rampi, caduto in un pozzo a sei anni, nel 1981. Nei giorni seguenti l'inquietudine di Andrea cresce senza che lui riesca davvero a spiegarsene il motivo, finché il calendario segna il 10 giugno, data della caduta di Alfredino. Quella sera, dopo una giornata difficile, Andrea finalmente si mette a letto, spegnendo la luce con un clic. E lo ritroviamo imbragato, pronto per scendere a salvare Alfredino nel pozzo. Laggiù - o lassù, perché spazio e tempo hanno smesso di esistere e l'unica guida è la stella Alfecca Meridiana, perfettamente al centro di un ritaglio di cielo ormai lontano -, insieme al bambino in canottiera a righe Andrea ritrova tanti personaggi legati alla propria vita: dalla giovane organista di cui era stato innamorato al punk di paese dallo sguardo sognante, dal comico ipnotista e malinconico che ricorda Gigi Proietti alla squadra di calcio dell'oratorio fatta di ragazzini sul cui corpo spuntano gelsomini profumatissimi. Alfredino conduce Andrea in un viaggio che si dispiega tra deserti notturni, parchi neoclassici, vulcani ricoperti di neve e stradine di periferia dalle fragranze mediorientali, attraverso un paesaggio interiore di ritrovata, splendente innocenza.
br. «Nel 2010, chiusa nella mia stanza», racconta Valentina D'Urbano, «scrivevo Il rumore dei tuoi passi raccontando la storia dal punto di vista di Beatrice. Ma già mi domandavo che cosa stesse succedendo nella testa di Alfredo.» Così è nato questo libro, come un regalo per sé (per il suo trentesimo compleanno) e per i suoi lettori, che volevano sapere di più di Alfredo. Una specie di «ritorno a casa». «In piedi sulle scale c'era una bambina. Avrà avuto la mia età, un caschetto di capelli neri e un po' ispidi. Piangeva a bocca aperta, disperata, le mancavano tutti e due i denti davanti, proprio come a me. La guardai cercando di capire perché piangesse, forse avevano menato anche lei, ma non sembrava messa male... Quella era Beatrice.» Alla Fortezza - il quartiere senza identità, con l'asfalto riarso dal sole e spaccato dal gelo, e i palazzi dall'intonaco ruvido e sbrecciato - tutti li chiamano «i gemelli». Perché da sempre Beatrice e Alfredo sono inseparabili, come fratelli appunto. O forse qualcosa di più? La loro storia, struggente e tragica, diventerà quasi una leggenda nel quartiere. Ma a narrarla finora è stata soltanto Bea, la metà più forte dei «gemelli», la ragazza cui bastava sentire l'odore di Alfredo sulla maglietta verde che lei stessa gli aveva regalato per sapere che lui ci sarebbe sempre stato. La giovane donna che ha lottato fino alla fine per sentire il rumore, inconfondibile, dei suoi passi. Questa invece è la storia della metà più debole dei «gemelli» e a raccontare l'arrivo alla Fortezza è Alfredo, in prima persona, con la sua voce, le sue fragilità, i suoi piccoli e grandi sogni così difficili da realizzare e così facili da infrangere. Fino all'incontro che gli cambierà la vita: quello con Beatrice.
ill., br.
br. Tra vicissitudine passate e fatti cruenti si intrecciano le vite di due giovani che trovano sostegno l'uno nell'altro. Riusciranno i nostri eroi a crearsi un futuro radioso?
br. Quando si dice quanto l'amore faccia volare in alto e toccare il cielo con un dito, nessuno dice che, poi, la probabile caduta faccia arrivare giù, nell'abisso. E ferisca. Lo sanno bene Bianca e Dafne, donne che hanno amato troppo e ora portano sulla loro pelle, e nelle loro anime, i graffi di un amore che non ce l'ha fatta e, accompagnato alle altre difficoltà della vita, le ha portate a scendere sempre di più nel baratro. Fin dove non c'è più luce e bisogna rimboccarsi le maniche per trovare la via d'uscita, una preda della depressione e di una difficile malattia, l'altra vittima dell'ossessione sul controllo del suo corpo e del cibo. Ma a volte è difficile salvarsi da soli, e loro affidano il loro canto di dolore ad Andrea, uno psicoterapeuta gentile e paziente che le ascolta parlare e prepararsi a spiccare il volo verso una nuova vita.
brossura Il grande amore per la natura. L'incanto di un'alba, la suggestione di un tramonto. Gli occhi candidi di un bimbo, gli appassionati occhi di una donna innamorata. Un soave canto alla vita ed all'amore... l'amore vero. Quell'amore che tiene il ritmo della nostra esistenza e ci aiuta a superare ogni impervia difficoltà. Un canto al grande dono concessoci: quello di esistere.
br. Ouesto libro è la cronaca appassionata di un caso italiano: il 1977. Un nuovo Sessantotto, culminato nelle morti tragiche di tre militanti: Francesco Lorusso, Giorgiana Masi, Walter Rossi. Ma è anche l'anno che segna la drammatica ascesa delle Brigate rosse, che a Torino uccidono il presidente dell'Ordine degli avvocati Fulvio Croce e il vicedirettore della "Stampa" Carlo Casalegno. Concetto Vecchio, trent'anni dopo, è tornato a Bologna, Roma, Torino, rivisitando i luoghi di allora, e ha ripercorso gli ultimi mesi di vita di Casalegno e dei suoi assassini. Attraverso quasi quaranta testimonianze, tra cui quelle di Gad Lerner, Ezio Mauro, Diego Novelli, Giancarlo Caselli, Giampaolo Pansa, Gianfranco Bettin, Diego Benecchi, Bifo Berardi, Silvio Viale, Renato Nicolini, racconta l'attacco dei giovani del movimento al Pci, la nascita di Radio Alice, il trionfo della controcultura. Spiccano figure indimenticabili come quella di Carlo Rivolta, giovane promessa di "Repubblica" stroncato dalla droga, e di Antonio Cocozzello, un piccolo democristiano che si ritrova incredibilmente nel mirino del terrorismo.
br. In un paesino pugliese dove si respira l'Adriatico, Nicla, studentessa di marketing e scrittrice in una rivista di informazione olistica, sperimenta e racconta un'attrazione che la porta tra dune sabbiose, nel mezzo di una storia antica. A farle percepire il vento secco e polveroso del deserto per la prima volta è Corrado, l'editor della Universus. Nella vita di tutti i giorni, però, non si va tanto in profondità, a sondare legami che uniscono le anime, più che le persone. È durante un corso di Dance Vitae, in un luogo protetto dall'insegnante Diana e accarezzato dalle melodie di Bergersen, che Nicla e Corrado si scoprono e si riscoprono. Lei, infatti, è convinta di non poter provare vero piacere; lui di essere omosessuale. "Ali di sabbia" è un romanzo di crescita e di trasformazione, in cui la relazione è al centro, con le sue infinite sfumature di ombra e luce. Le emozioni provate dai protagonisti, seppure contrastanti, aprono la strada a sentimenti capaci di travalicare lo spazio e il tempo, per riportare all'essenza.
br. Questo libro racconta la storia di Alice, Annibale e Valerio. Gente che un bel giorno, stanca di fidarsi dei colpi di testa del cuore, decide di affidarsi al cervello per cambiare radicalmente la propria esistenza. Fatti inaspettati, coincidenze incredibili stravolgono così la vita di persone talmente folli da essere convinte di poter trasformare le difficoltà quotidiane in opportunità per fare meglio, dando vita a un romanzo dall'anima verde.
br. Sono i fili di una complicità antica, quelli che Alice e Francesco si sorprendono a riannodare in una notte di neve. Ma quella notte sarà anche l'inizio di un pugno di settimane destinate a rimettere in discussione molte cose. Alice e Francesco: due esistenze irrequiete che si sono incrociate di sfuggita in un passato ormai lontanissimo e che, a distanza di dodici anni, si ritrovano a guardarsi nuovamente negli occhi facendo i conti con il tempo che è passato, con le cose che sono cambiate, con ciò che è rimasto immutato e con le decisioni importanti verso cui la vita li sta inevitabilmente spingendo. Un romanzo fragile e sincero che diventa quasi un doppio autoritratto in cui le schegge di malinconia al sapore di whisky di Francesco si innestano fra le riflessioni attente, i dubbi e i ricordi di Alice che, in una sorta di lunga lettera, mette a nudo la propria storia e il lato più intimo della propria anima.
br. Fascino di vecchie fotografie e di cartoline d'un tempo. Sono testimonianze. Sarà che parlano di persone, di oggetti, di realtà del passato. Forse vogliono esprimere una loro vitalità, che cerca di farsi ritrovare e rinnovare, perché riportata alla luce. È il caso della foto che ho tra le mani, del tutto riconoscibile. È lei, giovanetta: la baronessa Alice Hallgarten Franchetti. Donna eccezionale e di grande spessore. Cultura cosmopolita. Femminista del movimento del «femminismo pratico». Moderna imprenditrice, sensibile alle più avanzate esperienze mitteleuropee e americane, nell'economia e nelle finanze. Creatrice del Laboratorio di Tela Umbra, per sole donne, in stato di necessità. Seguace del modernismo religioso di Paul Sabatier, è un'educatrice attenta all'emancipazione dei più bisognosi e della classe contadina. Realizza con il marito, il barone Leopoldo Franchetti, l'istituzione di Scuole rurali nei loro possedimenti dell'Alta Valle del Tevere. In particolare nella Villa della Montesca e a Rovigliano, con contenuti e metodi assolutamente innovativi. Una sorta di «talent scout» di Maria Montessori.
ill., br. Bologna, primavera 1977. L'università è occupata. Al DAMS c'è un professore stravagante, Gianni Celati, che scrive saggi geniali e non si stanca mai di raccontar storie. Così il suo seminario su Lewis Carroll si trasforma in un collettivo politico, una scuola di scrittura creativa, un cineclub, un concerto rock, un set psicanalitico. Soprattutto un posto dove «farsi delle storie». Alice è l'emblema del Movimento. Un'Alice disambientata perché ormai è dappertutto: cade, precipita, rimpicciolisce e ingrandisce. Il suo, dicono gli studenti e scrupoloso annota il prof, è «un modo per non farsi catturare». Nasce questo volume, esperimento di scrittura collettiva, libro-nonlibro, frutto della collaborazione tra individui «che si identificano molto l'uno nell'altro (si innamorano anche) ma non si identificano più in nessunissimo capo». Un volume che ora l'autore riscrive da cima a fondo, corredandolo di illustrazioni scelte nella grande tradizione iconografica del capolavoro di Carroll, ma anche fra le icone pop di quel tempo.
br. "Si può leggere di primo acchito, senza pause, o comunque indifferenti alle interruzioni; poiché da qualsiasi punto si ricominci la lettura, è come riprendere la storia da un punto fermo, senza nessi da ricordare con quanto precede. Ogni pagina è un inizio: per l'episodio che segue, per il personaggio che viene introdotto, per la situazione in cui Alice si trova. [...] L'invito al lettore è di seguire Alice nel suo viaggio fantasioso così come le piccole Liddell l'hanno seguito in barca, lungo il Tamigi, il 4 luglio del 1865. Rinunciare a cercare troppo astrusi significati ha un grande effetto liberatorio; alla luce di quello che ancora una volta il saggio Re di Quadri sentenzia nell'ultimo capitolo: 'Se non c'è nessun significato... questo, sapete, ci risparmia un mondo di guai, perché non abbiamo più bisogno di cercarne uno'." (dalla prefazione di Luigi Lunari)
ill., ril. Un luogo unico al mondo. Una terra colma di meraviglia, mistero e pericolo. Si dice che per sopravvivere si debba essere matti come un cappellaio... Visitate il Paese delle Meraviglie, seguendo Alice e il Coniglio Bianco.
ill., ril. A oltre un secolo dalla sua pubblicazione, Alice, come romanzo e come personaggio, conserva ancora intatta tutta la sua freschezza, incantando non solo i più giovani ma anche gli adulti, che nel suo mondo meraviglioso scoprono un altro sé, pronto a sfidare ardui giochi linguistici, entusiasmanti trucchi psicologici, situazioni impossibili che mettono in discussione la realtà e svelano l'irresistibile fascino dell'assurdo. In un romanzo in cui la sospensione dell'incredulità è d'obbligo, il gusto del gioco non può essere dimenticato e va riscoperto con occhi che sappiano guardare al di là del consueto. Perché qui è l'essenza della vita, e forse tra i sogni segreti di tanti c'è proprio la tana di un coniglio bianco in cui perdersi, uno specchio al di là del quale riscoprire la bellezza della vita reale. È letteratura per ragazzi? È un libro da leggere punto e basta. Premessa di Simona Vinci, introduzione e note di Paola Faini. Età di lettura: da 11 anni.