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In 8°, bross. edit., pp. 313. Testo litografato; Ottimo esemplare intonso.
ill., br. Le leggi razziali del 1938 dichiarano espulsi dalle università italiane i docenti, i collaboratori, gli assistenti e tutto il personale amministrativo «di razza ebraica». Come accade in tutti gli atenei italiani, i «Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista» vengono impartiti con tempestiva circolare anche al Politecnico di Torino, la cui dirigenza non è ostile agli ordini giunti dal Ministero dell'Educazione Nazionale: sia il rettore dell'epoca che il suo successore (in carica fino al 1945) si dimostrano infatti interpreti fedeli delle direttive del regime. Grazie a un'approfondita ricerca archivistica, il presente volume illustra gli effetti e le ripercussioni dell'applicazione delle leggi razziali all'interno del contesto accademico del Politecnico di Torino. L'applicazione della normativa antiebraica viene descritta nel concreto dispiegarsi del contraccolpo suscitato in quella realtà istituzionale, senza trascurare la complessità e la transitorietà delle normative discriminatorie né le biografie personali e professionali di alcuni indiscussi protagonisti della cultura architettonica e ingegneristica del Novecento: Gino, Eugenio e Guido Fubini-Ghiron, Franco Levi, Gino Levi Montalcini, Guglielmo Piperno, Paolo Pontecorvo, Gino Sacerdote e Scipione Raffaele Treves. La stretta connessione culturale e politica esistente tra gli esponenti della sfera dell'istruzione, della professione e del Sindacato Fascista Architetti e Ingegneri lascia tracce evidenti negli ingranaggi della macchina accademica torinese, e dunque le vicende dei docenti e degli assistenti, ma anche degli studenti e dei professionisti vittime della persecuzione razziale, rappresentano uno strumento importante per la comprensione delle ricadute - anche politiche - dei provvedimenti nei diversi contesti della storia istituzionale. L'analisi delle carte d'archivio del Politecnico ha peraltro consentito di intraprendere la ricostruzione di un'ancora inesplorata prosopografia delle élite scientifiche del Paese in un frangente storico di drammatica rilevanza. Introduzione di Sergio Pace. Prefazione di Massimiliano Savorra.
104 fascicoli di cm 29x22, ognuno nella bella brossura editoriale decorata da Vittorio Grassi, insieme complessivamente in eccellente stato di conservazione, eccetto i seguenti difetti: l'annata 1927 danneggiata da umidità , con le carte di alcuni fasicoli attaccate, i due numeri di settembre-ottobre e novembre dicembre particolarmente danneggiati. L'annata 1928 con analogo difetto che colpisce solo i numeri di maggio, novembre e dicembre; infine il fascicolo X anno 1923 con due strappi alla brossura che ledono le prime pagine anche al testo. Nell'insieme eccellente stato di conservazione. Iniziata con i direttori Piacentini e Giovannoni nel 1921, nel 1927 diviene l'organo ufficiale fascista del Sindacato nazionale architetti con il direttore Alberto Calza Bini. A partire dal gennaio 1932 la rivista muta e viene pubblicata dai Fratelli Treves, prendendo il nome di Architettura. Rivista del Sindacato Nazionale Fascista. Certamente il migliore e piùù ampio documento bibliografico delle innovazioni stilistiche portate dall'architettura del Ventennio. Raro in queste condizioni di assoluta completezza e nel complesso di genuina conservazione. Per foto sui difetti o altri dettagli contattarci via mail grazie.
21 cm, br. illustrata, p. lxxxvi, 367, 76 foto e ill
in 16°, bross. edit. ill., lieve scoloritura al dorso e tracce d'uso in cop., leggere fioriture ai tagli - prima edizione - illustrazioni in b.n. fuori testo
ill., ril. Il testo non ha pretese di esaustività, vuole soltanto documentare le opere più significative - di architettura e di scultura monumentale, con qualche accenno alla pittura decorativa - realizzate durante il Ventennio Fascista a Foggia e in Capitanata (dalla "A" di Accadia alla "Z" di Zapponeta, dopo una doverosa panoramica sui Borghi di fondazione del Regime Fascista). Vuol dunque essere una semplice "guida tematica", che riporti quelle opere che sogliono essere "scartate" dalle guide turistiche e dai testi di storia dell'arte locale: circa 500 opere illustrate attraverso più di 350 immagini (prevalentemente dell'epoca) e corredate dalle note biografiche di oltre 100 artisti (architetti, ingegneri, scultori, pittori, decoratori).
ill. Il presente testo non ha pretese di esaustività, ma intende fornire una catalogazione delle opere più significative - di architettura e di scultura monumentale, con qualche accenno alla pittura decorativa - realizzate durante il Ventennio fascista a Taranto e nella sua provincia. Vuol dunque essere una "guida tematica", che riporti quelle opere che sogliono essere "scartate" dalle guide turistiche e dai testi di storia dell'arte locale: circa 250 opere illustrate attraverso più di 150 immagini (prevalentemente dell'epoca) e corredate dalle note biografiche di oltre 50 fra architetti, ingegneri, scultori, pittori, decoratori. Prefazione di Giuseppe Mazzarino.
Mm 150x210 Volume nella sua brossura originale, 472 pagine. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-4 (cm. 32.10), brossura illustrata, con alette, pp. 94, (2), con illustrazioni in bianco e nero, ed una a doppia pagina - a colori - nel testo. Progetto e fotografie di Bruno Brunetti. Redazione e testi di Giuseppe Vassalli. Coordinamento grafico di Franco Polver. In ottimo stato (nice copy).
Volume a legatura rigida, coperta tutta tela, titoli in oro al piatto e al dorso.Pagg. 767 di cui 606 di tavole in b/n. Edizione limitata numerata, questa n. 980. Testo bilingue Itaiano/inglese. Salvo scoloritura delle scritte in oro al dorso, ottima copia.
29 cm, br. illustrata, p. (64), numerose foto, mancano le pubblicità, qualche traccia d'uso alle copertine
Cm. 21, cart. edit., pag. VIII, 188 (1 c.b.). Interessantissima serie di scritti su vari aspetti dell'Architettura. L'A., tra i primi ad occuparsi di Urbanistica, è anche autore del volume Caratteri degli Edifici. Ottimo esemplare.
Bologna, GUF, 1940-1941-XIX, A. I n° 1/5. I cinque, rari ,numeri del primo anno di un giornale studentesco di alta qualità per i contenuti; sull'arte in particolare (Morandi, Carrà, Minguzzi, Mandelli, ecc. ecc.) ma anche poesia, letteratura, filosofia.
<br/> TITOLO: Archivio di Studi Corporativi. <br/> AUTORE: Bottai,Giuseppe diretta da.<br/> CURATORE: Periodico trimestrale, anno IV, fascicoli 1,2.<br/> EDITORE: Stabilimento Pacini Mariotti<br/> DATA ED.: 1933,<br/>
8°, br. edit. (lievi tracce d’uso), pp. 284 complessive. Scritti di Antonio Falchi, Celestino Arena, Gerhard Dobbert, Arnaldo Volpicelli.
Almanacco dell'Alleanza Nazionale del Libro - Due parole ai signori lettori - Tavole delle abbreviazioni - Bibliografia - Indice sistematico delle materie- Disegni e pupazzi di: Bartolini, De Bernardi, Gamba, Mateldi, Montanari, Servolini, Vellani Marchi ecc. Direttore dell'Arcilibro, Ismaele Mario Carrera - 1 19x12,5 cm., in brossura, protezione in acetato, pp. 317 (2), ancora intonse, incorniciate, tavole in nero fuori testo, alcune pagine di pubblicit?, prima edizione, in italiano, buone condizioni.
Prima edizione in tiratura successiva. Ottimo esemplare a fogli ancora chiusi (normali minime sfrangiature ai bordi della copertina; piccole etichetta di biblioteca privata sul dorso; occasionali fioriture all’interno). Indicazione di — addirittura — «terza edizione, dal sesto al quindicesimo migliaio» al frontespizio, quasi certamente un “escamotage” promozionale per rendere più appetibile un titolo tirato in un unica stampa per i tipi della casa editrice del giornale «L’Ardito». -- Raccolta degli scritti “arditi” di Ferruccio Vecchi, protagonista del diciannovismo entro la redazione de «L’Ardito», organo dell’«Associazione Arditi», poi ideologo minore e irregolare del fascismo. «L’Ardito» [...] pubblicò anche una collana che ospitò i primi libri sugli arditi e l’arditismo, riconoscibili per la grafica nera su fondo avorio e le belle illustrazioni di copertina di Bolzon: “Arditismo civile di Vecchi” e “Fiamma nera” di Bolzon rappresentano le rispettive letture dell’arditismo, da porre accanto ai libri di Carli a rappresentarne profonde connessioni e inconciliabili differenze» (Come d’autunno, vol. 3 p. 20). Bella copertina dell’ardito Bolzon, che firma anche l'ex libris in quarta. Cammarota, Futurismo, 481.2; Come d’autunno: La Grande Guerra nella Raccolta Isolabella, vol. 3 n. 21
Un volume (22 cm) di 72-176 pagine. Foto di auto, stadi, motoscafi, ecc nella prima parte, pubblicitaria di società e organizzazioni sportive fasciste. Brossura editoriale illustrata. Ottime condizioni
8°, br. edit., pp. 172, 1 tav. f.t. Ben conservato. Commedia di ambiente automobilistico, influenzata dalla cultura futurista. Prima edizione.
Cm. 14x20.5, pp. XVII 547, brossura editoriale con sovraccoperta. Nuovo.
<p>19 cm, br. originale; p. 112; alcune fotografie f.t, piccoli disegni in blu</p>
bross. edit. ill., fioriture alle prime e ultime pp. e ai tagli, piccole pieghe in cop.
Torino, Einaudi, 1999, 16mo brossura con copertina illustrata, pp. 791, numerosissime sottolineature a matita nel testo e a margine (Gli struzzi, 509). Firma di possesso.
Stato di conservazione: MOLTO BUONO, piccole tracce d'uso e del tempo alla copertina (uno strappetto senza mancanze ad un angolo), barbe, legatura solida, interno in ordine. Introduzione dell'autore
1 Vol. In-8 pag. 148.Copt. ill PROG 4408 CATT_ATT 38