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Fine English Paperback. Pbo. Demy 8vo. (22 x 15 cm). In English. 7 p. The anatomy of Communism - 8. The conflict with socialism.
OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Prezioso reportage storico: uno dei migliori esempi del giornalismo americano. La partecipazione delle masse contadine al futuro della Nuova Cina alla fine degli anni '40. Informazioni bibliografiche Titolo: Fanshen: un villaggio cinese nella rivoluzione Titolo originale: Fanshen: A Documentary of Revolution in a Chinese Village Collana: Volume 443 di Saggi Autore: William Hinton Trad. di: Emilio Sarzi Amadé Edizione: 3 Editore: Torino: Giulio Einaudi, 1969 Lunghezza: 614 pagine, [1] c. di tav. ripieg. : ill. ; 22 cm. Soggetti: Rivoluzione cinese, 1948, Condizioni politiche economiche e sociali, Sec. 20., Riforma agraria, GOVERNO NAZIONALISTA, 1927-1949, Storia contemporanea, Comunismo, Marxismo, Rivoluzione bolscevica, URSS, Unione Sovietica, Socialismo, Terza Via, Primavera, Stella Rossa, Armata Rossa, Internazionalismo, Mao Tse-Tung, Maoismo, Partito comunista, Cina, Contadini, Asia, Villaggi, HAN, COMINTERN, OPERAI, Giornalismo, Reportage storici, Grande balzo, Edgar Snow, John Reed, Burocrazia celeste, Lunga Marcia, Sinologia, Novecento, Storia sociale, Comunità, Classici, China's complex social processes, Communist Party Branch, Dig Out the Rotten Root of Feudalism, Class Status in the Countryside, Kuomintang, labor power, land reform, Eighth Route Army, Taihang Mountains, People's Liberation Army, poor peasants, Organizing, Production, Contradictions Internal and External
PERFETTO, MAI SFOGLIATO. SENZA SOVRACCOPERTA. "Buoi di ferro" è il nome che i contadini diedero ai primi trattori apparsi in Cina dopo la seconda guerra mondiale. Hinton andò in Cina nel gennaio del 1947. Nel 1949, col completamento della riforma agraria nelle regioni liberate del Nord, diventa possibile per la prima volta la meccanizzazione su vasta scala dell'agricoltura. In questo libro ci racconta appunto quella vicenda: il corso di addestramento a Dosso del Sud, la costituzione della fattoria statale di Chiheng, il dissodamento di terre incolte, la semina dei cereali con metodi moderni e i primo raccolto meccanizzato della Cina settentrionale. Informazioni bibliografiche Titolo: Buoi di ferro: la rivoluzione nell'agricoltura cinese Titolo originale: Iron Oxen: A Documentary of Revolution in Chinese Farming. Collana: Volume 495 di Saggi Autore: William H. Hinton Traduzione di: Emilio Sarzi Amadé Editore: Torino: Giulio Einaudi, 1972 Lunghezza: 266 pagine; 22 cm Soggetti: Agricoltura, Comunismo, Storia Contemporanea, Sociale, Agraria, Cina, Sec. 20., Maoismo, URSS, Rivoluzione culturale, Economia, Pechino, Regioni interne, Industrializzazione, Sviluppo economico, Repubblica Popolare cinese, Anni quaranta, Cinquanta, 1947-49, Meccanizzazione agricola, 1947-1953, Lavoratori agricoli, UTENSILI, MACCHINARI, STRUMENTI AGRICOLI, STORIA DELLA CINA E REGIONI LIMITROFE, Aratura, Pechino, Trattori, Braccianti agricoli, Semine, Raccolti, Piani quinquennali, Pianificazione economica, MODERNIZZAZIONE, Capitalismo statale, Melograno, Kuomintang, Yellow River, South Ridge, Soviet, Suiyuan, Taihang, mountains, Hengshui, Tientsin, North China plain, Peking, People's Liberation Army, machines, Manager Chang, Manchuria, Mao Tse-tung, tractor, train, truck, Libri vintage, Marxismo, Lenin, Engels, Ho Chi Minh, Linching, Collotti Pischel, Lunga Marcia, Reportage, Tecniche agricole
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. «La grande epopea del manifesto politico tra anni ’60 e ’70». A partire dalla fine degli anni Sessanta, con l’onda lunga del ’68 italiano, il manifesto è stato uno dei principali strumenti della comunicazione politica. Nel vivo di quelle mobilitazioni conobbe una vera e propria rinascita, sia nel linguaggio grafico che nei metodi d’informazione e agitazione. Questo libro svolge un’analisi dei codici comunicativi che i diversi partiti e movimenti italiani utilizzarono nei loro manifesti. La grafica politica si rinnovò anche sulla base degli stimoli e degli impulsi che provenivano da altri paesi, dai manifesti del Maggio parigino a quelli latinoamericani, dai disegni underground statunitensi ai grandi cartelloni della Cina maoista. Sperimentazioni grafiche che si intrecciarono a cliché più consueti, recuperati dall'iconografia del movimento operaio. Il confronto tra i manifesti italiani e quelli esteri e tra manifesti di differenti organizzazioni, più o meno distanti dai movimenti, mostra come il linguaggio della rivolta abbia influenzato l’immaginario politico nel suo complesso e le sue rappresentazioni iconiche, sconvolgendo anche la grafica dei partiti istituzionali. Il libro affronta, grazie anche al ricco apparato iconografico a colori, alcuni di questi temi dell’immaginario politico e si conclude con un’analisi della crisi del manifesto politico, nei primissimi anni Ottanta. Con il declinare dei movimenti e il ritorno della politica nei luoghi istituzionali, infatti, il ruolo di questo medium declinò e la pervasività della televisione lo rese progressivamente marginale o, per lo meno, ne cambiò profondamente la funzione. Descrizione bibliografica Titolo: I muri del lungo '68: manifesti e comunicazione politica in Italia Autore: William Gambetta Prefazione di: Edoardo Novelli Editore: Roma: DeriveApprodi, 2014 Lunghezza: 189 pagine; 22 cm ISBN: 8865480998, 9788865480991 Collana: Volume 116 di DeriveApprodi Soggetti: Anni Settanta, Immaginari, Media-strategie, Movimenti antisistemici giovanili, Comunismo, Sinistra, Radicali, Sessantotto, Contestazione, Sessualità, Emancipazione, Politica, Studenti, Manifestazioni di piazza, Conflitti generazionali, Autonomia, Femminismo, Donne, Partiti politici, Manifesti, Slogan, Campagne elettorali, Elettorato, Voti, Comunicazione, Mass Media, Società, Attivisti, Stampa, Editoria, Grafica, Simboli, Totem, Colori, Maestri, Martiri, Muri, Leader, Popolo, Lotta armata, Stragismo, Terrorismo, Anni di piombo, Repressione, Operai, Atelier populaire, Repubblica popolare cinese, Cultura underground, Mitologia, Identificazione, Immagini, Parole, Attacchinaggio, Affissione pubblica, Settantasette, Iconografia, Seventies, Imaginary, Media-Strategies, Youth Anti-Systemic Movements, Communism, Left, Radicals, Sixty-eight, Disputation, Sexuality, Emancipation, Politics, Students, Street Demonstrations, Generational Conflicts, Autonomy, Feminism, Women, Political Parties, Posters, Campaigns Electoral, Voting, Communication, Society, Activists, Press, Publishing, Graphics, Symbols, Colors, Masters, Martyrs, Walls, People, Armed struggle, Bullying, Terrorism, Years of lead, Repression, Workers, People's Republic of China, Culture underground, Mythology, Identification, Images, Words, Attacking, Public posting, Seventy-seven, Iconography William Gambetta è Dottore di ricerca in storia presso l’Università di Parma e in scienze umane presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, oltre che ricercatore del Centro studi movimenti di Parma. Dal 2003 è tra gli animatori della rivista di storia «Zapruder». Tra le sue pubblicazioni: Democrazia proletaria. La nuova sinistra tra piazze e palazzi (2011) e Memorie d’agosto. Letture delle Barricate antifasciste di Parma del 1922 (2007).
Mm 120x190 "Paperbacks" 11. Brossura editoriale, copertina figurata a colori, 331 pagine, piccole tracce d'uso al dorso. Testo in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Hamburg, Rowohlt, 1969, 16mo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 190 con numerose fotografie e tavole fotografiche nel testo (fioriture).
(Hanmburg), Rowohlt, (1969), in-16, br. editoriale, pp. 190, (2). Con numerose ill. n.t.
1981126105Berlin, New York, De Gruyter, 1981, gr. in-8°, (4)-660 pp, texte sur 2 colonnes, reliure toile éditeur, bon état. Texte en anglais
Fine Turkish Paperback. Cr. 8vo. (20 x14 cm). In Turkish. [32] p., b/w ills. [RARE TURKISH 'WHY LABOURS HAVE TO BE UNIONIZED' BOOKLET] Isçiler neden sendikalasmak zorundadir (Egitim Dizisi 1). One of early syndicate brochures. Fully illustrated. It explains its purport with illustrations and photos. A vintage union booklet. Extremely rare. Only one copy located in OCLC: 79296953 (International Institute of Social History (IISG) - Amsterdam -its wrong with 'page number').
Mm 140x215 Volume in tela editoriale, sovraccoperta figurata con piccoli segni d'uso, 553 pagine, buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
309p. Text brown but not brittle. 8vo. Original full cloth binding. Original dust jacket, chipped and worn. Coldwar/Economics 1
373p. Tall 8vo. Original full cloth binding. Original dust jacket. Coldwar/Economics 2
405p. Map endpapers. Inked ownership. 8vo. Original full cloth binding. Original dust jacket, worn with some loss. Book of the Month Club selection. Coldwar/Economics 8/9
12mo. 379 pages. In Finnish. SUBJECT (S) : Finnish language; Jesus Christ. OCLC lists eight copies worldwide. Covers in facsimile, fly leaves chipped, text spotless. Fair condition. (FIN-1-8)
12mo. 379 pages. In Finnish. SUBJECT (S) : Finnish language; Jesus Christ. OCLC lists eight copies worldwide. Good condition, with some wear various marks on the covers. (FIN-1-58) xx
12mo. 379 pages. In Finnish. SUBJECT (S) : Finnish language; Jesus Christ. OCLC lists eight copies worldwide. Very good condition, with slight wear on the edges of the covers and previous owner's name on fly leaf. (FIN-1-59)
Signed, without inscription, upon title page by Gary Marcuse. xxi, [xvii], 511 pages. Footnotes, list of primary sources, and index. Many pages of black and white reproductions of archival photos. "Digs past the official moderation and uncovers a systematic state-sponsored repression of communists and the Left, directed at civil servants, scientists, trade unionists, and political activists. Unlike the United States, Canada's purges were shrouded in secrecy imposed by the government and avidly supported by the RCMP security service." - from dust jacket. Clean, bright and unmarked with light wear. Dust jacket, now preserved in glossy new archival-grade Brodart, is sunned along spine. A high quality copy. Book
(Codice SO/2377) In 8º (21 cm) 374 pp. Biografia, con ampio indice dei nomi. Cartone editoriale, sovraccoperta. Come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Mm 170x240 Brossura editoriale di 156 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Il 26 ottobre 1932 Stalin si presenta a una riunione di scrittori a casa di Maksim Gor'kij. «I nostri carri armati non valgono niente», dice, «se le anime che devono guidarli sono di argilla». Spetta agli scrittori, «ingegneri di anime», forgiare l'uomo nuovo sovietico. Nasce così l'estetica proletaria della costruzione e della produzione, utile per celebrare quelle colossali opere idraulico-ingegneristiche dei primi piani quinquennali che, grazie al lavoro forzato dei Gulag, stanno domando la «nemica» natura del territorio sovietico: deviazioni di alvei fluviali, migliaia di chilometri di canali, impianti di desalinizzazione dell'acqua di mare. Dalla lettura di un libro di Konstantin Paustovskij del 1932 sulla «eliminazione dei deserti» prende le mosse il viaggio narrato in "Ingegneri di anime", che porta Frank Westerman, giornalista d'inchiesta con studi di ingegneria agraria alle spalle, dalle rovine industriali del golfo di Kara-Bogaz fino al canale Belomor, il progetto che il collettivo di scrittori guidato da Gor'kij fu chiamato a cantare come «storiografia istantanea del socialismo». Un viaggio concreto, quello di Westerman, che si intreccia con l'esplorazione della vita e delle opere di chi, tra dubbi, debolezze e scetticismo, dedicò penna e capacità espressive al rafforzamento dell'URSS postrivoluzionaria. Concentrandosi non sui grandi dissidenti ma sui «più o meno accomodanti», come lo stesso Paustovskij, o il tormentato Platonov, o il grande Pil'njak morto in un Gulag dopo alterne vicende, Westerman ricostruisce con accenti personali il rapporto tra potere e artisti, e il loro sofferto sforzo di trovare uno spazio possibile tra diktat e ispirazione.
307p. 8vo. Original full cloth binding. Original dust jacket, spine faded. Coldwar/Economics 4
19582004Washington D.C.: Press Office-German Embassy 1958. No Edition Stated. <br /><br />Octavo 8 1/2 x 5 1/2 inches; 215 x 140 mm 19 1 pages in stapled wrappers. With a compliments card laid in. <br /><br />Transcript of a speech by Ernst Lemmer a German government minister about the worsening refugee crisis. He notes that millions have fled the German Democratic Republic -- which he calls the Soviet Zone -- since 1949. <br /><br />He blames increasing "Sovietization" of the GDR and denies GDR assertions that West Germany is enticing people to leave. An interesting insight into West Germany's growing alarm about the tide of refugees from the GDR. The Communist regime of course would build the Wall less than three years later. SCARCE.<br /><br />OCLC shows about a dozen institutional holdings. Scarce in commerce. <br /><br />An interesting insight into West Germany's growing alarm about the tide of refugees from the GDR. The Communist regime of course would build the Wall less than three years later. SCARCE.<br /><br />CONDITION: Toning to edges a few light creases internally clean and unmarked. A Very Good copy. Press Office-German Embassy books
Bross. edit. in-8, copert. ill.ta in nero, pp. 366-(2). Un bilancio complessivo dei nuovi aspetti della vita e della politica sovietica. Ottimo.
br. 282 pp
ril. Dietro la facciata dei processi-farsa che liquidarono gli oppositori politici di Stalin nel 1936-38, la "grande purga" sterminò, in sei mesi fra il 1937 e il 1938, qualcosa come 1500 persone al giorno: persone comuni accusate ed eliminate senza colpa alcuna. Tutto muove da una direttiva generale di Stalin che mira a ripulire l'Urss dai "nemici del popolo" e fissa, regione per regione, le quote di arresti, di condanne, di esecuzioni da effettuare. La spietatezza staliniana si sposa alle logiche disumane della burocrazia, allo spirito di emulazione delle amministrazioni, agli eccessi di zelo dei gregari, producendo un gigantesco assassinio di massa. Il saggio di Werth si addentra nei corridoi e nei sotterranei dell'amministrazione sovietica, segue l'andirivieni delle direttive e delle relazioni fra il centro e le periferie, per raccontare la messa in opera dell'impressionante macchina politico-burocratica del Terrore che stritolò nei suoi ingranaggi non meno di 750 mila persone.