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195895765Couverture souple. Hebdomadaire de 36 pages. 30 x 42 cm. Rousseurs.
br. Le arterie stradali di Teheran sembrano i bulbi oculari tumefatti di una lucertola che cuoce al sole sulla sabbia del deserto, nello shock onirico e stralunato di una Las Vegas iraniana, come ai tempi dello Sha. Il discorso del Leder Supremo ha lasciato la sua traccia. Pensano che vogliamo americanizzare l'Iran. In TV ripetono ogni giorno che "il governo è per il popolo, che i Basij aiutano la gente, che la vera democrazia è la nostra, che in occidente non c'è democrazia. Dicono che Moussavi vuole fare una rivoluzione, e che gli americani lo appoggiano. Dicono che la ragazza morta qualche giorno fa per strada è stata uccisa dai servizi segreti americani per permettere all'inviato di BBC di screditare l'Iran e il suo legittimo governo! Nessuno vuole una rivoluzione! Vogliamo solo riforme! Ora sì che l'unico modo per cambiare le cose è una rivoluzione! Se Ahmadinejad è davvero il vincitore delle elezióni che bisogno c'è di arrestare Moussavi? Di uccidere la gente per strada? Di chiudere i partiti riformisti? Di bloccare internet e i cellulari? Non c'è più legge. Io lavoro per un partito regolare, e ora la sede del partito è chiusa. Il mio telefono è sotto controllo, e potrebbero arrestarmi da un momento all'altro. Possono trovarmi ovunque, uccidere chiunque, capisci? Questo è un colpo di stato, non sono elezioni! Mohamed guarda sua moglie. Gli occhi di Nilou sono due cerniere consumate dalle lacrime. Stanno uccidendo il mio popolo. Tutti i miei amici sono in prigione, e potrebbero essere impiccati".
brossura Il testo analizza criticamente la legge costituzionale che modifica gli artt 56, 57 e 59 della Costituzione (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 12 ottobre 2019) - oggetto del referendum oppositivo del 20 e 21 settembre 2020 - e fornisce un'appendice documentaria che consente al lettore di approfondire la materia.
br. Davvero il 3 novembre 2020 sarà eletto il Presidente degli Stati Uniti d'America? Ovviamente no. In quella data verranno votati i Grandi Elettori che il 14 del seguente dicembre effettivamente eleggeranno il Capo dello Stato USA. Ciò considerato, gli States sono la massima rappresentazione della democrazia? Un Paese nel quale i cittadini non votano direttamente per il loro Presidente ma delegano altri a farlo, lo è? È veramente il Capo dello Stato USA la persona più potente al mondo? Gerald Ford non lo pensava e ha detto che «l'unica cosa che può decidere da solo è quando andare al gabinetto!». Ma perché nel 2020 si vota il 3 novembre? E perché il Presidente verrà invece eletto il successivo 14 dicembre?
ill., br. Nel 1946 le donne italiane entrano per la prima volta in una cabina elettorale. Erano finalmente cittadine, elessero i primi Consigli comunali nell'Italia liberata e fecero nascere la Repubblica. Non è la democrazia che concede loro il diritto di voto, bensì il nuovo ruolo che hanno avuto il coraggio e la tenacia di conquistare. Uno status, quello di cittadine, che le donne richiedevano dall'unità d'Italia, ma soprattutto durante la guerra e la Resistenza, in cui lottarono per la caduta del regime fascista. "#Cittadine!" è il percorso che il Centro documentazione donna di Modena ha effettuato individuando romanzi, articoli di giornale e documenti a testimonianza del lungo percorso politico/culturale che ha portato le donne al voto. Una conquista lunga, capace di dare senso compiuto alla storia dei diritti universali e al concetto di democrazia. Una conquista ottenuta che abbiamo voluto rappresentare col linguaggio del corpo e della danza. Ne è nato prima un progetto didattico, poi uno spettacolo teatrale e, infine, il libro che tenete fra le mani.
brossura C'era una volta la Democrazia cristiana, il partito dei cattolici. C'erano i cattolici e i comunisti, due entità opposte, definite e apparentemente inconciliabili. E c'era la Politica. Oggi, di tutto questo, in questi termini, non c'è più nulla. Ci sono ancora i cattolici ma dispersi su più fronti e spesso in micro partiti, senza riuscire a farsi sentire con voce comune se non con l'intervento diretto della Chiesa. I comunisti di fatto non ci sono più, c'è una sinistra che è un'altra cosa e che - se guardiamo alle ultime elezioni del 4 marzo 2018 - rischia l'irrilevanza. Nuove forze, di rottura e antisistema, conquistano il campo e raccolgono il senso di disagio che serpeggia ormai da anni nei confronti dell'establishment. Un mondo nuovo. Con nuovi colori. Così la democrazia cambia pelle, passa da picchi di astensionismo a dilaganti voti di protesta. Alle urne, ma contro. Al voto senza comizi, senza manifesti, senza dibattiti e faccia a faccia in tv. Solo fiumi di post e tweet, per una politica virtuale di chi la spara più grossa, senza contraddittorio. La politica senza la politica. Settant'anni dopo le elezioni politiche che aprirono la cosiddetta Prima Repubblica può essere utile allora fare un passo indietro, al clima appassionato e ideologico che caratterizzò il 1948, l'anno in cui l'Italia si divise, si schierò in maniera netta da una parte o dall'altra. Democrazia Cristiana e Fronte Democratico in campo in quella che veniva considerata la madre di tutte le battaglie: perché in gioco c'erano la costruzione del nuovo corso istituzionale, i valori fondanti della società e le alleanze nello scacchiere internazionale. Cattolici contro comunisti. Comunisti contro cattolici. In un confronto che si giocava nelle piazze, con i comizi, e attraverso manifesti, radio e giornali. Una infuocata stagione elettorale che viene qui riletta attraverso le pagine di due fra le testate più vicine alla Chiesa: il quotidiano del Vaticano L'Osservatore Romano e la rivista quindicinale dei padri gesuiti La Civiltà Cattolica. Con la testimonianza inedita di Oscar Luigi Scalfaro.
br. Qual è la verità sugli ultimi giorni della Monarchia in Italia? Col distacco dello storico, Mola documenta innumerevoli brogli, sbagli, pasticci nella gestione del referendum istituzionale e nei drammatici giorni tra la partenza del Re e l'avvento effettivo della Repubblica (13-18 giugno). Il governo cercò affannosamente di "far tornare i conti" di una consultazione, che escluse dal voto tre milioni di cittadini: la vera "grande frode". Con l'incubo del punitivo Trattato di pace e per scagionarsi dei tanti errori antichi e recenti, i partiti repubblicani misero sul banco degli imputati Casa Savoia, che però era tutt'uno con la storia d'Italia... Infine, si può immaginare un nuovo referendum sulla forma dello Stato?
1960ABE-1858905192749,5 CM X 63 CM-PLIEE EN 8-LEGER MANQUE COIN SUP DR (CPP1)
1961ABE-1539054130016 PAGES FORMAT 43 CM X 60 CM-EN UNE: CARTE DE FRANCE AVEC RESULTATS DU REFERENDUM ALGERIE: OUI 69%-NON 31%-JACKIE COOGAN (46 ANS) L'EX-"KID", ARRETE POUR TRAFIC DE STUPEFIANTS-WASHINGTON: LIBERTE DE MANOEUVRE POUR DE GAULLE-RESULTATS DU REFERENDUM-SOUS CE FAUX NEZ MARAIS MATAMORE, "LE CAPITAINE FRACASSE", 2 PHOTOS
1958ABE-1754128240114 PAGES-43 CM X 60 CM-P1: OUI ECRASANT: DANS LA METROPOLE (79,25%) EN ALGERIE (97%), PHOTO COTY, PHOTO DE GAULLE, PHOTO MICHELE MORGAN ET HENRI VIDAL-P4: "L'ETRANGERE DANS L'ILE", GEORGES SORIA, BRUNO CREMER-P5: REFERENDUM: 45 MILLIONS DE CITOYENS ONT VOTE-P7: LE "OUI" TRIOMPHE-P8-P9: LES RESULTATS DU REFERENDUM, QUELQUES ANNOTATIONS AU STYLO ROUGE-P10: CARTE DES RESULTATS-P12: MICHEL BERNARD BAT NETTEMENT LE RECORD DE FRANCE DU 2000 M., PHOTO
1962ABE-90981681265202986124 PAGES-21 CM X 27 CM-BANDE DESSINEE SIGNEE G. FLORES EN ROUGE ET NOIR-21 DESSINS AVEC LEGENDE-RPF-OAS-ALGERIE-PONCTUE PAR "NON AU PLEBISCITE" (CPP2)
In 8°, br. edit., pp.109
1969ABE-1580494362232 PAGES FORMAT 34 CM X 50 CM-LES DECLARATIONS DU CHEF DE L'ETAT EN METTANT EN JEU SON MANDAT LE GENERAL DE GAULLE DONNE SON VERITABLE SENS A LA CONSULTATION DU 27 AVRIL, PAR PIERRE VIANSSON-PONTE-DU REFERENDUM AU PLEBISCITE ET DU PLEBISCITE AU CHANTAGE, PAR SIRIUS-ISRAEL DOIT CHOISIR ENTRE LA PAIX ET LES TERRITOIRES CONQUIS DECLARE LE ROI HUSSEIN A WASHINGTON-LE TEXTE DES DECLARATIONS DU GENERAL DE GAULLE AU COURS DE SON ENTRETIEN TELEVISE, 2P-LES REACTIONS APRES L'INTERVIEW, 2P-"NON PLACET", PAR TANGUY KENEC'HDU-M. HOWARD HUGHES CONTRE LA COMMISSION DE L'ENERGIE ATOMIQUE-PARIS-ROUBAIS EST-IL UNE EPREUVE "INHUMAINE"?-DIRECTEUR DU CASINO DE PARIS ET DE MOGADOR HENRI VARNA EST MORT-UNE GRANDE FIGURE DU ROMAN ANGLAIS: ANGUS WILSON-ETUDE: LA LITTERATURE AU MAGNETOPHONE, 2P, DESSIN DE FOLON, JEAN DUVIGNAUD-INEDIT: UNE NOUVELLE DE SUZANNE PROU "JULIETTE A TROIS TEMPS", DESSIN DE CABU-JAUNI EN PLIURE CENTRALE DE UNE
Opuscolo cm. 18x12, pp. 16. Per cura del partito Monarchico - Propaganda per il referendum del 1946
Depliant cm. 34x25, pp. 4, Propaganda elettorale con le liste per la regione e i collegi provinciali e per il comune di Firenze dei Candidati Monarchici
S.l. (1946) 16mo pp. 30 (libretto pro-monarchico)
In 16°, br. edit. pp.31. Buon es.
Autori: Fabio Ratto Trabucco.
In 16°, br. edit. pp.31
In 8°, br. edit., pp. 16.
Collana Serie Polemica, n.5.<BR>In 16° grande; pp. 116; legtura artigianale in mezza tela con piccoli fregi oro al dorso.<BR>CONDIZIONI BUONE: non conservata la copertina originale; consueta ingiallitura delle pagine dovuta alla qualità della carta.
Firenze, 1946, in-folio: si tratta della prima pagina del giornale quotidiano, con titolo su otto colonne: "Vittorio Emanuele ha abdicato". Lievi difetti.
In 16°br. edit., pp. 104. Il conferimento dell'incarico, il programma fra i quattro partiti del centro-sinistra, discorsi di repliuca al Senato e alla Camera di Aldo Moro