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br. Questa è l'Italia impossibile che ha le radici nell'ur-fascismo come lo definì Umberto Eco. La tentazione proiettata sulle elezioni del 2023 è quella di un modo d'essere arrogante e autoritario, lontano anni luce dallo spirito critico, qualcosa che permane nel tempo, e assume forme nuove e abiti civili. Sono entrato come avatar nel metaverso, nello spazio tridimensionale per esplorare la politica italiana che si prepara al voto forse più drammatico del dopoguerra. Ho visto cose di un mondo-altro. Anzi dell'altro-mondo. Come in Matrix, l'unica reale possibilità di salvezza alle elezioni dell'anno prossimo è un errore di sistema, una variabile non prevista e non prevedibile dai creatori di questa follia politica.
Mm 120x200 Collana "I libri del Borghese". Volume nella sua brossura originale con alette, 275 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e leggere fioriture. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Collana Serie Polemica, n.5.<BR>In 16° grande; pp. 116; legtura artigianale in mezza tela con piccoli fregi oro al dorso.<BR>CONDIZIONI BUONE: non conservata la copertina originale; consueta ingiallitura delle pagine dovuta alla qualità della carta.
ill., ril. Le regole che determinano la scelta dei rappresentanti chiamati a gestire il sistema politico-istituzionale costituiscono il sistema elettorale che si sceglie di attuare. Il volume vuole essere uno strumento di conoscenza dei sistemi elettorali attuati sia in Italia che in Europa per politici e amministratori che intendono approfondire le regole che presiedono alla loro attività al servizio del bene comune.
ril. Il 1946 è una data densa di avvenimenti per la storia italiana, tanto da poter essere letta come l'anno in cui tutto ricomincia. La ricostruzione economica è appena iniziata e i problemi sembrano insormontabili, ma la vita politica si va incanalando lungo il difficile sentiero della democrazia e non mancano grandi speranze; i partiti inaugurano un'attività febbrile, dirigenti e militanti si tuffano nel vortice dei comizi, delle riunioni, della diffusione dei materiali di propaganda. Ma soprattutto le italiane si recano per la prima volta alle urne, votano e sono elette: irrompono di prepotenza sulla scena della politica nazionale. Il volume ricostruisce il clima di quelle giornate elettorali, gli orientamenti dell'opinione pubblica, l'intensa attività di pedagogia politica dispiegata dalle associazioni femminili di massa e la loro significativa presenza nei processi di integrazione delle italiane e degli italiani nella democrazia. Particolare attenzione è rivolta alle elette, alle difficoltà incontrate nel lavoro istituzionale e nella costruzione di un'autorevole rappresentazione della donna politica frontalmente osteggiata da una parte della stampa decisa a svilire e a svuotare, attraverso il richiamo a canoni estetici, le competenze e la professionalità delle elette. Un'angolatura originale per guardare alla nostra storia recente, e all'anno di nascita della Repubblica.
Alla domanda "Vuoi ridurre il numero dei parlamentari?" molto probabilmente rispondereste "Sì"; ma se vi chiedessero: "Vorresti ridurre il tuo diritto ad una adeguata rappresentanza democratica, peggiorando la funzionalità del parlamento, in cambio del risparmio di un caffè?" probabilmente la vostra risposta sarebbe "No". Qui c'è già il senso di questo libro e della campagna social #iovotono al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020 sulla riduzione dei parlamentari. Simone Baldelli, a colpi di resoconti parlamentari, porta il lettore tra i banchi di Montecitorio e gli racconta una battaglia d'Aula controcorrente, fatta a viso aperto, con interventi, argomenti, provocazioni, appelli e moniti, contro la propaganda antiparlamentarista e i luoghi comuni dell'antipolitica. Ma anche una battaglia per una Politica con la schiena dritta, capace di difendere, a costo di apparire impopolare, il potere del voto dei cittadini e, con esso, la forza e la rappresentatività di un parlamento sovrano. «La corsa ad essere il più popolare tra i rivoluzionari - dice lo stesso Baldelli - è uno sport molto pericoloso. Robespierre, detto l'incorruttibile, era il più popolare tra i rivoluzionari, fino a un minuto prima che gli tagliassero la testa». Prefazione di Elio Vito. Autori: Simone Baldelli. Prefazione: Elio Vito.
Volantino di cm. 21 x 15 con "matrimonio indissolubile", "rispetto e libertà per la religione", "tutela della proprietà".
In 16°br. edit., pp. 104. Il conferimento dell'incarico, il programma fra i quattro partiti del centro-sinistra, discorsi di repliuca al Senato e alla Camera di Aldo Moro
n. 1 bross. edit., fioriture in cop.
brossura È storia nota: il 21 febbraio 2016 Boris Johnson annunciava che avrebbe fatto campagna per il Leave al referendum sulla Brexit. Non tutti sanno, però, che fino a poche ore prima il futuro premier britannico, tra i più accesi sostenitori della linea dura, non aveva ancora deciso con chi schierarsi: per il suo commento settimanale sul «Daily Telegraph» aveva preparato due articoli con posizioni opposte, decidendo all'ultimo di scartare il pezzo di appoggio al Remain. È solo una delle tante ambiguità che si celano dietro un evento epocale, che rischia di cambiare per sempre assetto e futuro dell'Europa: il travagliato percorso verso l'uscita del Regno Unito dall'Unione. Quanto durerà questa tempesta, ingrossata dalla minaccia del No Deal? Quanti e quali danni causerà? Quanto sarà contagiosa? Domande cui risponde Antonello Guerrera, corrispondente di «Repubblica» da Londra, proponendoci una storia della Brexit - dai sintomi iniziali, ignorati dalla classe politica, al caos totale delle fasi finali - narrata attraverso i suoi protagonisti e con l'ausilio di contenuti, interviste e retroscena esclusivi. Il risultato è un volume che analizza le cause e le possibili conseguenze di questo smottamento nel cuore dell'Occidente. Con un occhio di riguardo alla lezione che noi italiani possiamo trarre da un simile, gigantesco azzardo storico. Perché, stando agli ultimi rilevamenti, italiani e britannici condividono le posizioni più scettiche sulle istituzioni di Bruxelles. E, in fondo, quanto successo in Gran Bretagna è solo una delle tante manifestazioni del vento sovranista e autoritarista che scuote il mondo intero, facendo leva sulla promessa di abbattere le élite al potere e porre fine alle sofferenze del popolo. Ecco allora che la Brexit si rivela anche un'ottima occasione per riflettere sulla nostra situazione, su quanto siamo vicini a compiere gli stessi errori, e su cosa ci sia da imparare da ciò che accade oltre la Manica.
br. Democrazia, rappresentanza, elezione, sovranità popolare. Quattro concetti 'abusati' di cui Sabino Cassese traccia una rapida genealogia, concentrandosi in particolare su quello di rappresentanza. L'elezione serve a rappresentare la volontà popolare o è «designazione di capacità»? Chi valuterà le capacità del rappresentante e secondo quali criteri? La crisi dei partiti e la loro scarsa democrazia interna sono alcune delle ragioni delle attuali difficoltà della rappresentanza e della sfiducia verso la politica. Con in appendice pagine da Vittorio Emanuele Orlando, Silvio Spaventa, Sidney Sonnino, Giovanni Giolitti e Benedetto Croce.
br. Il 2014 è stato l'anno della chiamata alle urne per le penultime elezioni europee che, con tutte le cautele del caso, hanno rappresentato in Europa l'exploit dell'avanzata populista. In questo saggio si affronta il tema della performance populista-comunicativa di tre partiti durante tale occasione: Lega Nord in Italia, Podemos in Spagna e UKIP in Gran Bretagna. Il pianeta più luminoso, Venere, è stato utilizzato a lungo come metafora per capire il modo in cui gli europei intendessero la politica: dialogo, soft power, pace duratura. È ancora così? Il 2014 ha mostrato una nuova mappa spaziale. È il populismo dell'Europa, il populismo di Venere: i tre Paesi in esame presentano storie molto diverse ma sono accumunati dal trovarsi in prima fila nella trincea populista, ove si combatte contro le élites, la casta, gli stranieri e l'Europa stessa. Proprio tenendo conto di questo, la domanda cui quest'opera a carattere divulgativo ha provato a rispondere è stata: che tipo di populismo comunicativo è stato quello dei partiti presi in considerazione?
Mm 120x205 Volume cartonato rigido privo della sovraccoperta, 430 pagina con, in una tasca applicata al contropiatto anteriore, la "Premessa di S. M. Umberto. II". Fioriture alla copertina, peraltro buona copia. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Qual è la verità sugli ultimi giorni della Monarchia in Italia? Col distacco dello storico, Mola documenta innumerevoli brogli, sbagli, pasticci nella gestione del referendum istituzionale e nei drammatici giorni tra la partenza del Re e l'avvento effettivo della Repubblica (13-18 giugno). Il governo cercò affannosamente di "far tornare i conti" di una consultazione, che escluse dal voto tre milioni di cittadini: la vera "grande frode". Con l'incubo del punitivo Trattato di pace e per scagionarsi dei tanti errori antichi e recenti, i partiti repubblicani misero sul banco degli imputati Casa Savoia, che però era tutt'uno con la storia d'Italia... Infine, si può immaginare un nuovo referendum sulla forma dello Stato?
In 16°, br. edit. pp. 26
In 16°, br. edit., pp. 32. Propaganda dell'Azione Cattolica per le elezioni per la Costituente.
di cm. 24,5x17,1, impresso solo recto con solo testo senza simboli, con timbro di Istituto religioso cattolico; gualcito. La Francia "a grande maggioranza ha votato contro la costituziane [sic, e in corsivo] rossa". Accusa comunisti e socialisti di preparare una costituzione "contro la religione" e di "preparare la dittatura". Il 2 giugno 1946 si celebrarono libere elezioni, le prime dal 1924. Ebbero diritto di voto tutti i cittadini italiani maggiorenni (cioè, all'epoca, d'età superiore a 21 anni) di entrambi i sessi. Per la seconda volta nello Stato Italiano si votò con suffragio universale (la prima volta fu nelle elezioni amministrative del 1946). Vennero consegnate contemporaneamente agli elettori la scheda per la scelta fra Monarchia e Repubblica, il cosiddetto Referendum istituzionale, e quella per l'elezione dei deputati dell'Assemblea Costituente, a cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale, come stabilito con il Decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo. Dunque si tratta di volantino diffuso prima del 2 giugno 1946.
br. Le arterie stradali di Teheran sembrano i bulbi oculari tumefatti di una lucertola che cuoce al sole sulla sabbia del deserto, nello shock onirico e stralunato di una Las Vegas iraniana, come ai tempi dello Sha. Il discorso del Leder Supremo ha lasciato la sua traccia. Pensano che vogliamo americanizzare l'Iran. In TV ripetono ogni giorno che "il governo è per il popolo, che i Basij aiutano la gente, che la vera democrazia è la nostra, che in occidente non c'è democrazia. Dicono che Moussavi vuole fare una rivoluzione, e che gli americani lo appoggiano. Dicono che la ragazza morta qualche giorno fa per strada è stata uccisa dai servizi segreti americani per permettere all'inviato di BBC di screditare l'Iran e il suo legittimo governo! Nessuno vuole una rivoluzione! Vogliamo solo riforme! Ora sì che l'unico modo per cambiare le cose è una rivoluzione! Se Ahmadinejad è davvero il vincitore delle elezióni che bisogno c'è di arrestare Moussavi? Di uccidere la gente per strada? Di chiudere i partiti riformisti? Di bloccare internet e i cellulari? Non c'è più legge. Io lavoro per un partito regolare, e ora la sede del partito è chiusa. Il mio telefono è sotto controllo, e potrebbero arrestarmi da un momento all'altro. Possono trovarmi ovunque, uccidere chiunque, capisci? Questo è un colpo di stato, non sono elezioni! Mohamed guarda sua moglie. Gli occhi di Nilou sono due cerniere consumate dalle lacrime. Stanno uccidendo il mio popolo. Tutti i miei amici sono in prigione, e potrebbero essere impiccati".
19976936Fides In-8 Couverture souple Montréal 1997
196912274Seuil 1969 120 pages IN8. 1969. broché. 120 pages. Écrit par l'homme politique Louis Vallon et publié en 1969 aux éditions du Seuil ce livre analyse les causes de la démission du général de Gaulle suite au référendum du 28 avril 1969. L'auteur y accuse notamment Georges Pompidou d'être l'un des responsables du rejet de ce référendum offrant ainsi un point de vue critique sur cette période charnière de l'histoire politique française
ill., br. Per spiegare il carattere non comune delle elezioni del 2013 e del 2018 si è invocata la reazione degli elettori alle trasformazioni epocali dei nostri tempi: su di esse avrebbero gravato gli effetti della Grande Recessione, della globalizzazione o della crisi migratoria. La tesi avanzata nel libro è invece che la motivazione decisiva della scelta di tantissimi di cambiare voto sia da ricercare nella caduta verticale di reputazione dell'intero ceto politico tradizionale. Una crisi di autorità, dunque, serpeggiante da ben prima della Grande Recessione e alimentata dalla diffusa convinzione che entrambi i partiti-cardine del sistema politico della Seconda Repubblica fossero incapaci di attrezzare il paese alle sfide epoca!i da fronteggiare. Formazioni come il M5s e la nuova Lega di Salmi hanno poi permesso a questi risentimenti di esprimersi sul piano elettorale. Alzare il velo su tale giudizio negativo, e capire le sue ricadute sulla vita democratica italiana, è l'obiettivo di questo lavoro.
1958ABE-1754128240114 PAGES-43 CM X 60 CM-P1: OUI ECRASANT: DANS LA METROPOLE (79,25%) EN ALGERIE (97%), PHOTO COTY, PHOTO DE GAULLE, PHOTO MICHELE MORGAN ET HENRI VIDAL-P4: "L'ETRANGERE DANS L'ILE", GEORGES SORIA, BRUNO CREMER-P5: REFERENDUM: 45 MILLIONS DE CITOYENS ONT VOTE-P7: LE "OUI" TRIOMPHE-P8-P9: LES RESULTATS DU REFERENDUM, QUELQUES ANNOTATIONS AU STYLO ROUGE-P10: CARTE DES RESULTATS-P12: MICHEL BERNARD BAT NETTEMENT LE RECORD DE FRANCE DU 2000 M., PHOTO