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1980149561Stuttgart: Klett-Cotta 1980. 405 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Leinenband mit Orig.-Schutzumschlag. [Hardcover / fest gebunden].
19341108091582xbvkBremen, Arthur Geist Verlag, 1934. 151 Seiten (3) Seiten, durchgehend mit Musiknoten. - Illustrierter (Bremer Schlüssel mit Hakenkreuz) brauner Original-Leineneinband mit Deckel- und Rückentitel; 8vo.(ca. 19,5 x 13,5 cm).
194952893Düsseldorf : Droste-Verl. 1949. 240 S., Mit 24 Abbildungen auf 10 Kunstdrucktafeln; 8°, mit Schutzumschlag, SU schwer beschädigt. Hlw., gebundene Ausgabe, Halbleinen, sonst Exemplar in gutem Erhaltungszustand
br. Le nuove convinzioni penetrano nella mente in silenzio, senza assolutismi, senza fanatismi, senza sospette passioni viscerali "L'utopia minimalista cerca una via d'uscita alla tenaglia che inchioda i due opposti polari dell'indifferenza e della protesta tutta esteriore, infantile e paranoica." Romano Màdera "In una prospettiva sorprendente, Utopie minimaliste esplora il territorio di frontiera tra etica pubblica e interiorità." Alessandro Zaccuri Massimaliste sono le utopie che hanno dominato il secolo scorso. Con la promessa di un mondo migliore hanno seminato violenze peggiori di quelle che intendevano combattere. Ma una società senza utopie rappresenta uno scenario altrettanto preoccupante. In questo libro, riproposto in una nuova edizione rivista e aggiornata, Luigi Zoja esplora l'utopia come bisogno psicologico primario e mette in risalto il valore di un approccio minimalista, capace di intervenire direttamente e con forza sulle nostre vite occupando uno spazio psicologico prima ancora che politico. Un libro ricco di intuizioni e spunti di riflessione utili per muoverci in questo nostro presente incerto e per non ripetere gli errori del passato.
2013136957Frankfurt, M. : Fischer Taschenbuch, 2013. 334 S. ; 19 cm; OKart. (Taschenbuch);
1975233022Stuttgart [u.a.]: Kohlhammer. 1975. 237 Seiten. 21cm. Zustand: Gut min. bis gering gebräunt (Innen); Besitzerstempel; Innenband vorne und hinten hat viele braune Pünktchen, Mischung aus braunfleckig-gebräunt; Einband Außen hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Vorderdeckel und Hinterdeckel nur oben im weißen Rand etwas fleckig; 3. Aufl Broschiert
1977227950Stuttgart: Enke. 1977. VIII.; 226. 23cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Besitzerstempel; Einband (Außen) hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Sauberes Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Mehrere Besitzerstempel auf Schnitt; Broschiert
1898189460Berlin: Mittler & Sohn. 1898. XV.; 438; 3 Karten. 22cm. Zustand: Gut gering bis leicht gebräunt, etwas wellig (Innen); Seite XV. ist lose; Besitzerstempel; Einband Außen hat leichte Gebrauchsspuren; Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Halbleinen
PARIS, Ed. Universitaires - 1974 - Coll. "Citoyens" - In-12 - Broché - Couverture illustrée - 193 pages - Très propre, bon exemplaire
19112PARIS, Ed. Universitaires - 1974 - Coll. "Citoyens" - In-12 - Broché - Couverture illustrée - 193 pages - Très propre, bon exemplaire
1909189106Leipzig: Duncker & Humblot. 1909. XLVI.; 202. 22cm. Zustand: Gut gering gebräunt, leicht wellig (Innen); Besitzerstempel; Einband Außen hat leichte Gebrauchsspuren; Buchrücken leicht lichtrandig; Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Eine Gelenkseite oben ca. 3cm eingerissen; Buch könnte nachgebunden worden sein; Halbleinen
br. In tutta Europa è in atto una vera e propria contro-rivoluzione che attacca i fondamenti liberali del continente. Alcuni dei 'controrivoluzionari' sono neofascisti, altri sono neocomunisti; alcuni sono contro l'austerità, altri contro i musulmani; alcuni sono secessionisti, altri nazionalisti; alcuni sono moderati, altri estremisti. Ma tutti hanno una cosa in comune: sono contrari all'ordine liberale e ai suoi progetti chiave come l'integrazione europea, il liberalismo costituzionale e l'economia liberista. In tutta l'Europa il sistema liberale pare sgretolarsi. Non solo a Varsavia o Budapest, ma anche a Londra, Roma, Atene e Parigi. I cittadini europei si sentono arrabbiati e in pericolo. La violenza politica è in aumento. Come è possibile che un continente prospero e pacifico stia andando in pezzi? Jan Zielonka, liberale di lungo corso, riflette in modo critico e autocritico sulla caduta del liberalismo e sulla nascita di movimenti populisti in tutto il continente partendo da un dato: i populisti guadagnano voti perché i liberali hanno completamente screditato il loro nobile progetto. La lista delle colpe dei liberali dal 1989 è lunga: le diseguaglianze sono drammaticamente cresciute, l'evasione fiscale si è diffusa, i tagli alla spesa sociale sono ben noti. I liberali non hanno davanti una strada facile: quanto prima capiranno il senso di quel che sta accadendo, tanto maggiori saranno per loro le possibilità di rendere di nuovo credibile il loro progetto.
2007902093Düsseldorf: Artemis & Winkler [u.a.]. 2007. 279 Seiten. 22cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen (Innen); Einband (Außen) hat min. Gebrauchsspuren; Oberer Kapital min. bestoßen; Hardcover mit Schutzumschlag
br. Il periodo storico in cui siamo collocati è informato da una visione di matrice liberale e da un indirizzo economico capitalista. Ma cosa significhi qui davvero "liberale" e quale nesso vi sia con il capitalismo è tutt'altro che ovvio. Il primo compito che questo testo si assume è dunque quello di fornire un chiarimento circa la genesi di lungo periodo della "ragione liberale" in Occidente, seguendone la maturazione dal XVII secolo al presente. Questo passo è necessario per identificare cosa conti come nucleo centrale e cosa come periferia accessoria nello sviluppo liberale. In seconda battuta il testo mira a identificare la logica di fondo che alimenta la ragione liberale, logica che nutre i processi capitalistici, ma va ben al di là di essi. Ne emerge un quadro in cui la ragione liberale non ha più bisogno di essere "rappresentata" perché ha occupato tacitamente l'intero spazio concettuale del politico. Essa gioca oramai tutte le parti in commedia, maggioranze e opposizioni, destra e sinistra, dissimulando la sistematica operazione di distorsione di senso che ha operato. Accade così che le ramificazioni della ragione liberale si siano insediate in intellettuali e movimenti che si ritengono "neutrali", o persino "anticapitalisti". E questa occupazione, pervasiva quanto inavvertita, sta alla base della percepita impossibilità di concepire alternative, e dunque dello scacco perenne in cui si agita la coscienza contemporanea.
Paris, Gallimard, 1968. In-12 broché couverture illustrée de 245 pages. Bon état Collection Idées
Come nuovo – L’deologia fascista in Francia. Prima Edizione
cm. 17 x 24, 280 pp. con 4 tavv. f.t. Biblioteca della ?Rivista di storia e letteratura religiosa? - Studi 553 gr. 280 p.
ill., br. Il volume, oltre ai disegni della coppia Zap e Ida, raccoglie i pareri di cittadini bolognesi sull'operato di Cofferati a due anni dall'elezione. Le osservazioni che, alla fine, gli autori ne hanno dedotto, è che Cofferati risulta gradito alla quasi totalità dei pensionati interpellati. Piace anche a tanti che avevano votato per Guazzaloca. Non piace ai giovani e ai lavoratori delle categorie piú diverse che avevano votato per lui; ovviamente non a tutti, ma sicuramente alla stragrande maggioranza di loro.
br. Che fine ha fatto il referendum del 2011 sull'acqua pubblica? I governi che si sono succeduti hanno stravolto la volontà dei cittadini. Il movimento per l'acqua ha continuato a battersi, riuscendo anche a far nascere un apposito intergruppo parlamentare. Nei cassetti delle Camere dorme una proposta di legge per attuare il referendum; ma forse qualcosa comincia a muoversi. Per questo gli appelli che padre Alex Zanotelli ha lanciato da Napoli - «l'unica grande città in Italia che ha avuto il coraggio di obbedire al referendum sull'acqua» - rimangono di bruciante attualità. Perché... Introduzione di Paolo Carsetti.
br. Ancora negli ultimi giorni del conflitto, e a un passo dalla vittoria, le forze alleate si impegnano in Italia, da nord a sud, in un mirato sostegno a istanze separatiste ai fini del contenimento delle sinistre. Affidata ad un esordiente Eugenio Cefis, e ad un ancor più giovane Gianfranco Miglio, questa strategia finisce per incrociarsi con un complesso apparato di istituti culturali federalisti, emanazione della CIA, che gli anglo-americani impongono sul continente, al fine di controllarne il futuro geopolitico. Via via che il verbo etnico e identitario si fa paradigma di questi movimenti, il federalismo diventa in Italia il laboratorio di una trama sottile volta a creare un'ulteriore opzione alla deriva a sinistra del Paese: quella della sua disgregazione in macro-regioni distinte per criteri etnici da sottrarre a uno Stato centrale, una volta caduto sotto il governo del PCI. Le ombre dei servizi, delle logge e dell'eversione nera entrano così in scena, senza esclusione di morti eccellenti quanto ambigue, fino al frutto di questo progetto politico e al suo leader, la Lega di Umberto Bossi. Di qui sono le maglie della P2 a raffinare il progetto e poi, mentre Tangentopoli dissolve l'equilibrio politico della Penisola, Licio Gelli in persona a siglare, fuori dai clamori, l'intesa con una pletora di formazioni autonomiste innescate a sud dalla mafia. Un percorso destinato a mutare solo quando, a sorpresa, Silvio Berlusconi irrompe sulla scena, dirottando nel suo nuovo partito quelle medesime forze intese a impedire l'accesso dei comunisti al potere.
br. II peronismo emerge in Argentina tra l'espansione della civiltà liberale, borghese e capitalista e le reazioni a essa, nella delicata fase di passaggio dal liberalismo alla democrazia. In questo incrocio, si fa veicolo d'una peculiare via d'ingresso nella modernità, antiliberale e antiborghese. Il richiamo a un immaginario antico, plasmato da secoli di cattolicità, che postulava l'armonia sociale e l'unanimismo politico, dà forma a un singolare impasto d'integrazione sociale e autoritarismo, consenso e pulsione totalitaria, nazionalismo e socialismo. Pur con le sue caratteristiche singolari, Perón e il suo movimento trovano posto così nell'album di famiglia delle reazioni antiliberali che spazzarono con tanta forza il mondo latino e cattolico, d'Europa e d'America, a cavallo tra le due guerre.
br. In cima a una collina nel Monferrato c'è il pezzo di terra dove, un giorno, è approdata Lorenza Zambon con un piccolo gruppo di artisti, «in cerca di casa e di teatro». La casa c'era, anche se diroccata; gli alberi avevano quasi cento anni, il pozzo e la cisterna molti di più, ma in decenni di abbandono tutto era stato invaso e ricoperto da un intrico di vegetazione. Il primo gesto dei nuovi arrivati, dettato dalla paura di quella natura primordiale, fu ripulire, ridisegnare, svuotare. In quel vuoto prese forma il teatro; il pezzo di terra divenne, come avrebbe detto Hermann Hesse, una creazione. Un giardino. Alla scoperta di questa terra e della sua essenza più profonda ci guida Lorenza Zambon nelle pagine dense e allo stesso tempo limpide di questo libro. Nel suo microcosmo «lungo novantaquattro passi» incontriamo stagioni e personaggi, umani, animali e naturalmente vegetali, i loro colori, forme, profumi. Cose buffe e cose misteriose, come i vermi, la luna, l'aria; come la bellezza, il tempo, la storia e il mistero dell'appartenenza al nostro essere qui, e ora. Nel pezzo di terra ora è tracciato un sentiero, per sentirsi liberi, creativi e ritornare bambini mentre si diventa grandi.
1991627987Baden-Baden: Nomos-Verl.-Ges. 1991. S. 201-288. 22,5 cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen (Innen); Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; Buchrücken ist min. bis gering uneben-knickspurig; Broschiert
Mm 115x180 Brossura editoriale , 122 pagine, copertina illustrata a colori. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Yvon de Begnac Taccuini mussoliniani. , Il Mulino 1990, Copertina uso tela. Sovraccoperta plastificata con piccolo strappo alla testa del piatto ant. e lievemente sporca. Tagli sporchi di polvere in modo lievissimo. Pagine integre. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br> 8815023992