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Milano, Centro Studi Russia Cristiana, [s.d.], in-8, br. editoriale, pp. 112. Con ritratti fotografici. Numero monografico della Rivista del Centro Studi Russia Cristiana.
Roma, Cinque Lune, 1975, 16mo brossura editoriale, pp. 147.
Mm 215x225 Brossura originale, 177 pagine con 246 illustrazioni in nero e a colori. Catalogo della mostra tenutasi a Venezia nel Novembre - Dicembre del 1979. Dorso scolorito. Manca il foglio che riproduce il Decreto n. 1 del Comitato di liberazione della Provincia di Venezia. Buona copia
Mm 130x185 Brossura editoriale di pagine 106, Seminario internazionale dei Democratici di Sinistra, 26 maggio 2003. prefazione di Piero Fassino. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. La marcia su Roma nell'ottobre 1922 rappresenta un vero e proprio spartiacque per le destre rivoluzionarie e conservatrici di tutta Europa. A partire da questo momento, infatti, il fascismo diviene un modello vincente: non una proposta teorica ma una nuova forma di governo, autoritaria e golpista. La crisi del regime liberale e l'avvio delle dittature in Italia, Spagna e Portogallo, esperienze considerate spesso come non confrontabili e non significative dell'Europa tra le due guerre, si rivelano in realtà paradigmatici di una crisi che negli anni Trenta si manifesterà nel continente con tutta la sua forza distruttiva.
Brossura fresata, stato interno ottimo, copertina segnata da classiche mende alle estremità, toni da ombre di polvere, patinato usurato da manipolazione e sfregamento, puliti i tagli. N. pag. 463. USATO
München, C. H. Beck, (1964), in-8, br. editoriale, pp. 74, (6). Ottime condizioni.
br. "Le origini del totalitarismo" (1951) è un classico della filosofia politica e della politologia del Novecento. Per la Arendt il totalitarismo rappresenta il luogo di cristallizzazione delle contraddizioni dell'epoca moderna e insieme la comparsa in Occidente di un fenomeno radicalmente nuovo. Le categorie tradizionali della politica, del diritto, dell'etica e della filosofia risultano inutilizzabili; quanto avviene nei regimi totalitari non si può descrivere nei termini di semplice oppressione, di tirannide, di illegalità, di immoralità o di nichilismo realizzato, ma richiede una spiegazione "innovativa". Lungi dal presentare una struttura monolitica, l'apparato istituzionale e legale totalitario deve rimanere estremamente duttile e mobile, al fine di permettere la più assoluta discrezionalità. Per questo gli uffici vengono moltiplicati, le giurisdizioni tra loro sovrapposte e i centri di potere continuamente spostati. Soltanto il capo, e una cerchia ristrettissima di collaboratori, tiene nelle sue mani gli ingranaggi effettivi della macchina totalitaria. Nelle Origini tale macchina viene smontata e analizzata pezzo per pezzo: i metodi propagandistici, le formule organizzative, l'apparato statale, la polizia segreta, il fattore ideologico e, infine, il campo di sterminio, istituzione suprema e caratteristica di ogni regime totalitario.
Mm 135x205 Collana "Saggi" - Edizione a cura di Oreste Del Buono. Brossura editoriale, ix-247 pagine. Copia molto buona, poco o mai consultata. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 135x205 Collana "Saggi". Colloqui con Jean-Luis Missika e Dominique Wolton, prefazione all'edizione italiana di Alberto Ronchey. Brossura editoriale di XII-326 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 155x215 Brossura editoriale con bandelle di pp. 198, a cura di gennaron Auletta. In buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
A vent'anni di distanza dalla fine del blocco sovietico, la polvere alzatasi col crollo del Muro non si è depositata a punto tale da consentire di leggere con compiuta serenità quegli avvenimenti. La memoria di quell'evento non può essere disgiunta dal tentativo di analizzare l'eredità ancora presente di quei regimi e l'esito prodotto dalla sfida vincente di quelle forze sociali che hanno portato al tracollo del totalitarismo sovietico. Riflettere oggi su quegli eventi non rappresenta allora un mero gesto commemorativo o uno sforzo volto a chiarire i dettagli di un particolare momento storico. È qualcosa di più. È riflettere sulla società contemporanea. Su una società definita a partire da tanti "post" (materialista, industriale, moderna, comunista) forse proprio in virtù dell'assenza di adeguate chiavi interpretative capaci di contrassegnarla in positivo. Se la storia sempre meno viene proposta come 'magistra vitae', quei "post" la ripongono al centro della riflessione non solo per far memoria, ma per interpretare l'eredità così rilevante di oltre un quarantennio di mondo diviso in due. Gli interventi raccolti in questo volume partono dalla memoria del passato interpretando i processi che hanno condotto all'instaurarsi dei regimi totalitari ed al loro crollo interrogandosi, poi, sul presente di una difficile transizione che interessa sia l'oriente che l'occidente europeo. Curatori: V. Bova.
Mm 140x220 Brossura editoriale di 282 pagine, sovraccoperta con usuali segni del tempo e d'uso, etichetta al piede del dorso. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Seconda edizione. Stampato il 15 giugno 1926.
br. Camillo Berneri (1897-1937), allievo di Salvemini, amico dei fratelli Rosselli, esule fin dal 1926, svolse un'intensa attività pubblicistica in tutta Europa. Impegnato alla guida dei volontari italiani in Spagna, fu assassinato a Barcellona. Questo volume raccoglie tre saggi: "Mussolini gran actor" uscito in lingua spagnola a Valencia nel 1934, "Le juif antisémite" uscito in francese nel 1935 a Parigi, "El delirio racista" uscito in spagnolo nel 1935 a Buenos Aires.
br. La violenza è il primo strumento degli stupidi, ma anche l'ultima possibilità per i poveri di ogni epoca e di ogni paese. La reazione violenta, condannata da tutti in teoria, ha spesso delle valide ragioni. Questo libro le indaga con acume teorico e uno stile piacevole da libello polemico. Quando la distanza tra i potenti e la gente si fa troppo grande, quando il popolo senza pane e dignità viene mandato a mangiare brioches, il rispetto per il governo non è più dovuto. La rivolta è dietro l'angolo, quando il potere dei pochi diventa sopruso sui molti. Senza incitare all'insurrezione, questo libro esorta la collettività a difendersi dal totalitarismo, ossia dal disprezzo per i bisogni delle classi più povere.
br. Lo sterminio fisico del nemico è sempre stato uno dei mezzi della politica: eppure nell'ultimo secolo ha assunto un carattere particolare. Questo perché sono cresciute le vittime? In assoluto può darsi, statisticamente no. In ogni caso non è il numero che fa la differenza. Ciò che colpisce sono le motivazioni, i modi, i risultati. Nazismo e comunismo si propongono come un messaggio di salvezza: per la razza germanica il primo, per l'umanità il secondo. Contro il nemico il nazismo ha avuto poco tempo e ha concentrato i suoi sforzi sugli ebrei e pochi altri. Il comunismo ha finito presto col ritorcersi contro se stesso; poi è divenuto un puro mezzo di conservazione del potere per i privilegiati. Ma come mai, nonostante sia scomparso completamente da più di mezzo secolo, il nazismo è l'oggetto di una esecrazione che non accenna a diminuire, mentre il comunismo, che pure è caduto di recente, fruisce di un'amnesia e di un'amnistia che raccolgono un consenso quasi unanime? E poi: in che misura la Shoah, nell'immensa carneficina del '900, deve essere classificata come una cosa a parte? Si può annoverarla come una tomba fra le altre tombe nel cimitero comune? E se non è possibile farlo, per quale motivo? Proprio a questi interrogativi cerca di rispondere questo penetrante saggio di Alain Besançon.
Mm 135x215 Collana "tendenze". Volume in copertina rigida, sopracoperta originale, 245 pagine. ottima copia mai letta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 145x220 Collana "G. Solari - dipartimento di studi politici dell'università di Torino". Volume rilegato in tela con sovraccoperta originale, 166 pagine. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 145x225 Collana "Le Scie" - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 457 pagine. Copia eccellente, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
IN-8°, PP. 633 (7), CART. EDIT., SOVR. ILL. B.N., LEGGERISSIME BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, OTTIMO STATO (F/F), (RIZZOLI STORICA).<BR> COR 138
br. In un villaggio collettivista dove l'iniziativa privata è vista con sospetto, Grande Puffo è Stalin e Quattrocchi il suo Trotzky. Oppure no, i Puffi sono militanti hitleriani, un modello perfetto di società nazista guarda caso minacciata da un Garganella che evoca l'"avido ebreo" della propaganda antisemita. In questo libro, il giovane filosofo francese Antoine Buéno rilegge il fortunato fumetto per svelare le tracce soggiacenti di archetipi e ideali propri dei regimi totalitari, sia fascisti sia comunisti. Scritto come un'analisi fantapolitica, il libro ha suscitato in Francia immediate polemiche. I difensori chiamano in causa la personalità apolitica di Pierre Culliford, in arte Peyo, creatore dei Puffi. I più sospettosi rincarano la dose, ricordando la visione stereotipata delle donne nell'unica rappresentante gentil sesso, una Puffetta civettuola disimpegnata. Un libro destinato a far discutere affezionati di questo fumetto, diffuso in tutto il mondo, divenuto poi un celebre cartone animato, che accompagna piccoli e grandi da due generazioni.
br. In un villaggio collettivista dove l'iniziativa privata è vista con sospetto, Grande Puffo è Stalin e Quattrocchi il suo Trotzky. Oppure no, i Puffi sono militanti hitleriani, un modello perfetto di società nazista guarda caso minacciata da un Garganella che evoca l'"avido ebreo" della propaganda antisemita. In questo libro, il giovane filosofo francese Antoine Buéno rilegge il fortunato fumetto per svelare le tracce soggiacenti di archetipi e ideali propri dei regimi totalitari, sia fascisti sia comunisti. Scritto come un'analisi fantapolitica, il libro ha suscitato in Francia immediate polemiche. I difensori chiamano in causa la personalità apolitica di Pierre Culliford, in arte Peyo, creatore dei Puffi. I più sospettosi rincarano la dose, ricordando la visione stereotipata delle donne nell'unica rappresentante gentil sesso, una Puffetta civettuola disimpegnata. Un libro destinato a far discutere affezionati di questo fumetto, diffuso in tutto il mondo, divenuto poi un celebre cartone animato, che accompagna piccoli e grandi da due generazioni.