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37307In-12, demi-chagrin bleu nuit de l'époque, dos à 4 nerfs orné, titre doré, tranches mouchetées, (2) f., xxxi, 410 p. Paris, L. Hachette et Cie, 1856.
37371In-12, broché, couverture de l'éditeur, (4), 464 p. Paris, Librairie Hachette, 1881.
37359In-12, broché, couverture éditeur, (2), III, 435 p. Paris, Ernest Flammarion, s.d. [1901].
Discorsi politici di Berlusconi.
br. Da dove vengono le idee sulle quali è stato costruito lo Stato moderno? Qual è la vera origine di ideali come uguaglianza e libertà? In che punto della nostra storia, e perché, abbiamo iniziato ad adorare la crescita economica come se fosse una divinità? Con "L'invenzione dell'individuo", Larry Siedentop fa piazza pulita delle teorie storiche precedenti, e presenta una nuova, radicale prospettiva sulle sorprendenti origini delle credenze e delle convinzioni che ci hanno reso ciò che siamo. In un racconto che attraversa 1800 anni di storia europea, Siedentop presenta un rifiuto netto del consueto resoconto sulle origini del liberalismo occidentale - ossia sul suo emergere in opposizione alla religione nella prima età moderna. "L'invenzione dell'individuo" racconta come un nuovo ruolo sociale egualitario, l'individuo, sorse e prese gradualmente il posto della famiglia, della tribù e della casta come base dell'organizzazione sociale. Un lavoro intellettualmente provocatorio e una richiesta a ciascuno di noi di ripensare e riconsiderare le idee stesse sulle cui basi le società e i governi occidentali sono stati costruiti. Prefazione di Marco Ventura.
197368988Bari: Editori Laterza 1973. XIII, (1), 477, (1); 481-996 Seiten. 8° (18 x 11 cm). Orig.-Broschuren. [Softcover / Paperback].
Il libro è parte della Collana Mondadori: I Classici della Storia
<p>23 cm, br. edit; pp. 70</p>
2004LFA-126739075Un ouvrage de 620 pages, format 155 x 235 mm, broché, publié en 2004, Fayard, bon état
19193252865Berlin, Bong, 1919. 315 S. OKart.
xxvi + 131pp., 25cm., in de reeks "Universiteit te Leuven. Publicaties op het gebied der Geschiedenis en der Philologie" 3de reeks 24ste deel, orig.omslag, mooie staat, G74295
xxvi + 131pp., 25cm., gesigneerd door de auteur, G68657
173 p.; 20 cm. Brossura editoriale. Margini delle pagine leggermente bruniti
1947G68657Leuven / Tilburg, Universiteitsbibliotheek / Bergmans 1947 xxvi + 131pp., 25cm., gesigneerd door de auteur, G68657
1947G74295Leuven / Tilburg, Universiteitsbibliotheek / Bergmans 1947 xxvi + 131pp., 25cm., in de reeks "Universiteit te Leuven. Publicaties op het gebied der Geschiedenis en der Philologie" 3de reeks 24ste deel, orig.omslag, mooie staat, G74295
ill., br. Gli amori, le passioni, i segreti, le perversioni delle donne che hanno legato la loro storia a quella di John Fitzgerald Kennedy. Marylin Monroe, Jackie Onassis, Maria Callas, affascinanti e desiderate, invidiate ed emulate, sono le donne messe a nudo nella tragica ricostruzione di vite turbate, malate, impaurite, abbandonate. Come lo scienziato Albert Einstein, sogno segreto di Marilyn, che non solo fu una donna in anticipo con i tempi, ma amava profondamente la cultura e la poesia, prediligendo Joyce, Camus e Dostoevskij. Oppure scoprire che fu Ted Kennedy probabilmente il vero grande amore di Jackie. E Maria Callas innamorata di Pier Paolo Pasolini con un amore che andò oltre gli stereotipi, morta di crepacuore per il tradimento di Onassis. Infine un cameo: le pagine sconvolgenti su Lady D. Dall'uomo alla guida della Uno Bianca che speronò l'auto di Dody e Diana a Parigi fino alla terribile frase di Grace Kelly: «Andando avanti sarà peggio!».
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. 218, (4), coll. "Saggi", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
22155Paris, Rapilly, 1826. 3 vol. in-8, CVIII-385 pp. + III-408 pp. + III-435 pp., demi-veau cerise, dos long romantique orné de filets dorés et fleurons à froid, tranches marbrées (petites épidermures, rousseurs).
Mm 145x225 Collana "Saggi" - Brossura editoriale con bandelle, xxviii-330 pagine. Segni d'uso e del tempo, timbro di biblioteca privata dismessa al frontespizio, peraltro buona-ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Il carcere si è affermato nell'età moderna come la pena per eccellenza: come lo strumento più efficace per il controllo della criminalità e la rieducazione del condannato. Nelle società liberal-democratiche il carcere continua a essere un problema aperto, con rilevanti implicazioni giuridiche, politiche e umane. Ci si chiede quali siano le sue reali finalità, quali effetti fisici e psichici produca sui detenuti, quale sia il suo rapporto con una società in rapido cambiamento. Particolare attenzione è dedicata alla spiegazione del recente aumento della popolazione detenuta in quasi tutte le democrazie. Questi temi sono discussi in dialogo con autori, fra i quali Tocqueville, Durkheim, Garfinkel, Ignatieff e Mead.
Collana “I fatti della Storia”, 1. Un volume di 273 pagine, brossura editoriale. Dimensioni: 13,5x21 cm. Minime tracce d'uso alla brossura, lieve gora al margine inferiore delle due pagine finali (senza compromissione del testo), per il resto ottime condizioni.
Mm 140x220 Saggi. Brossura editoriale di pagine 211, utilizzo di matita quasi esclusivamente nelle prima 60 pagine, testo ben fruibile. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill., br. Frutto di un pluriennale lavoro di ricerca in vari archivi americani e italiani, questa raccolta di lettere inedite, curata da Renato Camurri, copre un arco cronologico corrispondente al periodo dell'esilio americano di Gaetano Salvemini. Docente all'Università di Harvard dal 1934 al 1948, per la fama di cui godeva già prima di arrivare nel prestigioso ateneo di Cambridge e per l'impegno profuso attraverso la collaborazione a giornali, riviste italiane e americane e la pubblicazione di numerosi libri, Salvemini costituì un punto di riferimento fondamentale all'interno della comunità composta dagli intellettuali europei impegnati nella comune battaglia contro i totalitarismi e nel dibattito sulla crisi e il futuro della democrazia. Contrariamente, infatti, a una vecchia e superata immagine trasmessaci da alcuni biografi, il Salvemini che emerge da queste lettere non è l'eremita chiuso nel suo studio della Widener Library di Harvard. Il suo profilo è piuttosto quello di un intellettuale pienamente inserito nella vita accademica e scientifica americana, al centro di una vasta rete di relazioni sociali e culturali, un refugee capace di interpretare la traumatica esperienza dell'esilio come occasione per ritrovare una nuova vitalità umana e scientifica.
Mm 125x195 Collana "Reprints". Brossura editoriale di 381 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Biblioteca di cultura storica, I primo numero della collana - Avvertenza alla prima edizione - Avvertenza alla seconda edizione - Note bibliografiche - Indice degli Autori - 1 21x15,5 cm., in brossura, pp. XIV (2), 375 (1), non refilate, ampi margini, terza edizione riveduta, in italiano, prima opera della Collana, piccoli segni d'uso e tempo, bell'esemplare. Firma di appartenenza. Allegato ampio ritaglio stampa quotidiana con interessante articolo di Giovanni Spadolini, 'Un Centenario: I MOTI DI MILANO DEL 1853', venerd? 6 febbraio 1953