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xxvi + 131pp., 25cm., in de reeks "Universiteit te Leuven. Publicaties op het gebied der Geschiedenis en der Philologie" 3de reeks 24ste deel, orig.omslag, mooie staat, G74295
1956B86477Wetteren, Scaldis 1956 383pp., br.orig., 25cm., bon état, B86477
383pp., br.orig., 25cm., bon état, B86477
195013130FLAMMARION 1950 347 pages in12. 1950. broché. 347 pages. Cet ouvrage d'Émile Mireaux publié chez Flammarion en 1950 explore la philosophie du libéralisme en 347 pages. Il aborde la liberté économique et ses implications politiques en lien avec les valeurs humaines et la planification
189848198London: The Liberal Publication Department 1898. First Edition. 12mo. Sewn pamphlet; original printed paper wrappers; 16pp. Slight chipping to wrapper edges; Very Good. A speech on foreign trade by a leading exponent of Gladstonian liberalism. The Liberal Publication Department unknown books
brossura In questa prima parte di una ricerca biografica complessiva su Marco Minghetti (1818-1886), la formazione politica e culturale dell'uomo politico bolognese, futuro ministro e presidente del Consiglio del nuovo Regno d'Italia, viene inquadrata alla luce della complessiva storia europea del tempo. Dal decisivo ruolo della madre e della famiglia, che lo indirizzano fin da subito verso una concezione liberale dell'esistenza, agli studi condotti con maestri e precettori che gli forniscono solide basi culturali, la giovinezza di Minghetti si svolge lungo direttrici plurime, sia per quanto riguarda le materie di studio che per le esperienze di vita. Lo studio dell'Economia politica, verso la quale ben presto s'indirizzò influenzato dalle teorie di Sismondi, gli fornì le categorie interpretative per comprendere le dinamiche di quella grande trasformazione ottocentesca nella quale era immerso. I viaggi in Europa avevano il duplice scopo di osservare direttamente la modernità industriale in atto e di familiarizzarsi con il funzionamento dei regimi liberali rappresentativi. Trovò nel liberalismo moderato la piattaforma politico-programmatica per avviare il processo riformistico e l'elezione di Pio IX gli spalancò le porte della carriera politica. Giornalista, Consultore e poi Ministro del papa, con l'emergere nel 1848 dei limiti del riformismo pontificio Minghetti prese atto del fallimento del tentativo di conciliare religione e nazione e si recò al fronte a combattere per la guerra d'indipendenza.
br. Come combattere il fascismo? Come ripensare la politica nel vortice della crisi che sconvolse la società italiana ed europea degli anni trenta? Come progettare un nuovo ordine post-fascista, a partire dalla cesura della Grande guerra e delle sue tragiche conseguenze? A queste e altre domande Giustizia e Libertà offrì risposte tanto originali quanto radicali nel panorama dell'antifascismo internazionale, intrecciando in forme innovative le tradizioni socialiste e liberali. Il gruppo, fondato da Carlo Rosselli in esilio a Parigi nel 1929 e scioltosi nel 1940, rivendicò diverse concezioni della nazione e dell'Europa e maturò una riflessione lucida sulle tirannie, senza rinunciare a molteplici (e talvolta contraddittorie) prospettive rivoluzionarie. Il volume propone la prima lettura complessiva della vicenda di Giustizia e Libertà e delle sue reti transnazionali nell'emigrazione e nella cospirazione. I percorsi e i dibattiti dei giellisti sono inquadrati nella storia politica e intellettuale del Novecento italiano ed europeo, seguendone le sotterranee e controverse eredità fino a oggi.
br. Il carcere si è affermato nell'età moderna come la pena per eccellenza: come lo strumento più efficace per il controllo della criminalità e la rieducazione del condannato. Nelle società liberal-democratiche il carcere continua a essere un problema aperto, con rilevanti implicazioni giuridiche, politiche e umane. Ci si chiede quali siano le sue reali finalità, quali effetti fisici e psichici produca sui detenuti, quale sia il suo rapporto con una società in rapido cambiamento. Particolare attenzione è dedicata alla spiegazione del recente aumento della popolazione detenuta in quasi tutte le democrazie. Questi temi sono discussi in dialogo con autori, fra i quali Tocqueville, Durkheim, Garfinkel, Ignatieff e Mead.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Questa riedizione di "La rivoluzione meridionale" è l’anastatica della prima, apparsa nel 1925 a Torino per i tipi delle edizioni gobettiane. Recava impressa in copertina il motto in greco «che ho a che fare io con gli schiavi?». Ha scritto Vittorio Foa in "Il cavallo e la torre" (Torino, Einaudi, 1991): «La rivoluzione meridionale scaldò il mio cuore e mi aprì orizzonti nuovi [...]». Nell'osservazione di Foa si racchiudono tutte le ragioni di un’iniziativa editoriale orientata a riproporre alle nuove generazioni uno dei documenti più esaltanti e significativi del meridionalismo del Novecento, ma anche a rivelare in maniera esemplare i legami umani e intellettuali tra un meridionalista del Sud e un generoso intellettuale del Nord, entrambi impegnati in una comune battaglia di civiltà e di democrazia. Guido Dorso (Avellino, 30 maggio 1892 – Avellino, 5 gennaio 1947) è stato un politico, meridionalista ed antifascista italiano. Comprende · La rivoluzione meridionale (introduzione di) Francesco Saverio Festa; 109 pagine · La rivoluzione meridionale: Saggio storico-politico sulla lotta politica in Italia; Guido Dorso; 242 pagine Descrizione bibliografica Titolo: La rivoluzione meridionale: saggio storico-politico sulla lotta politica in Italia Autore: Guido Dorso Curatore: Francesco Saverio Festa Editore: Atripalda (AV): Mephite, 2003 Note: Ristampa anastatica dell'edizione di Torino del 1925 (editore Piero Gobetti) Lunghezza: 360 pagine; 22 cm Formato: Brossura; raccolta in due volumi ISBN: 8888655018, 9788888655017 Collana: Volume 2 di Pensare le idee Soggetti: Politica, Governo, Scienze politiche, Teoria politica, Saggi critici, Classici, Meridionalismo, Politologia, Federalismo, Autonomismo, Irpinia, Responsabilità storica, Mussolini, Conquista del potere, Dittatura, Classe politica, Classe dirigente, Partito d'Azione, Mezzogiorno, Fascismo, La Rivoluzione Liberale, Liberalismo, Sud, Italia meridionale, Sviluppo, Trasformismo, Democrazia, Cristianesimo, Chiesa, Luigi Sturzo, Cavour, Monarchia, Giolitti, Giustino Fortunato, Gaetano Salvemini, Rivoluzione, Lotta politica, Stato, Unità, élite, Novecento, Intellettuali, Libri Vintage, Fuori catalogo, Scritti politici, Risorgimento, Nazionalismo, Marxismo, Ideologie, Matteotti, Marcia su Roma, Legge elettorale, Federalismo, Fallimento, Cattaneo, Ferrari, Missiroli, Pensatori, Gangale, Riformismo, Economia, Regioni, Comunismo, Destra storica, Antonio De Viti-De Marco, Aurelio Padovani, Errori, Piemonte, Vaticano, Maccanico, Cannaviello, Perugini, Pescatori, Caffè Roma, Carlo Muscetta, Gramsci, Manlio Rossi Doria, Michele Cifarelli, Vincenzo Calace, Politics, Government, Political Science, Political Theory, Critical Essays, Classics, Politics, Federalism, Autonomism, Historical Responsibility, Conquest of Power, Dictatorship, Leading Class, Action Party, Fascism, Liberal Revolution, Liberalism, Southern Italy, Development, Transformation, Democracy, Christianity, Church, Monarchy, Revolution, Political struggle, State, Unity, Twentieth century, Intellectuals, Out of print books, Political writings, Nationalism, Ideologies, March on Rome, Electoral law, Federalism, Bankruptcy, Thinkers, Reformism, Economy, Regions, Communism, Historical Right, Errors, Coffee Rome Parole e frasi comuni autonomia bolscevismo campo centrismo ceti classi dirigenti compito concezione conquista piemontese conquista regia conservazione correnti costituzionale crisi critica dati storici democrazia cristiana diretti distruggere dittatura giolittiana Dronero economica elettorale fascismo fenomeno feudale fiancheggiatori formazione formula forze frazioni funzione giolittismo giuoco Governo gruppi guerra ideale interessi liberale libertà lotta politica Luigi Sturzo maggiore marxismo masse massimalismo maturazione Mezzogiorno monarchia movimento Mussolini nazionale necessità neutralismo nord oligarchie operaio opposizioni organizzazione organo Padovani paese parlamentare piccola borghesia politica italiana popolo italiano posizione prassi processo programma proletari questione meridionale reazione regime riforme rivoluzionario rivoluzione meridionale rurale sardo d'azione sforzo sistema situazione socialismo unitario soluzioni squadrista statale storici sviluppo tentativo terreno trasformismo trasformistica vecchio
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA. Descrizione bibliografica Titolo: L'inchiesta Scialoja sulla istruzione secondaria maschile e femminile: 1872-1875 Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Luisa Montevecchi, Marino Raicich Editore: Roma: Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1995 Lunghezza: 641 pagine; 25 cm Peso: 1,5 Kg ISBN: 8871250877, 9788871250878 Collana: Archivio Centrale dello Stato: Volume 21 XXI di Pubblicazioni degli archivi di Stato. Fonti; Volume 4 IV di Fonti per la storia della scuola Soggetti: Archivistica, Inchieste, Educazione secondaria superiore, Italia, Ottocento, Liberalismo, Pedagogia, Scuole, Licei, Programmi ministeriali, Riforma, Insegnanti, Docenti, Ministero, Coppino, Cesare Correnti, Unità, Risorgimento, Ottocento, Sistema formativo, Formazione, Alunni, Facoltà teologica, Istruzione pubblica, De Sanctis, Famiglia, Lavoro, Gentile, Magistrali, Ginnasio, Scuole tecniche, Arte, Educandati, Istituti religiosi, Carte, Relazioni, Religione, Professionali, Istituti tecnici, Girolamo Cantelli, Matteucci, Carducci, Lambruschini, Isaia Ascoli, Lombardo Radice, Salvemini, Politica, Manzoni, Maestri, Normale, Sebastiano Timpanaro, Tommaseo, Hoepli, Marco Tabarrini, Ippolito Amicarelli, Antonio Labriola, Angelo Bragoni, Decreti, Settembrini, Marciano, Napoli, Roma, Bologna, Caserta, Torino, Liceo scientifico, Ruggiero Bonghi, Scienze, Sistema scolastico, Genova, Milano, Firenze, Venezia, Seminario, Pasquale Villari, Preti, Suore, Jacopo Facen, Mamiani, Giovanni Bosco, Salesiani, Industria, Insegnamento privato, Corpo docente, Modelli educativi, Sud, Campania, Lombardia, Luigi Cremona, Ardigò, Collegi, Libri di testo, Letture, Esami, Igiene, Ginnastica, Sport, Convitti maschili, Educatori, Professori, Brioschi, Commissione, Calchi Taeggi, Politecnico, Ragioneria, Femminili, Longone, Pasquale D'Ercole, Froebel, Montessori, Legge Casati, Lingua, Materie, Education, Secondary, Italy, History, 19th century, Sources, Women, Scialoja, Antonio, 1817-1877, Archival, Investigation, Upper secondary education, Italy, Nineteenth century, Liberalism, Pedagogy, High School, Ministerial programs, Reform, Teachers, Ministry, Unity, Risorgimento, Educational system, Education, Students, Theological Faculty, Public education, Family, Work, Gymnasium, Technical Schools, Art, Educandati, Religious Institutes, Cards, Relations, Religion, Professionals, Technical Institutes, Politics, Masters, Normale, Decrees, Naples, Rome, Bologna, Caserta, Turin, Scientific High School, Sciences, School System, Genoa, Milan, Florence, Venice, Seminar, Priests, Nuns, Industry, Private Teaching, Faculty, Educational Models, South, Lombardy, Colleges, Textbooks, Reading, Exams, Hygiene, Gymnastics, Sports, Male boarding schools, Educators, Professors, Commission, Polytechnic, Accounting, Women, Language, Subjects
Firenze, Tipografia Militare, 1866, in-16, brossura editoriale, pp. 16.
Ithaca - London, Cornell University, 1991, Ithaca, 1991, in-8, br. editoriale pp. X, 229. Ottime condizioni.
br. Il presente studio è centrato sulla crisi della civiltà liberale fra le due guerre, così come si è presentata nella sua molteplicità di aspetti filosofici, etici, politici e ideologici: l'impatto del conflitto mondiale nell'universo della cultura, la problematica idea di libertà, il dibattito sulla natura dei regimi totalitari, la critica del comunismo e del fascismo, l'avvento della società di massa, la ricerca di un'alternativa all'esistente, la controversa questione circa l'identità storico-culturale dell'Europa e, più in generale, dell'Occidente e del suo destino. Dall'esame complessivo di questo insieme emergono le ragioni per cui, a fronte di visioni del mondo radicalmente avverse alle sue finalità ideali (come lo sono stati il comunismo, il fascismo e il nazismo), la civiltà liberale non è stata in grado di difendere la sua ragion d'essere, la libertà; ciò a conferma della sua precarietà e fragilità. Risulta chiaro altresì come in questo trentennio la vera divisione politica e ideale non sia passata tra il fascismonazismo e il comunismo, o tra il fascismonazismo da una parte e il comunismo e la democrazia liberale dall'altra, ma tra la civiltà liberale e i nemici della "società aperta", ovvero, indistintamente, fra tutti i totalitarismi e la libertà. È questa la contrapposizione - libertà o non-libertà - che costituisce il vero criterio di spiegazione e valutazione per tutta l'età contemporanea, a partire dalla rivoluzione francese.
br. La pubblicazione nel 1970 di "Una teoria della giustizia" di John Rawls segnò la rinascita della filosofia politica in una forma adeguata alla complessità del mondo contemporaneo e apri un appassionato dibattito. Dopo oltre vent'anni Rawls tornò in campo con "Liberalismo politico", che non costituì solo la risposta alle innumerevoli osservazioni suscitate dal suo lavoro ma rappresentò anche un originale mutamento di rotta. Nel nuovo saggio l'idea della giustizia come equità viene radicalmente riformulata. Quella che Rawls chiama "una società bene ordinata", stabile, relativamente omogenea nelle sue convinzioni morali di fondo, viene ripensata alla luce dell'effettiva realtà delle moderne società democratiche entro cui coesistono una pluralità di dottrine inconciliabili tra loro. Come è possibile che una società di cittadini liberi ed eguali permanga a lungo concorde, pur essendo profondamente divisa per la coesistenza di dottrine incompatibili tra loro? Non si tratta più di una società unita nelle sue convinzioni morali ma nella sua concezione politica della giustizia: questa giustizia è al centro di "un consenso per intersezione di dottrine comprensive ragionevoli". Questa nuova edizione, conformemente alla recente edizione in lingua inglese, propone una nuova introduzione dell'autore e due nuovi capitoli: uno è la risposta ad alcune obiezioni mossegli da Habermas; l'altro è uno degli ultimi saggi, in cui Rawls raffina e mette a punto alcune idee contenute nel libro.
ril. Evocato con insistenza dalle più diverse e contrapposte parti politiche, il liberalismo italiano non è mai riuscito a trovare una sua coerente e chiara messa in pratica. Sulle ceneri del Ventennio fascista, l'Italia del dopoguerra si era dotata di istituzioni e di una costituzione di ispirazione democratica e liberale, ma la scena politica era stata occupata da democristiani e comunisti. Il crollo della Prima repubblica ha visto poi l'ascesa di due personaggi di orientamento politico opposto: un leader ex comunista come Massimo D'Alema e un imprenditore come Silvio Berlusconi. Ma, trascorsi vari anni, possiamo dire che quella rivoluzione è rimasta nel cassetto. Forte è dunque l'esigenza di domandarsi se esista e dove si fondi la tradizione del liberalismo italiano. Spunti per una risposta si trovano in queste acute pagine di Massimo L. Salvadori, dedicate ad alcune tra le più eminenti figure di politici e intellettuali liberali del nostro paese. Nella loro opera si rispecchiano vicende e caratteristiche di un liberalismo fatto di istituzioni liberali dapprima segnate dall'impossibilità di giungere a maturità, poi soppresse dal fascismo e infine rinate in veste democratica. Un liberalismo mai compiuto, a causa del perpetuarsi di sistemi politici "bloccati", che ne hanno sacrificato l'anima stessa: un confronto dialettico tra forze di governo e forze di opposizione capace di dar vita a "normali" alternative di governo.
1998142716Couverture rigide. Reliure de l'éditeur 950 pages. Jaquette.
1905B108357Bruxelles, 1905 59pp., 24cm., br., bon état, B108357
59pp., 24cm., br., bon état, B108357
Mm 155x230 Brossura editoriale di pp. XVI+136, firma al piatto anteriore, leggere fioriture, piccole mende al dorso. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1884B81134Bruxelles, Impr. Gustave Fischlin 1884 68pp., 21cm., br.orig., bon état, B81134
68pp., 21cm., br.orig., bon état, B81134
Mm 135x205 Collana "Theoria". Edizione a cura di Sebastiano Maffettone - Volume nella sua brossura originale di xv-403 pagine. Timbro di biblioteca privata dismessa al frontespizio, peraltro esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 145x225 Collana "Saggi" - Brossura editoriale con bandelle, xxviii-330 pagine. Segni d'uso e del tempo, timbro di biblioteca privata dismessa al frontespizio, peraltro buona-ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura Democristiano atipico la cui vita, drammatica ed esaltante è ricca di episodi curiosi e paradossali. Carlo Donat-Cattin è stato il leader DC che ha anticipato l'impeto e la schiettezza di un modo nuovo di fare politica, scalzando riti avvolti da veli curiali e dalla retorica di un progressismo di maniera. Un uomo politico, un cristiano scomodo, descritto attraverso i suoi discorsi e i suoi scritti, le parole degli amici e degli avversari dentro e fuori della Dc. Protagonista politico nei mesi dell'autunno caldo che portano all'approvazione dello Statuto dei Lavoratori, persona di grande concretezza (uno dei migliori ministri della storia repubblicana), dall'intuito acuto, dalla visione ricca di presagi, descrive prima di altri il declino di un'Italia ferita dalla caduta dei suoi valori fondanti. Lottando fino all'ultimo per una libertà incarnata nei diritti dei subalterni e per l'etica del lavoro.