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brossura Filippo Ugolini è qui considerato soprattutto nella sua qualità di uomo politico, caratterizzato da sinceri sentimenti religiosi e sensibile al progresso economico e sociale delle classi più disagiate. Dopo una fallimentare parentesi carbonara e dopo una momentanea, e poco convinta, iscrizione alla Giovine Italia, si orientò verso un liberalismo di tipo moderato, scelta che non gli avrebbe impedito di collaborare con la Repubblica Romana del 1849. Esiliato, ebbe stretti legami di amicizia con il migliore ambiente culturale toscano, impegnandosi attivamente con il circolo di Giovan Pietro Vieusseux. Solo in vecchiaia poté infine far ritorno nelle Marche, sua terra d'origine, a ridosso dell'unificazione nazionale. La figura dell'Ugolini emerge da questa ricerca come modello esemplare per ricostruire in un'area periferica dello Stato Pontificio la travagliata evoluzione del sentimento nazionale nella coscienza di un cattolico liberale, verificata nel mutare dei tempi e ripensata nelle diverse contingenze della politica.
br. Da dove vengono le idee sulle quali è stato costruito lo Stato moderno? Qual è la vera origine di ideali come uguaglianza e libertà? In che punto della nostra storia, e perché, abbiamo iniziato ad adorare la crescita economica come se fosse una divinità? Con "L'invenzione dell'individuo", Larry Siedentop fa piazza pulita delle teorie storiche precedenti, e presenta una nuova, radicale prospettiva sulle sorprendenti origini delle credenze e delle convinzioni che ci hanno reso ciò che siamo. In un racconto che attraversa 1800 anni di storia europea, Siedentop presenta un rifiuto netto del consueto resoconto sulle origini del liberalismo occidentale - ossia sul suo emergere in opposizione alla religione nella prima età moderna. "L'invenzione dell'individuo" racconta come un nuovo ruolo sociale egualitario, l'individuo, sorse e prese gradualmente il posto della famiglia, della tribù e della casta come base dell'organizzazione sociale. Un lavoro intellettualmente provocatorio e una richiesta a ciascuno di noi di ripensare e riconsiderare le idee stesse sulle cui basi le società e i governi occidentali sono stati costruiti. Prefazione di Marco Ventura.
br. Una società liberale è una società in cui dominano la supremazia dell'individuo isolato, l'ideologia del progresso e dei diritti dell'uomo, l'ossessione della crescita, lo spazio dominante attribuito ai valori mercantili. Il liberalismo è all'origine della mondializzazione, la quale non è altro che la trasformazione del Pianeta in un immenso mercato, e ispira quello che oggi si chiama "pensiero unico". E come ogni ideologia dominante, è anche l'ideologia della classe dominante. Il liberalismo è una dottrina filosofica, economica e politica e deve essere studiato e giudicato in quanto tale. Il vecchio spartiacque destra-sinistra è a questo riguardo inutile, poiché la sinistra dei costumi - dimenticando le ragioni sociali - ha aderito alle logiche del mercato, mentre la destra del denaro - alimentando il capitalismo - distrugge sistematicamente tutto ciò che andrebbe conservato. Questo libro si propone di andare all'essenziale, al cuore dell'ideologia dell'Homo oeconomicus, criticandone i fondamenti antropologici: l'individualismo e il materialismo pratico.
br. Pubblicato nella primavera del 1945, "Per la comunità cristiana. Principi dell'ordinamento sociale" a cura di un gruppo di studiosi amici di Camaldoli ha segnato il percorso di maturazione democratica del cattolicesimo italiano. Seguendo il magistero di Pio XII, gli intellettuali del Movimento Laureati di Azione Cattolica, in particolare Sergio Paronetto e Pasquale Saraceno, diedero in quelle pagine una compiuta forma dottrinale all'ansia di rinnovamento sociale che attraversava il paese. Nel "Codice" furono travasate eterogenee esperienze - l'attivismo spirituale dei giovani cattolici, la scuola marginalista anglosassone, l'aziendalismo dell'IRI, la riflessione sulla programmazione economica - convergenti nel tracciare una "terza via" sociale allo sviluppo, mediana fra Stato e mercato. Il volume ricostruisce la storia di questa proposta, partendo dalle sue radici culturali negli anni Trenta e allargando successivamente l'orizzonte alla sua ricezione nel secondo dopoguerra, dalla rinascita repubblicana del paese durante la fase dell'Assemblea Costituente fino alla fine della Prima Repubblica. Rapidamente dimenticato dopo la vittoria dell'aprile 1948, di fronte alla crisi del modello di economia mista e alla crescente divaricazione fra politica e società civile, alla fine degli anni Settanta "Per la comunità cristiana" fu riscoperto quale momento dottrinalmente genetico del partito cattolico, un utopico ritorno al passato...
Mm 130x210 Collana "Filosofia dello spirito" - Brossura originale, xxvi-423 pagine. Sommario: Parte I: Il concetto puro, il giudizio individuale e la sintesi a priori logica; parte II: La Filosofia, la storia e le scienze naturali e matematiche; parte III Le forme degli errori e la ricerca della verità; parte IV: Sguardi storici. Opera in buone-ottime condizioni, solo una firma con data in apertura. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALL'ORDINE.
2020107455Les Ozalids d'Humensis 2020 In-12 broché 19,2 cm sur 12,7. 361 pages. Très bon état d’occasion.
46950, Uitgeverij Snoeck, 2012 Softcover met flappen, 144pp., 24x17cm., nieuw. ISBN 9789461610553.
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. VIII, 376, collana "Biblioteca Universale Laterza 578", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
In 16o, pagg. 276, bross. Prima edizione. Un' analisi del liberalismo in Italia, Germania, Inghilterra, Francia tra gli anni 1962-1965, con accenni a Sun Tzu, Togliatti, Krusciov. (12/ LIBERALISMO - STORIA CONTEMPORANEA)
GUIDA 2002 400 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. Mazzini fu uno dei quattro Padri fondatori della patria: con Cavour, con Garibaldi e con re Vittorio Emanuele II. Il quale ultimo sembrò, in un primo momento, accaparrarsi il titolo in proprio, nei libri di scuola. Ma poi la storia ha provveduto, con la sua saggezza, alla correzione anagrafica. Mazzini, cospiratore carbonaro, agitatore rivoluzionario, esule in Francia, in Svizzera e, a lungo, in Inghilterra, triumviro della repubblica romana, fu, nei dieci anni e nei trenta mesi che fecero l'Italia, l'incudine ideale su cui batté il martello politico di Cavour, in 'concordia discors' l'uno con l'altro. Dopo la caduta della repubblica del '49, dopo le forche di Belfiore e la mancata insurrezione di Milano, parecchi mazziniani si distaccarono dal maestro e riposero nel cassetto il loro sogno giovanile. Una diaspora che lo ferì ma non lo disarmò. Continuò con ostinazione a predicare e a sognare: quella sua predicazione, che assomigliava - dice Omodeo - ai motivi suonati da una vecchia fanfara che riuscivano ad animare i giovani oltre ogni stanchezza, indifferenza, incredulità. Egli era Mazzini, una tradizione, un mito, un fremito, un nome non sostituibili. Bruno Gatta, scrittore di storia risorgimentale e contemporanea, dà rilievo agli uomini che, attori o testimoni, vissero la vicenda storica narrata. Biografo anche di 'Mussolini' (1988), ritrattista degli 'Uomini del duce' (1986), nonché dei suoi oppositori ('La rivoluzione promessa' 1982), ha raccolto le confessioni in grigioverde dei padri e dei figli che combatterono le due guerre mondiali ('La solitudine della guerra', 1994). Ha scritto inoltre sulle riviste eretiche dell'intellighentia fiorentina (1997) nei vent'anni del fascismo e ha fatto la cronaca storica, giorno per giorno, dell'Agosto '39 (1997). Questa vita di Mazzini riprende un tema critico già accennato in 'Risorgimento incompiuto' (1995). INDICE Parte Prima La giovinezza dell’apostolo I. Sulla salita dei Forni - Amor di leonessa - Voglia di leggere, voglia d’Italia - Un padre stanco - Zibaldoni e chitarra II. Cospiratore carbonaro - L’amara setta - Incontro con Guerrazzi - Marchese e spione - Nella fortezza di Savona III. Se no, no - Une nuit de Rimini - A Lione al Café des Americains - La lettera a Carlo Alberto - Una macchia d’insincerità? IV. La Giovine Italia - I primi adepti - Lo strappo dalla Carboneria - Il Facino viaggiatore - Quell’infausto - Confidenze natalizie - Apostolo per scelta V. L’insurrezione che non ci fu - Il racconto del protagonista - Centralità rivoluzionaria - Dissapori trai seguaci - Peregrinazione continua - La vicinanza di sua madre VI. L’amore di Giuditta - Giuditta Sidoli - Lettere d’amore - Il segreto del figlio Parte seconda L’esilio in Inghilterra VII. Londra, alle quattro della sera - Un nome: George Sand - Vita spicciola londinese - Il distacco dei Ruffini - Herder o Saint Simon? VIII. Passeggiate nella nebbia - In giro per Londra - Gelosia e no, di suo marito - I conti che non tornano - Le spese per la scuola italiana IX. La posta censurata - Carlyle lo difende - I fratelli Bandiera - Le lettere di Attilio e di Emilio X. Evviva, no, abbasso Pio IX - Che volevano i moderati? - Ira antigiobertiana - Clemenza in dubbio - ’’Santità, siate credente!’’ XI. 1848 - Una lettera al giovane Mameli - Amici di vecchia data - Le notizie da Palermo e altrove - Trambusto di Costituzioni e d’evviva XII. L’Hôtel della Bella Venezia - L’arrivo a Milano - Atmosfera patriottica surriscaldata - Parole ingiuriose ed ingiuste - Intesa con Carlo Alberto? - Rincontro con sua madre Parte terza Triumviro romano XIII. Roma è Repubblica! - Entra a Roma da Porta del Popolo - Deputato alla Costituente - La sua giornata di lavoro - Repubblica dei romani? XIV. Una giornata particolare - Audacia, audacia, audacia - Mazzini all’Assemblea - La battaglia e la vittoria XV. L’assedio e la caduta - Garibaldi ancora sul gianicolo - Mameli ferito a morte - La Costituzione repubblicana - La partenza di Mazzini XVI. Ritorno a Londra - Vecchie care amicizie - La corrispondenza con Michelet - Muore Maria Mazzini XVII. L’ultima domenica di Carnevale - La diaspora dei seguaci - Popolani milanesi - I martiri di Belfiore - Febbre di Vigilia - E venne l’ora XVIII. La rete gettata a largo - Un uomo solo e stanco - Riaccendere il ’48 - La spedizione di Pisacane - Il dissenso di Manin XIX. I mesi che fecero l’Italia - Napoleone III in Italia - Lettera a Vittorio Emanuele - Una triade storica - Grida ostili a Napoli garibaldina Parte quarta Le ombre della sera XX. Il sorpasso di Garibaldi - I Doveri dell’Uomo - La visita del duce dei Mille - Rapporti segreti col re XXI. Venezia, o cara - Finalmente è la guerra - Ed è subito Custoza - Una strategia sbagliata - La lettera a Crispi XXII. L’idea di Roma - Un uomo solo - Nel carcere di Gaeta - L’antinomia con Marx - Ciò che è vivo e non vivo - Duello con Bakunin - La polemica su La Comune XXIII. Sì, certo che credo in Dio - Visita a Staglieno - Un vecchio debito - Il dolore di Carducci Indice di nomi Parole e frasi comuni amici Austriaci avete bandiera bisogno carbonaro Carlo Alberto Carlyle casa Cattaneo Cavour città cospirazione credo democratici diceva dolore Emilia esuli fede figlio forza francese Francia fratelli Bandiera Garibaldi Genova genovese George Sand Giovine Europa Giovine Italia Giuditta Giuseppe Mazzini governo provvisorio grido guerra idee inglese italiana Jacopo Ruffini Assemblea Austria insurrezione Italia l'unità lettera lettere libertà Lombardia Londra madre Mameli mazziniana mazzinianesimo Melegari mesi mezzo missione moderati momento monarchia morale Napoleone nazionale nazione nome nuovo Oudinot paese Papa Parigi parola passato patria patrioti pensiero Piemonte piemontesi Pippo politica popolo principio repubblica romana repubblicana repubblicano Risorgimento rivoluzionario rivoluzione Ruffini Saint Simon Salvemini Savoia scritto Sidoli sociale spedizione speranza storia storico Svizzera triumviro uomini Vittorio Emanuele viva Verdi volontari Soggetti: Risorgimento, Storia moderna, Risorgimentale, Biografie politiche, Patria, Unità d'Italia, Garibaldi, Piemonte, Sardegna, Borbone, Regno di Napoli, Moti, Liberalismo, Inghilterra, Carboneria, Massoneria, Giovine Italia, Belfiore, Storiografia, Cospirazioni, Repubblica romana, Questione Romana, Pio IX
NUOVO. LIEVISSIMA BRUNITURA DELLA COPERTINA. IL COMUNE DI ALPIGNANO MEMORIE STORICHE, DESCRITTIVE E STATISTICHE RACCOLTE E ORDINATE DA CARLO DANZERI SEGRETARIO COMUNALE. OPERA DEDICATA ALL'ONOREVOLE CORPO MUNICIPALE; TORINO, 1892 Ristampa anastatica a cura di Maria Luisa Tibone. - Alpignano: Comune, stampa 1995 (Torino: Tipolitografia Teca). - LV, 167 pagine, [1! c. di tav. : ill., 1 c. topogr. ; 20 cm. ((Ripr. facs. dell'ed.: Torino: Tip. S. Giuseppe, 1892. Titolo: Sulla strada di Francia. Storia di un paese: Il Comune di Alpignano. Memorie storiche, descrittive e statistiche raccolte e ordinate da Carlo Danzeri Soggetti: Araldica, Genealogia, Piemonte, Cultura, Torino, Dora Riparia, Savoia, Castello, Feudi, Consorzio di irrigazione, Revelli, Enea Coda, Robbio di Vargiliè, Sebastiano Gurlino, Natale Ferroglio, Liberalismo, Storia locale, Cronache Alpignanesi, Storia locale, Libri rari, Localistica, Geografia, Viaggio, Pianezza, Musinè, Piosacco, Regaldi, Quarini, Bacchelli, Caselette, Bodoni, Giovanni Coda
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Prima che la cultura politica prevalente nel Mezzogiorno assumesse quella curvatura risarcitoria contestata a lungo, a cavallo dell'Unità il mondo moderato meridionale elaborò una proposta politica e costituzionale che, pur nata all'interno della storia del Regno delle Due Sicilie, si misurò con i problemi di fondo aperti dall'unificazione e aspirò a dare una propria fisionomia alle nuove istituzioni. Nonostante la sua difficoltà a sciogliere il nodo della rappresentanza essa promosse un tentativo di comporre quei due termini, liberalismo e nazione, la cui divaricazione ha costituito a lungo una sorta di "anomalia" della storia nazionale. Di questo progetto Carlo de Cesare fu esponente di primo piano. Informazioni bibliografiche Titolo: Prima del meridionalismo: tra cultura napoletana e istituzioni unitarie, Carlo de Cesare Collana: Volume 5 di Storici e storia Autore: Ennio Corvaglia Editore: Napoli: Guida Editori, 2001 ISBN: 8871884701, 9788871884707 Lunghezza: 358 pagine; 23 cm Soggetti: Storia moderna, Storiografia, Meridionalismo, Mezzogiorno, Sud, Napoli, Biografie politiche, Liberalismo, Diritto, Letteratura, Cultura, Zanardelli, Giambattista Vico, Troya, Rattazzi, Scialoja, Carlo Poerio, Risorgimento, Patrioti Parole e frasi comuni Acerenza agrario amministrativo banche popolari Bari Basilicata borbonico capitale Carlo de Cesare Carte centrale ceto civile classe dirigente commerciali commercio commissione controllo corso forzoso costituzionale costituzione credito culturale d'Italia amministrazione democratici deputati diritto amministrativo economica esponenti Finanze fondo forze funzione giornale Giovanni Manna giudizio Giulio Petroni governo governo Minghetti gruppo industriali intellettuale interessi istituzioni italiana lavoro legge lettera libera liberale Luigi Dragonetti Luzzatti Manna Mezzogiorno Minghetti Ministero modello monarchia morale municipale napoletana napoletano Napoli nazionale nazione necessità paese parlamentare piemontesi politica popolo potere principio problema progetto proprietario province meridionali pubblica Puglia questione Raffaele de Cesare rapporto rappresentanza regionali Regno riflessione riforma rivoluzione ruolo Scialoja scienza Sella Silvio Spaventa Sindacato sistema sociale società Spagnoletti Spaventa Spinazzola storia storico successivo Torino trattato unitario uomini
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. All'uscita dalla guerra e con il ritorno dell'Italia nel consesso delle nazioni democratiche entro i nuovi equilibri della guerra fredda, la Democrazia cristiana elaborò una propria visione dell'identità del paese e del suo ruolo internazionale. Questa originale ricerca approfondisce l'intenso lavoro di costruzione di miti politici e ideologie svolto dal gruppo dirigente Dc con l'obiettivo di contribuire a un ordine nazionale e internazionale cristianamente fondato. Partendo dalla tradizionale immagine dell'Italia nazione cattolica e mediterranea erede della civiltà latina, la Dc si spostò in quegli anni sul nascente ideale di una nuova patria europea e sull'appartenenza dell'Italia a una comunità atlantica, dove nell'antagonismo con l'Europa orientale comunista l'accento era posto sulla comune radice "occidentale". Paolo Acanfora è ricercatore all'Istituto Sturzo e insegna all'Università Lumsa di Roma. Ha pubblicato «Un nuovo umanesimo cristiano. Aldo Moro e Studium (1945-1948)» (Studium, 2011). Descrizione bibliografica Titolo: Miti e ideologia nella politica estera Dc. Nazione, Europa e Comunità atlantica (1943-1954) Autore: Paolo Acanfora Editore: Bologna: Il Mulino, 2013 Lunghezza: 253 pagine; 22 cm ISBN: 8815247300, 9788815247308 Collana: Volume 661 di Studi e ricerche Soggetti: Società, Scienze sociali, Scienza Politica, Destra, Comunicazione, Governo, Ideologie politiche, Liberalismo, Centro, Democrazia Cristiana, DC, Storia repubblicana, Novecento, Politica estera, Relazioni internazionali, Geopolitica, Dottrine, Dopoguerra, Europa, NATO, Patto Atlantico, Difesa, Civiltà europea, Internazionalismo, Dossetti, De Gasperi, Nazionalismo, Mito, Patria, Unità, Cristianesimo, Patriottismo, Sinistra, Martin Bull, Vera Capperucci, Daniela Saresella, Maria Chiara Mattesini, Antonio Varsori, Daniela Preda, piano Schuman, Bruxelles, Studi di Storia Contemporanea, Altiero Spinelli, Guerra fredda, Mediterraneo, De Michelis, Mario Scelba, Giuseppe Pella, Aldo Moro, Andreotti, Kissinger, crisi di Suez, Integrazione, Medio Oriente, Formigoni, Pietro Nenni, anni Cinquanta, Diritto romano, Chiesa, Cristianesimo, Alleanza Atlantica, Storia d'Italia, Society, Social Sciences, Political Science, Right, Communication, Government, Political Ideologies, Liberalism, Center, Christian Democracy, Church, Republican History, Twentieth Century, Foreign Policy, International Relations, Geopolitics, Doctrines, Postwar Period, Atlantic Pact, Defense, European Civilization, Internationalism, Nationalism, Myth, Motherland, Unity, Christianity, Patriotism, Left, Studies of Contemporary History, Cold War, Mediterranean, Integration, Middle East, Fifties, Roman Law, Christianity, Atlantic Alliance, History of Italy, Political Science
brossura Giulio Andreotti nei primi anni Sessanta era stato avversario della formula di centrosinistra ed all'inizio dei Settanta era contrario ad ogni apertura al PCI. Ma a metà del decennio, per volontà di Aldo Moro, fu chiamato a guidare i governi che si avvalsero dell'astensione e poi del sostegno esterno del PCI. Fu scelto, in uno dei momenti più difficili della storia della Repubblica, come garante della «solidarietà nazionale» nei confronti degli alleati occidentali e verso il fronte interno più problematico, quello della Chiesa cattolica. Ed è su questo tema che, in prevalenza, le pagine di questo volume fermano la loro attenzione. L'interlocuzione a vari livelli con il mondo cattolico permette di comprendere meglio quale sia stato lo sforzo di Andreotti per garantire all'esperimento uno spazio di evoluzione che si giovasse del riserbo della Chiesa e permettesse di contrastare gli avversari della collaborazione con i comunisti. Illumina, inoltre, l'atteggiamento dell'uomo politico nei confronti del PCI nel periodo della «solidarietà». Andreotti sostenne la validità di quella politica anche davanti alla Santa Sede, convinto che, dato il quadro parlamentare e la forza elettorale del PCI, la collaborazione dovesse assumere un carattere strategico per far fronte al risanamento economico-finanziario e rispondere alla minaccia terroristica che contava su una consistente area di fiancheggiamento e di consenso.
br. In questo libro, ormai un vero e proprio classico, il premio Nobel Milton Friedman e sua moglie Rose offrono argomenti a favore dell'economia di mercato. Per i due Friedman, solo attraverso il libero mercato è infatti possibile tutelare i consumatori e i lavoratori, raggiungere elevati livelli d'istruzione, evitare l'inflazione e la disoccupazione, consentire ai cittadini di vivere in sicurezza. Pubblicato originariamente nel 1980, "Liberi di scegliere" evidenzia come la perdita della libertà generi costi gravosi, dato che troppe leggi e regolamenti, una spesa pubblica fuori controllo e una tassazione predatoria impoveriscono la società nel suo insieme. In queste pagine Milton e Rose Friedman sviluppano pure un'analisi sulle potenzialità della cooperazione spontanea fra individui. Consentendo a chiunque di cooperare anche a grande distanza, il mercato rappresenta per giunta un argine alla formazione di qualsiasi concentrazione di potere politico.
brossura Pur attraversata dalla leadership di uomini di primo piano come Alcide De Gasperi, Flaminio Piccoli e Nino Andreatta, la Democrazia cristiana trentina si sentirà a lungo distante e manifesterà radicale diffidenza rispetto alle dinamiche e alle prospettive politiche discusse nelle sedi nazionali. Una lontananza non solo geografica, germogliata nelle specificità del partito cattolico trentino e corroborata dal particolare contesto politico-istituzionale nel quale si trova a operare. Quasi un sentimento di "alterità" dei leader democristiani trentini, a lungo affascinati dalla prospettiva di un partito federato a quello nazionale, e destinati invece a misurare l'irreversibile avvicinamento del "loro" scudocrociato alla Dc "romana". Questo libro ricostruisce gli anni del centro-sinistra tra il 1955 e il 1968 concentrando lo sguardo sulla distanza tra "due DC", quasi come se quello trentino e quello nazionale fossero partiti distinti. Lo fa con appassionata precisione, ancorato a una ricca bibliografia e attraverso l'utilizzo originale di fonti inedite.
200422765NY: ReganBooks HarperCollins. As New in As New dust jacket. 2004. Hardcover. 0060756047 . First printing. SIGNED by the author. As new in like dust jacket. . ReganBooks (HarperCollins) hardcover books
Incisione in acciaio (mm. 120 x 160) di W. I. des Hauvents, databile nel sec. XIX. Ritrae Jeremy Bentham (1748-1832), filosofo inglese esponente dell' utilitarismo: fu a favore della libertà personale e del libero commercio, della parità di diritti per le donne e del divorzio, per la depenalizzazione della sodomia, l'abolizione della schiavitù e i diritti degli animali; secondo la teoria della "massima felicità per il massimo delle persone", le leggi dello Stato devono incoraggiare le azioni buone, cioè utili a tutti, e ostacolare ciò che danneggia il bene comune; ispiratore della laica Università di Londra contrapposta alle elitarie Oxford e Cambridge.
London, 1999, in-8, cartone editoriale. Ottime condizioni.
Mm 140x210 Quadrante. Brossura editoriale di pagine 353, libro nuovo, solo timbro Laterza in apertura. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
19193252865Berlin, Bong, 1919. 315 S. OKart.
br. Già deputato popolare, perseguitato e incarcerato dal regime fascista, senza un impiego stabile, nel 1929 De Gasperi fu assunto come bibliotecario nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Lì, in una sorta di esilio interno, trascorse gli anni della dittatura, durante i quali tenne in un suo quaderno segreto il diario che vede oggi la luce. Non un diario intimo ma, dall'osservatorio privilegiato del Vaticano, riflessioni e note sulle relazioni fra la Chiesa e lo Stato fascista, la situazione dei cattolici in Italia e nella Germania nazista, più tardi sugli albori della Democrazia cristiana. Si tratta di pagine assai rilevanti per il loro valore storico e documentale, che gettano luce sul percorso intellettuale di De Gasperi ma anche sull'evoluzione della politica cattolica durante il pontificato di Pio XI e Pio XII.
br. La biografia di Oscar Luigi Scalfaro è in larga misura una "biografia della Nazione". E questo libro - dovuto ad uno dei giornalisti più attenti al ruolo della Presidenza della Repubblica nel delicato equilibrio tra poteri disegnato dalla nostra Costituzione - dopo i primi capitoli dedicati alla formazione, alle vicende familiari, e all'ingresso in magistratura di Scalfaro, ci offre un attento e acuto esame della vita politica italiana durante tutto l'arco dei primi sessanta anni della nostra storia repubblicana: dalla felice era della ricostruzione e delle grandi scelte di politica economica ed internazionale al miracolo economico; dalla fine del centrismo alla nascita del centrosinistra; dagli anni di piombo del terrorismo alla crisi della prima repubblica e ai nuovi equilibri. Durante tutto l'arco di questi decenni Scalfaro si rivela un democristiano anomalo, lontano da logiche correntizie, fedele in primo luogo alle istituzioni. Non a caso, è a Scalfaro che i partiti si rivolgono nei momenti di crisi eleggendolo alle massime cariche, dalla Presidenza della Camera alla Presidenza della Repubblica. Dell'Aquila, che negli anni della presidenza Scalfaro seguì le vicende del Quirinale quale capo della redazione politica per il TG3, tratteggia la figura di questo grande protagonista della nostra storia politica, sottolineando il suo rapporto con i grandi leader del dopoguerra, da De Gasperi a Fanfani; gli aspetti salienti dello scontro tra le correnti democristiane; il rapporto tra la DC di Moro e il PCI di Berlinguer; il conflitto con Berlusconi negli anni del settennato. Né vengono tralasciati alcuni degli episodi più famosi che hanno caratterizzato l'esperienza politica di Scalfaro: il "non ci sto" televisivo a reti unificate con cui rintuzzò il tentativo di coinvolgerlo in una falsa accusa di improprio uso di fondi riservati; il rifiuto opposto a Berlusconi di nominare Previti ministro della giustizia; l'analogo rifiuto di sciogliere le Camere dopo il cosiddetto "ribaltone"; il famoso supposto "schiaffo" ad una signora scollacciata; la sua attività di giovane giudice e la condanna a morte pronunciata contro i responsabili di alcuni efferati delitti commessi durante la guerra di liberazione. Ne risulta un ritratto che non è solo l'immagine di un uomo integerrimo e di forti principi, ma il quadro del divenire e progressivo mutare della nostra repubblica.
br. Il periodo storico in cui siamo collocati è informato da una visione di matrice liberale e da un indirizzo economico capitalista. Ma cosa significhi qui davvero "liberale" e quale nesso vi sia con il capitalismo è tutt'altro che ovvio. Il primo compito che questo testo si assume è dunque quello di fornire un chiarimento circa la genesi di lungo periodo della "ragione liberale" in Occidente, seguendone la maturazione dal XVII secolo al presente. Questo passo è necessario per identificare cosa conti come nucleo centrale e cosa come periferia accessoria nello sviluppo liberale. In seconda battuta il testo mira a identificare la logica di fondo che alimenta la ragione liberale, logica che nutre i processi capitalistici, ma va ben al di là di essi. Ne emerge un quadro in cui la ragione liberale non ha più bisogno di essere "rappresentata" perché ha occupato tacitamente l'intero spazio concettuale del politico. Essa gioca oramai tutte le parti in commedia, maggioranze e opposizioni, destra e sinistra, dissimulando la sistematica operazione di distorsione di senso che ha operato. Accade così che le ramificazioni della ragione liberale si siano insediate in intellettuali e movimenti che si ritengono "neutrali", o persino "anticapitalisti". E questa occupazione, pervasiva quanto inavvertita, sta alla base della percepita impossibilità di concepire alternative, e dunque dello scacco perenne in cui si agita la coscienza contemporanea.