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In folio, pp. 37-40. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: A. Monti, Il liberalismo e le masse; L. Limentani, A. Monti, P. Gobetti, Polemica scolastica; L. Einaudi, Esegesi delle fonti; ecc...
In folio, pp. 45-48. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Berneri, Il liberismo nell'internazionale; M. Vinciguerra, Les demi-soldes; C. Rosselli, Contraddizioni liberiste, ecc...
In folio, pp. 81-84. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: L. Salvatorelli, Il problema della politica estera italiana; Bergeret, La politica di Luigi XVIII; ecc...
In folio, pp. 85-88. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Ansaldo, O la proporzionale o il polizzino del parroco; Auditor tantum, Lo spaccio della bestia trionfante; ecc...
In folio, pp. 89-92. Numero della rivista fondata da Piero Gobetti, il cui primo numero venne pubblicato il 12 febbraio 1922 da Gobetti all'epoca ventenne. La rivista si qualifico' da subito come antifascista di segno liberale. Vi collaborarono, fra gli altri, Amendola, Salvatorelli, Fortunato, Gramsci, Antonicelli e don Sturzo. La rivista defini' subito il fascismo un 'movimento plebeo e liberticida' e l'antifascismo come 'nobilta' dello spirito'. La rivista fu ripetutamente sequestrata e lo stesso Gobetti venne arrestato varie volte fra il 1923-24 dalla polizia fascista. Le pubblicazioni cessarono nel 1925. In questo numero: G. Ansaldo, Cittadini o gladiatori; G. Nicoletti, La politica dei blocchi; V. Porri, Note di economia. Il ministero dell'economia nazionale; ecc...
Gobetti Piero, Bucchi Sergio Dizionario delle idee. Roma, Editori Riuniti 1997, Copertina cartonata, tagli sporchi di polvere, pagine ingiallite. Collana:"Le idee". Buono (Good) . <br> <br> <br> 132<br> 8835941415
In 8°, br. edit., pp. 207,(1), coll. "Saggi. 132"; ristampa identica alla precedente del 1949; ottimo es.
br. La nostra fede originariamente compare nella prima rivista gobettiana, «Energie Nove», nel 1919, e mai prima d'ora era stato pubblicato in volumetto autonomo. La fede di cui parla Gobetti è condizione basilare dell'azione politica, sempre connessa all'incertezza, e preda del cinismo se non sorretta da ideali. È una passione sorgiva che si affianca alla razionalità, ma senza nulla di retorico: una fede laica, calata nel mondo, perché "il nostro idealismo non può limitarsi a uno sforzo teorico, deve pervadere noi e il tutto di un so o solo di vita intima, intensa". Da qui il "rigido senso di responsabilità"a essa legato, che rifiuta ogni soluzione sbrigativa. E se c'è una cosa che oggi manca è proprio la lungimiranza, l'elogio della lentezza - concetti che invece ricorrono più volte in questo piccolo capolavoro.
br. Fra i più risoluti oppositori di Mussolini, Gobetti compendiò la sua lettura del fascismo nella famosa formula dell'"autobiografia della nazione". Nei suoi scritti, sullo sfondo di una riflessione storica e politica che sottolineava l'arretratezza culturale del paese e l'inadeguatezza delle sue classi dirigenti, il successo del fascismo era letto a riprova dell'immaturità politica degli italiani. Si trattava di una tendenza alla "servitù volontaria" sedimentatasi nelle fibre della nazione in assenza di quei processi di modernizzazione della società e della politica avviatisi in Occidente con la riforma protestante e la nascita del capitalismo. Paradossalmente, però, proprio per il suo carattere di "rivelazione", la lotta contro il fascismo poteva offrire l'occasione per una rigenerazione della nazione. La dittatura aperta che rappresentava l'aspirazione di Mussolini e del fascismo avrebbe infatti permesso la selezione di nuove élites politiche destinate a rigenerare il costume politico degli italiani in senso liberale e democratico.
br. Attraverso i saggi di questa antologia seguiamo l'evolversi delle posizioni che Piero Gobetti ha assunto nella sua precoce attività editoriale e giornalistica: la situazione politica degli anni venti, lo scontro tra il movimento operaio e la marea montante del fascismo, da lui identificato come autobiografia della nazione, la necessità di promuovere la nascita di una nuova classe dirigente. Nei libri stampati dalle sue edizioni campeggiava il motto socratico "Che ho a che fare io con gli schiavi?" Collaborò con Gramsci a "L'Ordine Nuovo" in qualità di critico teatrale.
brossura Nella formazione politica di Piero Gobetti il liberalismo è prima di tutto un atteggiamento personale, un abito morale, maturato dall'insegnamento dei suoi "maestri", nel quale confluiscono elementi di vari filoni culturali. Egli rielabora Marx e Sorel, Salvemini ed Einaudi, Cattaneo, Croce, Mosca e Pareto, a suo modo integrando liberalismo, marxismo ed illuminismo in una sintesi di teoria politica che vede il superamento delle "astratte professioni ideali" nell'inscindibile relazione fra teoria e prassi, fra riflessione e azione: "Non si può pensare un presente di studi e un domani d'azione". Uno dei luoghi più celebri dove si trova espressa una sintesi della teoria politica liberale gobettiana è il "Manifesto" che apre le pubblicazioni della "Rivoluzione Liberale". Non a caso nel "Manifesto" Gobetti usa l'espressione "il nostro liberalismo".
Br. ed. in-8, coll. Le idee n. 12, pp. XLIV-132-(2). Ottimo.
Mm 160x215 Collana "Saggi" - Volume rilegato in tela arancio con titolo in nero al dorso, custodia con restauro al margine superiore, 925 pagine. Libro in ottime condizioni poco o nulla consultato. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Come la sinistra ha salvato Berlusconi. La grande abbuffata Rai e le nuove censure di regime. Prefazione di Giorgio Bocca.
in-8 etroit, 95 pages, broche, couverture illustree pell. Tres bel exemplaire. [BE-1]
brossura
194413091944 P., L'Edition Artistique, 1944, in 8° broché, 291 pages ; non coupé ; quinze illustrations hors-texte, couverture fanée.
1944139378Couverture souple. Broché. 291 pages. Couverture légèrement défraîchie.
Gramsci Gramsci e il liberalismo antiliberalismo. , STIG 1973, Libro in condizioni mediocri, presenta pagine interne leggermente ingiallite, come la copertin Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 127<br>
br. Il liberalismo italiano, per essere apprezzato nel suo valore ideale e pratico, non va misurato dall'esterno sulla base di parametri idealtipici astratti, ma va inteso dall'interno delle coordinate storiche e morali entro cui si è sviluppato. Questo volume raccoglie otto saggi dedicati a indagare momenti e personalità significative della tradizione liberale italiana. Diversi nel taglio e nell'argomento, gli studi qui riuniti sono accomunati da un definito orizzonte temporale, quello del post Risorgimento, che li ricomprende tutti. Gli autori trattati e i problemi discussi fanno parte di quel processo di nation building che le classi dirigenti dell'Italia del tempo sapevano essere il compito comune a più di una generazione.
8vo, 22.2cm. Pp. 158, refs., notes, index of subj. and pers. names. - " Papers delivered to the Twelfth Anglo-Dutch Historical Conference, Rotterdam, 1994."
Il "Ritorno alla ragione" di Guido de Ruggiero del 1946 racchiude buona parte degli articoli che il grande storico del liberalismo europeo pubblicò nel settimanale «La Nuova Europa», diretto da Luigi Salvatorelli. È suddiviso in tre parti: nella prima, de Ruggiero analizza le premesse speculative dello storicismo crociano; nella seconda, denuncia in particolar modo, e con toni illuministi, le derive irrazionalistiche del pensiero tedesco; nella terza parte sono presenti alcuni studi sul liberalismo, sulla democrazia, sul nazionalismo, sul pensiero socialista e sul rapporto dialettico fra destra e sinistra: in breve, verte sugli orientamenti politici maturati dalla Rivoluzione francese fino al secondo immediato dopoguerra. Autori: Guido De Ruggiero. Curatori: Francesco Mancuso, Francesco Postorino.
IN 8°, pp.VIII, 499. COPERTINA EDITORIALE RIGIDA CON TITOLO E MARCA DELLA LATERZA,<BR>QUARTA EDIZIONE. CONSERVAZIONE OTTIMA ID 694
IN 16°, pp.XXVII, 447. COPERTINA EDITORIALE ILLUSTRATA in b/n. CON TITOLO SU FONDO ROSSO. PREFAZIONE DI EUGENIO GARIN. IL LIBRO, NON E' SOLO UN CLASSICO DELLA STORIOGRAFIA, MA ANCHE UN DOCUMENTO DI ALTISSIMO VALORE IN CUI SI CONCRETANO LA CRISI DELL'IDEALISMO ITALIANO E LA RIVENDICAZIONE DEGLI IDEALI DI LIBERTA' DI FRONTE ALLE PRIME ESPERIENZE DEL FASCISMO. OPERA FACENTE PARTE DELLA COLLANA FELTRINELLI UE, 389 / 90. OTTIMA CONSERVAZIONE. ID 4937
Coperta cartonata, con irregolarità da fattore tempo e maggiormente imbrunita al dorso, tagli regolari e lievemente imbruniti, pagine ben salde alla costa e con naturale modesta imbrunitura, libro completamente fruibile, volume doppio, n. 389-390 della collana "Universale Economica", con prefazione di Eugenio Garin e con avvertenza dell'autore alla terza edizione, presenti note a piè di pagina, prima edizione nella collana per gentile concessione degli Editori Laterza, numero pagine 475 (XXVIII, 447); da segnalare: annotazione a matita colorata al frontespizio USATO