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Autori: Piero Vernaglione.
Il liberalismo è al centro, ormai da un paio di decenni, di un crescente interesse, accentuato dalla crisi per molti versi irreversibile di tutte le culture politiche e ideologie concorrenti. Ma che cosa si deve intendere esattamente con il termine "liberalismo"? Il libro di Manent, brillante filosofo della politica cresciuto alla scuola di Raymond Aron, ha il merito, rispetto ad altre opere dedicate alla storia del pensiero liberale, di richiamare l'attenzione del lettore sui fondamenti storici e filosofici di questa corrente politico-intellettuale. Il liberalismo, a suo giudizio, non è riducibile al libero scambio, dunque ad una teoria economica, o al principio della separazione dei poteri, dunque ad un modello costituzionale. La sua caratteristica principale è di essere una dottrina politica che, sin dalla sua comparsa, si è posta come problema quello di organizzare le libertà individuali all'interno di un sistema di regole vincolante per l'intera comunità. Fondamentale, nella sua genesi, è quello che Manent definisce il problema teologico-politico. Nato in Europa come reazione alle guerre civili di religione, il liberalismo si è dato come obiettivo la costituzione di uno Stato neutrale ed agnostico rispettoso di tutte le opinioni e di tutte le fedi, in grado altresì di salvaguardare, al tempo stesso, il bisogno di autonomia dei cittadini e il bisogno di ordine proprio di ogni forma di regime politico. Autori: Pierre Manent. Curatori: A. Campi, G. De Ligio. Traduttori: Lorenza Caracciolo di San Vito.
In-8 (cm. 25), mezza pelle, titolo oro al dorso, pp. 670, (2), con ritratto all'antiporta. Importante saggio sulla storia dell'eresia sociniana. In buono stato (good copy).
196773221967 PUF, Paris, 1967. Un volume in-8 broché, 92 pages. Eraflures au premier plat avec petits manques de papier en surface, néanmoins bon état.
24 cm, br. editoriale; p. 308, diverse ill. in nero e a colori
Mm 125x205 Collana "Einaudi Paperbacks. Storia". Volume nella sua brossura originale, xliv + 265 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e una leggera fioritura in copertina. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
62256Lingua italiana Centro studi Piero Gobetti, 2007, 126 pp., brossura editore, dedica dell'autore à Robert Paris, condizioni buone. Bibliothèque Robert Paris.
ill., br. Al civico 14 di via della Chiosa Nuova, a due passi da piazza Navona e da Montecitorio, c'è un elefante palazzo con le persiane in legno laccato e un portoncino a volta. In apparenza, uno dei tanti edifici del centro storico di Roma; in realtà, luogo di ritrovo di uno dei più straordinari cenacoli del dopoguerra: la Comunità del porcellino. Tra fine anni quaranta e inizi anni cinquanta, il periodo delle grandi speranze della neonata Repubblica italiana, alcuni fra i massimi rappresentanti del cattolicesimo politico italiano trovarono in quel palazzo la calorosa accoglienza delle sorelle Portoghesi. Nella Comunità del porcellino transitarono molti protagonisti dell'irripetibile stagione dell'Assemblea costituente: da Giuseppe Dossetti a Giorgio La Pira, da Laura Bianchini ad Amintore Fanfani, che nella casa di via della Chiesa Nuova viveva con moglie e figli. Nella Comunità del porcellino si poteva passare per mangiare un piatto di pasta e fagioli, essere ospitati a lungo, discutere, programmare, dissentire, proporre. E fare la Costituzione. Il libro è il ricordo appassionato - e privato - di quella singolare comunità, il ritratto degli uomini che ne fecero parte e il resoconto di una delle esperienze più influenti e meno conosciute della nostra storia politica. Attraverso ricordi, testimonianze, lettere e foto d'epoca, Telemaco Portoghesi Tuzi, nipote delle sorelle Pia e Laura Portoghesi, rievoca insieme alla figlia Grazia quegli anni straordinari.
Mm 115x180 Collana "Sagitta". Brossura editoriale di 229 pagine, etichetta di biblioteca dismessa in apertura. Ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
198190621981 Paris, Garnier, "Les Classiques de la Politique", 1981. Un volume in-8 broché, couverture blanche illustrée, 294 pages. Bon état.
18323364721Leipzig, Hinrichs, 1832/33. Insgesamt ca. 1500 S. Interimskarton (mit eingebundener Originalbroschur) (Stempel auf Titelrückseite).
200632974Éditions du temps 2006 in-8°
Mm 130x210 Brossura editoriale di pagine 108, sovraccoperta figurata, etichetta di biblioteca dismessa. A cura di Raffaele Mucci. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. L'interpretazione del pensiero di Locke e che viene proposta in questo libro prende le mosse dagli anni della prima formazione del filosofo inglese, un tempo di vicende drammatiche, che vide lo scoppio della guerra civile e della rivoluzione puritana, ed approdò poi alla restaurazione Stuart. Fu un periodo di radicale incertezza e di disorientamento intellettuale per tutta l'Inghilterra, un periodo nel quale, come ha scritto Christopher Hill, tutto sembrava possibile". Viste in quel contesto, le vicende personali del giovane Locke, i suoi interessi culturali e politici, le sue stesse scelte di vita, acquistano un più preciso significato: in particolare, il suo essere vissuto in una fase di profonda crisi di certezze può aiutare a comprendere meglio l'istanza di orientamento morale che percorrerà, da allora in poi, tutte le sue opere. Ciò rende particolarmente interessante lo studio dei primi scritti di Locke, e del modo in cui egli visse quel periodo di violenta transizione ideologica: non solo per l'interesse in sé delle sue prime opere filosofiche, ma anche per la possibilità che questa indagine offre, quella di studiare il formarsi dell'agenda filosofica di un grande pensatore. Raffaele Russo è stato dottore di ricerca in Filosofia della religione presso l'Università degli Studi di Perugia ed ha ottenuto una borsa post-dottorato dalla Facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Trieste, con la quale tuttora collabora. I suoi interessi e i suoi studi si incentrano sulla storia e filosofia delle religioni. Tra i suoi saggi più recenti possono essere ricordati i seguenti: Ragione e ascolto: l'ermeneutica di John Locke (2001); Islam: storie e dottrine (2001), e Locke and the Jews: From Toleration to the "Destruction of the Temple" (Locke Studies, 2002). Descrizione bibliografica Titolo: Virtù difficili: John Locke e gli antichi maestri Autore: Raffaele Russo Editore: Napoli: Guida Editori, Aprile 2003 Lunghezza: 151 pagine; 21 cm ISBN: 8871886674, 9788871886671 Collana: Etica pratica Soggetti: Filosofia, Società, Scienze sociali, Etica, Morale, Lord Shaftesbury, Politica, Whig, Inghilterra, Gran Bretagna, Intellettuali, Oppositori politici, Guerra civile inglese, Seicento, Illuminismo, Criticismo, Liberalismo, Esperienza, Pensiero filosofico, Formazione giovanile, Empirismo, Saggio sull'intelletto umano, Potere, Innatismo, Tolleranza Religiosa, Pedagogia, Opere generali, Saggi, Libri Vintage fuori catalogo, Esistenza di Dio, Lord Ashley, Cancelliere, Cartesio, Gassendi, Libertini, Carlo II, Paesi Bassi, 1689, Exclusion Bill, Giacomo, Gloriosa rivoluzione, Guglielmo d'Orange, Epistola al lettore, Oxford, Nayler, Sette religiose, Commonwealth, Restaurazione, Antinomismo, Antichi maestri, Two Tracts on Government, Leggi di natura, Problema etico, Proprietà, Bibliografia, First Tract, Primo trattato sul governo, Robert Filmer, Giusnaturalismo, Thomas Hobbes, Critica, Idee, Philosophy, Society, Social Sciences, Ethics, Morals, Politics, England, Great Britain, Intellectuals, Political Opponents, English Civil War, 17th Century, Enlightenment, Criticism, Liberalism, Experience, Philosophical Thinking, Youth Education, Empiricism, Essay on Human Intellect, Power, Innatism, Religious Tolerance, Pedagogy, General works, Essays, Books out of print, Existence of God, Chancellor, Descartes, Libertines, Charles II, Netherlands, James, Glorious revolution, William of Orange, Epistle to the reader, Seven religious, Restoration, Antinomianism, Ancient masters, Laws of nature, Ethical problem, Property, Bibliography, First treatise on government, Natural law, Criticism, Ideas Parole e frasi comuni accademico antichi argomento autori base bene caso causa chiaro chiesa Cicerone classi classica comportamento comune contesto corso critica culto cultura divino dottrina effetti English esempio filosofia fondamento forma gentry governo grande guerra civile HILL idee importante Inghilterra inglese intellettuale interpretazioni John Locke legge di natura lettera libro Livellatori lockiana momento monarchia mondo morale movimento natura naturale nessuna opere Oxford paese Parlamento passo pensiero periodo politica popolo portato posizione possibile potere Press principi profonda punto di vista puritani Quaccheri Questions radicali ragione religione religiosa Revolution riferimento riflessione riforma rivoluzione scritti seguito sette sistema situazione sociale sostenere storia storico studi successivi tema teologia termine testo Tracts tradizione umana università vero world
Attraverso un confronto con momenti, temi e personaggi della tradizione liberale, il volume intende delinearne tanto i confini ed i limiti, quanto gli importanti contributi dati alla filosofia delle scienze sociali tra Ottocento e Novecento. Il nucleo tematico è costituito dal rapporto tra conoscenza individuale e istituzioni sociali, ovvero dalla complessa ed imprevedibile relazione tra le aspettative di tempo degli individui e il tempo delle regole, nonché della difficoltà di fondare eticamente le teorie politiche ed economiche. Autori: Raimondo Cubeddu.
1870R118585Paris, Lecoffre 1870 xxvii + 356pp., reliure cart. (plats décorés, dos en toile rouge avec petit manque), cachet sur la page de titre, le texte est frais, bon état, R118585
br. La pubblicazione nel 1970 di "Una teoria della giustizia" di John Rawls segnò la rinascita della filosofia politica in una forma adeguata alla complessità del mondo contemporaneo e apri un appassionato dibattito. Dopo oltre vent'anni Rawls tornò in campo con "Liberalismo politico", che non costituì solo la risposta alle innumerevoli osservazioni suscitate dal suo lavoro ma rappresentò anche un originale mutamento di rotta. Nel nuovo saggio l'idea della giustizia come equità viene radicalmente riformulata. Quella che Rawls chiama "una società bene ordinata", stabile, relativamente omogenea nelle sue convinzioni morali di fondo, viene ripensata alla luce dell'effettiva realtà delle moderne società democratiche entro cui coesistono una pluralità di dottrine inconciliabili tra loro. Come è possibile che una società di cittadini liberi ed eguali permanga a lungo concorde, pur essendo profondamente divisa per la coesistenza di dottrine incompatibili tra loro? Non si tratta più di una società unita nelle sue convinzioni morali ma nella sua concezione politica della giustizia: questa giustizia è al centro di "un consenso per intersezione di dottrine comprensive ragionevoli". Questa nuova edizione, conformemente alla recente edizione in lingua inglese, propone una nuova introduzione dell'autore e due nuovi capitoli: uno è la risposta ad alcune obiezioni mossegli da Habermas; l'altro è uno degli ultimi saggi, in cui Rawls raffina e mette a punto alcune idee contenute nel libro.
122379aafKönigshausen & Neumann, 1996, gr. in-8vo, 114 S., Original-Broschüre.
Mm 220x275 Brossura editoriale con bandelle, pp. 128 con numerose illustrazioni in bianco e nero. Etichetta alla prima carta, abrasione ad una aletta. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. PERFETTO, MAI SFOGLIATO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Informazioni bibliografiche Titolo: In difesa di un'Europa decadente Titolo originale: Plaidoyer pour l'Europe décadente Collana: Volume 97 di Saggi Autore: Raymond Aron Traduzione di: Lucia Krasnik Editore: Milano: Arnoldo Mondadori, 1978 Lunghezza: 457 pagine, 21 cm Soggetti: Politica, Geopolitica, Relazioni internazionali, Storia, Guerra Fredda, Patto di Varsavia, Unione Sovietica, Stati Uniti, Russia, Cultura, Blocchi, Libertà, Germania, Nazioni Unite, ONU, Comunismo, Lenin, Stalin, NEP, Economia, Imperialismo, Terzo Mondo, Influenze, Potenze, dopoguerra, Anni sessanta, settanta, Inflazione, Dollaro, Crisi, Democrazie, Occidente, Balibar, Marxismo, Dittatura, Proletariato, movimento OPERAIO, Capitalismo, Internazionale, Stato, Ideologie, Ideocrazia, Solzencyn, Sacharov, Est, Liberalismo, Sociologia
Perché così tanti malintesi a proposito del liberalismo, che ha comunque ampiamente dimostrato la sua rilevanza politica, la sua efficacia economica e la sua importanza storica? Come mai così tanti intellettuali lo rifiutano addirittura per principio? È davvero solo perché svolgono un ruolo critico in una società dove il capitalismo è dominante? Boudon smonta i luoghi comuni che rendono odioso il capitalismo agli occhi degli intellettuali e fornisce una sottile prospettiva sui pregiudizi che da più di trent'anni affollano il dibattito politico. Autori: Raymond Boudon.
Slightly sun faded dust jacket, ivory hard cover with red lettering on navy spine and contents in very good clean condition. Gift note on FEP. Clean Copy
39185In-8 (214 x 130 mm), chagrin noir, dos à nerfs fleuronné, auteur et titre doré, plats aux fers de prix du Lycée Louis le Grand, (4), xiii p., (1) f., 453 p., (1) f. de table. Paris, Michel Lévy frères, 1860.
27097(4) pages in folio (43 x 30 cm), qqs rouss. Paris, Impr. E. Audra, s.d. (fin mai 1830).