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Supercoralli Einaudi
ill., br. Giacobino integerrimo e "amico del popolo", Marat è stato spesso dipinto da parte della critica storiografica come figura ambigua per le responsabilità che gli sono state attribuite, seppure la sua popolarità fu grande quando era in vita e crebbe ancor di più dopo la sua morte, avvenuta per mano di Carlotta Corday, girondina, che lo pugnalò il 13 luglio 1793, facendone un martire della Rivoluzione. Dati i molti punti discutibili della vita e della carriera politica di Marat, sulla sua figura c'è sempre stata un'ampia divergenza di opinioni, se non discordia, anche circa i fatti stessi. Ecco la ragione di una biografia completa dedicata a uno dei personaggi più controversi e misteriosi della Rivoluzione francese. Marat viene raccontato innanzitutto a partire da ciò che egli stesso ci ha detto di sé negli scritti e nei documenti che ci ha lasciato, analizzandoli criticamente e alla luce di tutte le testimonianze accessibili.
in-8°, 569 pages, chronol., notes, annexes, index, broche, couv. cartonnage sple ill. plast. Bel exemplaire. [CA29-5]
Mm 125x195 Collana "Pensatori antichi e moderni" - Brossura editoriale di 112 pagine. Introduzione, scelta e traduzione di Ida Cappiello. Dorso brunito, timbro di biblioteca privata dismessa e di saggio/campione al frontespizio, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 140x235 Opera completa in 6 volumi rilegati in mezza pella con titolo in oro al dorso, piatti marezzati, cerniere restaurate in una meta dei tomi, una immagine dell'Autore in apertura del primo tomo ed una dei teatri di guerra in chiusura dell'ultimo. 470 le pagine in media per ciascun volume. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Stampa antica originale raffigurante il ritratto del rivoluzionario, politico e medico francese Jean-Paul Marat, detto l'Amico del popolo, in allegato pagina descrittiva. Inserita nell'opera "Serie di vite e ritratti de Famosi Personaggi degli ultimi Tempi" edita da Bettalli e Fanfani a Milano dal 1815 al 1818
LATERZA 1987 LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. «Uno dei tanti meriti che vanno riconosciuti a Michele Viterbo, storico appassionato e operoso meridionalista, è la tenacia con cui ha cercato di spiegare nelle sue feconde ricerche storiografiche, e fuori da ogni retorico preconcetto, quanto fosse abusata, contorta e contraddittoria l’idea di un Sud arretrato e sottosviluppato, un Sud piagnone, col cappello in mano, sempre dedito all'antico esercizio della questua. Per decenni, complice una rappresentazione mediatica interessata e fuorviante, la storia del Mezzogiorno d’Italia ha coinciso con la «questione meridionale», con il perdurante divario Nord-Sud, la sua endemica diversità e arretratezza. Una storia densa di giudizi e pregiudizi svalutativi, stereotipi e immagini retoriche. Per molto tempo, il Sud è stato raccontato non come un territorio ricco di articolazioni e differenze interne, non come una storia lunga e larga di genti e di borghi che con stenti e fatica seppero vestire la vita nuda di dignità e di virtù, non come un Mezzogiorno caleidoscopico e vitale; bensì come l’immutabile Sud legato al palo delle proprie malefatte, metafora rinsecchita e livida del degrado e del regresso, un male oscuro, la patria lussuriosa e indolente del Gattopardo. Se c’è, quindi, un filo rosso che lega tutta l’attività di ricerca e di studio di Michele Viterbo è proprio da rintracciare nella sua continua consapevolezza che la Storia del Sud non è "una storia a sé", ma appartiene in tutto e per tutto all'esperienza del nostro paese, dell’Europa e dell’Occidente». Parole e frasi comuni 15 maggio allora Altamura austriaci avevan avrebbe Bandiera Barese Benedetto Musolino bisognava Boldoni borbonico brigantaggio briganti c'era calabresi Calabria Carboneria Carlo Alberto Carlo Poerio Castromediano Cattaneo Cavour certo ch'era comenta contadini conto costituzione Cozzoli Crispi d'Italia deputato diceva dinastia Don Liborio economico erano Ferdinando Francesco furono Garibaldi garibaldini generale Giacinto Albini giorno giovane Giovine Italia Giuseppe Giuseppe Massari governo Guardia nazionale guerra innanzi invece italiana l'insurrezione l'Unità Lucania Luigi Massari Mazzini mazziniana meridionali Mezzogiorno Mignogna Milano ministro Molfetta Murat Musolino Napoleone napoletana napoletano Nicola Mignogna Nisco nuovo paese Parlamento patrioti peraltro Petruccelli Piemonte piemontese Pisacane Poerio politica polizia popolo poteva problema proprio province provincia di Bari pubblica Puglia pugliesi purtroppo Regno di Napoli Risorgimento rivoluzionario rivoluzione sarebbe sbarco scriveva senso setta Settembrini Sicilia sociale specie storia Terra di Bari Torino truppe unitario uomini v'erano vecchio Viterbo Vittorio Emanuele
Mm 135x215 Brossura editoriale di pp. 508, Major Paperbacks, fioriture alla copertina. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
3 textes reliés en un volume in-8, cartonnage marbré à la Bradel, pièce de titre de maroquin rouge en long (rel. moderne). 1- L'auteur réfute, point par point, le pamphlet de Marat qui dénonçait Necker comme l'âme du mouvement réactionnaire. (Chevremont, 'Marat: Index du bibliophile', p. 265. Fonds Lacassagne, p. 18. Martin & Walter, 21126). 2- Pamphlet composé par Antoine Estienne, "libelliste à la solde de La Fayette" pour répondre aux attaques de Marat. "L'Ami du Peuple" avait appelé les ouvriers des faubourgs à se mobiliser contre La Fayette et ses partisans accusés de vouloir imposer la distinction entre citoyens actifs et passifs. Le pamphlet se présente sous forme de "Réflexions" d'un ouvrier qui signe en fin: "Jean, compagnon brasseur" (page 7) . Le véritable auteur est identifié par O. Elyada, "L’appel aux faubourgs. Pamphlets populaires et propagande à Paris, 1789-1791" in "Paris et la Révolution. L’exception française" (sous la dir. de M. Vovelle), p. 185-200. (Martin & Walter, 17265. Tourneux, 1521). 3- Violente dénonciation de Marat et de ses méthodes, accusé de despotisme et de corruption, à travers la fiction de mésaventures d'un ressortissant anglais installé à Paris, Mr. Smith. (Chevremont, 'Marat: Index du bibliophile', p. 268-269. Martin & Walter, 17776). Bon exemplaire, bien relié.