13 807 résultats
Fine English Paperback., Fine., 20 x 14 cm., 160 p., "Çerkes [Adige] masallari.", Yasar Bag, Okyanus Yayincilik, Ist., 1998. Circassian (Adigey) folk tales.
brossura Il Carnevale è la festa nella quale tutto è permesso, anche quello di rifiutare la propria identità per cercarne un'altra attraverso la scelta di una maschera che può soddisfare e realizzare i nostri intimi desideri rendendoci ciò che vorremmo essere. Ma è solo all'interno di una collettività, che naturalmente spinge al confronto, che può realizzarsi l'affermazione di essere "altro" da sé. Per un breve attimo tutti si trasformano in personaggi effimeri ma eterni nella loro chimera, consci di poter vivere solo e unicamente all'interno della grande illusione che si rappresenta sul grande palcoscenico del Carnevale. Poi quando le luci si abbasseranno, le maschere verranno riposte e la vita di tutti i giorni riprenderà il sopravvento, rimarrà in noi ciò che è l'essenza della maschera, ciò per la quale è stata creata: l'idea di libertà.
ill., br. L'indissolubile legame tra donne e natura è testimoniato dal fatto che la conoscenza delle piante e delle loro proprietà è sempre stata legata a figure femminili. L'intreccio semantico tra donne e piante, tra divinità femminili e vegetazione sembra trovare conferma fin dall'antichità. Infatti la Grande Dea venerata in tutto il bacino del Mediterraneo, divinità della terra e della fertilità, è anche la signora delle piante, sempre associata ad un simbolo vegetale. Alla figura di questa Grande Dea, madre degli dei e degli uomini, che appare continuamente nelle mitologie primitive associata ai cicli rigenerativi, erano consacrati luoghi e templi.
In-16 p., brossura, pp. 221. In buono stato (good copy).
19942336Watertown Wisconsin: Humbug Books 1994. Hardcover. Color illustrated boards. Unpaginated 29 pp. 23.5 x 18.5 cm. Delightful illustrated tale of a little old lady her cat and a Thanksgiving Turkey. Clean copy. <br/><br/> Humbug Books hardcover books
ill., br. Una civiltà materiale che si intrecciava con i concetti della fede, astratti e invisibili. Era il mondo contadino del passato, ricco di celebrazioni, di simbologie e di credenze che a volte sfioravano la superstizione. Le tradizioni popolari, i segni della fede sul territorio, i santi locali e i patroni, i voti e i miracoli, le processioni e i pellegrinaggi, le feste e le compagnie religiose, la Sacra Sindone, i sacrifici della Quaresima e il teatro sacro della Settimana Santa, le feste dei morti e il Natale, il culto e le tradizioni dei Valdesi... sono argomenti che caratterizzano questa ricerca. Un mondo per certi versi arcaico ma che sopravvive ancora nel sostrato della società contadina moderna, dove fede e spiritualità rappresentano valori importanti e la celebrazione del rito mantiene in parte la sua funzione di trait d'union tra il corpo e lo spirito.
198527277NY: William Morrow. Fine in Fine dust jacket. 1985. Hardcover. 0688041450 . Book club edition. Fine in a fine dust jacket. . William Morrow hardcover books
br. Il cùscuso trasforma in sapore la risacca che s'infrange e la spuma delle onde sulla sabbia. Le donne si alzano all'alba per 'ncocciare la semola di grano duro, creare con l'acqua e la pazienza piccoli grumi che nella cùscussiera posta sopra la mafaradda saranno poi cotti al vapore. Lentamente. Perché di costanza è fatto l'amore. E questo è il cùscuso. Viaggio e ritorno. Tabarka, Biserta, Tunisi, Sfax e la sconfitta Cartagine, che sono sulla stessa rotta, appena qui di fronte. 11 cùscuso è l'incrocio dei venti e dei mari tra via Serisso e via Ossuna. Le lacrime delle madri straziate per i naufraghi inghiottiti dall'impietoso mare. È la luce che s'accende nella stanza delle donne quando è ancora notte. È il canto: «Svigghiativiii ch'è tardu...» Il cùscuso è il cibo che rende i bambini diffidenti, ma appena l'assaggiano vogliono solo quello. Si dice che è fratellanza. Ma è di più. lo do a te e tu in cambio insegni a me, che è tutto quello che c'è da sapere sull'umanità e dintorni.
200334826Cambridge: Candlewick Press. Near Fine in Fine dust jacket. 2003. Hardcover. 0763617229 . The 2004 Newbery Medal winner. Illustrated by Timothy Basil Ering. Tenth printing. About fine in a fine dust jacket Newbery emblem on front panel. . Candlewick Press hardcover books
198435657London: Penguin Books. Near Fine. 1984. Paperback. 0140076026 . Color and black and white photographs throughout. Ninth printing thus paperback. Near fine in illustrated wraps. . Penguin Books paperback books
19942385Boston: David R. Godine 1994. Oversized paperback. Color illustrated wraps. Unpaginated 36 pp. 25 x 23 cm. Beautifully illustrated Christmas tale. Clean crisp copy. <br/><br/> David R. Godine paperback books
19946354NY:: Dutton. Fine in Near Fine dust jacket. 1994. Hardcover. 0525452710 . 1995 Caldecott Honor Book. First printing. Fine in a very near fine dust jacket folds are slightly off center price clipped dust jacket. . Dutton, hardcover books
ill., br. È un'isola consacrata alla luce e al sole: una balconata sul mare. Di qui ci son passati tutti: greci, romani, arabi, normanni. È qui che potrete incontrarli di nuovo. Nei sapori, nelle forme, nei profumi, nelle leggende. Gli strati della storia si sono affastellati e l'Ortigia di oggi vive di Aretusa e funk, anciove e Federico II, mixology e iconografia sacra. Quella che avete tra le mani non è una guida: piuttosto, un taccuino di viaggio con gli aneddoti tante volte raccontati e mostrati ai tanti amici in visita. Intrecciando le testimonianze storiche con le dicerie popolari, i miti greci con i nomi delle persone che tutti i giorni quest'isola la fanno, abbiamo imparato da Ortigia, mescolato la malta di ogni cosa, nel tentativo di restituirvi lo sguardo di chi quest'isola la vive tutti i giorni.
br. Il Piemonte è una terra ricca di castelli, laghi, montagne e boschi: in questi luoghi, quando cala la nebbia e il buio ammanta ogni cosa, se si ha un po' di fortuna - si fa per dire - è possibile incontrare spiriti di donne senza pace, congreghe di masche e demoni danzanti, diavoli tentatori che costruiscono ponti, processioni di monaci senza testa, spettri di cavalieri inquieti. Qui magia, storia e leggenda si fondono dando vita a racconti da brivido, che traballano continuamente tra realtà e suggestione. In questo libro l'autore ci conduce alla scoperta di una regione che rappresenta un baluardo del mistero, presentandoci le vicende di streghe e diavoli, di fantasmi di principi e regine, di cavalieri sciagurati e arcangeli vittoriosi.
br. ...da un po' di tempo in qua, sentendo ogni tanto da amici e parenti (quei pochissimi che parlano ancora piemontese) espressioni dialettali desuete o anche detti simpatici, ho deciso di raccoglierli ed annotarli, prima che si fossero del tutto perduti nelle nebbie del modernismo galoppante. Poi, da queste semplici espressioni, seguendo la via del ricordo mio e altrui, ho tracciato in punta di penna tante piccole storie, non so quanto spiritose o patetiche: ecco spiegata in breve la genesi di questo libro. Non è, né vuol essere, il solito volumetto di proverbi risaputi in cui il vecchietto ritrova la saggezza del suo popolo. Solamente una serie di modi di dire famigliari che ho tentato di salvare dall'oblio, probabilmente con lo stesso successo che ebbe a suo tempo Don Chisciotte con i mulini a vento. Però, con spirito assolutamente decoubertiniano, non si può dire che non ci ho provato...
br. Da più di un anno in qua per noi tutti non è stato un gran bel vivere, ammettiamolo! I giorni si sono susseguiti monotonamente, e solo ora si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. La rabbia accumulata è tanta, per cui ho pensato di rendermi utile ai miei preziosi lettori, con la creazione di questo «piccolo manuale» di pronta consultazione. Qui possono trovare parolacce, contumelie, frasi offensive, improperi (tutti piemontesi DOC) utili per dare sfogo alla frustrazione e liberarsi dalla tensione e dallo stress. Muniti dunque di questo rinforzo lessicale, essi potranno trovare con facilità l'insulto ad personam per ogni situazione. Scherzi a parte, questo «piccolo manuale» non ha certo pretese terapeutiche, ma vuole contribuire a far ritrovare a qualcuno un briciolo di buonumore, il che nella vita non guasta mai.
br. La copertina di questa mia ultima fatica (si fa per dire) letteraria ritrae parte di una tavolata di personaggi non proprio giovanissimi fra cui spiccava, se non altro per età, un fanciullo munito di un discreto paio di orecchie a sventola, nonché di un terribile farfallino, il cui elastico si era ammosciato prima ancora dell'inizio del pranzo. Ebbene, anche se stenterete a crederlo, le fattezze di quel pupetto sono proprio le mie, alla fi ne degli anni Cinquanta. E per completare il parterre des rois della foto, alla mia destra sedeva nonna Ernesta, alla mia sinistra nonno Gioanìn, e al suo fi anco mia madre. Insomma, alcuni dei personaggi che da sempre sono protagonisti dei miei racconti, anche nei libri precedenti. Qualcuno si sarà chiesto il perché del mio atteggiamento sorridente, in un consesso così estraneo alla mia età. Devo confessarvi che già allora, quando c'era da buté le gambe sota la tàula (qualunque fosse la compagnia) ero felice, perché mi auguravo, quasi sempre a ragione, che sopra quel tavolo si sarebbe servito qualcosa di buono. E ancora oggi, malgrado quanto assaggiato in viaggi ed esperimenti vari, ritengo che la cucina della mia terra sia una delle migliori, se non la migliore in assoluto. Perciò sono ben felice di dedicarle questo libro, condito con le solite amenità spicciole e auguro a tutti una lettura veramente «appetitosa». (Ugo Revello)
br. Speruma bin... Incipit perfetto per il nuovo volume di Ugo Revello che completa una trilogia. Dopo i primi due titoli "A va bin parei" e "Suma bin ciapà", ecco le nuove storie che il nostro raccontatore, con tenerezza e un velo di nostalgia, estrae dai ricordi famigliari: modi di dire, aforismi e giochi di parole di un tempo appena passato. Quando i detti in lingua piemontese assumevano significati talvolta umoristici, sarcastici, molto spesso ai limiti dell'impertinenza. Istruttivi di una cultura che il tempo sta frantumando e sembra non più appartenerci.
br. Da qualche tempo ho ripreso a frequentare il vecchio e un po' trascurato solaio dei ricordi, e con una certa sorpresa, da ogni armadio, ogni cassapanca, ogni stipetto che ho aperto, sono uscite tante piccole cose forse non preziose, che però mi è sembrato doveroso riportare dal dimenticatoio alla luce del sole. Così, riprendendo il filo di un discorso iniziato col mio primo libro, ho provato a ricreare le atmosfere che mi suggerivano i vari motti, divagando il giusto come mio solito. Non aspettatevi di trovare, neppure questa volta, perle di saggezza. Ma posso assicurare che lo spirito iniziale è rimasto intatto, così come la voglia di raccontare le mie piccole storie, cercando di non perdere mai il filo della tenerezza.