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Incisione originale a bulino mm 197x227, monogrammata "A.V" sulla conchiglia che regge Venere, rimandando a Botticelli. Bella prova, nitida con tonalità argentee, I stato di 2, antecedente all'indirizzo del Salamanca, impressa su carta filigrana Ancora nel cerchio con stella, databile intorno ai primi decenni del Cinquecento. Lungo il margine inferiore su due cartigli il testo: "Con tal destrezza Amor trapassa e Arte / Del mar che io spargo il periglioso varco /...Le corde del bell'arco son le sarte....Cosi s'è fatto nel mio largo humore / Tiphi et Jason senza maestro Amore". Esemplare completo dei due riquadri di filetti. Agostino de Musi detto Veneziano (1490 ca. – Roma, 1540 ca.) dopo un periodo trascorso a Firenze si trasferì a Roma, dove conobbe Marcantonio Raimondi che gli fu maestro (Baldinucci, 1686). Il De Musi che generalmente contrassegnò le sue stampe con il monogramma "A. V." (Agostino Veneziano), in quattro intagli firmò per esteso come "Agustino di Musi" (S. Margherita, B. 119; Ilvecchio pastore, B. 409; Gli animali, B. 414; La Vergine dalla scimmia, B. VII, 42) e in un quinto in latino: "Augustinus venetus de Musis ..." (Gli scheletri, B. 424). La sua produzione incisoria - spesso di soggetti inusuali - fu assai vasta, soprattutto se rapportata al breve arco di tempo in cui fu realizzata, all'incirca tra il 1514 e il 1536. Ricevette la sua prima formazione artistica prendendo come modello Campagnola e Dürer. Insieme a Marco Dente da Ravenna, contribuì con grande abilità alla prima vera e propria impresa artistico-commerciale impegnata nella riproduzione di soggetti raffaelleschi. . Bartsch, n. 234; Raphael Invenit, p. 245; Filigrana: Briquet, n. 500.
Incisione originale a bulino mm 197x227, monogrammata "A.V" sulla conchiglia che regge Venere, rimandando a Botticelli. Bella prova, nitida con tonalità argentee, I stato di 2, antecedente all'indirizzo del Salamanca, impressa su carta filigrana Ancora nel cerchio con stella, databile intorno ai primi decenni del Cinquecento. Lungo il margine inferiore su due cartigli il testo: "Con tal destrezza Amor trapassa e Arte / Del mar che io spargo il periglioso varco /...Le corde del bell'arco son le sarte....Cosi s'è fatto nel mio largo humore / Tiphi et Jason senza maestro Amore". Esemplare completo dei due riquadri di filetti. Agostino de Musi detto Veneziano (1490 ca. – Roma, 1540 ca.) dopo un periodo trascorso a Firenze si trasferì a Roma, dove conobbe Marcantonio Raimondi che gli fu maestro (Baldinucci, 1686). Il De Musi che generalmente contrassegnò le sue stampe con il monogramma "A. V." (Agostino Veneziano), in quattro intagli firmò per esteso come "Agustino di Musi" (S. Margherita, B. 119; Ilvecchio pastore, B. 409; Gli animali, B. 414; La Vergine dalla scimmia, B. VII, 42) e in un quinto in latino: "Augustinus venetus de Musis ..." (Gli scheletri, B. 424). La sua produzione incisoria - spesso di soggetti inusuali - fu assai vasta, soprattutto se rapportata al breve arco di tempo in cui fu realizzata, all'incirca tra il 1514 e il 1536. Ricevette la sua prima formazione artistica prendendo come modello Campagnola e Dürer. Insieme a Marco Dente da Ravenna, contribuì con grande abilità alla prima vera e propria impresa artistico-commerciale impegnata nella riproduzione di soggetti raffaelleschi. . Bartsch, n. 234; Raphael Invenit, p. 245; Filigrana: Briquet, n. 500.
foglio mm 283x190, inciso a bulino, nel margine inferiore sinistro è presente il monogramma "SR" , firmata in basso a destra 'Gio. Marco Paluzzi Formis Roma', III stato/III. Le stampe che gli si attribuiscono sono raggruppate sulla base della sigla "SR" - che il Vasari disse essere "il segno di Raffaello", adottato dal Dente come proprio - o della lettera "R" che le contrassegna, come "Scultore Ravennate". La prova, contrastata e nitida, edita nel terzo stato di 3 da Marco Paluzzi, stampatore a Roma attivo a partire dalla seconda metà del XVI secolo (cfr. C.L.E.Whitcombe, 'Print Publishing in sixteenth-century Rome', Turnhout, 2008, pp.370-3), è impresso su carta databile alla metà del Cinquecento. Il soggetto è tratto da un disegno di Raffaello per l'affresco eseguito dall'allievo Giulio Romano intorno al 1516, sulla parete della Stufetta del Cardinal Bibbiena. Esemplare ben conservato con bei margini. . Adam von Bartsch Le Peintre graveur. Vienna, 1803, cat. no. XIV, p. 244. Raphael Invenit: stampe da Raffaello nelle collezioni dell'Istituto Nazionale per la Grafica Exh. cat. Rome, 1985, cat. no. Stufetta II.1, p. 61, ill. Bertelà, n. 219. Antonella Imolesi Pozzi Marco Dente Un incisore ravennate nel segno di Raffaello. .
foglio mm 283x190, inciso a bulino, nel margine inferiore sinistro è presente il monogramma "SR" , firmata in basso a destra 'Gio. Marco Paluzzi Formis Roma', III stato/III. Le stampe che gli si attribuiscono sono raggruppate sulla base della sigla "SR" - che il Vasari disse essere "il segno di Raffaello", adottato dal Dente come proprio - o della lettera "R" che le contrassegna, come "Scultore Ravennate". La prova, contrastata e nitida, edita nel terzo stato di 3 da Marco Paluzzi, stampatore a Roma attivo a partire dalla seconda metà del XVI secolo (cfr. C.L.E.Whitcombe, 'Print Publishing in sixteenth-century Rome', Turnhout, 2008, pp.370-3), è impresso su carta databile alla metà del Cinquecento. Il soggetto è tratto da un disegno di Raffaello per l'affresco eseguito dall'allievo Giulio Romano intorno al 1516, sulla parete della Stufetta del Cardinal Bibbiena. Esemplare ben conservato con bei margini. . Adam von Bartsch Le Peintre graveur. Vienna, 1803, cat. no. XIV, p. 244. Raphael Invenit: stampe da Raffaello nelle collezioni dell'Istituto Nazionale per la Grafica Exh. cat. Rome, 1985, cat. no. Stufetta II.1, p. 61, ill. Bertelà, n. 219. Antonella Imolesi Pozzi Marco Dente Un incisore ravennate nel segno di Raffaello. .
<p>18x12 cm, doppio cartoncino con illustrazione e testo di Majani per gli sposi Gottarelli Fernè. Bologna 8 Nov. 1919</p>
Edizione: Prima edizione . Pagine: 388 . Illustrazioni: 49 tavole fuori testo . Formato: 8° . Rilegatura: Cartonato verde scuro con dorso in tela e scritta argento . Stato: Buono . Caratteristiche: Copertina muta.Goraalle ultime pagine. .
Giuseppe Baracconi Venere. Torino, Società tipografico-editrice nazionale 1907 italian, 386 ST1176 Opera con copertina rigida non editoriale, 43 illustrazioni ft.
Bellissima foto incisione a colori rappresentante la vendemmia. Buone condizioni. Dimensioni: 33 cm x 42 cm.
1927030540Breslau 1927 M. & H. Marcus Soft cover anders
In 8°, t.t. edit. con sovracc. ill. (con strappetti), pp. 189,(1); copia molto buona. (XE1/A) (XE1/A)
Alfred Hillebrandt Vedic Mythology. Delhi, S. Rajeswara Sarma 1927 english, 790 Opera in due volumi con copertina rigida, sovraccoperta. N121
197421076Motilal Banarsidass, Dehli, 1974. Auflage: Reprint 189 S. gebundene Ausgabe
19791057104Stuttgart : Kohlhammer, 1979. 180 S. Originalbroschur.
1937116379Bietigheim: Neu-Salems-Verlag. 1937. 320 Seiten. 23,5cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut gering gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; 1. Aufl. Broschiert
23642Marseille, Laffont, 1943, petit in 12 broché, 221pp. ; couverture illustrée en couleurs ; infimes défauts.
208pp.geïllustreerd in kleur en in zw/w, 28cm., gebroch., Catalogus van tentoonstelling: ASLK-Galerij 20 nov.1992 - 14 febr.1993, zeer goede staat, S85146
1992S85146Brussel, ASLK-Galerij 1992 208pp.geïllustreerd in kleur en in zw/w, 28cm., gebroch., Catalogus van tentoonstelling: ASLK-Galerij 20 nov.1992 - 14 febr.1993, zeer goede staat, S85146
Scholar's name to ffep (M. F. Fresco). Waterstain to section of top of textblock with some light rippling to top edge of some pages. ; In dutch. ; Dutch Edition; 293 pages
1975266651London, Aldus Books, 1975. 144 Seiten. Mit zahlreichen farbigen Abbildungen. Originalpappband mit Original-Schutzumschlag.
In-8 (cm. 24.40), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 363, (3). Taglietti ed abrasioni ai margini; punta del risguardo posteriore tagliata per asportazione prezzo, sempre alla sovracoperta; peraltro, volume in buono stato di conservazione (good copy).
Johannes Boersma - Douwe Yntema, Valesio storia di un insediamento apulo dall'età, del Ferro all'epoca tardoromana bilancio delle ricerche dopo tre campagne di scavo Montedipe, 1987, cm 30,5x21,5, pp. 160 con XXXIII tavv. e 66 figg. in b/n e a col. nel t. e fuori t. (qualche tavola è, ripiegata). Tutta tela ed. con titolo al dorso e al piatto ant., sovraccoperta ed. ill. a colori. Testo bilingue italiano - inglese. Condizioni di conservazione Volume molto ben conservato con minime tracce di utilizzo, poche trascurabili sgualciture ai margini e cuffie della sovraccoperta ed. Interni ottimi, freschi. SETT213.L19986 N
Mm 215x310 Nuova edizione aggiornata. Collana "Archivi di arte antica". Volume in copertina rigida con sovraccoperta originale e fascetta editoriale, 301 pagine con un ricco corredo di illustrazioni in nero e tavole a colori. Opera nuova, mai letta, in perfette condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1963167955Hachette 1963 in12. 1963. Relié. une carte à la fin du livre
1904BIBU0556Berlin, Oldenbourg o.J. [1904]. Folio. 64 S. Mit 59 farb. u. 7 s/w.-Abb. im Text. OHLn. m. reicher, leicht reliefierter Gold-, Farb- u. Schwarzpr. u. Vors. in Golddruck. Kanten berieben, Titelbl. mit Tesa angefalzt Ries 376 f.: Monumentale, technisch perfekte farbenautotypische Unternehmung ... Die in der Büxensteinschen Offizin gedruckten Bilder stehen mit ihrer hervorstechenden Buntheit im Dienst eines lärmenden Pathos, wobei die Aufwendigkeit des Drucks ebenso wie die kommentierende Form des Textes keinen direkten Kinder- und Jugendbezug aufweisen.
1988KULT1331Zürich, Arche 1988. Gr.-8°. 561 S. mit 17 s/w. Abb., OPpbd. mit OU., minimale Lagerspuren.