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1787194405Leipzig, Beer, 1787. Quer-4°. M. 100 genealog. Tab. 2, 2 Bl. Hldr. d. Zt. Einbd. etwas berieben u. bestoßen. Schabstellen a. vord. Innenedeckel. Tit. m. hinterl. Ausschnitt. Gebräunt, teils etwas braunfl. 1 Bl. am unt. Rand m. kl. Läsur.
1966505854Geologische Bundesanstalt, Wien 1966. 24 x 17 cm. Gelbe Originalbroschur mit 101 Seiten. Lose beigelegt eine große, mehrfach auf 22 x 15 cm gefaltete Übersichtsfarbkarte der Mineral- und Heilquellen in Österreich. Umschlag mit Gebrauchsspuren, sonst gut.
1970308737Wien, Zeitschrift für Genealogie und Heraldik, 1970. 24 x 17 cm. Originalheft mit illustriertem Vorderdeckel. 26 Seiten mit 13 Porträts aus der Familie. Guter Zustand.
1907134237Wien und Leipzig, A. Hartleben's Verlag (Ohne Jahr. 1907). 48 Seiten. Breitrandiges Exemplar auf Kunstdruckpapier. Illustrierte Originalbroschur. (Geringe Gebrauchsspuren).25x17 cm
Association généalogique de la Charente (1989) - In-8, 21 x 14 cm.- couverture illustrée - Frontispice & illustrations H.T.+ Fac-similés - 206 pages - tache au 4 ème plat, sinon bon exemplaire - envoi rapide et soigné La maison de Roffignac est une famille de la noblesse française subsistante, l'une des plus anciennes du Limousin
1857214281857 DIJON, Loireau-Feuchot, Imp.-Ed. -1857 - Edition Originale - Complet en 2 Volumes Petit n-4 - Reliure 1/2 basane (accroc en tête au T. I) - Dos lisse à faux nerfs - Pièces de titre & de tomaison havane & noire - Ouvrage orné en frontispice du Portrait de Nicolas Brulard -Ex-libis-cachet "Grand Séminaire de Laval"CXX-347 & 496 + (2) errata - Propre- Envoi rapide et soigné - 21428
1857484101857 DIJON, Loireau-Feuchot, Imp.-Ed. -1857 - Edition Originale - Complet en 2 Volumes Petit n-4 - Reliure 1/2 basane (accroc en tête au T. I) - Dos lisse à faux nerfs - Pièces de titre & de tomaison havane & noire - Ouvrage orné en frontispice du Portrait de Nicolas Brulard, protégé par serpente - Ex-libis-cachet "Grand Séminaire de Laval"CXX-347 & 496 + (2) errata - Propre- Envoi rapide et soigné -Réf. 48410
48318Revue française bimestrielle, puis trimestrielle consacrée à l'héraldique et la généalogie - In-4, 210 x 297 mm. - Broché - 40 à 100 pages par numéro - Quelques illustrations en texte - N° 1, Jan/Fév. 1969 à 2002 - Tête de collection - Manques: 1973, 4- 1976, 6 - 1987 à 1990 - 1993, 3 - 1994 à1996 - Le reste complet -23 Années complètes -. Bon état général - Réf. 48318
1912HIST1379(Bruxelles) 1912. 4°, 63 einseit. bedr. ms. Seiten, in aufwendig goldgepr. grünem Lederband, schönes Kamm-Vorsatzpapier, berieben, ob. Ecke d. Vorderdeckels bestoßen, ebensolche Läsionen am Rückendeckel, am ob. Kap. winzige Fehlst. im Lederbezug, sehr attraktiver Handeinband.
146487Berlin ; Boston : De Gruyter Verlag 2016. Zwei Bände. 1028 Seiten. Originaleinbände u. Schutzumschläge. Neue, noch eingeschweißte Exemplare ! 25x17x7 cm
1946R240150364Efe. 1946. In-12. Broché. Etat d'usage, Couv. convenable, Dos plié, Papier jauni. 283 pages augmentées d'une photo en noir et blanc hors texte.. . . . Classification Dewey : 920-Biographie générale et généalogie
199392558ABDarmstadt, Sonderdruck, 1993. 294 S., OKart., EA gut erhalten
1976277520Gemünden 1976. 217 Bll. maschinenschriftl. vervielfältigt 4° Br.
193789481AB1937. 35,5x25 cm. Gefaltete Stammtafel (104,5x72 cm) in 9 Segmenten, aufgezogen auf Leinwand. Halbpergament mit schwarzem Rückentitel und Deckelschild.
197549375ABZch., Kommissionsverlag Genealogisches Institut Zwicky, 1975. 34x26 cm. XVII, 469 S. Mit zahlreichen, teils gef. Stammtafeln und teils farbigen Abb. auf 102 Tafeln. OLn. mit Transparentschutzhülle, im O-Schuber.
197049604ABZch., Berichthaus, 1970. 4°. 54 S. O-Broschur.
196149603ABZch., Selbstverlag, 1961. 4°. 11 S. O-Broschur.
49600ABZch., Selbstverlag, o.J. 4°. 11 S. O-Broschur.
199949640ABAndelfingen, 1999. Gr.8°. 368 S., mit vielen teils farbigen Abb. Roter OKLdr.-Bd. mit Goldprägung.
CLUB INTERNATIONAL DU LIVRE. 1961. In-8 Carré. Relié, Sous emboîtage. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 460 pages. Livre avec rhodoïd. Exemplaire n°2044. Traduit de l'allemand par Alzir Hella.
br. "Casanova vive una vita che ha il suo massimo splendore in un periodo che dura giusto un quarto di secolo: dalla Guerra dei Sette Anni alla Rivoluzione francese, ovvero l'età dell'oro di quella figura, di cui l'Europa pullula, che è l'avventuriero: oltre a Casanova, vero principe dei principi, l'irlandese John Law; quel D'Eon, "un ibrido mezzo uomo mezzo donna" che ha in mano la politica internazionale; il barone Neuhoff; Cagliostro; il vecchio Trenk, che verrà ghigliottinato; Sain Germain. Se qualcuno obiettasse a Zweig, come talvolta è capitato, che la scrittura di Casanova non ha luce e non dà suono, non conosce la forma, Zweig non avrebbe problemi ad ammettere che i suoi versi puzzino di colla accademica, mentre i suoi romanzi utopistici e i suoi discorsi filosofici fanno sbadigliare. Eppure, questa sua "Iliade erotica" ha generato il miracolo del raggiungimento dell'immortalità, proprio attraverso la scrittura. Casanova ha scritto soltanto quando è stato messo definitivamente alla porta dalle donne e dai signori che ha di volta in volta servito o gabbato, ormai divenuto "solitario mendico impotente", rifugiandosi "nel lavoro come in un surrogato della vita che gli viene a mancare". Ha fatto di tutto per rendersi facile l'esistenza: non ha mai rinunciato a una briciola del proprio piacere, a un atomo dei suoi godimenti, a un minuto della sua gioia per dedicarsi "alla severa dea dell'Immortalità"...
br. Su Giacomo Casanova, scrittore avventuriero in apparenza così distante da lui, Zweig non formula giudizi morali: cerca invece di circoscriverne le qualità letterarie, quelle di un dilettante di genio, e di cogliere la sostanziale onestà dei suoi rapporti con l'altro sesso, vissuti come un mutuo scambio di piacere. All'inizio, ognuno dei nove capitoli che compongono questo ritratto sembra pervaso da un vago senso di antipatia, ma non appena si approfondisce il tema, è come se lo scrittore austriaco riconoscesse, quasi a malincuore, una sorta di intima affinità con Casanova: veneziano che visse gran parte della sua vita in esilio e il cui mito fu a sua volta un riflesso della stessa città natale. Zweig non compone una biografia convenzionale, ma un'analisi della vita di un grande seduttore, mitografo di se stesso, che seppe modellare la sua esistenza come un'opera d'arte.
br. "Navigare necesse, vivere non est necesse" l'antico motto dei naviganti di ogni tempo è come una canzone, una sinfonia di fondo di questa storia incredibile e vasta. "Ai tropici il mare arde e ribolle per il calore del sole, si incendiano le tavole e le vele, ogni cristiano che tenti di entrare nella terra di Satana, desolata come un cratere, diventa subito un negro." Queste e altre superstizioni affrontò Magellano, nel suo viaggio alla scoperta del punto di passaggio tra oceano e oceano. Il punto che tutti cercavano e che lui, superando intrighi di corte, ammutinamenti, mari in tempesta e battaglie selvagge infine trovò. L'estro sapiente di Stefan Zweig restituisce una grande epopea, in un mondo di condottieri e di oscuri eroi, al seguito del grande impeto di uno scopritore di terre, di mari e di umanità.
br. È un portoghese di ferro, fiero e coraggioso, testardo e inflessibile, il protagonista della più grande impresa marittima di tutti i tempi, l'uomo che, fra il 1519 e il 1521, scopre il passaggio fino ad allora sconosciuto tra l'Atlantico e il Pacifico - la "via occidentale" verso le Indie che Colombo e tanti altri hanno invano cercato - e tenta per primo di circumnavigare la Terra. Ferito nell'orgoglio dal rifiuto del proprio sovrano, pur di realizzare il suo sogno non esita a passare al servizio del re di Spagna. Nulla viene risparmiato a questo capitano che sfida l'ignoto e l'impossibile: la furia degli elementi, lo spettro della fame, la ribellione dei compagni di viaggio - nemmeno la morte, che lo coglie sulla strada del ritorno. Ma nessun ostacolo riuscirà a spezzare la sua irriducibile volontà; e così alla fine, insieme alla sua geniale intuizione, a trionfare sarà la più sobria delle sue virtù: la perseveranza. Con una biografia che si legge come un romanzo d'avventura, pubblicata per la prima volta nel 1938, Zweig rende omaggio a Magellano, una delle figure più affascinanti dell'età d'oro dei viaggi di esplorazione, consegnandoci il racconto di un'epopea eroica e tragica.
br. Frivola e intrigante per i cortigiani di Versailles, perversa aguzzina nella propaganda rivoluzionaria, eroina martire della restaurazione monarchica: chi era Maria Antonietta? Nel raccontare la sua vita, Stefan Zweig deve confrontarsi con una lunga tradizione di leggende, dicerie e violente passioni ideologiche. Ma ripercorrendone i passi di bambina sposa, moglie disprezzata, madre sensibile, austriaca isolata in una corte e una nazione ostili fino alla dignità degli ultimi istanti, che fanno coincidere la sua morte con la fine di un'epoca, Zweig trova una donna: un essere umano senza qualità particolari, costretto dal caso e dalla Storia a diventare grande. Maria Antonietta - senza che vengano sminuite le responsabilità politiche e morali del suo ruolo diventa allora il luminoso esempio dell'individuo comune che si erge sopra la sua stessa mediocrità e assume una dimensione "involontariamente eroica". Perfetta sintesi di cura documentale, penetrazione psicologica e tensione narrativa, questo libro, forse la più amata tra le opere di Zweig, è ancora oggi considerato un vertice e un modello del genere biografico. La sua pubblicazione, nel 1932, mutò radicalmente l'immagine di Maria Antonietta, cancellò uno stereotipo e riconsegnò una figura viva e complessa tanto alla ricerca storica che all'immaginario popolare.