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A clean, unmarked book with a tight binding. Light wear to cover. Previous owner's name inside. 412 pages.
In Hebrew. 170X240 mm. 316 pages. Soft cover. The upper corner of the front cover slightly wrinkled. Spine edges slightly worn. Otherwise the book is in good condition.
In Hebrew. 170X240 mm. 316 pages. Soft cover. Cover corners slightly worn. Otherwise in good condition.
VOLUME 2 ONLY. 21x14 cm. 371 pages. Softcover. Cover slightly rubbed. Else in good condition.
br. Esperto della storia italiana e in particolare del rapporto tra Chiesa cattolica ed ebraismo, neiPapi contro gli ebrei David Kertzer ricostruisce le responsabilità del Vaticano nella nascita e nella promozione dell'antisemitismo che ha portato alla Shoah. L'indagine prende avvio da una serie di documenti rimasti a lungo segreti e custoditi negli archivi centrali dell'Inquisizione: raccogliendone le rivelazioni, Kertzer ripercorre la storia della Chiesa dagli ultimi decenni dell'Ottocento fino all'inizio della seconda guerra mondiale e discute l'azione spesso ambigua dei papi, da Pio vii a Pio xii, nei confronti del popolo ebraico. Mettendo in luce come al radicamento di un generalizzato sentimento antigiudaico abbiano contribuito anche gli organi di comunicazione del Vaticano, tanto con le omissioni quanto con una propaganda che individuava negli ebrei elementi sospetti e in qualche modo colpevoli, Kertzer ci consegna in questo saggio ampiamente documentato la chiave per comprendere uno dei periodi più controversi e complessi del nostro passato.
trad. di Domenico Giusti tela edit. con sovrac. ill.
In 8°, cartonato editoriale con sovracoperta illustrata, pp. 365, (3), coll. "Collana Storica Rizzoli", prima ed., ottimo esemplare. (IK01/8) . (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Milano, Rizzoli, gennaio 2002. Prima edizione. In 8°, PP 363n. Legatura in tela.
240x160 mm. XIX+236 pages. Hardcover with dust-jacket. Ex-library copy with the usual marks. Jacket and pages yellowing. In good condition
14.5x20.5 cm. 250 pages. Paperback. In good condition.
IN HEBREW. 225x150 mm. 128 pages. Softcover. Rear cover wrinkled. Spine yellowing. Cover, spine edges and pages slightly yellowing. Else in good condition.
16°, mm 190x130, pp. 346 (6), cartonato editoriale con sovracoperta illustrata, una piccolissima macchia al margine inferiore del dorso e un taglietto minuscolo alla cuffia superiore, nel complesso il volume appare come nuovo. Collan "La Gaja Scienza", n. 276, traduzione di Bruno Oddera, conservati articoli di giornale all'interno. Edizione originale in italiano. Opera prima narrativa dell'autore, ebreo polacco sopravvissuto agli orrori nazisti e staliniani, emigrato negli Stati Uniti nel 1957.
P. 137 à 151 : tableaux chronologiques.
br. Questo è un lavoro di sintesi e di interpretazione che esplora come e perché l'Islam radicale, a seguito della sconfitta del regime nazista nel 1945, sia emerso come il più importante movimento politico e ideologico sulla scena mondiale avente come propria ragione d'essere l'odio nei confronti degli ebrei.
200x150mm. 162 pages. Softcover. Cover and spine yellowing and somewhat age-stained. Pages yellowing. Else in good condition.
Broch?. 189 pages.
190x130mm. 330 pages. Hardcover. Cover corners slightly worn. Spine slightly loose. Spine slightly yellowing. Else in good condition.
Cm. 21,7, br. edit., pag. 238 (10). Prefazione di Simone De Beauvoir. Ottimo esemplare. Si tratta del testo integrale del film realizzato dall'Autore.
8°, 21 cm, pp. 633; traduzione dal francese di Tito A. Spagnol, 11 cartine nel testo. Rilegatura editoriale in tela, titolo in oro al dorso, sovracoperta editoriale illustrata, esemplare molto buono
17 cm, pp. (126), una tavola ripiegata fuori testo, storia dell'ebraismo dalla prima guerra mondiale al 1927. Rilegatura editoriale, titolo in oro su tassello al dorso, esemplare molto buono. Manca il primo volume. Ex libris privato applicato al contropiatto
br. Alla fine del XIX secolo la Francia è spaccata in due sull'Affaire Dreyfus, l'ufficiale ebreo ingiustamente condannato per alto tradimento. È soltanto l'iceberg di una questione antisemita più radicata. Fra i primi a sollevarsi in difesa di Dreyfus c'è Bernard Lazare, un giovane intellettuale di idee anarco-socialiste, pure lui ebreo, che proprio negli stessi anni dà alle stampe un saggio in due volumi sull'antisemitismo dove, fra le altre cose, imputa agli ebrei una parte di responsabilità nell'origine del fenomeno, come conseguenza del loro "comportamento asociale". In realtà, l'Affaire Dreyfus è l'inizio di una presa di coscienza per Lazare della condizione di "paria" in cui versa l'ebreo nelle società europee tra fine Ottocento e primo Novecento.
br. «L'Affaire Dreyfus aveva cambiato il modo di vedere di Lazare - scrive Stefano Levi Della Torre -, e un effetto analogo aveva avuto su Theodor Herzl, giornalista e scrittore ben inserito nella società viennese, ebreo quasi dimentico ormai di essere tale. Di fronte al massiccio fenomeno antidreyfusardo, entrambi, Herzl e Lazare, scoprivano che, contrariamente alle loro aspettative, l'assimilazione, la normalizzazione degli ebrei nelle società europee era una prospettiva precaria se non illusoria. Herzl concepì un'altra strada e un altro tipo di normalizzazione: il popolo ebraico disperso in ogni paese, senza terra propria ed esposto alla persecuzione avrebbe normalizzato se stesso e i propri rapporti con gli altri popoli se avesse costituito un proprio Stato su una propria terra... Lazare convenne in un primo tempo con Herzl: la questione ebraica era un problema di riscatto nazionale. In una conferenza agli studenti russi del 1898, Lazare aveva spiegato la sua concezione della questione nazionale ebraica. Che cosa c'è di comune tra gli ebrei del mondo? Non la religione: ci sono ebrei credenti e non credenti, panteisti alla maniera di Filone di Alessandria o a quella di Spinoza, ci sono dei positivisti, dei materialisti e degli atei. Non la razza... Ciò che unisce gli ebrei è soprattutto la storia, che comporta tradizioni e costumi comuni. "Noi guardiamo le cose sotto una visuale che ci è comune". Gli antisemiti hanno ragione quando sostengono che l'essere ebrei non si riassume nel fatto religioso, "certo non sanno perché, ed è semplicemente il loro odio a conferire a essi una Confusa chiaroveggenza"; che li fa più vicini alla verità che non i giornali che difendono l'ortodossia religiosa come elemento principale dell'appartenenza ebraica. Lazare registrava la resistenza degli stessi ebrei ad accettare una prospettiva nazionale... Ma vedeva "qualche milione di esseri umani che sono stati sottoposti per secoli alle stesse leggi interne ed esterne, che hanno vissuto in conformità agli stessi codici, che hanno le stesse concezioni e gli stessi costumi: essi chiamano ancora se stessi con il loro medesimo nome di ebrei e hanno la coscienza di appartenere a uno stesso gruppo; Che cosa posso ragionevolmente concludere? Che questi milioni di individui formano una nazione"».
Mm 140x220 Collana "Le Porpore" - Brossura originale con sovraccoperta figurata a colori, 125 pagine. Condizioni del libro: nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
245x175 mm. 215 pages. Hardcover with dust jacket. Sticker on inner cover. Pencil marks on few pages. Else in good condition.
Paris, Librairie Gallimard - Editions de la Nouvelle Revue Française, 1925, in-16, br. editoriale, pp. 253, (3). Intonso. Terza edizione (settembre) dello stesso anno dell' edizione originale. Di famiglia ebrea ucraina, Lecache fu attivista dei diritti umani, vicino agli ambienti anarchici, ed uno dei primi membri del PCF, da cui fu espulso perché affiliato alla massoneria; fondò e diresse (1927-1968) la "Lega Internazionale contro l'Anti-Semitismo".