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Mm 140x220 Brossura cucita di pp. XLV-81, testo originale a fronte. In perfetto stato. Introduzione di Elena Lowenthal. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALL'ORDINE.
Milano, Epoca, 1988, 16° brossura con copertina illustrata a colori, pp. VII-170. Presentazione di Giuliano Ferrara.
IN HEBREW. SIGNED BY AUTHOR. 160x225 mm. 258 pages. Hardcover with dust jacket. Dust jacket edges worn. Cover corners slightly bumped. Spine edges slightly bumped. Slightly yellowing pages. Else in good condition.
In 8', br. ed. ill. con risv., pp. 399, in ottimo stato, prima edizioneLuogo di pubblicazione RomaEditore Editori RiunitiAnno pubblicazione 2002Collana Biblioteca di storiaMateria/Argomento Storia, AntisemitismoPrima Edizione si
In 16°, br. edit., pp. (XL),62,(10); coll. "Temi. 168"; conserva fasc. edit., timbretto "saggio-omaggio" sull'ultima pag., per il resto ottimo es.. (a011) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Perrin 1972, In-8 relié cartonnage éditeur sous jaquette illustrée. 293 pages. Bon état.
P., A. Figueras, 1989. In-8 broché, 221 pages avec quelques illustrations.
Num?ro complet.
in-8°, 181 pp., biblio, broche, couverture illustree a rabats. Tres bel exemplaire [CA32-3]
Mm 100x185 Collana "I Rcord". Volume di 393 pp. in buone condizioni nella sua brossura originale. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALL'ORDINE.
Mm 130x195 Collana "I libri verdi - Drammi e segreti della storia", n. 33 - Brossura originale mancante di sovraccoperta, 377 pagine. Esemplare molto ben conservato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
First Edition, edizione numerata (n.830) su carta Hollande, in barbe. 303 pagine. Brossura editoriale. Ottime condizioni. Interessante anche per comprendere la diffusione di uno spirito antisemita nella Francia del dopoguerra.
Cerf 1988. In-8 broché, couverture illustrée de 464 pages. Parfait état
In 8°, brossura edit. con alette, pp. 225,(3) con una ill. b/n n.t.; coll. "Paganitas VIII", ottimo esemplare. ZA5 (ZA05)
Un volume (20 cm) di 559 pagine. In lingua francese. Brossura editoriale. Timbretto alla pagina di titolo ed etichetta di numeri all'angolo della copertina; peraltro condizioni molto buone.
br. Se l'odio per gli ebrei e il giudaismo segna la civiltà occidentale fin dai tempi dell'Impero romano, l'ideologia e la politica antisemita sono un fenomeno che si sviluppa nel corso dell'Ottocento, in particolare nell'Europa centrale. È questo antisemitismo moderno a sfociare tragicamente nella Shoah. Oggi, il rischio di un ritorno dell'antisemitismo sta nella ripresa dei nazionalismi esclusivisti, che non tollerano e negano le differenze.
br. Raccontando la lunga storia dell'odio verso gli ebrei e le sue metamorfosi fin nella contemporaneità, Taguieff delinea un panorama, articolato e documentato, della "giudeofobia", termine che predilige rispetto a quello largamente diffuso, ma a suo parere ambiguo e fuorviante, di "antisemitismo". Dall'antiebraismo religioso cristiano al moderno antisionismo radicale, dalla giudeofobia antireligiosa dell'Illuminismo a quella anticapitalistica e rivoluzionaria del socialismo delle origini, dall'antisemitismo in senso stretto, razziale e nazionalistico, alla "demonizzazione dello Stato d'Israele", l'autore traccia la genealogia e la tipologia di pregiudizi, comportamenti, pratiche, ideologie e modi di pensare che continuano ad alimentare il mito negativo dell'"ebreo".
br. «L'Affaire Dreyfus aveva cambiato il modo di vedere di Lazare - scrive Stefano Levi Della Torre -, e un effetto analogo aveva avuto su Theodor Herzl, giornalista e scrittore ben inserito nella società viennese, ebreo quasi dimentico ormai di essere tale. Di fronte al massiccio fenomeno antidreyfusardo, entrambi, Herzl e Lazare, scoprivano che, contrariamente alle loro aspettative, l'assimilazione, la normalizzazione degli ebrei nelle società europee era una prospettiva precaria se non illusoria. Herzl concepì un'altra strada e un altro tipo di normalizzazione: il popolo ebraico disperso in ogni paese, senza terra propria ed esposto alla persecuzione avrebbe normalizzato se stesso e i propri rapporti con gli altri popoli se avesse costituito un proprio Stato su una propria terra... Lazare convenne in un primo tempo con Herzl: la questione ebraica era un problema di riscatto nazionale. In una conferenza agli studenti russi del 1898, Lazare aveva spiegato la sua concezione della questione nazionale ebraica. Che cosa c'è di comune tra gli ebrei del mondo? Non la religione: ci sono ebrei credenti e non credenti, panteisti alla maniera di Filone di Alessandria o a quella di Spinoza, ci sono dei positivisti, dei materialisti e degli atei. Non la razza... Ciò che unisce gli ebrei è soprattutto la storia, che comporta tradizioni e costumi comuni. "Noi guardiamo le cose sotto una visuale che ci è comune". Gli antisemiti hanno ragione quando sostengono che l'essere ebrei non si riassume nel fatto religioso, "certo non sanno perché, ed è semplicemente il loro odio a conferire a essi una Confusa chiaroveggenza"; che li fa più vicini alla verità che non i giornali che difendono l'ortodossia religiosa come elemento principale dell'appartenenza ebraica. Lazare registrava la resistenza degli stessi ebrei ad accettare una prospettiva nazionale... Ma vedeva "qualche milione di esseri umani che sono stati sottoposti per secoli alle stesse leggi interne ed esterne, che hanno vissuto in conformità agli stessi codici, che hanno le stesse concezioni e gli stessi costumi: essi chiamano ancora se stessi con il loro medesimo nome di ebrei e hanno la coscienza di appartenere a uno stesso gruppo; Che cosa posso ragionevolmente concludere? Che questi milioni di individui formano una nazione"».
L'opera si presenta in ottimo stato di conservazione. Conserva la brochure per evnetuali ordini alla casa editrice. Prima edizione
Universale Cappelli 93
In-8° pp. 136, bross. edit. Buono stato.
Bologna, Cappelli, (anni '60),16mo cart. edit. pp. 228
br. Perché Hitler odiava gli ebrei? Quando è nato l'antisemitismo ? Che cosa sono I Protocolli dei Savi di Sion? Esiste un "business della Shoah"? Abbiamo il diritto di criticare lo stato di Israele? E l'antisionismo si può considerare una forma di antisemitismo? Il breve libro non esita a fare le domande più scomode smontando, con chiarezza e semplicità, malintesi, trappole e teorie del complotto. Una guida per capire le radici dell'odio antiebraico e uscire dalla logica del pregiudizio e della violenza.
P. SORLIN L'antisemitismo tedesco. Torino, Mursia 1970 italian, 129 SC688Brossura editorialevolume in discrete condizioni,segni da scaffalatura agli angoli della copertina, abrasioni sul dorso, interno in buono stato129 pagine circaCopertina come da foto