478 résultats
In-8 p. (mm. 207x147), p. pelle coeva (lievi abras.), dorso a cordoni con tit. oro, tagli rossi, 12 cc.nn., 380 pp. num.; bella grande vignetta incisa in rame al frontespizio, ornato da grandi capilettera figurati inc. su legno. “Con molti Avvedimenti utili, e necessari à tutte le Città d’Europa, che cadessero in simili infortunij, e calamità”. Cfr. Predari, p. 284 - Cat. Hoepli,629: “La presente ristampa dell'opera del Centorio venne eseguita in occasione della famosa peste del 1630, quella dei "Promessi Sposi", che rimise in vigore le prescrizioni adottate nelle pestilenze precedenti.” - Argelati,1,1, 410. Esemplare corto dei margini; restauro al frontesp. per manc. ang. infer., ex-libris applicato al verso dell’ultima carta, altrimenti ben conservato.
in-4, pp. (28), 454, (2), 1 cb, bella leg. m. pelle settecentesca con tass. e tit. oro al d., piatti in cart. dec. Tagli rossi. Gr. marca tipogr. in legno dei Giolito al front. e ripetuta al colophon. Iniziali animate, testa. e fregi tutti xilogr. Rara prima ediz. di importante testo sulle norme e istruzioni da osservare in occasione della peste in Milano del 1576, ristampato solo nel 1630 dopo la famosa peste manzoniana. Sono descritti i rimedi, le prescrizioni e i medicamenti per preservarsi dal contagio. Da pag.167 a apg.182 elenco delle parrocchie milanesi con i nomi dei sentori e cavalieri preposti al controllo del contagio. Il testo può considerarsi la cronaca di quanto avvenne nella città di Milano in quei tragici giorni. Manca a Brunet e Olschki, Choix. Predari 284. Hoepli 628: "E' la raccolta di tutti gli ordini pubblicati in Milano in occasione della peste detta di S. Carlo". Errori di impaginazione nelle pagine preliminari che risultano mal poste ma tutte presenti. Errore nella numerazione delle pagine da 93 a 96 ma completo. Picc. fori di tarlo al d. Qualche lieviss. gora marginale ma ottimo esempl. [188]
Vita di Alessandro Manzoni, Milano agosto 1873, Giulio Carcano - Introduzione 1 17x10 cm., legatura in piena tela, tagli spruzzati, pp. XXIV, 467, in italiano, margini un po' ridotti, qualche segno di annotazione, ma esemplare ben conservato. Firma di appartenenza - Timbro di Libraio-Editore
130125aafMilano, Premiata Tipografia S. Giuseppe, 1923, gr. in-8vo, 55 p., + 1 planche dépliante n./b., brochure originale.
Mm 135x210 Collana "Intersezioni". Brossura editoriale di 135 pagine, copertina policroma., illustrazioni nel testo. Come nuova. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
<p>5 volumi, 12 cm, rilegatura in mezza pelle, titolo in oro e fregi a secco al dorso che è diviso da 4 nervi, piatti, risguardi e tagli marmorizzati, al frontespizio marca con iniziali dell'editore. Vol. 1, un ritratto di Boccaccio protetto da velina in antiporta, p. (4), xxix, (1), 343; Vol. 2, p. (4), 324; Vol. 3, p. (4), 217, (1); Vol. 4, p. (4), 294; Vol. 5, p. (4), 282, (1). Bruniture a numerose pagine che non disturbano la lettura del testo. Alcuni vecchi restauri alle legature.</p>
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI GENERALI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Il Decameron, o Decamerone, (parola composta dal greco antico: déka, "dieci" e hemeròn, "giorni", con il significato di "[opera] di dieci giorni") è una raccolta di cento novelle scritta da Giovanni Boccaccio nel XIV secolo, probabilmente tra il 1349 (anno successivo alla peste nera in Europa) e il 1351 (secondo la tesi di Vittore Branca) o il 1353 (secondo la tesi di Giuseppe Billanovich). Anche se il primo a capire che si trattava di un testo autografo fu Alberto Chiari, Vittore Branca nel 1962 dimostrò come il codice Hamilton 90, conservato a Berlino, fosse un prezioso autografo risalente agli ultimi anni di vita del Boccaccio. È considerata una delle opere più importanti della letteratura del Trecento europeo, durante il quale esercitò una vasta influenza sulle opere di altri autori (si pensi ai Canterbury Tales di Geoffrey Chaucer), oltre che la capostipite della letteratura in prosa in volgare italiano. Per le sue caratteristiche salienti l'opera di Boccaccio va certamente annoverata tra le opere che ispirarono l'ideale di vita edonistica tipico della cultura umanista e rinascimentale, che auspicava un'esistenza dedicata al piacere ed al culto del viver sereno (questo ideale si può considerare ben sintetizzato ed espresso nel celebre Trionfo di Bacco e Arianna, composizione poetica di Lorenzo de' Medici). Il libro narra di un gruppo di giovani, sette donne e tre uomini, che per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera che in quel periodo imperversava nella città, e che a turno si raccontano delle novelle di taglio spesso umoristico e con frequenti richiami all'erotismo bucolico del tempo. Per quest'ultimo aspetto, il libro fu tacciato di immoralità o di scandalo, e fu in molte epoche censurato o comunque non adeguatamente considerato nella storia della letteratura. Il Decameron fu anche ripreso in versione cinematografica da diversi registi, tra cui Pier Paolo Pasolini e i fratelli Taviani. Descrizione bibliografica Titolo: Il Decamerone Autore: Giovanni Boccaccio Editore: La Spezia: Fratelli Melita Editori, 1990 Lunghezza: 640 pagine; 25 cm; illustrato Peso: 1,7 Kg ISBN: 8840366741, 9788840366746 Soggetti: Letteratura italiana, Classici, Poesia, Poemi, Peste, Firenze, Aristocrazia, Novelle, Racconti, Fiammetta, Pampinea, Emilia e Panfilo, Lauretta, Elissa, proemio, Fortuna e Natura, Amore, Lisabetta da Messina, San Gimignano, Cisti fornaio, Melchisedech, Andreuccio da Perugia, Ciappelletto, Calandrino, Chichibio, Griselda, Poetica medievale, Libri illustrati, Ghino di Tacco, Ser Ciappelletto, Federigo degli Alberighi, Badessa e le brache del prete, Satire menippee, Cornice, Censura, Opere letterarie in italiano, Decameron, Virtù, Peccato, Eros, Borghesia, Gioco, Caccia, Gioventù fiorentina, Narrativa, Dante, Petrarca, Lirica, Medioevo, Donne, Ironia, Latino, Dame, Edonismo, Lingua aulica, Dialetto, Volgare, Poemi, Epopea, 1348, Affreschi, Dipinti, Andrea del Castagno, Toscana, Italian literature, Classics, Poetry, Poems, Pest, Florence, Aristocracy, Novelle, Stories, Fiammetta, Fortuna, Nature, Love, Medieval Poetics, Illustrated books, Satire Menippee, Frame, Censorship, Literary works in Italian, Decameron, Virtue, Sin , Eros, Bourgeoisie, Game, Hunting, Florentine youth, Fiction, Petrarch, Lyric, Middle Ages, Women, Irony, Latin, Dames, Hedonism, Language, Dialect, Vulgar, Poems, Epic, Frescos, Paintings, Tuscany Parole e frasi comuni acciò adunque alcuna allato alquanto altra amore Anichino appresso Arriguccio nome avveduto avvenne beffe bella Bolgaro buona camera casa cena Chichibio Cimone compagni Costanza diletto dimora Dioneo disiderava donna dormire Efigenia Egano fante Federigo figliuola Filostrato Fineo Frate Cipolla Frate Rinaldo fuggire geloso gentile uomo Geri Spina Gianni Guidotto giovane guardia Guccio guisa Iddio lieta Lipari Lisimaco Lusca Madonna Filippa marito Martuccio medesima Messer Geri Messer Lambertuccio Messer Lizio Meuccio moglie Messere Monna Nastagio Nicostrato notte novella occhj Pamfilo Pampinea parole piacere Pietro Pirro Prete Procida ragione Reina rispose Rodiani ronzino Ruberto Salaja subitamente Tindaro Tingoccio Tofano tosto Tunisi uomini veggendo vergogna
Bross. edit. in-8, copert. ill.ta, pp. 83-(1) + IV di Rubrica: Dalla corrispondenza col medico, ill.ni in nero n.t. numero monografico sulla Morte nera - VI centen. della peste del Boccaccio. Ottimo.
In-8 p. (mm. 216x159), mz. pergamena con ang. coeva (risg. rifatti), pp. 139, marca xilografata al frontespizio. Rara "edizione originale" di questo importante studio sulla peste. “Francesco Pona (1594-1655), fu un medico e poligrafo veronese. Membro dell’Accademia degli Incogniti, scrisse romanzi, tragedie, commedie.. Non certo eroica fu la sua condotta durante la pestilenza, giunta a Verona tra il 1630 e il 1631. Incluso nella seconda leva dei medici precettati per far fronte ai bisogni della città e del lazzaretto, egli riuscì a essere esentato dal Provveditore. Al servizio della patria mise però la sua penna, sia in veste nosografica che storiografica. Dopo due opuscoli di carattere tecnico sulla peste, entrambi del 1630, l’anno successivo Pona pubblicherà "Il Gran Contagio di Verona", una delle sue opere più celebri. Oltre a un approccio razionalistico alle origini della pestilenza, di cui vengono ricostruite le cause storiche, geografiche e ambientali, il ‘Contagio’ si segnala per l’icastico, spesso tragico resoconto degli orribili sconvolgimenti vitali portati dall’epidemia nella città. Lo scritto, che fonde suggestioni classiche e mimesi dei fatti, farà da modello a molti resoconti posteriori della peste nell’Italia settentrionale, ispirando forse anche Manzoni”. Così Diz. Biograf. Italiani, Vol. LXXXIV. Cfr. Michel,VI, p. 138 - Cat. Piantanida,II, 2103 per la seconda ediz. del 1727. Con lievi aloni margin., ma certamente un buon esemplare.
In-8 (cm. 21), brossura editoriale illustrata, pp. 205, (3), con illustrazioni in bianco e nero e a colori fuori testo. In buono stato di conservazione (good copy).
In-8 (cm. 21), brossura illustrata, con alette, pp. 219, (5), con numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori fuori testo. Leggerissime scolorature alla brossura; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Una grande lapide nella Chiesa dell'Ascensione, nel quartiere Chiaia e una stradina, via Conte di Mola che, penetrando i Quartieri Spagnoli, si arrampica, a pochi passi da via Toledo, lambendo l'antico palazzo Vaaz diventato Berio, verso la collina dominata da Castel Sant'Elmo. Sono le uniche tracce dei quaranta e più anni vissuti a Napoli, sua patria d'adozione, da Miguel Vaaz de Andrade, per storici antichi e moderni, uno dei più grandi mercanti di grano europei, attivo fino al 1623, anno della sua morte. Vaaz è ricordato dagli storici oltre che per la sua spregiudicata intraprendenza e astuzia, per aver salvato Napoli dalla terribile carestia conseguente alla pestilenza con il grano fatto arrivare dai paesi balcanici. La lapide posta nel 1698 ricorda che nel 1617, nel giorno della festa dell'Ascensione, vide san Pietro dei Celestini nell'atto di proteggerlo e, per disperdere l'impeto dell'avversa fortuna, prese dimora in questa Chiesa. Gli agenti del viceré duca d'Ossuna non riuscirono a catturare il mercante accusato di aver a lungo frodato il Regno. Vaaz si rifugiò nella chiesa iniziando una lunga latitanza che interruppe solo quando, circa due anni dopo, fu assolto al termine di un lungo processo. Fondatore del Casale S. Michele in Terra di Bari, agli inizi del 1600, Vaaz è sempre stato nella memoria dell’autore, nativo del luogo inventato da Don Miguel intorno a una torre cinquecentesca. In questo libro tra storia e romanzo, Masiello prova ad “avvicinare” don Miguel per raccontarne l’avventura nel Regno di Napoli. Descrizione bibliografica Titolo: Il Mercante. L’avventura di don Miguel Vaaz, un portoghese nel Regno di Napoli Autore: Nino Masiello Editore: Napoli: Massa, 2010 Lunghezza: 240 pagine; 21 cm; illustrato ISBN: 8895827279, 9788895827278 Collana: Volume 12 di Frammenti di parole Soggetti: Biografie, Memorie, Storia moderna, Mercanti, Viceregno Spagnolo, Romanzi storici, Storia locale, Commercianti di grano, Seicento, Peste, Epidemie, Nobiltà napoletana, Nobili, Pietro Fernandez di Castro, Michele Vaaz de Andrade, Conte di Mola, Quartieri spagnoli, Leggende, Miti, Storie vere, Aneddotica, Spagna, Portogallo, Regno, Inquisizione, Viaggi, Carestie, Tumulti popolari, Miseria, Feudi, Mezzogiorno, Biographies, Memoirs, Modern history, Merchants, Spanish Viceroy, Historical novels, Local history, Wheat traders, 17th century, Plague, Epidemics, Neapolitan nobility, Nobles, Spanish quarters, Legends, Myths, True Stories, Anecdotal, Spain, Portugal, Kingdom, Inquisition, Travel, Famines, Popular Riots, Misery, Feuds, Noon Nino Masiello, giornalista per una vita, già caporedattore nell'ufficio centrale de Il Mattino, si è formato alla scuola di Gino Palumbo; ha, poi, lavorato a Panorama diretto da Lamberto Sechi, quindi al Corriere di Napoli, al popolare settimanale sportivo Sport sud e, infine, ancora al Mattino. Nino Masiello, giornalista e scrittore di lunghissimo corso, ha avuto grandi maestri: da Gino Palumbo ad Antonio Ghirelli, Lamberto Sechi, Pasquale Nonno, Sergio Zavoli. E, nel teatro, ha militato per un quarto di secolo nella fucina del “Sannazaro” scrivendo per Nino Taranto, Luisa Conte, Ugo d’Alessio, Pietro de Vico e tutti gli altri artefici dello straordinario successo del teatro di via Chiaia. Ha pubblicato, oltre ad alcuni libri di sport, “Tempo di maggio”, storia del teatro popolare napoletano del ’900”; la biografia di Aniello Califano, il poeta di “’O surdato ’nnammurato” e “Bar Maria - Storia della cafettera che inventò il mitico bar-università di Forio d’Ischia”. Ha firmato anche molte regie per Mario Merola, Roberto Murolo, Sergio Bruni, Beniamino e Rosalia Maggio. Il suo “Tempo di Maggio, storia del teatro popolare del ’900 a Napoli” è da vent'anni adottato nelle Università nelle facoltà di lettere moderne. Nel cinema è autore del soggetto e della sceneggiatura del film “Quel ragazzo della curva B” (aprile 1987) che, per una fortunata scommessa, si conclude con il Napoli in festa per il suo primo scudetto.
Mm 135x210 Collana "Storia. IDocumenti" a cura di Pasquale Villari. Brossura editoriale di 381 pagine, lievi segni del tempo alla copertina, peraltro buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 290x415 Fascicolo in folio di 12 pp. con prima e ultima carta illustrate a colori, illustrazioni in nero e una tavola a colori col ritratto di Padre Michele di Carbonara, nel testo. Fioriture ai margini. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., br. Come ci si difendeva da morbi, infezioni, malattie e altri flagelli nella società di antico regime? In tre brevi capitoli centrati sull'epidemia di peste del 1630, il libro racconta i tentativi di medici e ufficiali di sanità per individuare sistemi efficaci di prevenzione, la riuscita politica di collaborazione fra Genova e il granducato di Toscana, e l'andamento dell'epidemia in un caso esemplare come Pistoia.
pp. 148, in 8°, brossura, Intesezioni, Nuovo.
Mm 125x205 Collana "Intersezioni" - Brossura editoriale con bandelle, 148 pagine. Opera in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
formato 21,5X15. Legatura editoriale con sovraccoperta pagine 325. Con molte tavole tratte dalla edizione dei Promessi sposi del 1840 provenienti dalla Raccolta Bertarelli di Milano. PRIMA EDIZIONE. Bella copia
Tela c/sovraccoperta, cm15.5x21.5, pp X 325 (3); alcune figure in nero fuori testo.
in 4, pp. (6), 312, (38), 205, (14), leg. poster. m.perg. e ang. Illustr. da 3 tav. inc. in rame, una f.t. raffig. l'autore che offre il volume a Filippo d'Austria e 2 n.t. raffig. il lazzareto di Palermo; al titolo grande silografia da 4 legni raffig. rimedi contro la peste, ripetuta fra la seconda e la terza parte, impresa dello stampatore al colophon. Uno dei più celebri trattati sulla peste del Cinquecento, importante nella storia della medicina per la posizione di rifiuto da parte dell'Autore della teoria della peste ''manufatta''. Il fenomeno della peste viene analizzato con grande rigore scientifico da quattro angolazioni (corrispondenti ad altrettante parti dell'opera): che cosa sia la peste e la sua sintomatologia, le norme di igiene e di organizzazione sanitaria per i malati, la prevenzione per la popolazione della città non ancora contagiata, la prassi terapeutica per gli appestati. G. F. Ingrassia, dopo essersi laureato a Padova, dove era stato allievo di Falloppio e Vesalio, si stabilì a Napoli. Era protomedico in Sicilia - incarico che aveva ricevuto da Filippo II nel 1563- durante il contagio di peste nel 1575; il suo contributo fu allora importante e il suo rifiuto di ipotesi fantasiose di peste manufatta segnò un passo avanti determinante nell'epidemiologia. Nel 1577 fu pubblicata una ''Parte quinta'' dallo stesso stampatore. Il capitolo 3. della quarta parte fu tradotto in latino ed inserito in una raccolta di scritti curata da J. Camerarius (Synopsis commenatriorum de peste, Norimberga 1583). Rarissima cinquecentina palermitana illustrata, di notevole interesse medico. Buon esempl., con rari aloni.. Adams I-120. BMC p. 339. Castiglioni, Storia della medicina, pp. 428-429. Durling, 2547. Mortimer, Harvard, I, 241. Mira III, 202: ''La quinta parte di quest'opera fu riprodotta nel 1624, quando la peste devastò quest'isola''. Bird, Medical Edinburgh 1314-15..
In 8° (21,5x14,2 cm); 32 pp. Senza brossura ma non slegato. Prima edizione di questo scritto del celebre medico mantovano Giuseppe Montesanto che fu professore di storia e letteratura medica, di clinica e terapia all'Università di Padova, membro degli Atenei di Venezia, Treviso e Brescia. Lo scritto ripercorre alcune teorie mediche recuperate nel XIX° secolo di alcuni celeberrimi medici italiani come Fracastoro, Mercuriale ed in particolare del celebre medico vicentino Alessandro Massaria. Raro ed in buone ottime condizioni di conservazione.
140238aafBerolini, (Berlin) Apud Ambrosium Haude, MDCCXLIV, (1744,) in-8vo, 80 p. (feuille de titre avec vignette gravée inclus), légères rousseurs, ex. non rogné, brochure originale muet d’époque.
[Roma?, s.n., c. 1736], manoscritto su carta, steso da una sola mano, in chiara grafia, in-folio piccolo, nato senza brossura, a fogli sciolti, pp. [8]. Compilato su colonne della larghezza di metà del foglio (l'altra metà lasciata bianca). Si tratta dell'incarico a quattro deputati di vigilare sull'epidemia, con la suddivisione delle aree da controllare e le regole di comportamento da far seguire. Ottime condizioni.
Roma, Tipografia delle Mantellate. 1899, in-8, br. edit., pp. 20.
109658Parisiis, Apud Dionysium Du-Val, sub Pegaso, in vico Bellouaco, 1578, Cum Privileio Regis, 1 volume in-8 de 225x160x30 mm environ, 4ff. (titre avec vignette, Epistola, Index), 443 pages, 1f.blanc, parchemin à recouvrements crème avec traces de liens sur les plats, dos à nerfs portant titre doré sur pièce de titre fauve, orné de filets horizontaux et fers dorés (en partie effacés), texte en latin agrémenté de bandeaux et lettrines. Quelques passages soulignés au crayon à papier, des pages brunies avec mouillure claire dans la marge supérieure, notes manuscrites sur la page de titre. Première édition de cet important traité sur les maladies contagieuses (vénériennes, rage, peste).