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1942AUB-5087Montreux, éd. de l'Aigle 1942. Bon exemplaire broché, couverture ornée d'éd., in-8, 158 pages + planches.
55096Roma, Edizioni Augustea 1931, 205x155mm, 107pagine, in brossura.
73877Firenze, Vallecchi Editore 1936, 210x150mm, 130pages, broché. Cachet de bibliothèque sur la page de titre et bords du dos et des couvertures insolé, autrement bon état.
ill., ril. Storico e giornalista culturale di "Panorama", Giorgio Fabre analizza i testi mussoliniani dimostrando la falsità del luogo comune che vede il "bonario" Mussolini trascinato nella deriva razzista dal "malvagio" e antisemita Hitler. In realtà il Duce - sostiene l'autore - strutturò ben presto una ideologia razzista, articolata e coerente. Preferì non renderla pubblica per opportunità politica, ma il Partito Nazionale Fascista e il regime epurarono subito tutti gli ebrei, fin dal 1922.
br. Il 21 giugno 1921 Mussolini pronuncia alla Camera dei deputati il suo primo discorso parlamentare, un esordio che segna un «punto di svolta nella sua carriera politica». Da «agitatore, giornalista e tribuno» si accinge a trasformarsi in uomo di governo che «traduce quotidianamente i termini della disputa in indicazioni di carattere generale», che a loro volta diventano i capisaldi della costruzione di uno Stato nuovo. Con un approccio storico-critico rigoroso, Fabio Frosini raccoglie gli interventi che racchiudono i temi essenziali alla comprensione di questo progetto nel suo primo decennio, fino a quel 1932, anniversario della marcia su Roma, che ne sancirà la piena stabilizzazione ma anche l'inizio della crisi. Se la storiografia dell'ultimo cinquantennio si è occupata ampiamente della personalità e delle prese di posizione di Mussolini e ha dedicato invece poca attenzione ai suoi testi, questo volume sottrae articoli, saggi, interviste e discorsi al «raggio dell'eredità storica del fascismo» in cui sono stati quasi per intero confinati. Dall'analisi delle dinamiche sottese alla genesi di un «regime che provvede e prevede» - il rapporto fra politica e cultura, fra tecniche di gestione e governo, e fra Stato ed economia, il mito della rivoluzione, il capitalismo nascente, l'ideologia post liberale - emerge il ruolo chiave svolto dal corporativismo nel fare del popolo, adeguatamente disciplinato, lo strumento della potenza della nazione. Considerato in quel momento da buona parte dell'opinione pubblica «tutt'altro che una disgrazia», il fascismo degli anni venti è apparso, persino a Benedetto Croce e Antonio Gramsci, come la forza che ha traghettato l'Italia fuori dalla crisi d'autorità in cui era precipitata dopo la guerra e come il mezzo che, di fatto, ne ha unificato il «tessuto» morale e sociale.
ill., br. Storia di un «tradimento» tra la fucilazione di Mussolini e l'oro di Dongo. L'omicidio di due partigiani comunisti, la morte di Mussolini, l'oro di Dongo: una delle pagine più oscure della storia della Resistenza. Fondatore della 52a Brigata partigiana «il capitano Neri» è un comunista da sempre sospetto alle gerarchie del Pci milanese e al Comando regionale delle Divisioni Garibaldi. Arrestato dalla Brigata Nera sul lago di Como nel gennaio del 1945 con Giuseppina Tuissi, la staffetta «Gianna», riesce a fuggire ma, accusato di tradimento, viene condannato a morte con la compagna di lotta da un tribunale partigiano. Reintegrato nella «sua» brigata, è fra i protagonisti della cattura e della morte di Mussolini, sventa il tentativo di consegnare il Duce agli Alleati, cura l'inventario del «tesoro» di Dongo, è testimone infine della decisione di Pietro Terzi «Francesco», commissario di guerra del Pci, di fucilare Mussolini e la Petacci. I due cadono a Giulino di Mezzegra per mano di Michele Moretti «Pietro Gatti», di Walter Audisio «colonnello Valerio» e di Luigi Canali che esploderà i due colpi di grazia. Il 7 maggio 1945 «il capitano Neri» scompare a Como: ucciso perché conosceva troppi fatti scomodi o perché in dissenso con i vertici del Pci? «Gianna» ne seguirà la sorte un mese dopo. (Con inserimento fotografico)
ill., br. L'autore ha effettuato una revisione di tutte le versioni sulla morte di Benito Mussolini, verificando le contradditorie "ipotesi" susseguitesi dal 1945 ad oggi; dalla cosiddetta versione ufficiale de l'Unità del novembre-dicembre 1945, al rapporto Lada-Mocarski e giunge alla "tesi" cioè alla definitiva attestazione di dove e come Mussolini trovò la morte; questo in base a indagini personali, testimonianze inedite e dagli appunti scritti come pro memoria dall'unico testimone non partigiano presente al fatto: l'autista che condusse i partigiani Valerio, Guido e Pietro da Dongo a Bonzanigo e che trasportò Benito Mussolini e Claretta Petacci dalla piazza del lavatoio di Bonzanigo al cancello di Villa Belmonte, a Giulino. Il libro è la cronaca precisa e dettagliata di quanto avvenne.
ill., ril. Cosa lega Benito Mussolini, capo del fascismo ed eterno spauracchio della politica italiana, al mondo della filosofia? Apparentemente nulla, almeno secondo i consueti stereotipi storiografici. Un'indagine oltre i luoghi comuni svela invece un rapporto intenso, che ha accompagnato Mussolini per tutto l'arco della sua esistenza. Vedremo quindi Mussolini appassionarsi a Marx e poi congedarsi da lui, finanziare l'Archivio Nietzsche e scriversi con la sorella del filosofo tedesco, ricevere libri e complimenti da Spengler, parlare di Platone con Evola, intervenire presso le autorità nazionalsocialiste in favore di Heidegger, scrivere lettere a Gentile con «recensioni» delle sue opere, discettare del senso dello Stato con Schmitt. Un libro che getta una luce nuova sul personaggio più controverso della storia italiana. Prefazione di Marcello Veneziani, postfazione di Caio Mussolini.
168217München : C.H. Beck, 2016. 397 S., Illustrationen ; 23 cm OPappband, mit silbergeprägtem Rückentitel, Lesebändchen
192798642o. O., o. V., 1927. 62 S. 4° Quart, Softcover/Paperback
ATTI DEL CONVEGNO ORGANIZZATO DALL'INSTITUTO ESPANOL DE CULTURA - EMBAJADA DE ESPANA - E DAL DIPARTIMENTO DI STUDI STORICI DAL MEDIOEVO ALL'ETà CONTEMPORANEA DELL'UNIVERSITà DI ROMA LA SAPIENZA ROMA 12-19 FEBBRAIO 1986 LIGUORI 1986 180 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Una raccolta di temi affrontati durante le "Giornate di studio" organizzate dall’Istituto Spagnolo di Cultura e dal Dipartimento di Studi storici nel Febbraio 1986 (circa dieci anni dopo la morte di Franco) a Roma. Tra gli altri: Factores de posibilidad y periodización del Nacionalcatolicismo, di Alfonso Alvarez Bolado; La difusión del pensamiento de Antonio Gramsci en la España de los años setenta, di Francisco Fernandez Buey; Teresa d’Avila: "la santa della razza" (1937-1962), di Giuliana Di Febo; La educación de la mujer: del franquismo a la transición democrática, di Marina Subirats; Origenes idológicos del franquismo: interpretación de la historia de España (1938-’53), di Rafael Valls Montes; Meditazione postuma di Ortega y Gasset in Spagna, di Jose Luis Gotor. Giuliana Di Febo Giuliana Di Febo insegna presso l´Università degli Studi di Roma Tre.
8°, br. edit., pp. 184. Ottimo esemplare. Intonso.
Mm 175x245 Conferenza tenuta il 7 novembre XVII al Teatro della Triennale a Milano per la inaugurazione annuale dello Istituto di Cultura Fascista - Brossura editoriale a stampa, 15 pagine. Opera in ottimo stato di conservazione. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE
pp. 555, in 8°, rileg. edit. con sopracoperta ill.
LEGATURA IN BROSSURA EDITORIALE CON IMMAGINE DEL DUCE, INTERNO CON FOTO SU CARTA PATINATA. PREFAZIONE DI GIULIO DE MONTEMAYOR numero pagine: 152 formato: 21.8X15.6 stato conservazione: BUONO edizione: TERZA RIFUSA, CORRETTA E AGGIORNATA
Mm 135x210 Collana "Studi Storici". Brossura editoriale con bandelle, 318 pagine, etichetta di biblioteca dismessa in apertura, illustrazioni nel testo. Ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 8o, pp. 255, br., cop. di Aldo Carboni. Prefazione di R. Farinacci.Minime Fioriture.Ottimo (2111/ MUSSOLINI - FASCISMO)
"L'undicesima edizione di questa biografia si pubblica dopo undici anni dalla prima, aggiornata fino alla fondazione dell'Impero".<BR>In 16°; pp. 133 con diverse tavole in b/n fuori testo; brossura editoriale illustrata; cucito.<BR>Tracce d'uso e alcune fioriture (soprattutto al piatto posteriore); carta ingiallita; per il resto buono.<BR>XI edizione - 260° migliaio.
In-16° gr. pp. 116, con 1 tav. f.t. Leg. in tela edit. con tit. in oro al piatto ant. Segni a matita.
In-8 (cm. 23.70), brossura, sovracoperta editoriale illustrata, pp. VII, (1), 238, con la riproduzione di alcuni autografi (Grandi e Mussolini) in bianco e nero fuori testo. Prima edizione. Carte perlopiù intonse. Tracce di polvere e taglietti alla sovracoperta; peraltro, volume in buono stato (good copy).
25 VOLUMI RILEGATI IN UNICO VOLUME LEGATURA APPENA LENTA
br. "Voi credete di perdermi, ma io vi dico che vi illudete. Voi non mi perderete: dodici anni della mia vita di partito sono o dovrebbero essere una sufficiente garanzia della mia fede socialista. Il socialismo è qualche cosa che si radica nel sangue": con queste parole Mussolini teneva il suo ultimo discorso nella tumultuosa assemblea della sezione socialista milanese che l'avrebbe espulso dal Partito il giorno stesso, il 24 novembre 1914. Con una sorta di profezia retrospettiva molti biografi di Mussolini hanno interpretato la militanza del socialista rivoluzionario come la matrice del futuro duce fascista, e hanno visto nell'ideologia interventista mussoliniana l'espressione già elaborata e definitiva dell'ideologia totalitaria fascista. In contrasto con questo antistorico metodo storiografico, i curatori e gli autori di questo volume propongono un'approfondita, e per molti versi originale, analisi dell'esperienza socialista di Mussolini nei suoi aspetti più significativi, dall'esordio svizzero nel 1902 all'entrata dell'Italia nella Grande Guerra, situandola nel suo contesto, come capitolo importante nella storia del socialismo e dell'Italia contemporanea.
ill., ril. I rapporti tra il Vaticano e il fascismo sono da sempre oggetto di controversia. Da una parte quanti sostengono che la Chiesa sia stata una ferma oppositrice del Duce, dall'altra quanti ritengono che invece lo abbia appoggiato in materia determinante. Dopo l'apertura, nel 2006, degli Archivi vaticani, nuovi documenti permettono di approfondire il dipanarsi delle relazioni tra Pio XI e Benito Mussolini. Spie, traditori, carte segrete e scandali taciuti rivelano una storia di opportunismi, di interessi talvolta convergenti - a partire dalla comune lotta contro il comunismo - ma anche di riluttanze, insofferenze e duelli all'arma bianca. Mussolini aveva bisogno del Papa per far dimenticare il proprio passato anticlericale e guadagnare il consenso in un Paese cattolico, il Papa, per parte sua, intendeva restaurare i privilegi perduti del clero e cullava il sogno di uno Stato confessionale. Ma con lo stringersi dell'alleanza tra Mussolini e Hitler, le perplessità di Pio XI si faranno sempre più serie e la sua disponibilità verso il regime vacillerà ogni giorno di più. La visita trionfale del Führer a Roma e le successive esternazioni del Duce sulla superiorità e la purezza della razza italiana lo fecero inorridire. Allora decise di scrivere un discorso, per denunciare l'intollerabile abbraccio del razzismo nazista: avrebbe dovuto tenerlo a tutti i vescovi d'Italia l'11 febbraio 1939, ma il giorno prima morirà e tutte le copie di quel discorso saranno fatte scomparire.
ill., br. "Il presente volume di Guido Mattioli dà malioso rilievo documentario alla esecutiva volontà mussoliniana, alla pratica arditezza senza precedente o vivo confronto del Duce Nostro. Qui è l'aviatore in paragone del quale impallidiscono i tipi celebrativi del trentennio anglosassone e americano. Al suo avvento al potere Mussolini è già un esperto del volo, che in ore di confusione e d'ignavia civica e politica, con l'ostinata intransigenza verso sé stesso che lo farà possente in Italia e nel mondo sugli altri, gli conquisterà il titolo e l'autorità di creatore della più ardita e temuta aviazione militare". (dalla prefazione di Paolo Orano)
8vo., First Edition, with plates; brown tweed cloth, gilt back, a near fine copy in unclipped dustwrapper, the latter lightly rubbed at extremities. Enser, p.224.