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Gaudens Megaro Mussolini. Dal mito alla realtà. , Istituto editoriale italiano 1947, Condizione mediocre: copertina usurata, dorso strappato, tagli bruniti, pagine ingiallite dal tempo e con macchie Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 389<br>
Mm 180x255 Brossura editoriale con bella grafica a due colori in copertina, 239 pagine. Ottime le condizioni complessive. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Volume in brossura dedicato alle caricature di Mussolini. Uscita Agosto 1945. Illustrazioni in b/b e a colori. Buono stato (nessuno strappo, ingiallimento pagine). Seconda edizione.
Bross. edit. in-8, privo di sovrac., pp. (8)-322-(2), oltre alle caricature 4 tavv. a col. f.t. Mende.
Pagine 323. Formato cm 24,5x18,5. Sopracopertina originale figurata a colori con strappi e mancanze, gore e bruniture. Stato di conservazione compessivamente buono. All'interno numerosi disegni in bianco e nero e cinque grandi tavole a piena pagina ed a colori, una delle quali è ripetuta per errore due volte. Opera contenente disegni satirici, caricature e vignette su Mussolini comparse sulla stampa nazionale, fino alla presa di potere da parte del fascismo, e su quella internazionale. Il tutto accompagnato dal testo di Gianeri, amaro e dolente, che ripercorre la storia e la cronaca del fascismo, prima movimento e poi regime, fino alla guerra mondiale ed al crollo del 25 luglio, citando anche articoli e corrispondenze dell'epoca. Il Mussolini già duce, megalomane e vanesio, diventa il soggetto preferito della satira internazionale, che da vita ad alcune raffigurazioni memorabili. Gianeri, democratico ed antifascista, identifica in Mussolini e nella sua politica imperialista la causa di tutti gli orrori e le tragedie italiane del periodo 1915-1945, culminate con la guerra mondiale e la devastazione del paese.
Torino, Vega, 1945, 8vo (cm. 26 x 19) legatura artigianale in mezza tela con sovraccoperta illustrata a colori ritagliata e applicata al piatto anteriore, copertina originale conservata all’interno, pp. 322 interamente illustrate in nero con alcune tavole a colori fuori testo.
Tracce d'uso ma ben conservato. Normali fioriture. Pagine ancora chiuse
br. "Voi credete di perdermi, ma io vi dico che vi illudete. Voi non mi perderete: dodici anni della mia vita di partito sono o dovrebbero essere una sufficiente garanzia della mia fede socialista. Il socialismo è qualche cosa che si radica nel sangue": con queste parole Mussolini teneva il suo ultimo discorso nella tumultuosa assemblea della sezione socialista milanese che l'avrebbe espulso dal Partito il giorno stesso, il 24 novembre 1914. Con una sorta di profezia retrospettiva molti biografi di Mussolini hanno interpretato la militanza del socialista rivoluzionario come la matrice del futuro duce fascista, e hanno visto nell'ideologia interventista mussoliniana l'espressione già elaborata e definitiva dell'ideologia totalitaria fascista. In contrasto con questo antistorico metodo storiografico, i curatori e gli autori di questo volume propongono un'approfondita, e per molti versi originale, analisi dell'esperienza socialista di Mussolini nei suoi aspetti più significativi, dall'esordio svizzero nel 1902 all'entrata dell'Italia nella Grande Guerra, situandola nel suo contesto, come capitolo importante nella storia del socialismo e dell'Italia contemporanea.
br. Dell'ultima seduta del Gran Consiglio, il 25 luglio del 1943, non fu redatto un verbale ufficiale. Non si sa, pertanto, che cosa effettivamente dissero e come si comportarono i partecipanti. Nelle tante memorie uscite negli anni successivi, il duce e i gerarchi hanno dato versioni contrastanti di quel che fu detto, come fu detto e perché fu detto. Molti sono gli interrogativi rimasti senza risposta: i gerarchi volevano veramente estromettere Mussolini dal potere? Volevano porre fine al regime per salvare la patria? Oppure furono dei traditori? Se il duce considerava l'ordine del giorno Grandi «inammissibile e vile», perché lo mise in votazione? Tutti i presenti rimasero stupiti dalla fiacca reazione del duce alle accuse che gli vennero rivolte durante la seduta. Era forse rassegnato a perdere? O addirittura voleva uscire di scena, come un attore che, dopo essere stato osannato per venti anni, alla fine era stato fischiato per aver perso la guerra? Congiura di traditori? Audacia di patrioti? O l'eutanasia di un duce? Documenti nuovi consentono finalmente di rispondere a queste domande, e a Emilio Gentile di raccontare un giorno cruciale della storia d'Italia con la suspense di un poliziesco.
ill., br. In occasione del centenario della rivoluzione d'ottobre, Emilio Gentile rovescia i giudizi correnti nella storiografia italiana e straniera sui rapporti fra Lenin e Mussolini e getta nuova luce sui due primi capi rivoluzionari del ventesimo secolo, artefici dei primi regimi totalitari, l'un contro l'altro armati per imprimere il proprio modello sulla civiltà moderna. I due regimi non furono fratelli-nemici: il primogenito comunista non insegnò al secondogenito fascista, divenuto suo rivale, il metodo per distruggere la democrazia e istituire il regime a partito unico. Mai Mussolini considerò Lenin, la sua rivoluzione, il suo regime come esempi da imitare. Al contrario. Fin dal 1920 Mussolini condannò il regime di Lenin come una dittatura di fanatici intellettuali imposta col terrore sul proletariato, considerò fallito l'esperimento comunista, giudicò liquidata la minaccia bolscevica in Europa. E un anno prima della conquista fascista del potere, il duce dichiarò pubblicamente che in Italia non c'era nessun pericolo di rivoluzione bolscevica. Ricostruendo l'attitudine e l'atteggiamento di Mussolini nei confronti di Lenin, la rivoluzione bolscevica e il regime comunista, emerge una nuova e originale lettura di due uomini che hanno fatto la nostra storia.
br. In occasione del centenario della rivoluzione d'ottobre, Emilio Gentile rovescia i giudizi correnti nella storiografia italiana e straniera sui rapporti fra Lenin e Mussolini e getta nuova luce sui due primi capi rivoluzionari del ventesimo secolo, artefici dei primi regimi totalitari, l'un contro l'altro armati per imprimere il proprio modello sulla civiltà moderna. I due regimi non furono fratelli-nemici: il primogenito comunista non insegnò al secondogenito fascista, divenuto suo rivale, il metodo per distruggere la democrazia e istituire il regime a partito unico. Mai Mussolini considerò Lenin, la sua rivoluzione, il suo regime come esempi da imitare. Al contrario. Fin dal 1920 Mussolini condannò il regime di Lenin come una dittatura di fanatici intellettuali imposta col terrore sul proletariato, considerò fallito l'esperimento comunista, giudicò liquidata la minaccia bolscevica in Europa. E un anno prima della conquista fascista del potere, il duce dichiarò pubblicamente che in Italia non c'era nessun pericolo di rivoluzione bolscevica. Ricostruendo l'attitudine e l'atteggiamento di Mussolini nei confronti di Lenin, la rivoluzione bolscevica e il regime comunista, emerge una nuova e originale lettura di due uomini che hanno fatto la nostra storia.
ril. A marzo del 1912, il ventinovenne Benito Mussolini è solo un marxista di provincia. Appena quattro mesi dopo irrompe sulla scena nazionale, a capo della corrente rivoluzionaria che conquista la guida del partito socialista. Nei mesi successivi, come direttore del-l'«Avanti!», è idolatrato dalle masse. Ma nell'autunno del 1914 sostiene l'intervento nella Grande Guerra: allora, in pochi giorni, perde ogni sostegno e viene bollato col marchio del traditore. Quando fonda i Fasci di combattimento, nel marzo del 1919, raduna poche centinaia di affiliati: quel fascismo è un movimento rumoroso ma marginale. Nelle elezioni politiche di novembre, infatti, Mussolini prende meno di cinquemila voti, e ha la tentazione di abbandonare la politica. Emilio Gentile racconta la storia di un Mussolini per molti aspetti sconosciuto: non rivoluzionario, non anticapitalista, e neppure «duce»: un politico isolato, che si autodefinisce «avventuriero di tutte le strade». E con spregiudicatezza è pronto a rinnegarsi pur di conquistare il potere.
br. A marzo del 1912, il ventinovenne Benito Mussolini è solo un marxista di provincia. Appena quattro mesi dopo irrompe sulla scena nazionale, a capo della corrente rivoluzionaria che conquista la guida del partito socialista. Nei mesi successivi, come direttore del-l'«Avanti!», è idolatrato dalle masse. Ma nell'autunno del 1914 sostiene l'intervento nella Grande Guerra: allora, in pochi giorni, perde ogni sostegno e viene bollato col marchio del traditore. Quando fonda i Fasci di combattimento, nel marzo del 1919, raduna poche centinaia di affiliati: quel fascismo è un movimento rumoroso ma marginale. Nelle elezioni politiche di novembre, infatti, Mussolini prende meno di cinquemila voti, e ha la tentazione di abbandonare la politica. Emilio Gentile racconta la storia di un Mussolini per molti aspetti sconosciuto: non rivoluzionario, non anticapitalista, e neppure «duce»: un politico isolato, che si autodefinisce «avventuriero di tutte le strade». E con spregiudicatezza è pronto a rinnegarsi pur di conquistare il potere.
Mm 140x205 Collana "Economica". Brossura originale con copertina figurata a colori, xiv-325 pagine. Copia in perfette condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 175x250 i Robinson/Letture. Volume cartonato rigido di pagine 1350. Pari al nuovo (as new). Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
in 4°, pp. 454, leg. edit. p/tela blu con tit. e fregi in oro al ds. e al piatto. Prefaz. di Junio Valerio Borghese. Introd. di Liberato Rosson e Gaston-Armand Amaudruz. L'A., corrispondente di guerra, visse a Roma, ammirava molto Mussolini e divenne simpatizzante del Partito Nazionale Fascista, in seguito collaborò anche col Corriere della Sera, quest'opera fu pubblicata dopo la sua morte; con m. inusuali foto d'epoca in tavv. f.t. Non comune. 646/32
DESCRIZIONE: Ed. Lessona Roma 1967 br. ed. ill. col. pp. 358 in 16°. CONDIZIONI: Ottime/Buone. PESO / WEIGHT: 300 gr. without package
Volume in brossura; copertina in discreto stato, interni ingialliti dal tempo ma ottimi (vedi foto). Volume autografato dal traduttore, Alessandro Lessona.
A CURA DI ROBERTO VIVARELLI UTET 1963 799 PP. + INDICE CONTIENE RIFLESSIONI SULLA VIOLENZA; LE ILLUSIONI DEL PROGRESSO; LA DECOMPOSIZIONE DEL MARXISMO. SEGNI DEL TEMPO, BRUNITURE AI TAGLI, NEL COMPLESSO CONDIZIONI BUONE SE NON OTTIME
Milano, Fabbri, 1983, 4to brossura, pp. 63 con numerose illustrazioni e tavole fotografiche in nero e a colori nel testo (La Seconda Guerra Mondiale - I Grandi Protagonisti, Anno I, n. 1).
In 8o, pp. 249, t.tela con sovracc., alcune tavv. f.t. Prima edizione. Ottimo (4173/BIOGRAFIE - MUSSOLINI)
Milano, Rizzoli, 1982, 8vo tutta tela con sovraccopertina, ill. pp. 247 + 24 tav. f.t.
Milano, Rizzoli, 1982, 8vo tutta tela con sovraccopertina, ill. pp. 247 + 24 tav. f.t.
Milano, Rizzoli, 1982, 8vo tutta tela con sovraccopertina, ill. pp. 247 + 24 tav. f.t.
1 Vol. In-8 t.editoriale. Sovracopt. ill pag. 249 alc.tavv.f.t PROG 27694 CATT_ATT 39