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In 8°, t.t. edit. con sovrac. ill. (piccolo strappo posteriore), pp. 189,(3), con alcune fot. b.n. in tavv. f.t.; prima ed., copia molto buona. (x014/d)
Milano, 1980, suppl. "Corriere della Sera", pp. 70 con ill.
Milano, Cde, 1979, 8vo legatura editoriale, pp. 147 + 8 tavole f.t.
ril. Dongo, 27 aprile 1945: il partigiano Pedro sequestra una borsa di cuoio rossiccio dalle mani di Benito Mussolini, che l'ha custodita gelosamente fin dall'inizio della fuga. Il Duce lo mette in guardia: «Fate attenzione. Badate che fra questi documenti ve ne sono alcuni importanti per il domani dell'Italia». Molto si sarebbe poi favoleggiato su quella borsa, scatenando un intrigo a tratti parossistico di spie, falsari, sciacalli e truffatori, una baruffa di vero e falso che lascia aperti molti interrogativi ancora oggi. Ma il suo archivio segreto si estendeva ben oltre le carte della borsa di Dongo, poiché il Duce nascondeva un'indole meticolosa e classificatoria, forse ai limiti del maniacale - di quanto passava sul suo tavolo non buttava mai via nulla, neppure un invito a pranzo o una partecipazione di nozze. Negli anni ha così accumulato centinaia di dossier in cui, attraverso lettere, denunce anonime e intercettazioni telefoniche, l'intera attività politico-erotico-canagliesca dei gerarchi veniva minuziosamente registrata, pronta a essere impugnata al momento opportuno; né mancano i manoscritti, le bozze dei comunicati redatti dai membri del partito, personaggi rissosi come Roberto Farinacci o "cretini ubbidienti" come Achille Starace, tutto corretto con pazienza dal pennino a punta quadra del dittatore ex maestro di scuola. Ma lo stesso scrupolo Mussolini lo riservava anche alla propria documentazione più personale, miniera di reperti insospettabili: i temi da studente, i cimenti letterari da scrittore d'appendice, le inesauribili richieste dei 334 parenti (veri o sedicenti che fossero), le trascrizioni delle telefonate con Claretta Petacci e persino un carteggio col cancelliere dell'Austria Dollfuss, traccia di una parentesi antihitleriana del fascismo. Tra rigore storiografico e divertita curiosità, Arrigo Petacco interroga le carte degli archivi privati di Mussolini e lascia affiorare un'immagine del dittatore inusuale, tra compulsioni di controllo e ipercorrettismi linguistici. Alla fine, in questo alternarsi di spionaggio e gossip, "L'archivio segreto di Mussolini" segna un altro capitolo della complessa storia del ventennio nero d'Italia, tanto stentoreo ed epico nelle sue esternazioni propagandistiche quanto torbido e a volte farsesco nel segreto delle stanze e dei rapporti personali.
ril. Dongo, 27 aprile 1945: il partigiano Pedro sequestra una borsa di cuoio rossiccio dalle mani di Benito Mussolini, che l'ha custodita gelosamente fin dall'inizio della fuga. Il Duce lo mette in guardia: «Fate attenzione. Badate che fra questi documenti ve ne sono alcuni importanti per il domani dell'Italia». Molto si sarebbe poi favoleggiato su quella borsa, scatenando un intrigo a tratti parossistico di spie, falsari, sciacalli e truffatori, una baruffa di vero e falso che lascia aperti molti interrogativi ancora oggi. Ma il suo archivio segreto si estendeva ben oltre le carte della borsa di Dongo, poiché il Duce nascondeva un'indole meticolosa e classificatoria, forse ai limiti del maniacale - di quanto passava sul suo tavolo non buttava mai via nulla, neppure un invito a pranzo o una partecipazione di nozze. Negli anni ha così accumulato centinaia di dossier in cui, attraverso lettere, denunce anonime e intercettazioni telefoniche, l'intera attività politico-erotico-canagliesca dei gerarchi veniva minuziosamente registrata, pronta a essere impugnata al momento opportuno; né mancano i manoscritti, le bozze dei comunicati redatti dai membri del partito, personaggi rissosi come Roberto Farinacci o "cretini ubbidienti" come Achille Starace, tutto corretto con pazienza dal pennino a punta quadra del dittatore ex maestro di scuola. Ma lo stesso scrupolo Mussolini lo riservava anche alla propria documentazione più personale, miniera di reperti insospettabili: i temi da studente, i cimenti letterari da scrittore d'appendice, le inesauribili richieste dei 334 parenti (veri o sedicenti che fossero), le trascrizioni delle telefonate con Claretta Petacci e persino un carteggio col cancelliere dell'Austria Dollfuss, traccia di una parentesi antihitleriana del fascismo. Tra rigore storiografico e divertita curiosità, Arrigo Petacco interroga le carte degli archivi privati di Mussolini e lascia affiorare un'immagine del dittatore inusuale, tra compulsioni di controllo e ipercorrettismi linguistici. Alla fine, in questo alternarsi di spionaggio e gossip, "L'archivio segreto di Mussolini" segna un altro capitolo della complessa storia del ventennio nero d'Italia, tanto stentoreo ed epico nelle sue esternazioni propagandistiche quanto torbido e a volte farsesco nel segreto delle stanze e dei rapporti personali.
Mm 150x225 Volume cartonato rigido, sopracoperta figurata, 307 pp. Timbri di precedente proprietario alla prima carta bianca e al frontespizio. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
[Storia fascismo] (cm. 22,5) Cartonato edit. con sovracoperta. -- pp. 147 + indice con illustrazioni n.t. Ottimo Libro
in 8° leg. edit. con sovrac. fig. a col. pp.150 con foto, buon esemplare
in 8° leg. edit. sov. fig. con foto b/n pag. 149
ril. edit. sovracc. fig. ill. f.t., pp.147, ben tenuto.
Milano, Club degli Editori, 1979, in-8, cartonatura edit., sovracc., pp. 147, [3].
In 8°; pp. 207 con 16 pp. di tavole in nero fuori testo; cartonato editoriale con titolo oro al dorso e sovraccoperta illustrata; rilegato all'americana (fresato, non cucito).<BR>Ottime condizioni.
Roma, Dino Editori, 1972, 8vo br. cop. ill. col. pp. 123 (stampato su carta verde).
Roma, Dino Editori, 1972, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 123 con allegata una cartolina sciolta a colori con la firma originale di Vittorio Mussolini (stampato su carta verde). Firma di possesso.
Roma, Dino Editori, 1972, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 123 stampate su carta verde. Unito tre copie dei documenti originali firmati al momento della consegna dei resti.
In 8°, pp. 123. Legatura con piatto realizzato in metallo scolpito con i profili di Mussolini e Rachele. Tiratura limitata. Cartoline sciolte inserite nel volume. Dorso mancante da restaurare.
Pennacchi Antonio Canale Mussolini : romanzo. Milano, Mondadori 2010, Copertina e sovraccoperta segnati dal tempo. Tagli ingialliti e lievemente impolverati. Interno ingiallito ma in buono stato. Buono (Good) . <br> <br> <br> 460<br> 978-88-04-54675
Mm 160x235 Volume rilegato in pelle, 297 pagine. Brunitura alla copertina, peraltro esemplare in ottime condizioni con legature ben salde. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In 8o, pp. 255, br., cop. di Aldo Carboni. Prefazione di R. Farinacci.Minime Fioriture.Ottimo (2111/ MUSSOLINI - FASCISMO)
In 8°, pp. 370. Bross. edit. Bruniture interne.
Milano, Bompiani, 1975, 16mo brossura con copertina illustrata, pp. 370. Firma di possesso.
Milano, Bompiani, 1975, 16mo brossura con copertina illustrata, pp. 370.
8°, pp.370 (6). Ottima mz. pelle con angoli, nerv. e tit.oro al dorso, conserva la br. ed.
Trento, Edizioni del Faro, 2012, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 497 con numerose illustrazioni e con la riproduzione del memoriale di G. B. Geninazza nel testo (firm di possesso) .
ill., br.