2 442 résultats
Paul Guichonnet Mussolini e il fascismo. , Xenia tascabili 1994, Copertina flessibile; pagine leggermente ingiallite con immagini illustrative Buono (Good) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 125<br>
ill. Quali furono le ragioni per cui Mussolini intervenne a favore di Sacco e Vanzetti dal momento della sua salita al potere alla morte dei due anarchici? Fu per le sue radici anarco-socialiste? O per la pressione a salvarli in quanto italiani? Oppure per l'opportunità politica e propagandistica del regime fascista? E ancora: come si mosse rispetto all'"amico" americano? La ricerca storica si è sostanzialmente divisa tra chi considera soltanto di facciata, legato alle circostanze e alla convenienza politica, l'intervento di Mussolini in favore di Sacco e Vanzetti e chi, al contrario, ritiene che fosse sincero e sentito. Il libro di Philip V. Cannistraro e Lorenzo Tibaldo intende ap-profondire le ragioni per cui il duce intervenne in difesa dei due anarchici fin dal momento dalla salita al potere e mostrare come la risposta - anche alla luce della documentazione consultata presso l'Archivio Storico Diplomatico di Roma - sia più complessa e debba tenere in considera-zione le dinamiche personali, politiche e diplomatiche, in questa vicenda profondamente intrec-ciate. In appendice documenti poco noti o inediti sulla drammatica vicenda di "Nick and Bart".
Quali furono le ragioni per cui Mussolini intervenne a favore di Sacco e Vanzetti dal momento della sua salita al potere alla morte dei due anarchici? Fu per le sue radici anarco-socialiste? O per la pressione a salvarli in quanto italiani? Oppure per l’opportunità politica e propagandistica del regime fascista? E ancora: come si mosse rispetto all’“amico” americano? La ricerca storica si è sostanzialmente divisa tra chi considera soltanto di facciata, legato alle circostanze e alla convenienza politica, l’intervento di Mussolini in favore di Sacco e Vanzetti e chi, al contrario, ritiene che fosse sincero e sentito. Il libro di Philip V. Cannistraro e Lorenzo Tibaldo intende ap-profondire le ragioni per cui il duce intervenne in difesa dei due anarchici fin dal momento dalla salita al potere e mostrare come la risposta – anche alla luce della documentazione consultata presso l’Archivio Storico Diplomatico di Roma – sia più complessa e debba tenere in considera-zione le dinamiche personali, politiche e diplomatiche, in questa vicenda profondamente intrec-ciate. In appendice documenti poco noti o inediti sulla drammatica vicenda di “Nick and Bart”. Autori: Philip V. Cannistraro, Lorenzo Tibaldo.
8°gr., br. edit., pp. 48
Mantova, Edizioni Paladino, Anno V E.F. (1927), in-8, br. edit., pp. 47, (1). Biblioteca di propaganda fascista "Mussolinia", fasc. N. 23.
ill., ril. Tra il 1934 e il 1944, Hitler e Mussolini si incontrarono diverse volte in Germania e in Italia. Questi eventi vennero celebrati dalla propaganda di entrambi i regimi come tappe nodali mentre la stampa internazionale li osservò con enorme attenzione, contribuendo a diffonderne il sinistro fascino in tutto il mondo. Nonostante il loro clamore e il loro enorme peso, in genere gli storici hanno dedicato poca attenzione alla relazione diretta tra i due dittatori, concentrandosi spesso su aspetti più specifici e legati alla dimensione nazionale. In realtà, questa relazione fu tesa, complessa ed esercitò un fortissimo peso nella diplomazia internazionale, nella preparazione della guerra e nelle decisioni strategiche dei due paesi. Spesso anche ben al di là delle reali intenzioni del Duce e del Führer. Fu, dunque, la relazione tra due uomini, due dittatori, a cambiare il corso della storia europea del XX secolo. Le pagine di questo libro la raccontano nei suoi aspetti più intimi e finora trascurati e lo fa in un momento in cui i timori e le preoccupazioni sulla gestione dei rapporti tra paesi tornano prepotentemente sulla scena pubblica.
br. Qual è stato il rapporto tra l'Italia fascista e la Germania nazista? Quali differenze e quali somiglianze fra i due totalitarismi? L'Asse e il Patto d'acciaio erano insiti nella logica di una comune natura dei due regimi o furono solo atti politici, rispondenti a esigenze particolari, sostanzialmente tattiche e contingenti? Renzo De Felice scopre documenti inediti in archivi italiani mentre lavora alla sua biografìa di Mussolini. Sono dispacci secreti, lettere, relazioni fra il duce e Hitler, dalla marcia su Roma alla salita al potere del nazionalsocialismo. Alla loro luce, è inequivocabile - i documenti di questo libro lo dimostrano - che l'Italia fascista fu il primo regime totalitario al mondo e la strategia con la quale i fascisti arrivarono al potere servì da significativo punto di riferimento per l'emergere e l'arrivo al potere dei nazisti. I documenti sono introdotti da Renzo De Felice. II volume accoglie un'importante prefazione di Christian Goeschel destinata a suscitare un ampio dibattito.
In-8°, pp. 258, brossura editoriale.
In-8 p., mz. pelle (dorso sbiadito), tit. oro su tassello al dorso, pp. 438,(2). Prima edizione italiana ampliata dal manoscritto inglese.<br> Pubblicato in italiano a Parigi nel 1932, riveduto e corretto in una nuova edizione in inglese nel 1943, riprodotta in questa terza edizione. Con una nuova prefazione dell'autore. Traduzione di Antonino Castellett. Prima edizione italiana. (Mondadori 1959: volume IV pag. 331). Firme di appartenenza, ma esempl. ben conservato.
br. Mu"ssolini diplomatico" costituisce una testimonianza della lotta al regime condotta da una delle figure di spicco dell'antifascismo: scritto da Gaetano Salvemini durante l'esilio, le copie, subito dopo la pubblicazione nel 1932, furono distrutte. Il volume, ristampato qui nella sua prima introvabile edizione italiana, offre al lettore un'acuta indagine sulla politica estera nel decennio 1922-32, svolta «in tempo reale», in prossimità degli eventi raccontati. Dando la parola al duce, ai suoi portavoce e alla stampa di regime, Salvemini fa emergere tutti i punti deboli di un'azione di governo sterile e vacua, se non pericolosa, imperniata sulla figura del dittatore. Mussolini, privo di un'adeguata conoscenza dei meccanismi della diplomazia, si avventura nello scenario dei rapporti internazionali rivelando la sua «inesperienza grossolana» e senza portare avanti un preciso piano di politica estera, per lo più improvvisando. L'unica linea coerente, che guida le varie e roboanti esternazioni, spesso in palese contraddizione tra loro, sembra essere quella di eccitare gli animi degli italiani, illudendoli con il vagheggiamento di imprese grandiose e di un destino imperiale della nazione. Un'analisi spietata e allo stesso tempo vivacissima, in cui, come scrive Mirko Grasso nell'introduzione, «emerge il Salvemini migliore il quale, anche in contesti culturali e politici difficili, dimostra di saper ricercare e passare al vaglio un'ampia messe di documenti, per elaborare un'interpretazione ancora oggi valida». Uno sguardo lucido, quello dello storico pugliese, che scorge fin da allora il baratro in cui l'Italia finirà di lì a qualche anno; queste le sue parole, profetiche, nelle ultime pagine del volume: «Ogni tentativo di armare le masse italiane per una guerra coll'estero precipiterebbe il paese nella guerra civile: la guerra - la guerra sul serio, e non la guerra a chiacchiere per uso interno - sarebbe la fine del fascismo». Le premesse sono già qui, nei primi dieci anni del potere di Mussolini.
64896P., Grasset, 1932, in 12 broché, 339 pages.
1932101367Paris Grasset, coll. "Les Cahiers verts" 1932 1 vol. broché in-12, broché, 338 pp. Edition originale numéroté sur alfa satiné Navarre. Très bon état.
1932101367Paris Grasset, coll. "Les Cahiers verts" 1932 1 vol. broché in-12, broché, 338 pp. Edition originale numéroté sur alfa satiné Navarre. Très bon état.
Paris, Bernard Grasset, 1932, in-16, br. edit., pp. 338, [4]. Traccia di nastro adesivo alla cuffia inferiore del dorso. Prima edizione.
193260001932 les cahiers verts 1932 In12 broché 338 pages
ABE-10632285607TIRAGE ARGENTIQUE NOIR ET BLANC-13 CM X 18 CM-LEGENDE ITALIENNE DACTYLOGRAPHIEE AU DOS AVEC TRADUCTION EN FRANCAIS AU CRAYON PAPIER-PHOTO EN BUSTES DE MUSSOLINI ET DU SOLDAT-DE PROFIL (CP1)
8°, br., soprac. edit., pp. 396. Interessante biografia di Mussolini con particolare attenzione al periodo della formazione giovanile precedente la Marcia su Roma.
Traduzione di Sar- Adan. 1°ed. (Uomini e tempi).<BR>8°, pp.389 (7). Ottima mz. perg. con angoli, tass. con tit. oro al dorso, conserva la br. edit. e la sovrac. Parte I: L'orma del padre (Alessandro Mussolini; Infanzia e adolescenza) - Parte II: Emigrazione in Isvizzera (Prime esperienze; Agitatore; Giornalista; Antimilitarista; Nemico della monarchia; Nemico di Dio e della religione; Rivoluzionario; Apologia della violenza; Affinità paretiane) - Parte III: Rimpatrio (Intermezzo didattico; Il "vero eretico"; Alle fiamme il Codice; Orizzonti nietzscheani) - Parte IV: Nel cuore dell'irredentismo (A Trento; L'internazionalista non-irredentista; Lo sfratto) - Parte V: Sualla via del successo (Primi bagliori: La lotta di classe; Tra marxisti e mazziniani; La repubblica dei dollari; Nè Dio nè padrone;Abbasso la Massoneria; Occhio per occhio; Passione soreliana) - Parte VI: L'ora dell'azione (La bandiera è uno straccio; In carccere; Guerra al Parlamento; Prima secessione; Prima vittoria) - Parte VII: Il Duce.
Mm 160x220 Brossura editoriale di pagine 389, sovracoperta editoriale, carte ingiallite/brunite. Ex libris di precedente proprietario. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 8°, br. edit. ill. protetta da velina (piccoli strappi ai margini), copia molto buona. (x049/d)
"DESCRIZIONE: Casa Ed. Pinciana Roma 1928 br. ed. pp. 164 in 8°. Assai curioso il capitolo che documenta la visita a Mussolini di Jackie Coogan, l'attore bambino prodigio celebre per aver interpretato ""Il Monello"" di Chaplin. L'Orano (Roma, 1875-Padula, Salerno,1945), autore del famoso volume ""Gli Ebrei in Italia"", fu uno dei più sottili e velenosi propalatori dell'antisemitismo in Italia, direttore del settimanale ""La Lupa"", rettore dell'Università di Perugia e professore di storia del giornalismo nella stessa, nonché Direttore dell'Istituto italiano per l'alta cultura in Parigi e Senatore del Regno. Cattolico e nazionalista in gioventù, aderì poi incondizionatamente al fascismo, divulgando i più triti stereotipi antigiudaici mediati dai famigerati ""Protocolli dei Savi di Sion"" (apocrifo steso in realtà dai servizi segreti della Russia zarista) e da altra deleteria pubblicistica razzista. CONDIZIONI: Ottime. PESO / WEIGHT: 300 gr. without package"
1 22x16 cm., in brossura, pagg.164, prima edizione, in italiano, buone condizioni.
8°gr., br. edit., pp. 44 - (4), con ritratto dell’autore.
Mantova, Paladino, 1929, 8vo brossura cop. muta, pp. 48 con una tavole fotografiche fuori testo.(ritratto di Bottai).