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In-4°; pp. (24), 523, (5), frontespizio entro cornice architettonica incisa su legno con allegorie e il ritratto dell’autore entro medaglione; al verso del frontespizio lo stemma Salviati, dedicatario dell’opera (cancellatura a inchiostro alla prima pagina della dedica, restaurata); numerosi legni nel testo. Legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Prima edizione illustrata del primo e più importante strumento per lo studio e l’utilizzo delle immagini, un monumento per l’iconologia e l’iconografia per artisti e poeti anche nei secoli a venire. Contiene il Proemio, ch e è come nell’edizione del 1593. Bell’esemplare.
In-4°; pp. (24), 301, (1), al frontespizio incisione su rame con le armi del cardinal Anton Maria Salviati, dedicatario dell'opera. Legatura in piena pergamena contemporanea. Edizione originale. L'Iconologia del Ripa, qui nella prima edizione non ancora illustrata, è il primo e più importante strumento per lo studio dell'uso delle immagini per tutti gli artisti e i poeti del suo tempo e dei secoli a venire. Ripa studiò il significato delle immagini desumendolo dalla storia antica, dalla letteratura e dalle arti, con un lavoro di analisi di queste fonti, classici greci e latini soprattutto Ovidio, molto complesso, che poi ordinò in un catalogo invece molto semplice, organizzato in ordine alfabetico, che servisse come manuale iconografico e iconologico ad uso delle rappresentazioni nelle arti visive, come pure della poesia. Costituisce una fonte di indagine imprescindibile per la storia dell'arte, e per la lettura e interpretazione singola e specifica di molte opere d'arte. Inoltre il Proemio è considerato il primo trattato di iconologia, in cui Ripa spiega come la sua ricerca sia stata originata dallo studio dei geroglifici egiziani, riconosciuti come le prime immagini che indicano un significato diverso dalla loro rappresentazione. Ascarelli p. 246.
Firenze, appresso Giacomo Moro e Giuseppe Bardi, s.d. (primi decenni del sec. XIX). Cm. 29 x 37 + larghi margini. Perfette condizioni.
[600 Fig. Mitologia] ( cm. 23 ) Bella piena pergamena originale con tracce di lacci, titolo manoscritto al dorso. --- cc. 22 nn., pp. 614, c. 1 nn., pp. 60. Frontis rosso e nero con 1 tavola ripiegata f.t. e 105 xilografie n.t. La prima edizione apparve nel 1568 senza illustrazioni. Questa è la PRIMA EDIZIONE FIGURATA di grande rarità. L' opera ha influenzato tutta la mithografia dal tardo rinascimento al pieno barocco, ed è stata una fonte di studio per Ronsard, tutta la Pleiade, Chapman e Bacone. Molta iconografia barocca e molte dellecomplicate allegorie del '700 sono trattate da questo lavoro assai influente che è stato ampiamente saccheggiato da vari autori. Esemplare molto bello fresco e nitido con xilografie in ottima tiratura. Manca a moltissima bibliografia consultata. Solo in CHOIX 11811 e BRITISH M. CAT. XVII cent. ITALIAN BOOKS I 256. Esemplare con antico ex libris manoscritto alla sguardia " Ex libris equitis Galeotti Corazzi - Ridolphini" di Cortona. [f82] Libro
In folio (mm. 557 x 370), 2 volumi, mz. pelle coeva con angoli (lievi abrasioni), taglio super. dorato, pp.nn. 16 (di introduzione) e una straordinaria raccolta di 92 magnifiche tavole disegnate dal vero da Valentin Carderera e litografate in tinta (9 sono cromolitografie), ciascuna con una o più figure, con testo biografico e descrittivo, in spagnolo e in francese, dello stesso Carderera. Collezionista, archeologo, pittore e scrittore spagnolo, Valentin Carderera y Solano (Huesca 1796 - Madrid 1880) fu un profondo studioso del mondo medioevale e un entusiasta valorizzatore dell’opera di Goya, soprattutto nell’ambito della incisione. Unendo l’interesse archeologico per i cimeli del passato e le più moderne tecniche di stampa, l’artista ci mostra con la sua eccezionale raccolta una galleria di uomini e donne illustri della storia spagnola. Con i suoi disegni di re, regine, religiosi, capitani e scrittori, "l’Iconografia espanola" rende omaggio alle figure più incisive di certa storia patria che Carderera e i suoi contemporanei contruibuirono a costruire. La collezione - considerata il suo capolavoro - presenta anche statue, mausolei, sepolcri e monumenti, armi, armature e i più curiosi costumi che coprono un lasso di tempo di sette secoli, dall’XI al XVII. Come precisato nel prologo: “Nous avons suivi, dans cet ouvrage, le cours des événements les plus saillants en y ajoutant une courte notice historique sur l’art, les costumes et les usages, et nous avons adapté pour cela l’ordre chronologique des personnages comme étant le plus logique et le plus clair”. La raccolta apre con le immagini di: Don Fernando I, el Magno - Don Alonso VI - D.a Urraca - su esposo D. Ramon de Borgona - D. Alonso VII, el Emperador e termina con Santa Teresa de Jesus y su hermana D.a Juana Ahumada. "Rarissima edizione originale". Con ingialliture o fioriture per lo più marginali, ma certamente un buon esemplare su carta forte.
Volledig werk in 11 volumes in 12 fysieke delen: viii,364 + 352 + 356 + 501 + 354 + 480 + 358 + 333 + 420 + 348 + [8],84 pp., 23cm., gedrukt op handgeschept papier (behalve vol.11), originele omslagen intact en in goede staat, zeldzame complete reeks, [Delen 10 en 11 werden door Martinus Nijhoff uitgegeven in 1931-1933. Deel 11 bevat het register. Dit werk bevat een gedetailleerde omschrijving van 8021 prenten (tot het jaar 1859) betreffende de geschiedenis van Nederland], gewicht: 8kg., N102943
gr. vol. in-4, leg. m. pelle ottocentesca con fregi a secco ai piatti, tit. oro al d. Raccolta di centinaia di ritratti di uomini illustri, noti e meno noti, inc. in rame da diversi artisti: Zuliani, Rosaspina, Polacco, Gallina, Guzzi, Locatelli, Maffeis, Fusinati, Bettoni, Silvestri, Piotti Pirola, Beretta, Ambrosi, e altri. Elenco dei ritratti a richiesta. Ottimo stato di conservazione, tavole protette dalle veline originali. [342]
[16] 875 [20] [3bl] pp.with 1 engraved frontispice & 32 full-page engravings by Boetius a Bolswert, 1st edition, 18cm., text in latin, contemporary full leather binding (small piece detached at top edge of spine), written name of previous owner at frontispice, good condition, [SUCQUET Antoine, né à Malines (Belgique) le 15 octobre 1574, mourut le 15 février 1627, cfr. De Backer-Sommervogel: VII-1690-no.1], R57517
5 voll, pregevole ril. carton. con solida cust., dorso e angoli in pelle, nerv. al dorso, cm 35x25, pp compless. 1527, per il Quinto e Sesti Libro alla normale numeraz. seguono cc. 100 nn. con testo ed illustraz.
Lyon: Lugduni, apud Horatium Cardon, 1609. Gran folio (37,5 cms.); 13 hojas, la última blanca, 587 pp., 34 hojas. Con una esplendida lámina grabada por Leonard Gaultier (1561-1630) que representa a Enrique IV de Francia a caballo sobre paisaje de batalla y un grabado a toda plana que representa una lápida. Magnífica portada grabada con pasajes de la vida de Salomón. Pequeños refuerzos en portada y dos primeras hojas. Encuadernación moderna en media piel y tela sajona. Una de las obras más interesantes del erudito jesuíta sevillano, autor de diecinueve libros impresos y de cuatro manuscritos inéditos, amén del Índice de Libros Prohibidos de 1612 para el Cardenal Sandoval, reeditado en 1632 para el Cardenal Zapata. La presente obra "De Rebus Salomonis Regis" reúne el aparato erudito sobre el mundo antiguo bíblico, no histórico, y el conjunto de sus mitos y leyendas, entre los que ocupan destacadísimo lugar los referentes a "Tubal", patriarca fundador y común orígen de los ibéricos ocidentales, junto con la primera mención de "Tarsis", la Tartessos de la legendaria historiografía española. Para Pineda "Tharsis" hace referencia al "Sur", a la Bética, y "Thubal" a toda la Hispania y sus pobladores. Recoge tambien las opiniones diferentes, entre ellas la de Fray Pedro de Maluenda, Capellán de Carlos V, con estas palabras: "Maluenda refert Thubal ad gentes Aquilonares conterminam Moscovitis, id est, vult esse Iberos, quos apellant Orientales". La obra en su conjunto es el tratado básico de hermenéutica bíblica sobre la vida, reino, sabiduría, riqueza, construcciones reales, carácter y muerte del Rey Salomón en el marco de su tiempo. Sobre la fama, la erudición y la probidad de Pineda baste mencionar la escueta placa, todavía existente, en la Universidad de Evora, que recuerda su paso por la misma: "Hic Pineda fuit"
in-4. cc. 4,12, xii-cxxii. Ottima copia in cartonato antico. prima edizione emblems iconologia iconology iconography mythology marcolini first edition art history
Complet en 2 tomes (tomes 1 et 2, le tout paru de cette série prévue à contenir 9 tomes), Tome I: xix,[6],430,[1] pp. + frontispice et 54 planches hors-texte dont des dépliantes (e.a. un plan dépliant), Tome II: [12],456,[1] pp. + frontispice et 40 planches hors-texte dont des dépliantes, frontispices gravés par Duflos et Thomassin, avec deux portraits de Louis XV enfant et du Régent Philippe d'Orleans (en de larges bandeaux), Edition originale, feuilles de garde marbrées, reliures plein-cuir d'époque uniformes (qqs. traces d'usage, dos renforcé aux bouts, dos à 5 nerfs, titre et décorations dorées au dos), texte et planches sont frais, avec ex-libris gravé (probablement de la famille Van Volsem) collé sur le premier contreplat, ancien ex-libris manuscrit à la première feuille blanche, avec textes en français et en latin, exemplaire complet et acceptable (malgré les restaurations aux dos), poids: 3.2kg., G108409
MOVIMENTO FUTURISTA PLASTICA MURALE PER L'EDILIZIA FASCISTA IN ITALIA E IN AFRICA. , EDIZIONI FUTURISTE DI POESIA 1936, Edizione originale della rivista sulla 2?? Mostra Nazionale Di Plastica Murale per l'Edilizia Fascista in Italia e in Africa, catalogo originale dell'esposizione ott-nov 1936-XV ai Mercati Traianei di Roma. In copertina cartonata ruvida rosa stampata in nero ai piatti con dorso lievemente scolorito, pinzatura con accenni di ruggine, caratteri in stile futurista, antipagina con dedica scritta e firmata dal Presidente della Reale Accademia d'Italia F.T. Marinetti. Interni puliti privi di segni o marcature, pagine imbrunite ma fruibili, rilegatura integra. In Direttorio Prampolini e De Filippis, Presidente F.T. Marinetti. Contiene il Manifesto "La Plastica Murale Futurista" sottoscritto da Marinetti e da una lista numerosa di futuristi; "Funzionalit?? architettonica del polimaterico" di Prampolini; il Regolamento dei Concorsi di Plastica Murale; Il Salone delle Realizzazioni di Plastica Murale alla cui pag. 14 ?? applicata la striscia integrativa che annota l'opera "Sintesi del Dopolavoro" di Monachesi-Tano riprodotta alla pagina 15; Il Catalogo per ordine alfabetico dei trentotto artisti futuristi partecipanti au quattro temi dei due concorsi; Sala dei pittori futuristi combattenti in A.O. Presenti numerose riproduzioni di opere di Fillia, Prampolini-Oriani-Mino-Rosso, Benedetta-Ambrosi-Tato, Andreani-Favalli, Monachesi-Tano, Carmassi. La rivista si conclude con la riproduzione di una serie di 15 tavole reclamizzanti le ditte partecipanti agli allestimenti della Mostra. Esemplare non comune in pi?? che buone condizioni Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 49<br>
Volume scritto in inglese, in italiano, in francese, in tedesco. Copertina con titoli al dorso e al piatto superiore, leggermente stanca agli angoli. Pagine ben salde alla cerniera, su carta patinata, con ampio margine. Numerose le illustrazioni nel testo, con didascalia, in bianco e nero. Diversi gli autori che hanno contribuito alla stesura dei testi. Numero pagine 172. USATO
in-8° (cm 21 x 16); leg. in piena pergamena rigida con dorso a tre nervi (con tracce di leggeri difetti restaurati e colorata di verde), tagli colorati di verde, titolo calligrafato al taglio inferiore; pp. [16], 780, [4], [280]; frontespizio interamente figurato in b/n con titolo incorniciato, capilettera istoriati, testatine xilografiche e moltissime nitide incisioni di medaglie nel testo. Opera di Sebastiano Erizzo (1525-1585, letterato, filosofo, senatore, nato e morto a Venezia), a cura di Girolamo Ruscelli (il cui nome figura nella prefazione e dedica al sovrano polacco Sigismondo Augusto, datata 4 Marzo 1559); emissione accresciuta della seconda edizione del 1568, in cui sono state aggiunte, dello stesso A.: Le dichiarazioni delle antiche monete consolari, battute ne gli anni della Repubblica romana. Cfr. Gamba (1380): "Questo libro è il primo che faccia epoca nella scienza numismatica, la cui materia venne dall'Erizzo trattata più amplamente di quella che avesse prima di lui Enea Vico…". Cfr. anche Cicognara 2832; Brunet II, 1047 e Graesse II, 498. Esemplare interessante e non comune. Rif.: IT\ICCU\BVEE\011268. Cond.: Vecchia abrasione al frontespizio per asportazione di antica indicazione di appartenenza manoscritta sotto il titolo, senza penalizzazioni nel testo; piccolo strappo al front., senza mancanze; opera in buono stato di conservazione.
Acquaforte misure: mm lastra 162 × 109, foglio mm 179 × 126 Pittore e incisore italiano. Figlio di Giambattista Tiepolo entra all'età di tredici anni nella bottega del padre diventandone presto collaboratore. Nell'arco della sua brillante carriera lavora in stretta collaborazione con il padre ma riceve anche importanti incarichi nei quali da prova dell'estro e della personalità che si era formato con il tempo. In campo incisorio sono da ricordare alcune le serie: Via Crucis derivata da sui stessi dipinti per la chiesa veneziana di San Polo; la memorabile raccolta di Idee pittoresche sopra la Fuga in Egitto e i straordinari sessanta pezzi che costituiscono la Raccolta di Teste. Esegue poi diverse acqueforti, alcune anche di grande formato, spesso riproducendo alcuni dipinti del padre. Il Santo è raffigurato alato, quale angelo dell'Apocalisse, indossa l'abito domenicano ed è rivolto leggermente a sinistra, la tipica fiammella simbolo dello Spirito Santo è raffigurata appena sopra la testa. Nella mano sinistra regge un grosso libro, la Bibbia, e un giglio simbolo di purezza; la destra invece accarezza un teschio accanto a una tibia, simboli della caducità della vita, entrambi posti sopra una nuvola. Il Santo ha il volto sereno, lo sguardo fisso e assorto ma vigile. Nel margine inferiore bianco oltre l'immagine incisi titolo e "Do. Tiepolo fec." La lastra è databile agli anni 1745-6 e testimonia gli esordi incisori di Giandomenico, ne sono prova la rigidezza degli interventi a bulino e l'impiego del corsivo minuscolo per la firma. Impressione eccellente, nitida e ricca di contrasto nel I/II stato, prima dell’aggiunta del n.9 in alto a sinistra. Esemplare stampato su carta vergellata coeva priva di filigrana. Buoni margini. Perfetto stato di conservazione. Sul margine inferiore destro a inchiostro moderno “5”, al centro timbro a secco ovale con due lettere non chiaramente leggibili e al verso timbro moderno a inchiostro viola: “E.A. Scollin, M.D./3013 S. 6TH St./Springfield, Ill.”. Bibliografia: De Vesme,72; Rizzi, 114; Succi, 1.
in-folio (cm 32,5 x 22 ); legatura coeva in piena pergamena morbida, titolo manoscritto al dorso; pp. [24], XXX, 318, [5],[1 c. bianca]; vignetta calcografica incisa su rame al frontespizio (Apollo e le Muse), testatine e capilettera incisi su legno, numerose illustrazioni incise su legno a corredo del testo, quasi tutte raffiguranti medaglie, ad eccezione di tre grandi incisioni raffiguranti altrettanti fiumi (Nilus, Tigris e Danuvius) nel Dialogo Terzo e sei grandi incisioni raffiguranti famosi archi (tra cui quelli di Severo, Tito e Costantino) riportati nel Dialogo Quarto; front. stampato in rosso e nero; l'opera è composta da: dedica al Monsignor Sacripante dello stampatore (Girolamo Mainardi), ode di Josephi Castalionis, reimprimatur, vita di Monsignore don Antonio Agostini, epitaffio, elenco libri scritti da Don Antonio Agostini, giudizi ed elogi emessi nei confronti di Don Antonio Agostini a cura di eminenti personaggi (tra cui Aldo e Paolo Manuzio, Onofrio Panvinio), proemio, note esplicative dei simboli numismatici utilizzati nel testo, Tavola delle cose più notabili che si contengono nei dialoghi (30 pp. su due colonne), dodici dialoghi, nomi degli autori citati nell'opera, elenco di scrittori e relativi testi di numismatica con specchio di suddivisione degli stessi per nazionalità e, infine, l'ultima carta riporta la misura delle antiche medaglie ritrovata da Dionigi Ottaviano Sada, con una grande incisione. Trattato misto di numismatica e di epigrafia latina in forma di dialoghi tra l'autore e l'interlocutore, riferiti ad argomenti tra cui: le differenze tra le monete e le medaglie, le iscrizioni, i falsi, le epigrafi, ecc.. La prima edizione della traduzione in italiano di questa opera, fatta a cura di Dionigi Ottaviano Sada, è stata pubblicata a Tarragona nel 1587. Testo completo, molto interessante. Prov.: timbri di possesso nobiliare al frontespizio e in fine. Rif.: IT\ICCU\UBOE\002152. Cond.: presenza di alcune gore d’acqua, qualche brunitura alle carte e qualche macchia ai piatti; nel complesso esemplare molto buono.
Ausburg: Augustae Vindelicorum, sumptibus Joannis Baptistae Burckhart, 1758. 8vo.; :2 hojas, 56 hojas sin numerar, páginas numeradas 57 a 82, y 57 láminas dibujadas y grabadas por Catharina Klauber. Encuadernación de época en piel.
in-4° (25 x 19 cm); 2 opere in un volume; legatura coeva in piena pergamena rigida, tit. a caratteri dorati su tassello al dorso, tagli a spruzzo rossi. 1.: pp. (16), 100 p., (1) c. di tav. (ritr. calcogr. in ovale del dedicatario, Card. Gio. Antonio Davia, bolgnese, Vescovo di Rimini, di anni 74, creato il 18 maggio 1712, dipinto da Agostino Masucci e inciso da Rocco Pozzi nel 1734); vignetta calcogr. con tiara pontifici sul front. stampato in rosso e nero; iniziali, testate, finali e fregi xil.; numerose ill. calcogr. nel testo raffiguranti recto e verso delle medaglie descritte nel testo, fatte coniare dai Papi dall'anno 772 al 1099 (da Adriano I a Pasquale II). 2.: pp. (8), 229, (1), ultima c. bianca; (34) c. di tav., ill. calcogr.; vignetta calcogr. con tiara pontifici sul front. stampato in rosso e nero; iniziali, testate, finali e fregi xil.; numerose ill. calcogr. nel testo e tavole calcogr. f.t., raffiguranti recto e verso di svariate centinaia di medaglie e monete papali dal 1303 al 1534 (da Benedetto XI a Clemente VII) descritte nel testo; dedica al Card. Annibale Albani. Opere complementari di fondamentale importanza ed utilità storico-numismatica, ordinate con grande cura da Benedetto Fioravanti, che completò anche l'analogo lavoro precedentemente pubblicato da Giovanni Vignoli nel 1709. Rif.: IT\ICCU\BRIE\000416 e UBOE\035286. Cond.: Qualche sporadica macchia alle carte interne, non penalizzanti testi e illustrazioni; opera in condizioni generali molto buone.
in-4° (270x196 mm); legatura moderna in mezza pergamena con carta marmorizzata ai piatti, titolo in oro su tassello al dorso, tagli spruzzati di rosso; 2 opere legate in un volume ("Dissertatio" del 1755 e "Altera dissertatio" pubblicato nel 1767); pp. VIII, 116; (8), 141, (11); frontespizi in rosso e nero contenenti marca xilografica, numerose tavole raffiguranti monete e medaglie medievali, capilettera xilografici, grande vignetta calcografica a mezza pagina alla p. III della prima opera e a pagina intera alla p. III della seconda opera, raffiguranti stemmi nobiliari, capilettera xilografici. Edizione originale di entrambe le parti (la seconda apparve 12 anni dopo la prima) dell’opera dell’erudito ferrarese Vincenzo Bellini (1708-1783), considerato uno dei padri fondatori della numismatica moderna. Rettore della parrocchia di Cassana, grazie ad una attenta attività di ricerca aveva raccolto una cospicua collezione, costituita da monete greche e romane di età repubblicana ed imperiale, ma soprattutto da una ragguardevole documentazione della produzione delle zecche italiane dall’età comunale, alle monetazioni signorili, fino alle emissioni pontificie a lui contemporanee. Lo studioso diede un impulso determinante agli studi sulla moneta medievale, raccolti in questo volume, fino ad allora trascurati a causa del predominante interesse per la classicità. Testo in latino. Rif.: IT\ICCU\TESE\001038 e IT\ICCU\TESE\001042. Cond.: Presenza di gore d’acqua, prevalentemente al margine interno delle carte della seconda opera; rari forellini di tarlo non interessanti il testo. Carta pulita e croccante. Nel complesso, esemplare in condizioni generali molto buone.
xxxiii + [xvi] + 636 + [viii] pp., facsimile reprint of the original Amsterdam 1644-edition, text in Dutch, introduction by Jochen Becker in English, editor's hardcover (boards in cloth, spine in blue leather with title in gilt), 24cm., very good, S90067
in-4° (26 x 20 cm); pp. (16), 100; frontespizio in rosso e nero con vignetta calcografica, 30 calcografie raffiguranti monete all’interno del testo, capilettera e finalini xilografici; legatura in mezza pergamena, titolo in oro su tassello marrone al dorso, filetti in oro al dorso, piatti marmorizzati; seconda edizione (la prima è del 1709) di una delle più significative opere mai composte sulla monetazione pontificia, adorno di una ricca iconografia calcografica; opera interessante, poco diffusa. Prov.: timbro di possesso ovale in inchiostro rosso sbiadito (a nome Caironi Agostino - Milano). Rif.: IT\ICCU\BRIE\000416. Cond.: numerose fioriture, ingiallimento, correzione manoscritta a inchiostro rosso a p. 20, segni d’uso e spellature; esemplare in barbe; opera in condizioni generali molto buone.
in-8° (cm 20 x 12); leg. coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso e alette ai bordi laterali dei piatti; pp. (72), 335; marca tipografica al front., capilettera xilografati, num. inc. in b/n raffiguranti le immagini degli imperatori romani riportate sulle monete ed i medaglioni descritti nel testo. Seconda ed. in latino (la prima è stata pubblicata a Lione nel 1553), importante e raro trattato di numismatica antica di Iacobus De Strada, famoso studioso e collezionista, che raccolse, descrisse ed illustrò le monete piu' significative dall'eta' classica al regno dell'Imperatore Carlo V. Prov.: indicazione d'appartenenza su etichetta attaccata al contropiatto a nome T.& E. Lloyd, con stemma e motto "Esto vigilans"; altra indic. d'app. manoscritta al frontespizio a nome Leycester - Edimburgh 1844; tracce di colla alla guardia libera, residuo di etichetta d'appartenenza rimossa. Rif.: IT\ICCU\VIAE\001992. OCLC, 504877698 (one copy in UK) and 781945950. Cond.: leggere tracce d'uso, qualche macchia e lievissimi difetti; bellissima cinquecentina, stato di conservazione molto buono. -- Printer's device on title-page, 391 splendid portrait medallion woodcuts representing coins and medals and 97 additional medallion woodcuts without the portraits filled in. 8vo. [36]ff. 335pp. Fine second Latin edition of Strada's important work first published in Lyon, 1553, with a French edition appearing only a month later. Gesner published a German translation in 1558 and a magnificent folio edition with new cuts in 1559. In the present edition the excellent portrait medallion woodcuts of white design on black ground are retained in their original size and make a very strong impression because of the reduced format of the book from 4to to 8vo. Adams S1917. Dekesel S72.
Barcelona, por Joseph Llopis, a costa de Juan Pifarrer (sic), Librero, 1703. Dos tomos en 4to.; 7 hs., 576 pp. + 4 hs., 409 pp., 47 hs. Cada máxima viene encabezada por un emblema grabado. El ejemplar presenta la particularidad de que, tanto la portada del tomo primero como dos hojas de Indice del mismo tomo aparecen en blanco, por defecto de impresión. Encuadernación en pergamino, de la época.
prima ediz., in 4° antico (cm 23x16,5), pp. 2 b., 8 nn., 172, 4 nn.; 247, 8 nn., 1 b.; solida leg. settecentesca in p/pelle chiara, ds. a nervi con tit. e fregi in oro, sguardie in carta bronzata; marca tipografica con aquila ad ali aperte posta su una sfera con 2 serpenti rampanti e motto dei Rovillio "In virtute et Fortuna" al front. della 1^ parte; marca tip. del tutto diversa alla 2^ parte: Mosè che riceve le Tavole della Legge con Sole e Luna testimoni entro ovale, e motto "La notte è passata et il giorno appropinquato", alcuni capil., centinaia di medaglie coi ritratti in xilografia, 2 per ogni pag. Macchie e mancanze riparate al front. della 1^ parte, lievi ingiallimenti, ombreggiature e sporadiche bruniture sparse per tutto il volume, alcune date annotate in margine a poche pp. ma nel complesso buon esemplare. 130-39