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Rappresentazione di diverse figure egizie in bronzo, pietra di serpentino e terracotta. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
In alto tre vedute di una statua egizia in bronzo. In basso tre vedute di una coppia in pietra di serpentino. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
In alto tre vedute di una figura in bronzo, al centro statua in basalto e in basso due vedute di una figura seduta in terracotta invetriata. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
Rappresentazione di statue e frammenti egizi in bronzo e terracotta invetriata. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
Diverse figure egizie in bronzo, pietra di serpentino e terracotta. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
Numerose figure e frammenti egizi in bronzo, marmo, ematite e piombo. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
Quattro vedute di una coppia seduta di statue egizie in basalto. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
<p>22x22 cm, cartoncino originale illustrato; p. 138, numerose foto e disegni in nero e due tavole a colori</p>
3 45x31 cm., 2 tavole su carta pesante, ampi margini, con 8 figure ben roprodotte, in francese, buone condizioni.
Sehr guter Zustand - INHALT : DIE ENTDECKUNG DER STATUEN-CACHETTE DES LUXORTEMPELS --- Einführung --- Die Fundgeschichte --- Beschreibung der Cachette --- Überführung der Statuen --- Freilegung der Umgebung der Cachette --- Zwei antike Gruben --- Die tieferen Schichten der Cachette --- Die letzten Tage der Ausgrabung --- Die Keramik und die Datierung der Cachette --- Der Katalog der Statuen --- DIE STATUEN DER CACHETTE --- Statue Amenophis' III. --- Statue der Hathor --- Statue der Junit --- Atum und Haremhab --- Hinterer Teil einer Sphinxfigur --- Statue eines ruhenden Löwen --- Sphinx des Tut-Anch-Amun --- Statue einer Kobra --- Kopfloser Sphinx --- Kopflose Statue Ramses' II. --- Thutmosidischer Sphinx --- Statue der Göttin Ta-weret --- Horusstatue --- Kopflose Horusstatue auf einem Papyruskapitell --- Statuette eines Ba-Vogels --- Kopflose Statue des (Amun) Amun-Re Ka-mutef --- Statue Amenirdis' I. (der Älteren) Relief einer Doppelfeder Doppelkrone --- Gruppenstatue des Amun und der Mut --- Kopflose Statue des Haremhab vor Amun --- Haremhab vor Amun Kopflose Statue Thutmosis' III. Statue der Königin Isis --- Gruppenstatue Amenophis' III. mit Horus --- Sphinx Amenophis' III. Anmerkungen. ISBN 9783805312592
In-8°; cc. (12). Edizione originale del poema di Giovanni Francesco Pico della Mirandola, una delle prime fonti sulla collezione di statuaria antica conservata al Giardino del Belvedere in Vaticano. Scritto nell’ultimo anno del pontificato di Giulio II (1503-1513), l’opera sottolinea la passione per le antichità classiche che con questo papa divenne una vera e propria moda nella Roma del tempo. Molti si domandarono se fosse idoneo consevare nel tempio della cristianità una collezione che esaltava anche le divinità pagane. Pico, seguace della corrente savonaroliana che denigrava la cultura rinascimentale del recupero e dell’imitazione dei classici romani e greci, si serve di quest’opera per stigmatizzare questa contrasto, proponendo nei suoi versi la Vergine Maria come contraltare alla Venere classica, presentando la collezione del vaticano come la manifestazione fisica della corruzione culturale e morale della Roma di Giulio II. Nella lettera a Francesco Giraldi, umanista ed erudito nativo di Ferrara, datata 1512, Pico offre una sorta di panoramica sulle statue collocate nel Belvedere: sono tra le prime parole che vengono spese sul posizionamento in quel luogo di quello che fu il simbolo della rinascita del classico, il gruppo del Laocoonte ritrovato presso la Domus Aurea nel 1506 e acquistato da Giulio II. Vengono anche citate la statua di Apollo e Cleopatra, e la grande immagine del Tevere. Giovanni Francesco Pico della Mirandola (1470-1533), nipote di Giovanni Pico, autore di una biografia su Savonarola, si fece portavoce di una difesa degli insegnamenti cristiani contro la nuova cultura nascente. Salvatore Settis, Sonia Maffei, Ludovico Rebaudo, Laocoonte, fama e stile: “La matrice antica del luogo, giardino delle Esperidi, luogo ideale per l’ozio filosofico, centro della nuova politica di Giulio II colpisce Giovanni Pico della Mirandola; è li che egli ambienta il De Venere et cupidine cogliendo la natura pagana del luogo: Laocoonte e le anticaglie solo identificate per veloci evocazioni, sono quasi come idoli chiamati ad animare il regno di Venere e della vana venustas”. The original edition of the poem by Pico della Mirandola, one of the first sources on the collection of ancient statues preserved in the Belvedere Vatican Garden. Written during the last year of pontificate by Julius II (1513), the work underlines the passion for classic antiquities that became, with this Pope, a fever in contemporary Rome. Many was wondering if it was suitable to put a heaten sculpture collection in Vatican. Pico, follower of Savonarola in blaming Renaissance culture of recovery and imitation of Roman empire, through this work means to criticize the moral and cultural corruption of Iulius II Rome, putting this collection as its physical manifestation, and in his verses he puts the Holy Mary to counterbalance the classic Venus. In his letter to Giraldi, Pico offers a bird’s eye view on statues put in Belvedere. These are between the first words spent about the putting in this place of a symbol of Classic rebirth: the Laocoon found in the Domus Aurea area and bought by the pope.
VANNES, Imp. Galles - 1903 - Tiré à part du Bulletin de la Société Polymatique du Morbihan - In-8 - Débroché - 4 pages
ill., br. Nel passato si insisteva che 'bisogna copiare', 'fare copie dal passato', di certo non per fare pedisseque riproduzioni formali, ma perché questo è il modo migliore per rendersi conto di ciò che si vede. Questo libro analizza varie statue famose di epoca classica e ne spiega i procedimenti di disegno per un risultato ottimale. Statue prese in considerazione: Venere di Milo, Torso del Belvedere, Schiavo morente, Pietà Rondanini, Il Bacio.
23,8x17 cm; 31, (3) pp. Brossura editoriale con titolo al piatto anteriore. Prima edizione postume di questo scritto del noto intelletuale e storico locale modenese Tommaso Sandonnini dedicata alla figura del grande scultore (celebre per le sue terracotte) modenese, Antonio Begarelli. Buono stato di conservazione.
Ex-library copy with usual stamps. Rebound in green buckram with gilt lettering. Original front wrap bound in. Scholar's name to inner cover (Cedric Boulter). ; Bibliotheke Tes En Athenais Archaiologikes Hetaireias Ar. 46; 109 pages
Roma apud Natalem Barbiellini, 1776. (mm. 290 x 215). Cartonato rustico coevo. pp. XVI e 41 tavole f.t. incise in rame . Ottimo esemplare in barbe, con solo lieve gora marginale a parte bianca esterna di poche tavole.
PARIS, Ed. de la Réunion des Musées Nationaux - 1980 - Catalogue d'exposition - In-8, carré - couverture couleurs illustré - Illusratiuons couleurs PP & NB en texte -93 pages - très propre JOINT : Plaquette publicitaire
New English Paperback. Roy. 8vo. (23 x 16 cm). In English. [iv], 281 p. Europeanisation of South-Eastern Europe. Domestic impacts of the accession process.
In-16 gr. (mm. 190x115), mz. tela con ang. coeva (alone al piatto anter.), pp. 16 di descrizione delle 28 tavole che raffigurano 28 pregevoli statue con coloritura simile al bronzo e ritocchi in oro. Le statue, poste nella chiesa occupata dal cenotafio, formano una nobilissima guardia d’onore all’imperatore Massimiliano I (1459-1519) e una bellissima veduta di insieme è posta come antiporta del volumetto. Testo in francese e tedesco. Fra i personaggi rappresentati figurano: Clovis (Louis) I , roi de France - Philippe I, roi d’Espagne - Rodolphe I, roi des Allemands - Théodoric, roi des Ostrogothe - Sigismond, archiduc d’Autriche - Blanche Marie, duchesse de Milan - Marguerite d’Autriche - Cymburgis, épouse du duc Erneste d’Autriche - Charles le téméraire - Marie, duchesse de Bourgogne - Godefroi, duc de Bouillon - Leopold IV le saint, margrave d’autriche. Con tracce d’uso ma certamente un buon esemplare, non comune.
In-8°, pp. 81, legatura editoriale con sovraccoperta illustrata. Stato di nuovo. Con molte illustrazioni in bianco e nero che riproducono rare fotografie e cartoline di Filattiera. Indice: 1. Le Statue-Stele nel Comune di Filattiera; 2. Un'antica fortezza bizantina ha dato origine al nome attuale di Filattiera; 3. La Chiesa di S. Giorgio e l'epigrafe di Leodegar; 4. Note storiche sul Comune di Filattiera.
PP. 124, CM. 24X16, BROSS. CON BANDELLE. LE FONTANE GENOVESI RACCONTATE DA REBUFFO E SPLENDIDAMENTE ILLUSTRATE DA MANGINI NELLA COLLANA SCAFFALETTO GENOVESE DIRETTA DA NELIO FERRANDO.<BR>
Mm 205x290 Volume nella sua brossura originale. 205 pagine con numerose illustrazioni in nero nel testo e fuori testo. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
<p>circa. 26x20 cm, fotografia in b/n con alla base : n. 1943 - Roma - Gruppo di un Gallo uccidendo sua moglie - Museo delle Terme - Anderson</p>
In 8°, br. edit., pp. 24. Raro catalogo semestrale corredato da numerose ill. Statue, crocifissi, bambini, gruppi, Via Crucis, altorilievi, soggetti per presepe...Ombreggiature in cop. e segni di umidità all'interno.
Mm 210x270 Brossura editoriale di pp. 176, con 727 illustrazioni in bianco e nero e a colori, in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.