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VANNES, Imp. Galles - 1903 - Tiré à part du Bulletin de la Société Polymatique du Morbihan - In-8 - Débroché - 4 pages
In-8°; cc. (12). Edizione originale del poema di Giovanni Francesco Pico della Mirandola, una delle prime fonti sulla collezione di statuaria antica conservata al Giardino del Belvedere in Vaticano. Scritto nell’ultimo anno del pontificato di Giulio II (1503-1513), l’opera sottolinea la passione per le antichità classiche che con questo papa divenne una vera e propria moda nella Roma del tempo. Molti si domandarono se fosse idoneo consevare nel tempio della cristianità una collezione che esaltava anche le divinità pagane. Pico, seguace della corrente savonaroliana che denigrava la cultura rinascimentale del recupero e dell’imitazione dei classici romani e greci, si serve di quest’opera per stigmatizzare questa contrasto, proponendo nei suoi versi la Vergine Maria come contraltare alla Venere classica, presentando la collezione del vaticano come la manifestazione fisica della corruzione culturale e morale della Roma di Giulio II. Nella lettera a Francesco Giraldi, umanista ed erudito nativo di Ferrara, datata 1512, Pico offre una sorta di panoramica sulle statue collocate nel Belvedere: sono tra le prime parole che vengono spese sul posizionamento in quel luogo di quello che fu il simbolo della rinascita del classico, il gruppo del Laocoonte ritrovato presso la Domus Aurea nel 1506 e acquistato da Giulio II. Vengono anche citate la statua di Apollo e Cleopatra, e la grande immagine del Tevere. Giovanni Francesco Pico della Mirandola (1470-1533), nipote di Giovanni Pico, autore di una biografia su Savonarola, si fece portavoce di una difesa degli insegnamenti cristiani contro la nuova cultura nascente. Salvatore Settis, Sonia Maffei, Ludovico Rebaudo, Laocoonte, fama e stile: “La matrice antica del luogo, giardino delle Esperidi, luogo ideale per l’ozio filosofico, centro della nuova politica di Giulio II colpisce Giovanni Pico della Mirandola; è li che egli ambienta il De Venere et cupidine cogliendo la natura pagana del luogo: Laocoonte e le anticaglie solo identificate per veloci evocazioni, sono quasi come idoli chiamati ad animare il regno di Venere e della vana venustas”. The original edition of the poem by Pico della Mirandola, one of the first sources on the collection of ancient statues preserved in the Belvedere Vatican Garden. Written during the last year of pontificate by Julius II (1513), the work underlines the passion for classic antiquities that became, with this Pope, a fever in contemporary Rome. Many was wondering if it was suitable to put a heaten sculpture collection in Vatican. Pico, follower of Savonarola in blaming Renaissance culture of recovery and imitation of Roman empire, through this work means to criticize the moral and cultural corruption of Iulius II Rome, putting this collection as its physical manifestation, and in his verses he puts the Holy Mary to counterbalance the classic Venus. In his letter to Giraldi, Pico offers a bird’s eye view on statues put in Belvedere. These are between the first words spent about the putting in this place of a symbol of Classic rebirth: the Laocoon found in the Domus Aurea area and bought by the pope.
Sehr guter Zustand - INHALT : DIE ENTDECKUNG DER STATUEN-CACHETTE DES LUXORTEMPELS --- Einführung --- Die Fundgeschichte --- Beschreibung der Cachette --- Überführung der Statuen --- Freilegung der Umgebung der Cachette --- Zwei antike Gruben --- Die tieferen Schichten der Cachette --- Die letzten Tage der Ausgrabung --- Die Keramik und die Datierung der Cachette --- Der Katalog der Statuen --- DIE STATUEN DER CACHETTE --- Statue Amenophis' III. --- Statue der Hathor --- Statue der Junit --- Atum und Haremhab --- Hinterer Teil einer Sphinxfigur --- Statue eines ruhenden Löwen --- Sphinx des Tut-Anch-Amun --- Statue einer Kobra --- Kopfloser Sphinx --- Kopflose Statue Ramses' II. --- Thutmosidischer Sphinx --- Statue der Göttin Ta-weret --- Horusstatue --- Kopflose Horusstatue auf einem Papyruskapitell --- Statuette eines Ba-Vogels --- Kopflose Statue des (Amun) Amun-Re Ka-mutef --- Statue Amenirdis' I. (der Älteren) Relief einer Doppelfeder Doppelkrone --- Gruppenstatue des Amun und der Mut --- Kopflose Statue des Haremhab vor Amun --- Haremhab vor Amun Kopflose Statue Thutmosis' III. Statue der Königin Isis --- Gruppenstatue Amenophis' III. mit Horus --- Sphinx Amenophis' III. Anmerkungen. ISBN 9783805312592
3 45x31 cm., 2 tavole su carta pesante, ampi margini, con 8 figure ben roprodotte, in francese, buone condizioni.
<p>22x22 cm, cartoncino originale illustrato; p. 138, numerose foto e disegni in nero e due tavole a colori</p>
Quattro vedute di una coppia seduta di statue egizie in basalto. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
Numerose figure e frammenti egizi in bronzo, marmo, ematite e piombo. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
In alto tre vedute di una statua egizia in bronzo. In basso tre vedute di una coppia in pietra di serpentino. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
In alto tre vedute di una figura in bronzo, al centro statua in basalto e in basso due vedute di una figura seduta in terracotta invetriata. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
Rappresentazione di statue e frammenti egizi in bronzo e terracotta invetriata. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
Diverse figure egizie in bronzo, pietra di serpentino e terracotta. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
Rappresentazione di diverse figure egizie in bronzo, pietra di serpentino e terracotta. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
Figure egizie in bronzo e basalto. Tavola incisa all’acquaforte su lastra di rame, inserita nella monumentale opera Description de l’Egypte, II° edizione dal 1820-29 voluta da Luigi XVIII, importante risultato culturale dell’occupazione francese in Egitto per il periodo che va dal 1798 al 1801. Bonaparte decise di invadere queste terre per controllare le vie commerciali verso l’india ed assestare in questo modo un duro colpo all’economia britannica. Durante questa operazione, il Nostro favorì l’attività di numerosi artisti, ingegneri, matematici e naturalisti per registrare e catalogare con estrema precisione le costruzioni e i monumenti egiziani nonché la flora e la fauna. Il risultato di questo immane sforzo, che per la pubblicazione coinvolse quasi duemila tra artisti e tecnici oltre a quattrocento incisori, fu l’opera "Description de l’Egypte, ou recueil des observations et des recherches qui ont été faites en Egypte pendant l’expédition de l’armée française", che offre una globale visione scientifica dell’antico e moderno Egitto, nonché la sua storia naturale. La Description ebbe grande influenza sul movimento orientalista pittorico dell’ottocento e diede un contributo fondamentale alla diffusione dell’Egittologia. Numerosi edifici rappresentati in queste tavole sono stati completamente distrutti nel tempo
Mm 155x215 Collana " Saggi ". Nuova edizione riveduta e aumentata. Prefazione di Ranuccio Bianchi Bandinelli. Volume rilegato intela, sopracoperta originale a colori, xxii-452 pagine con 52 figure in nero nel testo, 4 cartine ripiegate e 32 tavole sempre in nero non cmprese nel testo. Opera in buone-ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
OTTIMO ESEMPLARE, MAI SFOGLIATO; SENZA SOVRACCOPERTA. Informazioni bibliografiche Titolo: Civiltà degli egizi: Le arti della celebrazione Collana: Volume 3 di Civiltà degli egizi Curatori: Anna Maria Donadoni Roveri, Museo egizio di Torino Saggi di: Silvio Curto, Sergio Donadoni, Enrichetta Leospo Editore: Torino: Electa, Istituto Bancario San Paolo di Torino Lunghezza: 261 pagine: illustrato ; 29 cm Peso: 2 Kg Soggetti: Egitto antico, Civiltà, Storia antica, Arte, Reperti archeologici, Archeologia, Cataloghi, Mostre, Statue, Mummie, Faraoni, Sculture, Culto dei morti, Credenze religiose, Pietre, Giza, Dinastie, Templi, Il Cairo, Hammurabi, Cheope, Simbolismo, Iconografia, Architettura rituale, Vita quotidiana, Pitture lintee, Riti propiziatori, Bibliografia, Decorazioni parietali, Thutmosi, Ramesse, Ernesto Schiaparelli, Gebelein, Valle del Nilo, Tigri, Eufrate, Vassalli, Preistoria, Musei, Deir el Medina, Cleopatra, Antonio, Egizi, Egypt, Ancient History, Archeology
Mm 200x255 Catalogo con 310 illustrazioni in bianco e nero e a colori, asta Christie's 22 maggio 1990. In ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 200x250 Brossura editoriale di pp. 188, con illustrazioni in bianco e nero, in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
58p. Frontis. Tall 8vo. Original cloth binding, gold. XLib. Front board sun faded. * AMER LOC: K13 BOX 67 = Copy 1
Minor Rubbing and a little colour loss to rear wraps. Else very minor shelfwear. Handwritten Card from author tipped in. ; The Tampa Museum of Art, February 20 to May 15, 1994. Catalogue is divided into several sections: Shaping, Decorating, Mistakes and Anomalies, Ceramics and Other Industries (by Murray McClellan) Artists in the Workshop, Selling and Shipping, and Collecting. ; 8.4 X 5.9 X 0.7 inches; 84 pages
(cm. 30) Brossura editoriale a stampa. -pp-54 + appendice con 84 immagini dei suoi lavori. La prima parte di testo, riguarda mostre personali e collettive, monografie e cataloghi, elenco delle opere, antologia critica. Con immagini sia del Venturi all'opera sia dei suoi lavori. Volume che celebra la mostra dedicata al Venturi in occasione del suo ottantunesimo compleanno, ed organizzata dai comuni di Firenze, Arezzo, Loro Ciuffenna, Cavriglia e dall'accademia Florentia Mater; tenutasi in Firenze 27 Febbraio 27 Marzo 1999 e in Arezzo 29 Maggio 27 Giugno 1999. Esemplare praticamente nuovo. Libro
Texte de circonstance, daté du 28 juillet 1833, jour de l'inauguration dans Paris d'une nouvelle statue de Napoléon.
Brossura editoriale; copia molto buona, lievemente brunita; R. W5.
Mm 215x280 Brossura editoriale, con sovraccoperta editoriale, di pagine 168, con illustrazioni e tavole a colori e in bianco e nero nel testo e fuori testo. Volume in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 155x240 Brossura editoriale a stampa, xxiv-320 pagine con illustrazioni in nero su tavole fuori testo. Copertina brunita e diffuse fioriture alle carte, peraltro esemplare integro e pienamente fruibile. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Testo latino nella edizione critica oxoniense di I. Wordsworth e H. White - traduzione di Cesare Angelini - Collana I segni dell'uomo n. 21 - L'editore al lettore - Il volo sulle chiese - Prefazione - Introduzione - Atti degli apostoli - Appendice: Le stazioni della Passione ...- Opere ... Bibliografia sommaria - Stampato in 3000 esemplari numerati, sotto la direzione di Franco Maria Ricci presso la Stamperia del signor Franco Levi. I caratteri usati sono i bodoniani, la carta vergata ? stata allestita appositamente alla forma tonda nelle cartiere Miliani di Fabriano. Nostro esemplare n. 354 1 34x23 cm., legatura in piena seta nera, titoli in oro e grande immagine applicata sul piatto, titolo in oro sul dorso, astuccio rigido muto, pp. 163 (2), numerose illustrazioni a colori applicate a mano, edizione di pregio in 3000 esemplari, nostra copia n. 354, in italiano, buone condizioni. ma il tempo ha sbiadito il dorso, s.d..