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Paris, F. Juven éditeur, 1914 - 1918. Collection complète de cette revue de la presse satirique, du n° 1 du 21 novembre 1914 au n° 215 du 28 décembre 1918 inclus, soit 215 numéros reliés en 5 volumes In-4 demi-basane rouge, dos lisses, plats toilés noirs, titre doré courant sur les 5 tomes. Chaque numéro de 12 pages. Les couvertures sont conservées. Les plus grands illustrateurs et caricaturistes du temps ont collaborés à l'illustration du Rire Rouge. Quelques petits frottements à la reliure, sans gravité. Ensemble de toute rareté complet.
1861-1862: Prima due annate rilegate in legatura coeva in mezza pelle con titolo al dorso. 30 numeri, tutto il pubblicato, dal 6 giugno al 24 dicembre, tutti i numeri presentano 8 pagine a parte due numeri che ne contiene 12. Prima della raccolta presenti una brossura rosa illustrata, una carta con titolo e annata entro cornice ed una carta (con strappo ma senza perdita di carta) con il titolo illustrata. Seguono (rinforzo al margine esterno bianco della prima ed ultima carta del primo numero e al centro di un numero per ridurre uno strappo). L’annata si chiude con una brossura rossa satirica illustrata.1862 Tutto il pubblicato. Brossura verde illustrata, seguono, dal primo numero della seconda annata uscito il 4 gennaio all’ottantaduesimo ed ultimo numero uscito il 24 dicembre. Tutti i numeri sono formati da 8 pagine a parte tre numeri che presentano 12 pagine. 1863-1864: Terza e quarta annata, rilegate in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso. 1863, Anno III, n. 1 (1 gennaio 1863) – n. 135 (31 dicembre 1863) compreso supplemento al 122 e al 124, 1864 Anno IV, n. 136 (7 gennaio 1864) – n. 187 (29 dicembre 1864). L'ultimo numero del 1864 presenta uno strappo con perdita di carta alla terza carta dell'ultimo numero, il 187. Due annate complete1868 Tutto il pubblicato. Dal primo numero dell’annata, il 344 del 2 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 396 uscito il 31 dicembre. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva (qualche difetto ai piatti). All’interno in ottime condizioni di conservazione. Tutti i numeri sono formati da 8 pagine. Alla fine del volume sono raccolte tutte le brossure editoriali di ogni numero di colore paglierino e arancione. 1869 Tutto il pubblicato. Dal primo numero dell’annata, il 397 del 6 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 448 uscito il 30 dicembre. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva (qualche difetto ai piatti). All’interno in ottime condizioni di conservazione. Tutti i numeri sono formati da 8 pagine.1870 Tutto il pubblicato (a parte 5 numeri, il 469, il 483, il 485, il 487, il 498 mai aggiunti in questa collezione). Dal primo numero dell’annata, il 449 del 6 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 500 uscito il 29 dicembre. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva. All’interno in ottime condizioni di conservazione.1872 Tutto il pubblicato a parte i numeri 580 e 603. Dal primo numero dell’annata, il 553 del 4 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 604 uscito il 26 dicembre. Due strappetti alle prime tre carte dell’ultimo numero, restaurati, senza perdita di carta. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva (qualche difetto ai piatti). All’interno in ottime condizioni di conservazione. Tutti i numeri sono formati da 8 pagine, a parte un numero che è composto di 4 pagine.1873 Tutto il pubblicato a parte i numeri 622, 623, 629, . Dal primo numero dell’annata, il 605 del 2 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 656 uscito il 25 dicembre. Due strappetti alla prima pagina del primo numero senza perdita di carta. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva (qualche difetto ai piatti). All’interno in ottime condizioni di conservazione. Tutti i numeri sono formati da 8 pagine, a parte un numero che è composto di 4 pagine.<BR>1874 Tutto il pubblicato. Dal primo numero dell’annata, il 657 del 1 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 709 uscito il 31 dicembre. Legatura in mezza tela con piatti foderati da carta marmorizzata coeva (qualche difetto ai piatti). All’interno in ottime condizioni di conservazione. Tutti i numeri sono formati da 8.<BR>1875 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 710 del 7 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 761 uscito il 30 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine la prima e l’ultima carta sono alcuni di brossura arancione, alcuni rosa e gli altri gialli). Varie tavole a colori, numerosi numeri ancora a fogli chiusi. I numeri si presentano ancora a fogli chiusi.1876 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 762 del 6 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 813 uscito il 28 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima carta sono in brossura paglierina). Varie tavole a colori, numerosi numeri ancora a fogli chiusi. Varie tavole a piena pagina in cromolitografia a colori (qui compare anche il primo ritratto della “Galleria Cromolitografica dello Spirito Folletto”). I numeri si presentano ancora a fogli chiusi.1877 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 814 del 4 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 865 uscito il 27 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima carta sono alcuni di brossura arancione e gli altri gialli). Varie tavole a colori, numerosi numeri ancora a fogli chiusi. 1878 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 866 del 3 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 917 uscito il 26 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima carta sono alcuni di brossura arancione e gli altri gialli). 1879 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 970 del 1 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 969 uscito il 25 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima carta sono di brossura marroncino). 1880 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 918 del 2 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 1022 uscito il 30 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima carta sono di brossura paglierina). Quasi tutti i numeri sono a fogli chiusi e presentano una grande tavola a colori. 1881 tutto il pubblicato. Entro carpetta con lacci. Dal primo numero dell’annata, il 1023 del 6 gennaio all’ultimo numero dell’anno, il 1074 uscito il 29 dicembre. Tutti i numeri presentano 12 pagine (la prima e l’ultima carta sono di brossura azzurrina). Lo Spirito Folletto fu una delle riviste umoristiche milanesi, più celebri dell'ottocento e rappresenta anche la prima impresa editoriale del celebre editore italiano, Edoardo Sonzogno (Milano, 21 aprile 1836 – Milano, 14 marzo 1920) subentrato da pochissimo al padre Lorenzo, nella guida dell'azienda di famiglia. Il giornale uscì per la prima volta nel 1861 con il titolo “Lo Spirito Folletto, giornale umoristico-illustrato” riprendendo il titolo del primo famoso giornale satirico lombardo, uscito per un solo anno, nel turbolento 1848 con il titolo “Lo Spirito folletto, Giornale diabolico, politico, umoristico, comico, critico, satirico, pittoresco.”. Nel 1863 Sonzogno acquista la testata satirica de “L'Uomo di Pietra” che viene poi assorbito dallo Spirito Folletto. Il giornale si avvaleva all'inizio della preziosa opera di Vespa e Camillo, al secolo Vespasiano Bignami e Camillo Marietti ma pochi dopo pochi numeri la collaborazione si allarga ad alcuni dei più importanti illustratori dell'ottocento come Francesco Gonin ed il figlio Guido, Francesco Fontana, Taccani, Giuseppe Galli, Giulio Gorra, Camillo Cima (Don Pacifico Pinzo), Iacopo Parera (Don Sancio), Casimiro Teja (Jetta), Carlo Gallina, Sebastiano De Albertis, ed il bergamasco, Luigi Borgomainerio fra i più attivi rappresentanti della Scapigliatura. Nel 1881, il giornale venne poi acquistato dal Secolo d'Italia e la parte grafica venne poi affidata a grande illustratore fioretino Mata, Adolfo Martinelli (1832 – 1887), che si era creato grande fama di acuto caricaturista politico sulle testate fiorentine quali “Il lampione”, “La Lanterna di Diogene” e “L'Arlecchino”. A partire dal 1880 il giornale iniziò anche a pubblicare tavole a colori ma la sua esperienza editoriale stava andando verso la conclusione che avvenne nel 1884 quando divenne un mensile e ridusse il suo formato. Nel corso della sua vita, fu uno dei giornali milanesi più celebri e seguiti dove la satira era solo una scusa per fornire informazioni politiche e di costume su Milano e l'Italia. Raro a reperirsi un insieme così congruo di annate, in buone-ottime condizioni di conservazione.
Paris, Librairie Plon, 1898-1899. 85 fascicules +15. In folio, 4 pages par n°. Couvertures illustrée. Reliure vélin ivoire, plats dominotés, dos lisse, pièce de titre chagrin rouge. PSST...! COLLECTION COMPLETE DU N° 1 (5 FEVRIER 1898) N° AU N° 85 (16 SEPTEMBRE 1899). LE FIFRE du N° 1 première année 23 février 1889 au N° 15 1er juin 1889. COLLECTION COMPLETE. Caran d'Ache et Forain collaboraient depuis plusieurs années au Figaro, journal longtemps ouvert aux articles de Zola en faveur de Dreyfus avant de devoir reculer face au mécontentement de son lectorat. Malgré ce revirement, la ligne éditoriale du journal reste modérée, ne permettant pas à ses dessinateurs de violentes charges anti -dreyfusardes et antisémites. Psst...! est un journal hebdomadaire satirique français. Paru en 1898-1899, il contient des caricatures et dessins antidreyfusards et antisémites de Caran d'Ache et de Forain. Le titre évoque un sifflement discret destiné à attirer l'attention. Sa ponctuation est une référence évidente au J'accuse…! de Zola publié dans l’Aurore du 13 janvier 1898. En réponse au manifeste dreyfusard du célèbre écrivain, les deux dessinateurs de Psst...! accablent les défenseurs de Dreyfus et représentent ceux-ci comme les instruments d'un complot ourdi contre la France et son armée par les juifs et les puissances étrangères. Le lancement de l'hebdomadaire est notamment salué par Édouard Drumont dans la Libre Parole du 7 février. Dans le numéro de la veille, Forain était interviewé par Gaston Méry au sujet de la fondation de Psst...! : « [Caran d'Ache et moi avons obéi] au sentiment de dégoût et d'indignation que nous inspirent les odieuses manœuvres du Syndicat. Je ne suis pas un Antisémite, dans le sens strict du mot; mais, il n'y a pas à dire le contraire, ce sont les Juifs qui font toute cette sale besogne. [...] Un soir, nous causions de cela, Caran d'Ache et moi. "Il faut faire quelque chose, lui dis-je ; ils nous embêtent à la fin. C'est devenu un devoir pour chacun de combattre tous ces cosmopolites avec les moyens dont il dispose." Et, tout de suite, Caran d'Ache a pensé comme moi. Le lendemain, nous étions chez l'éditeur. Et voilà ! ». Les dreyfusards répliquent peu de temps après : dès le 17 février, Stock commence la publication du Sifflet sous la direction d'Achille Steens. De format similaire à celui de Psst...!, le Sifflet contient des dessins d'Édouard Couturier, de Félix Vallotton, d'Hermann-Paul, de Louis Chevalier et d'Henri-Gabriel Ibels. LE FIFRE : Collection complète de ce journal satirique créé et illustré par le peintre et illustrateur de presse Jean-Louis FORAIN -1852-1931), comprenant 15 numéros publiés entre le 23 février et le 1er juin 1889. L'artiste présentait ainsi son numéro en page 2 du premier numéro : " Conter la vie de tous les jours, montrer les ridicules de certaines douleurs, la tristesse de bien des joies, et constater rudement quelquefois par quelle hypocrite façon le Vice tend à se manifester en nous..." Ont collaboré à ce journal, en dehors de Jean-Louis Forain, Armand Silvestre, Emile André, Jean Richepin, Paul Messon, Paul Hervieu, Jacques Le Lorrain, etc.
Vol 1. Anno I°, N. 1 (15 novembre 1856) – N. 59 (26 dicembre 1957). Annata completa. Vol. 2. Anno II°, N. 1 (2 gennaio 1858) – (presente anche il Supplemento al numero 17, speciale del 1 maggio del 1858) – N. 52 (24 dicembre 1858). Annata completa. Vol. 3. Anno III°, N. 1 (1 gennaio 1859) – N. 83 (31 dicembre 1859). Annata completa. Vol. 4. Anno IV, N. 1 (3 gennaio 1860) – N. 155 (29 dicembre 1860). Annata completa.Vol. 5. Anno V. n. 1 (1 gennaio 1861) – N. 156 del 31 dicembre 1861. In questo volume, il numero 1 è lacunoso della prima pagina, il numero 40 è lacunoso di una pagina e manca il numero 41, al numero 43 manca la seconda pagina, al numero 46 manca la seconda pagina). Il volume presenta il piatto posteriore della legatura ma non il dorso ed il piatto anteriore, pur essendo i numeri legati. All'interno si presenta, in genere in buone-ottime condizioni di conservazione.In folio (35,5x26,8 cm) primi 4 volumi con le prime 5 annate complete (compresi i numeri della primissima annata usciti nel 1856 e fatti rientrare nell'annata seguente del 1857) rilegate in belle legature coeve in mezza pelle verde scuro con titolo, numero del volume ed annata, oltre a fregi, in oro al dorso e piatti foderati con carta verde coeva. I primi quattro volumi si presentano, all'interno in ottime condizioni di conservazione. Il quinto volume, a parte i difetti sopra descritti, si pr esenta in buone condizioni di conservazione. Ogni numero è composto da un numero variabile da 16 a 4 pagine in quanto il giornale cambiò forma e periodicità durante la sua esistenza. Quella qui presentata è probabilmente, la collezione più ampia e completa di questa celeberrima e rarissima pubblicazione risorgimentale milanese. Quest'opera è rarissima a reperirsi completa e praticamente è di mitica rarità l'annata completa dell'anno cruciale per l'unificazione italiana del 1860. Ricchissimo di disegni satirici opera di alcuni dei più grandi disegnatori dell'epoca come ad esempio Giulio Gorra, Camillo Cima (Don Pacifico Pinzo), Iacopo Parera (Don Sancio), Casimiro Teja (Jetta), Carlo Gallina, Sebastiano De Albertis e Luigi Borgomainerio, il giornale presentava sempre al centro del giornale una grande vignetta satirica a tutta pagina (a volte divisa in due pagine). Fondato dai letterati Cletto Arrighi, Camillo Cima e Gottardo Cattaneo, all'int erno del fervente mondo della “scapigliatura” milanese, esso era rivolto in modo particolare a sbeffeggiare l'allora governante austriaco del Lombardo-Veneto, tanto che lo stesso Arrighi, sulle pagine del giornale dice di voler “far con la penna un po' di guerra all'Austria”. Camillo Cima e Cletto Arrighi, forti sostenitori dell'identità lombarda, utilizzarono a volte anche il dialetto milanese. Il giornale che divenne presto celebre si avvalse della collaborazione di alcuni dei più importanti intellettuali dell'epoca come ad esempio il romanziere Giuseppe Rovani, i poeti Giovanni Rajberti, Anastasio Buonsenso e Antonio Piccozzi, il critico musicale e librettista Antonio Ghislanzoni, gli scrittori e uomini politici Ottavio Tasca e Ippolito Nievo, che si firmava con lo pseudonimo Todero ed anche Emilio Treves con lo pseudonimo Il Piovano, tutti assidui frequentatori del Caffè Martini. L'anno 1860 è particolarmente raro, tanto che diversi studi non lo citano e sostengono che il giornale cessò la pubblicazione nell'aprile del 1859 perchè molti suoi collaboratori si arruolarono per prendere parte alla Seconda Guerra d'Indipendenza italiana. Il titolo del giornale richiama direttamente alla sua origine milanese. Infatti L'Uomo di pietra o Scior Carera al quale si riferirono i suoi fondatori era una scultura di epoca romana, posta sotto i portici di Corso Vittorio Emanuele II che sul finire del settecento, come il Pasquino romano, divenne una “statua parlante” perché i cittadini erano soliti usarlo per affiggere poesie e satire politiche. Si legge ad esempio nel Cosmorama Pittorico del 1839 a proposito di questa statua "Quando fu rifabbricata la casa ove egli trovavasi collocato si credé giustamente di metterlo in luogo più alto onde essendo egualmente in vista del pubblico non fosse facile avvicinarsi a chi avea d'uso attaccarvi satire ed epigrammi, che intaccavano la personalità individuale, e che oramai era divenuto un abuso pressoché giornaliero". Non a caso l'immagine de “L'Uomo di Pietra” compare nel frontespizio di ogni numero. Questa rivista milanese, dopo aver cessatola sua pubblicazione sul finire del 1861 e aver subito alcuni tentativi di riapertura, finì per essere acquistata da Edoardo Sonzogno che la fece confluire in un'altra celeberrima rivista “Lo spirito folletto”. Rarissima collezione completa delle prime cinque annate (considerando anche i numeri del 1856) e con la sesta (o quinta annata secondo la lettura che vede i numeri del 1856 come facenti parte dell'annata del 1857) in buona parte completa. Rarità bibliografica. Rif. Bibl.: Fondopaolomoretti.it, ricerca “L'Uomo di Pietra” per le annate 1856-1857, 1858, 1859.
Una stampa popolare 27x41 cm, in cornice tipografica, con tre ritratti caricaturali incisi al legno.
In oblungo (35x24,5 cm); 70 c. di tav. Legatura coeva in piena tela rossa con grande scritta “Solatium” impressa in oro al piatto anteriore. Qualche macchiolina ai piatti e traccia di sporco. Una piccola mancanza all’angolo basso bianco di una tavola, ininfluente. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. In numerose tavole è presente, chiosato da mano coeva in matita, il nome del personaggio ritratto. Importante raccolta di caricature di personaggi politici, letterati, imprenditori e militari per lo più campani, descritti dalla matita del celebre caricaturista italiano Mario Buonsolazzi (1859 – 1933). Buonsolazzi collaborò con alcune delle più importanti riviste satiriche dell’epoca come il “"Don Chisciotte" settimanale napoletano fondato da Vincenzo Di Napoli-Vita, con il "Masto Rafaele", il “Caporal Terribile” dove le sue caricature affiancano per anni quelle di Melchiorre Delfico o il "Monsignor Perrelli" diretto da Leonardo Fontana. In particolare il “Don Chisciotte”, in ogni numero, dedica 4 pagine centrali alle sue caricature. Questa presentata, che contiene oltre a due frontespizi, 68 magnifiche caricature a colori, è una delle raccolte più corpose di tavole caricaturali di Solatium (a parte una tavola che ritrae Olga Ossani opera di Enrico Lionne, pseudonimo di Enrico della Leonessa, Napoli 1865 – 1921, collaboratore del “Capitan Fracassa” e “Don Chisciotte”). I personaggi appartenenti alla nobiltà presentano a fianco della figura anche lo stemma di famiglia, alcune tavole sono accompagnate da un sottotitolo ironico. Fra i ritratti: Ermete Novelli, Grimaldi, Colonna, Nardò, Chiaia, Cotteau, Duca di Bruzzano, Pignatelli, Viterbo, Pavoncelli, Fedrigo Pignatelli, Alfonso Ruffo Scoletta, Mazzacorati, Belardi, Spinosa ecc. ecc. Molto raro.
In-4 p. (mm. 290x215 / 303x211), 2 volumi, tutta tela moderna: il 1° con piatti neri e dorso chiaro, il 2° in blu. Di questo celebre quotidiano satirico, pp. 4 cad. numero, ciascuno con bella xilografia a piena pagina nel t., offriamo "tutto il pubblicato", così composto: - 1848, Anno I, dal n. 1 (sabato, 18 marzo) al n. 219 (sabato, 30 dicembre). Il n. 135 non figura editorialmente (doveva essere giovedì, 21 settembre) ma le date sono esatte. Il mese di settembre ha pure pagine con numerazione errata. - 1849 Anno II, dal n. 1 (martedì, 2 gennaio) al n. 102 (venerdì, 15 giugno). Mancano 2 numeri: il 43 (mercoledì, 21 febbraio) e il 103 (sabato, 16 giugno). Precisiamo che nel 1848 la pubblicazione fu sospesa dal 15 al 27 maggio e nel 1849 dal 15 aprile al 27 maggio. Unito: "L’Arlecchino" “nei teatri”, settimanale dedicato al teatro (usciva ogni domenica), con propria numerazione, sempre di 4 pagine e con xilografia a p. pag., e di cui offriamo "tutto il pubblicato" in XXIII numeri, dal 15 ottobre 1848 al 1° aprile 1849. Tutti questi fascicoli sono inseriti, in base alle date, “nell’Arlecchino comico-politico”. Mancano solo le pp. 3/4 del n. I (15 ottobre 1848) Cfr. Diz. del Risorgimento Nazionale,I, p. 52: “Iniziò le sue pubblicazioni a Napoli il 18 marzo 1848, ed è uno dei giornali più popolari e ricordati di quel periodo tempestoso di vita partenopea. Diretto da Emanuele Melisurgo ed amministrato da Giuseppe Coppola, ebbe redattori ordinari e straordinari: Giuseppe Orgitano, Felice Nicolini ed Achille de Lauzières tra i primi, Michelangelo Tancredi, Giuseppe Rosati e Domenico Ventimiglia tra gli altri.. Di piccolo formato era povero di scritti: il largo disegno del titolo prendeva una metà della prima pagina, e tutta la terza pagina era occupata dalla caricatura, disegnata prima da Enrico Colonna, poi da Luigi Mattei, ma quasi sempre ispirata dal Melisurgo.. Tuttavia il giornaletto, battagliero, ma non violento, pronto alla satira al momento opportuno, mordace ma mai offensivo, incontrò sin da principio il favore del pubblico e vide sempre crescere il numero dei suoi lettori. Il 16 giugno 1849, anno II, n. 103, l’Arlecchino finì di vivere”. Cfr. anche Cat. dei Periodici Popolari del Risorgimento,III,76: “Per i fatti del 15 maggio 1848 la redazione fu assalita dalla polizia; riprese le pubblicazioni il 29 maggio”. Vari fascicoli sono stampati su carta azzurra. Nella ns. raccolta solo gli ultimi 15 numeri con fiorit. e aloni, altrimenti tutta in buono stato.
In 4°; 20 cc. Legatura editoriale in piena tela grigia con cornice a secco e autore e anno in oro impresso al piatto anteriore. Ottimo stato di conservazione. Rara serie completa di 20 tavole litografiche a colori di Enock, a volte anche Enoch, pseudonimo di Francesco de Gregorio dei Principi di Sant'Elia che insieme a Solatium (Mario Buonsolazzi), Melchiorre De Filippis Delfico, Errico Colonna, Antonio Manganaro, fu uno dei più celebri caricaturisti dell'ottocento napoletano. Enock collaborò a diverse riviste e fondò anche un celebre giornale satirico domenicale napoletano, il noto "Caporal Terribile". Prima edizione in ottime condizioni di conservazione, rarissimo. Rif. Bibl.: IT\ICCU\NAP\0636490.
Album di caricature. Napoli, Lit. Campajola, 1878. Album in 4° (cm.46x31) leg. t.tela coeva, 24 belle litografie colorate del celebre artista napoletano che amava firmarsi ‘Mangadenaro’ affermato disegnatore ed acquerellista, collaboratore a diversi periodici napoletani: Con gustose caricature l’artista raffigura personaggi e momenti della vita politica e amministrativa della città. Raccolta introvabile.
20 disegni
Paris, Chez l'auteur, 1925 - 1930. 11 tomes en 5 volumes grand in-4 reliés demi-chagrin chocolat à coins. Dos à nerfs, titre doré, têtes dorées, dates en queue. Les couvertures sont conservées. Important ensemble contenant la reproduction de toutes les lithographies de Daumier, avec la description des différents états et tirages, soit 4000 lithographies présentées suivant l'ordre chronologique et faisant l'objet d'une notice détaillée. Cet ensemble, complet pour la partir d'Honoré Daumier correspond aux tomes 20 à 29bis de la Collection le Peintre-graveur illustré. Les dos des reliures sont frottés, les intérieurs en parfait état. Ex-libris d' Armand-Albert Rateau, dessinateur, meublier, décorateur et architecte français (1182 - 1938). Jeanne Lanvin le choisit comme décorateur pour ses boutiques ainsi que son appartement rue Babet de Jouy à Paris. Ces pièces se trouvent en partie aujourd’hui au Musée des Arts Décoratifs de Paris.
In folio (28,5x26 cm); 107 numeri, tutto il pubblicato delle prime due annate (104) e tre numeri del 1883 (159 – 161) rilegati in un unico volume con legatura coeva in mezza tela verde e piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Ogni numero presenta, solitamente, 8 pagine e alcuni numeri presentano, alla fine, grandi tavole più volte ripiegate. Prima edizione di questa celeberrima rivista caricaturale francese che uscì tra il 1880 ed il 1904 a fasi alterne, anche se Robida ne seguì l’edizione e partecipò alle illustrazioni, solo fino al 1892. La rivista caricaturale che presentava tavole coloratissime, sfru ttava la recentissime invenzioni tipografiche che permettevano una stampa a colori in modo veloce e preciso anche se era discretamente costoso. Nelle prime annate ed in particolare il primo anno, i numeri della rivista vennero stampati in un numero ridotto di copie anche perché è solo con l’atto del 29 luglio del 1881 che viene introdotta in Francia una maggiore libertà di stampa dopo il periodo di forte repressione seguito alla Comune di Parigi del 1871, tanto che la prima annata è molto rara a reperirsi. Robida, per il titolo, si ispirò alla celebre rivista francese La Caricature edita da Philippon negli anni 30’ del XIX° secolo. I numeri della rivista, pur non disdegnando la satira politica, si concentrò principalmente sugli usi e costumi dell’epoca come le corse dei cavalli, le mostre, la moda, gli spettacoli delle mongolfiere, le nuove invenzioni (spesso con idee prese anche da Jules Verne) ma anche l’emancipazione femminile ed altri temi sociali. Il periodico prendeva di mira ironicamente anche i personaggi principali del mondo letterario dell’epoca come Sarah Bernhardt, Alexander Dumas ed Emile Zola. Il giornale, con la sua veste grafica, proietta direttamente il lettore agli albori della “Belle Epoque” divenendone anche uno delle riviste di maggior successo. Robida decisa di usare per la nuova rivista, dei colori audaci, anche in contrasto con la moda delle altre riviste dell’epoca. I primi tre anni de “La Caricature” sono caratterizzati anche, da un particolare interesse per gli avvenimenti teatrali per i quali il giornale pubblicò giornali divertenti articoli di critica satirica anche illustrati da grandi “quadri” teatrali. La rivista p ubblicò lavori dei più grandi illustratori dell’epoca come Bac, Caran d'Ache, Louis Morin, Draner (Jules Renard Jean Georges) ed il caricaturista Aussi (Humphrey Jacques de Breville, 1858-1931). Molto raro ed in buone-ottime condizioni di conservazione.
5 voll. in 16 cm. 18,4x11,8: Antique (3° ed ) pp. X-247; Sous la Reforme et La Ligue (1° ed) pp. 323+ 12 n.n. di pubblicità editore Dentu; Au Moyen Age et sous la renaissance (2°ed) pp. 351+4pp. nn pubblicità edit. Dentu; Sous la Repubblique l'Empire et Restauration (2°ed) pp. 363+8 pp nn pubblicità edit. Dentu; Moderne (2° ed) pp. XX-323+12 pp. nn. catalogo edit. Dentu. Legatura in solido cartone pergamena con scritte calligrafiche in rosso e nero al dorso Conservate tutte le copertine originali Tutti volumi hanno antiporta tavola colorata e centinaia di incisioni nel testo anche a piena pagina in ottimo stato Eccezzionale collezione dell'opera rara a trovarsi completa poichè pubblicata dal 1865 al 1880 Champfleury ãflörì. - Pseudonimo dello scrittore Jules Husson (Laon, Aisne, 1821 - Sèvres 1889). Romanziere realista, scrisse: Contes domestiques (1853); Les bourgeois de Molinchart (1855); Monsieur de Boisdhyver (1857); ecc. Sostenitore del realismo anche nelle arti figurative, si interessò in particolare della caricatura e dell'arte popolare: Histoire générale de la caricature (1865-80); Histoire des faïences patriotiques sous la Révolution (1866); Histoire de l'imagerie populaire (1869)...(Enc. Treccani)
Paris, Aux éditions de l'Iibis, 1927. 2 volumes grands et forts in-4 reliés demi-chagrin cerise à coins. Dos à nerfs orné d'un motif estampé à froid, titre et tomaison doré. Couvertures illustrées conservées. viii + 311 + iv + 344 pages. Préface de Ch Léandre, lettre d'Emile Cohl pour le tome 1. Préface de Georges Montorgueil pour le tome second. Nombreuses illustrations dans et hors texte ; en noir et en couleurs. Mises en couleurs au pochoir par le maitre enlumineur Jean Saudé. Edition originale tirée à seulement 400 exemplaires. Exemplaire en parfaite condition.
<p>-1921; 4 volumi, 25 cm, rilegatura in piena tela, titolo in cornice floreale al piatto, conserva la brossura illustrata originale di G.M. Mataloni (fatta eccezione del secondo volume); p. 372; 322; 328; 346. Centinaia di illustrazioni e molte tavole a colori fuori testo, anche applicate su cartoncino e protette da velina. Raccolta completa delle quattro serie che compongono quest'opera del panorama artistico mondiale del primo '900. Tra i capitoli: I contemporanei decoratori del libro in Russia; acqueforti e litografie e silografie di "due giovani italiani" (B. Disertori, Gemito, Ugonia) Albi giapponesi; Tre maestri della caricatura in Francia; I cartelloni illustrati in Francia; Incisori olandesi; Incisori belgi. Gli illustratori come Berchmans, Donnay, Dudovich, Hohenstein, La Bella, Macchiati, Marechal, Martini, Mataloni, Mentessi, Meunier, Rassenfosse, Fortuny e molti altri. Data di stampa si ricava da Iccu</p>
In folio; 35 numeri raccolti in un volume: prima annata 1,4-8, 10,12, 13, 15, 16, 18, 20 – 23, 25 – 29; seconda annata: 2, 3, 5 – 16. Ogni numero composto da 8 pagine. Legatura coeva in mezza-pelle chiara con titolo e fregi in oro al dorso (piccola mancanza al margine superiore del dorso). Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Un leggerissimo alone di unto all’angolo basso degli ultimi 4 numeri, ininfluente e nel complesso giornali si presentano in ottime condizioni di conservazione. Una delle collezione fra le più ampie apparse sul mercato, di questa celeberrima testata giornalistica satirica illustrata fondata da Charles-Lucien Huard (colui che fondò anche i giornali "Le Bouffon" nel 1867, "La Caricature" nel 1877 e la rivista di viaggi "Sur mer et sur terre" 1888) alla quale collaborarono alcuni dei più importanti illustratori francesi del XIX° secolo come Carlo Gripp (che ne divenne anche direttore), Leray e Marland. Dal numero 13 del primo anno la prima pagina della rivista presenta una grande vignetta con fine coloritura coeva. La testata contiene articoli di Alexandre Dumas, Antonin Poulet, Lucien d’Hura (Charles-Lucien Huard), Firmin Javel, Crale des Perrieres, Jules Claretie, Amedee Blondeau, Ivan de Woestyne, Paul de Leoni, Aime Mauduit, Pierre Vitali, Adolphe Saint-Leger, A. Humbert, Alexis Muenier, Cyrille Clavier, Octave de Buvilly, Fernand d’Avrigny. Uscita nel 1867 con il titolo “L’Image Critique, Litteraire, Satirique” con direttore Antonin Poulet, la testata muta, ben presto, il titolo in “L’image, Journal hebdomadaire illustré, dirigé par Carlo Gripp” dal numero 15 del primo anno per essere poi sospesa alla fine della seconda annata con il numero del 27 dicembre del 1868 (sarà poi riaperto con un nuovo titolo “Journal Paris-Comique” a partire dal 3 gennaio e definitivamente chiuso con il numero 37° 10 sept. 1870). Le vignette satiriche colpiscono il mondo teatrale e culturale francese senza dimenticare la classe politica con caricature esilarante e graffianti durante la fase calante del Secondo Impero con conflitti sociali che si vanno intensificando e movimenti filosofico-sociali che si radicalizzano con la nascita delle teorie marxiste e dell’anarchismo di Proudhon. I numeri della rivista sono molto rari ed ancor più raro è reperire una quantità così abbondante di numeri.
In folio (mm. 472 x 330), mz. pelle coeva con ang., pp. 4 cad. fascicolo con - in prima di copertina - una grande e bella caricatura a colori di soggetti e personalità dell’epoca (scrittori, attori, uomini di governo, e anche fatti storico-politici, di cronaca, etc.) eseguita da Andre’ Gill. Celebre rivista satirica settimanale illustrata, nata nell’ottobre 1865, le cui pubblicazioni avranno termine il 17 gennaio 1868 con il n. 98; si fonderà quindi con “L’ECLIPSE. Journal hebdomadaire politique, satirique et illustré”, a partire dal 26 gennaio 1868. Offriamo: 13 nn. complessivi del 1867 e 1868 de LA LUNE + 114 numeri de “L’ECLIPSE”, dal n. 2, Anno I (2 febb. 1868) al 132bis (1 ago. 1870). Cfr. Benezit,VI, p. 115: “André Gill ou Gosset de Guines (1840-1885), peintre et dessinateur. Il fut surtout célèbre par ses caricatures qu’il publia dans la "Lune", l’"Eclipse", etc.”. Con tracce d’uso ma certamente un buon esemplare.
Editions du Square 1969, ensemble 2 volumes In-folio reliures éditeur pleine toile beige et rouge regroupant 94 numéros du 3 février 1969 au 16 novembre 1970 et les 6 premiers numéros de Charlie hebdo du 1 au 6 inclus, 23 novembre 1970 au 28 décembre 1970. Ensemble bien complet du N° de l'Hebdo du 16 novembre 1970 "Bal tragique à Colombey-1 mort" qui générera l'interdiction de la revue ainsi que du document contrecollé sur page kraft "Interdiction de vente d'une revue aux mineurs de dix-huit ans, d'exposition et de publicité par voie d'affiches" du Ministre de l'Intérieur et du Directeur de la Police Nationale en date du 4 novembre 1970. Bel état de l'ensemble. Rare.
français Ensemble de 96 numéros, format in-4 de 16 pages, depuis le numéro 1 du 8 mars 1917 au numéro 105 du 27 mars 1919. Le Strapontin change de titre et de couverture aux dates du 28 juin 1917 puis du 4 avril 1918. Manquent les numéros 34, 41,46, 76, 83, 85, 95, 99 et 103. Rare ensemble.
In-4 p. (mm. 303x220), 1 volume, tutta tela moderna blu. Di questo celebre quotidiano satirico, pp. 4 cad. numero, ciascuno con bella xilografia a piena pagina nel t., offriamo la “prima annata”. così composta: - 1848, Anno I, dal n. 1 (sabato, 18 marzo) al n. 219 (sabato, 30 dicembre). Il n. 135 non figura editorialmente (doveva essere giovedì, 21 settembre) ma le date sono esatte. Il mese di settembre ha pure pagine con numerazione e errata. Mancano 2 numeri: il 15 (sabato 8 aprile) e il 150 (sabato 7 ottobre) Precisiamo che nel 1848 la pubblicazione fu sospesa dal 15 al 27 maggio. Il volume contiene anche: "L’Arlecchino nei teatri", settimanale dedicato al teatro (usciva ogni domenica), con propria numerazione, sempre di 4 pagine e con xilografia a p. pag., dal n. I (domenica, 15 ottobre) al n. XI (domenica, 31 dicembre). Mancano solo le pp. 3/4 del n. I. Cfr. Diz. del Risorgimento Nazionale,I, p. 52: “Iniziò le sue pubblicazioni a Napoli il 18 marzo 1848, ed è uno dei giornali più popolari e ricordati di quel periodo tempestoso di vita partenopea. Diretto da Emanuele Melisurgo ed amministrato da Giuseppe Coppola, ebbe redattori ordinari e straordinari: Giuseppe Orgitano, Felice Nicolini ed Achille de Lauzières tra i primi, Michelangelo Tancredi, Giuseppe Rosati e Domenico Ventimiglia tra gli altri.. Di piccolo formato era povero di scritti: il largo disegno del titolo prendeva una metà della prima pagina, e tutta la terza pagina era occupata dalla caricatura, disegnata prima da Enrico Colonna, poi da Luigi Mattei, ma quasi sempre ispirata dal Melisurgo.. Tuttavia il giornaletto, battagliero, ma non violento, pronto alla satira al momento opportuno, mordace ma mai offensivo, incontrò sin da principio il favore del pubblico e vide sempre crescere il numero dei suoi lettori. Il 16 giugno 1849, anno II, n. 103, l’Arlecchino finì di vivere”. Cfr. anche Cat. dei Periodici Popolari del Risorgimento,III,76: “Per i fatti del 15 maggio 1848 la redazione fu assalita dalla polizia; riprese le pubblicazioni il 29 maggio”. Vari fascicoli sono stampati su carta azzurra. Con qualche fiorit. ma complessivam. buon eseemplare.
2 volumi in-4° (274x215mm), 212 cc. nn. con 101 litografie a piena pagina di Daumier, spiritose satire dei costumi della Francia del tempo attraverso l'immortale personaggio di Robert Macaire. Legatura coeva m. pelle marrone con titolo e decori in oro ai dorsi. Piatti marmorizzati. Ottimo stato. Reimpressione (l'edizione originale è dell'anno precedente) di una delle opere più rappresentative della caricatura e del disegno umoristico del XIX secolo, avente a protagonista il quasi proverbiale personaggio di Robert Macaire, prototipo dell'affarista senza scrupoli, secondo un modello che in quegli anni Balzac rendeva popolare nella letteratura nel suo immenso affresco della Francia del tempo. Cfr. Carteret, III, 187. Vicaire I, 31 e VI, 572. Francese
Erste und alleinige Buchausgabe dieses prachtvollen, herausragenden Werks der Bilderbuchkultur des Wiener Jugendstils. – Ausgabe, Illustration: Vorliegendes Werk erschien im Jahr 1913 in gleicher Ausstattung wie die »Andersen Kalender«, die gemäß Heller von 1911 (mit Unterbrechungen) bis 1922 mit leicht verändertem Titelblatt mit dem Zusatz „Kalender 19..“ und wechselndem Kalendarium aufgelegt wurden. – Die gemeinsamen Arbeiten Leflers und Urbans oszillieren zwischen „nervösem Linienfluß“ der Bilder Leflers und „Urbans rätselhaft verworrener Ornamentik“ (Schug 466) dem Buch seinen besonderen Reiz. "Die raffiniert gedruckten Bild-Reproduktionen, die dem Buch zweifellos einen Charakter von Pretiosität verleihen, sollten vielleicht besonders den englischsprachigen Markt beeindrucken, der bekanntlich in jenen Jahren ähnlich großzügig und technisch hervorragend gedruckte Werke mit Bildern von E. Dulac, A. Rackham, u. a. schätzte. (Heller, Nr. 112). Insbesondere im Werk von Heinrich Lefler stellt das Bildwerk zu den »Zwölf Märchen« Andersens in der Bearbeitung des Pragerdeutschen Dichters Hugo Salus einen Höhepunkt dar, welches ihn „als Vertreter Wiener Verfeinerung und Dekadenz, aber auch des typischen Aufwands der Jahrhundertwende erscheinen" lässt (Ries). – Erhaltung: Umschlag nach dem Muster des originalen dicken Pergaminumschlags fachkundig ersetzt, das Fragment mit der originalen Umschlagillustration (ein Motiv mit zwei Goldfischen und fünf Kronen) ist montiert, Rücken des Pappbands ergänzt, derselbe stellenweise mit Lichtrand und kleinen Stockflecken, Titelei und letztes Blatt minimal stockfleckig, fliegender Vorsatz mit Impressum mit dem Vorderspiegel verklebt; as erste Märchen »Die Galoschen des Glücks« (als „Vorrede“ bezeichnet) hier erst an vierter Stelle. – Literatur: Heller, Bunte Welt 112; Klotz 6127/1 (Datierung); LKJ II, 330, auch zit. Ries; Schug, Bilderwelt 466 (zit.)
In folio (47,5x33,3 cm); i primi 41 numeri (esclusi ilnumero 2 ed il numero 29 qui assenti) di 4 pagine ognuno per un totale di 156 pagine. Legatura coeva in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. Qualche strofinatura e lieve difetto ma nel complesso opera in buone-ottime condizioni di conservazione. Raccolta dei primi 41 numeri di questa celebre rivista satirica francese che presenta in ogni numero, alla prima pagina, una grande caricatura a colori realizzata dal celebre illustratore satirico francese, André Gillche ritrae, solitamente, celebri artisti del tempo. Vignette satiriche si presentano, poi, anche nell’ultima pagina di ogni numero. La rivista che fu tra le più celebri dell’ottocento francese, uscì tra il 1868 ed il 1876. Il direttore della rivista fu Francis Polo. L’esperienza dell’Eclipse iniziò nel 1868, quando la censura chiuse un altro celebre giornale satirico, “La Lune” a causa di una caricatura che Gill aveva fatto di Napoleone III che aveva suscitato l’ira del sovrano. La redazione de “La Lune” fondò così “L’Eclipse” proprio per citare, satiricamente l’eclissi che aveva colpito “La Lune” e al riguardo divenne celebre una frase di Polo che apparve nel primo numero dell’Eclipse “ La Lune devra subir une éclipse “. Anche la nuova rivista, nonostante preferisse colpire il mondo inteletuale francese ed europeo dell’epoca, durante i suoi anni d’esistenza, fucolpita da ben 22 sequestri da parte delle autorità e anche il numero di sole 4 pagine, le venne imposto dalle autorità francesi, preoccupate da carattere irruento e dissacrante dei membri della redazione della rivista. Il primo numero della rivista uscì il 26 gennaio del 1868. La Libreria Polo che produceva e vendeva la rivista, divenne a partire dal 1875 la nota “Librairie Jules Tallandier”.I numeri si presentano in buone-ottime condizioni di conservazione.
Raccolta completa di 100 cartoline che ritraggono personaggi legati alla grande guerra. L'opera di divide in due sezioni, 32 cartoline dedicate a “ 1914 - 1918….Vincitori e vinti attraverso la caricatura” e 68 cartoline dedicate a “1929 - 1920 il congresso della pace attraverso la caricatura”. Opera Non comune in buono stato di conservazione.
P., Chez Aubert et Cie, Editeurs du musée pour rire. Galerie Vero-Dodat, 1839. 2 tomes en 1 vol.in-4 demi-reliure postérieure, dos long romantique, pas de pagination. Chaque type occupe 2 ff. dont 1 recto présente le type lythographié. Reproduction en réduction des lithos de Daumier publiées dans le Charivari de 1836 à 1838. Une déchirure avec manque sur la p. de t. (restauration du papier), des rousseurs sinon bon état. Vicaire VI, 573, donne une édition légèrement différente.