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In 8°; due tomi: (2 b.), XXXVIII, 480, (2) pp. e 24 c. di tav. fuori testo, (2), (4), 477, (5) pp. Legatura coeva in piena pelle maculata con titolo, numero del volume, e ricchissimi fregi in oro ai tasselli. Dorso a 5 nervi. Filetto in oro ai tagli dei piatti ed ai nervi dei dorsi. Tagli del volum e riccamente marmorizzati. Qualche lieve segno del tempo ma nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di questa celebre nuova edizione di questo celebre testo settecentesco dedicato al “cielo”. Come ben descritto da Cantamessa “L’opera, di grande diffusione nel Secolo XVIII, tratta ampiamente della storia del cielo intesa nel senso più vasto. Per quanto riguarda l’astrologia, essa è trattata in senso pesantemente critico in una ventina di pagine nel primo volume. L’Autore, professore di retorica e in precedenza di scienze umane a Reims, attribuisce l’invenzione dello Zodiaco al succedersi delle stagioni e, all’interno di esse, dei mesi. Indica gli inventori dello Zodiaco nei figli di Noè ed esclude, per l’effetto, che tale invenzione sia opera degli Egizi. Il secondo volume tratta di alchimia e di cosmogonia e commenta, riproducendola, la visione del mondo di Gassend, Cartesio e Newton.”. Le belle tavole fuori testo di J.P. Le Bas raffigurano dei egizi e simbologie divine, tratte da monumenti antichi o da “Le Imagini degli Dei degli Antichi” di Vincenzo Cartari. Rif. Bibl.: Leandro Cantamessa, http://www.biblioastrology.com/it/VisualizzazioneScheda.aspx?Index=2; Caillet, 8756: "Ouvrage utile à toute personne s'occupant de l'occulte ; on y trouve des renseignements précieux. Il est ainsi divisé : le Zodiaque, l'Ecriture symbolique, la Théogonie, la Divination, les Principes d'alchimie".
<p>13,7 cm, brossura muta recente; p. (8), 70. Restauro all'angolo delle prime 4 carte. Consistenti macchie al frontespizio e diverse tracce d'uso nel resto del volume. Senza data nel testo</p>
grand in-8 broché. Bel exemplaire [FRA-1]
Incisione in rame (mm 240x242), rifilata alla battuta del rame ; tratta dall'opera Planetarum Effectus et Forum in Signis Zodiaci super Provincias, Regiones et Civitates Dominia, disegnata e finemente incisa dal fiammingo Sadeler. La serie raffigura i sette pianeti come le divinità romane da cui prendono il nome, affiancati dai rispettivi segni zodiacali, mentre attraversano su carri la volta celeste, sotto alla coltre di nubi che li separa dal mondo, sono raffigurati grandi paesaggi animati con città, navi, accampamenti, figurine umane intente al lavoro. Nella presente, in alto, librato su una nuvola, il carro guidato da Mercurio. Negli angoli superiori, i segni zodiacali dei Gemelli e della Vergine. Sotto, sono disposte le 12 vedute fantastiche di 12 città fra le quali Torino il cui nome è indicato nella leggenda su quattro colonne. posta lungo il lato inferiore. Rarissima incisione riprodotta in controparte al n. 12 dell'opera di Ada Peyrot, Torin o nei secoli. . Bartsch, vol. 70 parte 3, n. 479..
In 12° (14,3×7,6 cm); (24), 424 pp. Bellissima legatura coeva in piena pergamena molle coeva con titolo chiosato a mano in bella grafia seicentesca. Le pagine 261-264 sono ripetute nel testo. Antica nota di possesso al frontespizio “Virus Ant.s de Boni” che identifica l’esemplare come probabilmente, appartenuto al noto architetto italiano originario di Villabruna in provincia di Feltre, Antonio De Boni (Villabruna, 1739 – Villabruna, 24 marzo 1811) fra gli architetti neo-palladiani. Tunnel di tarlo ad una cinquantina di carte, per lo più tra le righe o nel margine bianco che sfiora a volte alcune lettere, senza intaccare il testo e che in due pagine, ha portato alla perdita dell’angolo basso bianco della pagina, difetti che non inficiano la lettura dell’opera che per il resto si presenta in ottime condizioni di conservazione ed in bellissima legatura coeva. Prima ed unica, rara edizione, di questo curioso scritto del noto scrittore pugliese originario di Molfetta in provincia di Bari, Antonio Lupis (Molfetta, 31 marzo del 1620 – dicembre 1700). Poche sono le notizie biografiche dell’autore. Si sa che nel 1651 si trsferì a Venezia per portare avanti la sua attività letteraria. Fu suddiacono, almeno secondo il testamento materno. Autore prolifico, scrisse numerose opere fra le quale gli diedero grande fama i romanzi fra i quali, ad esempio, “La Marchesa d’Hunsley” che ebbe numerosissime ristampe. Fu membro della celebre Accademia degli Incogniti e grande amico del pittore bergamasco Evaristo Baschenis che lodò in un apprezzato encomio. La prima ed unica edizione di questa interessante opera, presenta una bellissima antiporta realizzata dalla grande Suor Isabella Piccini su disegno di Gregorio Lazzarini, nella quale Minerva con una penna in mano guarda le nuvole in cielo mentre uno zodiaco appare fra le nuvole. La presenza della firma sia della Piccini che di Lazzarini sono riportate per volontà della stessa artista che non disdegnava segnare gli artisti che con piacere si avvalevano della sua fine opera incisoria. La dea della Sapienza si presenta con un’armatura ed un elmo sormontato da una civetta. Nelle sue mani una penna ed una lancia. Ai piedi un grande scudo sul quale è presente un viso di un vecchio. Nell’angolo infeeriore destro in basso, sulla destra, si vede un cannone, la tiara, il pastorale e una croce trilobata che rappresentano i simboli del potere civile ed ecclesiastico della famiglia Gonzaga alla quale l’opera è dedicata, il tutto sormontato dallo stemma del Marchese D. Carlo Nembrini Gonzaga. Nell’arco alto della tavoa, nello zodiaco sono riconoscibili i segni dell’Ariete, del Toro e dei Pesci. Scrive Lupis “malavveduti Mortal… che non si accorgono che le calamità,e le vessazioni, le perdite delle sostanze, e le malattie sono i più inestimabili carbonchi, con cui il superno Gioielliere adorna le corone de’ Giusti”. Lo Zodiaco è dedicato al marchese D. Carlo Nembrini Gonzaga e alla sua nobile stirpe di Ancona, scrive infatti Lupis: “Mi conceda V. Eccell., che senza pregiuditio della sua modestia, io mi inoltri non all’antichità della progenie, che millanta le rughe de più inveterati Depositi, ma alla serie di quegli Eroi, che con uno instancabile valore la colmarono di degnissime prerogative […] Veggo in questo Teatro un longhissimo stuolo di Semidei, e di Ministri di Stato, di Habiti cavallereschi, e di Manti guerrieri, di tiare claustrali, e di Ecclesiastiche Mitre, di Ammiranti del Mare e di Prefettitij bastoni”. Rara prima edizione. Rif. Bibl.: Cantamessa, www.biblioastrology.com, n. 4707.
4 volumi rilegati in 1, in 8o, pagg. (6) 162; (6) 250; (6) 175; 138, mezza pelle con punte, tassello e fregi oro al dorso, tagli spruzzati, segnalibri di seta. Edizione conforme all'originale del Bollettino delle leggi, colla versione dei Motivi degli Oratori del Consiglio di Stato dell'Impero francese e della Commissione del Corpo òegislativo, collocati per ordine di materie. Aggiuntovi il confronto colle Leggi romane e con alcune ordinanze, dichiarazione e leggi della Francia, l'Appendice al Codice di procedura penale con osservazioni, l'Indice ragionato del Codice penale. Raro. Minime fioriture, ma ottima conservazione (18195/DIRITTO - GIURISPRUDENZA - CODICE NAPOLEONICO)
In 4°; due opere in un volume: 8 , 264 pp. e 4 c. di tav.; 153 (i.e. 155), 13 pp. e 2 c. di tav. (le due tavole del secondo volume si trovano erroneamente legate all'interno del primo volume che così contiene 6 tavole invece di 4 come attestato anche dalla didascalia esplicativa riportata nelle tavole stesse). Comunque i due volumi sono completi ed in buone condizioni di conservazione. Legatura novecentesca in cartoncino molle. Alcune leggere bruniture in alcune pagine dovute alla qualità della carta e presenti in tutte le copie di quest'opera. Minima mancanza all'angolo superiore bianco di pagina 59, 61 e di una tavola (ininfluenti). Prima edizione latina di quello che è considerato il primo periodico medico. L'opera vide pubblicati solo i primi 3 anni (qui sono presenti il secondo e terzo anno). Si dice che fu proprio lo "Zodiacus medico-gallicus" che diede a Bayle l'idea delle "Nouvelles de la Republique des Letteres". Inizialmente l'opera uscì il primo anno in francese con il titolo "Nouvelles découvertes sur toutes les parties de la médecine" ma ben presto venne prima tradotta in tedesco e poi in latino, unica lingua con cui proseguì la sua esistenza. Il latino permise infatti al periodico di uscire per altri due anni potendo raggiungere un pubblico più ampio di lettori. All’inizio di ogni capitolo presente inciso il segno zodiacale del mese di riferimento. Anche se l'esperienza dello Zodiacus fu breve esso aprì la strada alla pubblicazioni periodiche a carattere medico-divulgativo che caratterizzarono la fine del XVII° secolo e l'inizio del XVIII° e proseguirono fino ad oggi. Nicolas de Blegny (Chaumont-en-Bassigny 1646 circa - Avignone 1722); fu valente medico (specializzato nello studio delle malattie veneree) e chirurgo personale dei reali di Francia e si interessò anche di storia e letteratura. Durante la sua avventurosa vita fu poi imprigionato per dieci anni nel castello di Angers, per aver fondato un falso ospedale per stranieri, in realtà luogo di malaffare. Blegny, come ricorda il Garrison-Morton fu il primo francese a dare un contributo importante alla medicina forense. All'interno dell'opera sono riportate alcune delle più importanti scoperte scientifiche del 1680 e 1681. Gli indici dei due volumi si trovano ambedue alla fine del secondo volume. fra i vari capitoli ne troviamo dedicati alle febbri, alle acque minerali, a problemi urologici, alla natura dei denti e alle loro malattie e patologie e al modo di curarli, a casi ginecologici o a bambini nati con malformazioni terribili, ma anche a curiosità fisico-naturali come la colorazione dei coralli, la filosofia dei colori e alcune sperimentazioni sui colori, studi su alcuni animali rari arrivati dall'Africa o su nuovi tipi di funghi, su una balena. Gli ultimi due capitoli sono assai curiosi e riportano, uno, alcune teorie relative ai folletti ed alla parte data loro nella tradizione francese ed irlandese nella creazione del "genio" e l'altro è dedicato ad una teoria sulle comete. Opera in buone condizioni di conservazione e assai rara. Rif. Bibl.: Caillet I, 1224; Garrison-Morton 1725; Waller I, 1133; Wellcome II,180.
In-4 p. (mm. 299x200), primi 2 (su 3) volumi, p. pergamena coeva (con picc. mancanza), tit. oro su due tasselli al dorso, pp. XX,(16) e 200 tavole; pp. XIV,(2),312,(20); bella vignetta incisa ai frontespizi, ornati da numerose e grandi testate e finali inc. in rame che illustrano gemme, e con grandi capilettera e alc. figure xilografate nel t. Nel 1° volume, la lunga dedica a Ioanni Lucae Pallavicino (di pp. 14) è preceduta da una deliziosa antiporta di G. Zocchi: raffigura due amorini che sostengono il globo celeste ed è inquadrata in pregevole cornice figurata (tale cornice è presente in tutte le pagine del testo). Le bellissime tavole che lo illustrano sono 200 e raffigurano gemme scelte dalle più insigni biblioteche, tutte inc. in rame. Nel 2° volume: “In tabulas CC. "Thesauri Gemmarum Astriferarum" prolegomena et observationes Ioannis Bapt. Passeri - Adiecta diatribe "De Gemmis Basilidianis" et duabus aliis (”De Gemma Christiana” Imperatoris Draconem confodientis, I.B. Passeri - “De Mercurio sive Fulgeratore”, A.F. Gori). Prima edizione di quest'opera dell'archeologo ed etruscologo fiorentino Anton Francesco Gori (1691-1757). Cfr. Cicognara,2869 - Borroni "Bibl. dell'Archeologia Classica",II,(I),423 - Graesse,III,120 - Brunet,II,1670. Esemplare con barbe, molto ben conservato.
Atlante dei Mondi di Battista Agnese (Atlas of the Worlds by Battista Agnese). Biblioteca Queriniana di Brescia (codice I.III.24). ArtCodex. Manoscritto con nove carte nautiche, un planisfero e una mappa dello zodiaco. Le carte, in doppia pagina, rappresentano : lo Zodiaco, l’America, l’Oceano Atlantico, l’Oceano Pacifico, il Canale della Manica, il Mediterraneo Occidentale, il Mediterraneo Centrale, l’Italia, il Mediterraneo Orientale, il Mar Nero, il Globo terrestre e i venti. Legatura in cuoio rosso, con impressioni in oro. Formato 17x24 cm. Pagine 26 (13 carte). Cofanetto di custodia in legno scuro, con impressioni in oro. Tiratura limitata e numerata di 999 copie. Condizioni ottime. Manca Commentario.
<p>19 cm, cartella editoriale completamente illustrata, chiusura con nastri, un cartoncino esplicativo inciso fronte retro a colori acquarellati, un globo ripiegato a 6 spicchi di carte geografiche colorate a mano legati da cordoncini con fermagli. Il cartoncino illustrato riporta sulle due facciate il "Meccanismo del Gllobo artificiale" e lo "Zodiaco ecclittico". Prima e quarta copertina illustrate da raffinate incisioni, alla prima cop. titolo in grande cornice allegorica con diverse figure, all'ultima cop. la raffigurazione dello zodiaco ed alcune note esplicative "L'oggetto di questo piccolo meccanismo è di presentare, come un trastullo, la cognizione e la forma della Terra, e di dare una piena idea della sua divisione fisica e politica.." ; "Nota: Il Globo s'arrotonda disponendo in giro i foglietti, poi si riuniscono alto e basso facendo scorrere i fermagli sui cordoncini; il globo così disposto.." Il Globo è perfettamente conservato, tracce d'uso ed aloni alla prima copertina, esemplare privo dell'opuscolo di 16 pagine segnalato dai repertori. Rara prima edizione italiana del globo meccanico di Legrand che non riporta l'anno di stampa a differenza delle edizioni successive.</p>
In-4° grande; pp. (8), XXXIX, (1), 307, (1), 1 tav rip - pp. (4), 309-633, (3); con molti graziosi legni nel testo, vignette, schemi, immagini con le posizioni della luna e di eclissi. Legatura in piena pergamena moderna. Bella copia in barbe. Contiene le efemeridi dal 1641 al 1660. Riccardi 1,180