813 résultats
New York, Edit. Metropolitan Museum of Art, 1978. Numerosas ilustraciones en color y b/n. 180 p. 4º. Rústica editorial ilustrada. Muy buen ejemplar. Book in english.
ill., ril. Fra le più importanti raccolte d'arte private al mondo, la Collezione Emil Bührle occupa un posto di rilievo per il cospicuo gruppo di opere impressioniste e postimpressioniste di qualità museale che ne costituisce il fulcro e che in questo volume è rappresentato da capolavori di Manet, Degas, Renoir, Monet, Cézanne, Gauguin, Van Gogh e altri ancora. Le opere, pubblicate a colori e corredate da schede di commento redatte da autorevoli storici dell'arte, illustrano i principi secondo i quali Bührle ha costruito la sua straordinaria raccolta: da un lato la volontà di mettere in relazione l'arte moderna con i risultati più alti della pittura europea dei secoli precedenti - di cui si fanno portavoce i capolavori di Canaletto, Strozzi, Delacroix e Corot - dall'altro la scelta di documentare in maniera esaustiva il percorso dei protagonisti dell'arte moderna, quali Manet, Degas, Van Gogh e Cézanne, delle cui fasi di produzione artistica viene proposta una parziale rassegna. Esemplare in questo senso è la presenza di opere di Claude Monet: dal paesaggio dipinto en plein air di Champ de coquelicots près de Vétheuil (circa 1879) fino alla rivoluzione di Le Bassin aux nymphéas, reflets verts (1920-1926), il catalogo pone l'accento sull'importanza di Monet non solo in quanto figura di riferimento per il movimento impressionista, ma anche come fonte di ispirazione per le generazioni di artisti successive. Pubblicato in occasione della mostra a Lugano, il volume presenta i contributi di Felix Baumann, Lukas Gloor e il catalogo delle opere.
[16] p. 1 mounted col. illus., 13 mounted col. pl. 39 cm. plate 3 lacking & replaced in facsimile Unbound Ex-library, Good condition, in wrappers, plate 3 lacking
In 4° carrè, t.t. edit. con tit. in oro al d. e sovrac. ill., pp.143,(1), numerosissime ill. b.n. e col. n.t.; ottimo es.
ill., ril. Nessun artista più di Claude Monet ha cercato di catturare l'essenza della luce sulla tela. Tra tutti gli impressionisti fu lui a rimanere sempre totalmente aderente al principio di fedeltà assoluta alla sensazione visiva, dipingendo direttamente l'oggetto sulla tela. Dopo un esordio all'insegna del realismo courbettiano negli anni sessanta dell'Ottocento, i dipinti di Monet mostrano la cifra più pura dell'Impressionismo, prima di dare vita, inizialmente tramite uno sguardo sempre più acuto e penetrante, poi attraverso una libertà e un lirismo sempre più marcati, a un intero capitolo dell'arte del XX secolo. Pubblicata in occasione dell'esposizione organizzata da Skira, in collaborazione con la Città di Torino, la Fondazione Torino Musei, la GAM Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino e il Musée d'Orsay di Parigi, la monografia illustra il percorso artistico di questo straordinario maestro dell'arte francese attraverso una quarantina di dipinti provenienti dal Musée d'Orsay, che conserva la più importante raccolta pubblica di pittura impressionista al mondo.
ill., ril.
Mm 240x275 Catalogo della mostra di Roma, Complesso del Vittoriano, 4 marzo - 25 giugno 2000. Brossura originale, 128 pagine con numerose figure in nero e a colori nel testo, Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-4 (cm. 30.10), brossura illustrata, con alette, pp. 239, (1), con illustrazioni soprattutto a colori nel testo. Rimasuglio, minimo, di adesivo al piatto posteriore. Peraltro, volume in ottimo stato (nice copy). La mostra, dedicata a Monet, è incentrata sul tema dell'ambiente, posto però a confronto con l'idea di paesaggio nell'arte giapponese, che considera la natura non come semplice cornice ma come qualcosa di assoluto e totalizzante. La cultura giapponese era infatti di moda nell'Europa del secondo Ottocento e i pittori impressionisti spesso riproducevano nelle loro opere elementi figurativi tratti dalle stampe giapponesi, di cui Monet fu il maggiore collezionista. A Giverny egli creò un giardino fiorito e, successivamente, il giardino giapponese con ninfee, aiuole di iris e il ponte giapponese. Qui creò il ciclo delle Ninfee, l'esito più importante della sua esperienza artistica.
ill., ril. Nessun altro artista, a parte William Turner, si è sforzato tanto quanto Claude Monet (1840-1926) di rappresentare efficacemente la luce stessa sulla tela. Tra tutti gli impressionisti, fu l'uomo di cui Cézanne disse "non è che un occhio, ma buon Dio che occhio!" a tener fede al principio di assoluta fedeltà alla percezione visiva, dipingendo direttamente dal vero. Si potrebbe dire che Monet abbia reinventato le possibilità del colore. Che sia stato dovuto all'iniziale interesse per le stampe giapponesi, al periodo trascorso come soldato di leva al sole accecante dell'Algeria o alla personale conoscenza dei più importanti pittori del tardo XIX secolo, la produzione di Monet nel corso della sua lunga vita avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di percepire il mondo naturale come pure i fenomeni che vi hanno luogo. Il culmine della sua ricerca è rappresentato dalle ultime ninfee, dipinte nel giardino di Giverny, che - abbandonando quasi completamente ogni costrizione formale - segnano davvero l'origine della pittura astratta. Oltre a rendere piena giustizia a un artista di eccezionale talento ed enorme influenza, questa biografia è corredata di numerose riproduzioni e foto d'archivio come pure di testi arguti e circostanziati.
Il grande fiume e il nuovo secolo. Catalogo della mostra tenutasi presso il Museo di Santa Giulia, Brescia, 23 ottobre 2004 - 20 marzo 2005. Testi di Marco Goldin, Vincent Pomarède, Stephen F. Eisenman, Christopher Riopelle, Davide Martinelli et al. Ricco apparato di note e schede critiche a cura di Dominique Lobstein. Numerose illustrazioni a colori, alcune in bianco e nero . 4to (cm 29,5x24,5). pp. 368. . Ottimo (Fine). . . .
ill., ril. Nessun altro artista, a parte William Turner, si è sforzato tanto quanto Claude Monet (1840-1926) di rappresentare efficacemente la luce stessa sulla tela. Tra tutti gli impressionisti, fu l'uomo di cui Cézanne disse "non è che un occhio, ma buon Dio che occhio!" a tener fede al principio di assoluta fedeltà alla percezione visiva, dipingendo direttamente dal vero. Si potrebbe dire che Monet abbia reinventato le possibilità del colore. Che sia stato dovuto all'iniziale interesse per le stampe giapponesi, al periodo trascorso come soldato di leva al sole accecante dell'Algeria o alla personale conoscenza dei più importanti pittori del tardo XIX secolo, la produzione di Monet nel corso della sua lunga vita avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di percepire il mondo naturale come pure i fenomeni che vi hanno luogo. Il culmine della sua ricerca è rappresentato dalle ultime ninfee, dipinte nel giardino di Giverny, che - abbandonando quasi completamente ogni costrizione formale - segnano davvero l'origine della pittura astratta. Oltre a rendere piena giustizia a un artista di eccezionale talento ed enorme influenza, questa biografia è corredata di numerose riproduzioni e foto d'archivio come pure di testi arguti e circostanziati.
Boldini 1942-1931 . A cura di Emilia C. Boldini, Giuseppe Gelli, Enrico Piceni. Mostra tenutasi presso Casa Romei, Ferrara, 23 luglio - 31 ottobre 1963. Testi di Comte Doria (francese), Enrico Piceni, Emilia C. Boldini, Jean-Louis Vaudoyer (francese). Numerose tavole a colori e in bianco e nero. Catalogo delle opere, Biografia . 8vo. pp. 200 circa. . Molto buono (Very Good). Sovracoperta sciupata ai margini con strappetti e mancanze (Some chipping and nicks around top and bottom of dust jacket). . .
Catalogo di mostra, Genova, Palazzo dell'Accademia Ligustica, 19 settembre - 8 novembre 1970. Con 15 tavole a colori e 164 ill. in nero . 8vo. pp. 292. . Ottimo (Fine). . . .
[Paris - London]. Editions de la Réunion des Musées Nationaux e Thames and Hudson, 1986, in-4 piccolo quadrato, br. edit. ill. a col., pp. 198, [2]. Con 93 illustrazioni a colori a piena pagina. Traduzione italiana di Daniela Milani Xausa.
In-8° gr. carrè pp. 200 con 93 ill. a col. a piena pag. Bross. edit. ill. Come nuoco salvo dedica anonima sul primo foglio.
Le grand livre du mois, 1999. In-4 carré broché, couverture à rabats de 143 pages illustrées. Très bon état
Paris, Editions de la Réunion des Musées Nationaux e Thames and Hudson, 1986, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 198 completamente illustrato da tavole (93) a colori.
Madrid, Zinet Media Global, 2019. Edición Coleccionista. Numerosas ilustraciones en color. 194p. 4º. Rústica editorial ilustrada. Muy buen ejemplar.
Barcelona, Edit. Casimiro, 2013. Numerosas ilustraciones en color. 101p. 8º. Cubiertas originales. Muy buen ejemplar.
A cura di Charles F. Stuckey. Belle tavole a colori anche ripiegate . 8vo (cm 42x31). pp. 132. . Buono (Good). Sovracoperta sciupata ai margini. Legatura leggermente allentata (Loose binding. Some chipping and nicks around top and bottom of dust jacket). . .
con numerose ill. in b/n e 65 tavole a colori, anche più volte ripiegate, nel testo. Cartonato editoriale, sovraccoperta illustrata a colori. Ottimo esemplare.
Bibliografia: "Gauguin Tahiti, l'Atelier des Tropiques, p. 138-142 ". Rilegatura non editoriale in mezza pelle con carta marmorizzata ai piatti, dorso con nervi, titolo e decorazioni in oro. 16mo (cm 19,5x13,2). pp. 246. Dedica e firma autografe dell'Autore: Charles Morice (Inscribed and signed by the Author). Molto buono (Very Good). Piccole abrasioni al dorso e ai bordi della copertina (Small abrasions on the spine and on the cover's edges). Edizione originale. . Noa Noa est le plus célèbre des écrits tahitiens de Paul Gauguin. Présentant avec passion les coutumes, l'histoire et les paysages de Tahiti, cet ouvrage est aussi une autobiographie du peintre. Rédigé en 1893 à Paris à partir de notes prises à Tahiti, ce livre était destiné à éclairer le public sur les toiles peintes en Polynésie qui paraissaient par trop mystérieuses ou ésotériques. Certaines pages sont de véritables réquisitoires contre la société occidentale. Gauguin chargea son grand ami Charles Morice, poète symboliste, de mettre en forme le "livre pour faire comprendre sa peinture". Mais la publication du texte, achevé en 1894, rencontrera de nombreux obstacles. En 1897, après des tentatives infructueuses de Charles Morice, Gauguin essaie de le faire publier à Tahiti mais en vain : "J'ai toujours espoir de voir Noa Noa imprimé avant de mourir" écrit-il alors à Morice. Une partie du texte paraît dans La Revue Blanche en 1897 puis, par extraits en 1901, dans La Plume et L'Action humaine. Morice manoeuvre alors pour publier Noa Noa sans en informer Gauguin. Le 12 avril 1901, ce dernier fait paraître également quelques extraits dans le journal tahitien auquel il collabore, Les Guêpes, avant de déménager pour les Marquises. Après avoir demandé l'aide de Mallarmé, Morice parvient enfin en juillet 1901 à éditer Noa Noa, à compte d'auteur. Mais l'éditon n'est pas approuvée par Gauguin, pour des questions de droits d'auteur mal négociés. Il refuse la proposition de s'en faire envoyer 100 exemplaires par Morice mais demande en secret à Daniel de Monfreid : "On a imprimé Noa Noa à mon insu. Si vous mettez la main dessus, envoyez moi un exemplaire" (novembre 1901). Gauguin n'en recevra jamais un seul exemplaire et mourra sans avoir vu son plus important manuscrit enfin publié. Noa Noa è il più famoso degli scritti tahitiani di Paul Gauguin. Presentando con passione i costumi, la storia e i paesaggi di Tahiti, quest'opera è anche un'autobiografia del pittore. Scritto nel 1893 a Parigi da appunti presi a Tahiti, questo libro voleva illuminare il pubblico sulle tele dipinte in Polinesia che sembravano troppo misteriose o esoteriche. Alcune pagine sono vere e proprie accuse contro la società occidentale. Gauguin chiese al suo grande amico Charles Morice, poeta simbolista, di formattare il "libro per far capire la sua pittura". Ma la pubblicazione del testo, completata nel 1894, ha incontrato molti ostacoli. Nel 1897, dopo i tentativi falliti di Charles Morice, Gauguin cercò di farlo pubblicare a Tahiti, ma invano: "Spero ancora di vedere Noa Noa stampato prima di morire", scrisse poi a Morice. Parte del testo apparve su La Revue Blanche nel 1897 e poi, per estratti nel 1901, su La Plume e L'Action humaine. Morice allora manovra per pubblicare Noa Noa senza informare Gauguin. Il 12 aprile 1901, Gauguin pubblicò anche alcuni brani sul giornale tahitiano per il quale lavorava, Les Guêpes, prima di trasferirsi nelle Marchesi. Dopo aver chiesto l'aiuto di Mallarmé, Morice riuscì finalmente a pubblicare Noa Noa nel luglio 1901, per suo conto. Ma l'edizione non è approvata da Gauguin, a causa di problemi di copyright mal negoziati. Rifiutò la proposta di Morice di farsi spedire 100 copie, ma chiese segretamente a Daniel de Monfreid: "Abbiamo stampato Noa Noa a mia insaputa. Se ci metti le mani sopra, mandamene una copia" (novembre 1901). Gauguin non riceverà mai una sola copia e morirà senza aver visto finalmente pubblicato il suo manoscritto più importante. Quando Gauguin si impegnò a scrivere il racconto del suo primo soggiorno a Tahiti, poco sicuro delle sue capacità di scrittura, chiese a Morice, allora a Bruxelles, di rivedere il manoscritto di Noa Noa. Morice ha svolto questo compito e ha pubblicato il testo riveduto su La Revue blanche. I commentatori concordano nel considerare che l'intervento di Morice ha distorto il lavoro di Gauguin. Quando Gauguin morì nel 1903, Morice gli rese omaggio a Le Mercure e alla fine della sua vita pubblicò un libro che fu una delle prime biografie a lui dedicate.
Introduzione di Marc Sanson. 109 tavole in nero e colori applicate n.t. e XLIV grandi tavole a piena pag f.t. Carta pesante con barbe. Rilegatura a cura di Lucio Fossati. Folio. pp. 168 + tavole. . Ottimo (Fine). . Prima edizione (First Edition). .