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Koehler: A Chronological Catalogue of the Engravings Dry Points and Etchings of Albrecht Durer as Exhibited at the Grolier Club. 1897. 103 pages. Hardback. 23.8x31.1cms. Text in English
ill., ril. Sono integralmente catalogate e descritte tutte le opere - 748 stampe e un trattato - conservate presso il Gabinetto Disegni e Stampe, e storicamente attribuite al maestro tedesco. Il volume indaga inoltre in maniera analitica la ricezione dell'opera a stampa di Dürer in Italia, attraverso la ricostruzione della fortuna che ogni singola stampa ha avuto nell'arte e nella letteratura fino al 1686, anno di pubblicazione della biografia che Filippo Baldinucci dedica a Dürer nel suo Cominciamento e progresso dell'arte dell'intagliare in rame.
Mm 300x350 Nuovo - new - neuf. Volume in copertina rigida con custodia, 503 pagine profusamente illustrate a colori lungo l'intero testo redatto in lingua francese - french text. Copia in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Albrecht Durer, La Passione, 1890<BR><BR>Riproduzione in fototipia delle 16 tavole del Durer della Passione di Gesù Cristo. Raro libretto datato 1890 ad uso delle scuole ad opera di certo sig. Francesco Cangiano di Napoli, che ha riprodotto con la tecnica della fototipia le 16 tavole che compongono la serie della Passione del Durer datata 1505-1512. <BR>Il libretto misura cm.22x16 ca, senza copertina, con alcune lettere di presentazione e di acquisto (una lettera è del Reale Istituto Tecnico e Nautico Giovan Battista Della Porta di Napoli). Illustrazioni su carta pesante, alcune tavole con qualche sporadica macchia dovuta al tipo di carta. Opera rara per collezionisti.
Incisione a bulino, mm. 116x78 rifilata al marg. Inventore Albrecht Durer. Applicata su supporto cartaceo.
[S.l., Italia?, s.n.t., XVI sec.], incisione in rame, mm. 115x74, rifilata lasciando un millimetro di margine dalla battuta del rame, su carta cinquecentesca. Reca il monogramma di Albrecht Dürer e la data (1512). Si tratta di una copia in controparte, di ottima fattura, d'una incisione della serie "Die Kupferstichpassion" di Dürer. Applicata su cartoncino moderno, con incollatura parziale, facilmente rimuovibile. Ottime condizioni. Abbiamo rintracciato una incisione analoga a Cremona, al Gabinetto delle Stampe del Museo Civico, anch'essa senza indicazione d'autore.
[S.l., Italia?, s.n.t., XVI sec.], incisione in rame, mm. 116x73, rifilata lasciando un millimetro di margine dalla battuta del rame, su carta cinquecentesca. Reca il monogramma di Albrecht Dürer e la data (1512). Si tratta di una copia in controparte, di ottima fattura, d'una incisione della serie "Die Kupferstichpassion" di Dürer. Applicata su cartoncino moderno, con incollatura parziale, facilmente rimuovibile. Ottime condizioni.
Bulino, mm. 234x185 rifilata al marg. Inventore Albrecht Durer. Applicata su ulteriore supporto cartaceo. Eseguita in controparte, si conoscono solo pochi esemplari uno dei quali nella Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli con monogramma a matita "BP". La nostra riporta sempe a matita "Marcantonio". La presente incisione è accompagnata da una vecchia perizia di O.H. Giglioli datata 8.XII.1926. Piccoli difetti in alto a destra.
In 4° grande (31×23 cm); (8), XIII, (3), 102, (2) pp. e 5 c. di tav. Bella legatura coeva i mezza pelle verde foderata al dorso da fine carta verde coeva con titolo, anno e luogo di edizione impressi su fascette rosse al dorso. Qualche insignificante macchiolina di foxing in poche carte e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione e ancora in barbe. Le cinque finissime tavole fuori testo, ognuna protetta da velina, sono incise in rame da Luigi Rados e contegono i ritratti di Albrecht Duerer, Marcantonio Raimondi, Luca Jacobsz di Leyda, Jacques Callot e William Woollett e cioè quelli che sono considerati i sommi incisori della scuola tedesca, italiana, fiamminga, francese e inglese di incisione. Tiratura di soli 120 esemplari. L’opera descrive le principali scuole incisorie europee, attraverso la figura dei maestri di ognuna delle scuole e alcuni altri celebri rappresentanti come ad esempi Giovanni Gottardo Muller, Giovanni Federico Clemens, Marco Dente, Giorgio Ghisi, Martino Rota, Stefano della Bella, Francesco Bartolozzi, Raffaello Morghen, Giovanni Van de Velde, Guglielmo de Leeuw, Giona Suyderhoef, Pietro Nolpe, Cornelio Bloemaert, Paolo Rembrandt Van Ryn, Cornelio Visscher, Lauwers, Edelinck, Giovanni Morin, Francesco Poilly, Nicolò Pitau, Antonio Masson, Sebastiano Le Clerc, Girardo Audran, Francesco Spierre, Giovanni Luigi Roullet, Nicolò Dorigny, Pietro Drevet figlio, Giovanni Giacomo Balechou, Carlo Clemente Bervic, Giovanni Smith, Guglielmo Ryland. Guglielmo Woollett, Giovanni Hall, Giovanni Dixon, Giovanni Sherwin, Guglielmo Sharp ed altri. Di ogni autore, oltre ad una biografia, sono illustrate, singolarmente, le incisioni più celebri commentate e descritte minuziosamente. Opera molto rara ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione. Rif. Bibl.: Cfr. Brunet,III,1470 – Graesse,IV, 4116.
[S.l., Italia?, s.n.t., XVI sec.], incisione in rame, mm. 117x73, rifilata lasciando un millimetro di margine dalla battuta del rame, su carta cinquecentesca. Reca il monogramma di Albrecht Dürer e la data (1509). Si tratta di una copia in controparte, di ottima fattura, d'una incisione della serie "Die Kupferstichpassion" di Dürer. Applicata su cartoncino moderno, con incollatura parziale, facilmente rimuovibile. Ottime condizioni. Abbiamo rintracciato una incisione analoga a Cremona, al Gabinetto delle Stampe del Museo Civico, anch'essa senza indicazione d'autore.
Three parts bound in one volume, COMPLETE. These three parts were originally intended to be the second volume of a three-volume study, but no more was published. This volume, however, is the complete catalogue raisonnÈ and bibliography, the first comprehensive catalogue devoted to this great artist and a groundbreaking work of art-historical scholarship. In all, X + 1090 pages and three plates, one folding. In Part I, Heller describes hundreds of paintings, drawings, and sculptures. Part II features 2,555 prints, of which the vast majority are copies, fakes, and prints after works by D¸rer: unlike later cataloguers of the master's work, Heller describes these apocryphal works in great detail, providing hundreds of small woodcut illustrations of details which distinguish the originals from the copies. To this day, Heller remains the definitive source on early copies of D¸rer's work. Part III, which is often missing (as it was published four years later, by a different publisher, and in a different city) is a detailed critical bibliography describing 216 items, as well as a catalogue of medallions relating to Durer. Thick 8vo, bound in contemporary boards. Some wear to extremities of boards, but still solid. Internally FINE AND BRIGHT. Very rare.
Copia in Controparte, prima metà XVI Secolo. Incisione a Bulino e Acquaforte, 115 x 73 mm. Esemplare rifilato al filetto di riquadro, applicato su carta antica. Questa copia dalla celebre incisione di Dürer (1471-1528), di buona qualità grafica, non è descritta da Strauss, The Illustrated Bartsch, 10, Commentary, 1981, p. 45, n.013, B.13. Rientrato dal secondo viaggio in Italia, effettuato per approfondire i suoi studi relativi alla prospettiva e alle proporzioni umane, Dürer realizzò anche le splendide sedici lastre della Piccola Passione su rame (1507-1512), che si caratterizza per un nuovo stile dove la finezza e l'uso sistematico delle linee incise modella le forme in termini di luce e ombra. Nelle tavole su rame sono poche le aree non lavorate rispetto alla Grande Passione in xilografia e un intenso effetto chiaroscurale pervade le scene con una luce quasi spirituale. La Piccola Passione si basa su una serie di disegni su carta, datata 1504, eseguiti a inchiostro e biacca, conservati all'Albertina. . Cfr. anche J.Kantor, Dürer's passions, Cambridge 2000; A. Hass, Two devotional manuals by Albrecht Dürer: The Small Passion and the Engraved Passion, in "Zeitschrift für Kunst-geschichte", 63, 2000, p. 169-230; G.M. Fara, A. Dürer, Firenze, 2007, p. 57-58, n.3m..
in-4, pp. 115, (3); leg. m. perg. e astuccio. La celebre commedia di Terenzio secondo il manoscritto autografo, conservato nella Biblioteca Nazionale di Firenze, della traduzione del Machiavelli riveduta da Antonio E. Quaglio, con 25 xilografie conservate nel Kunstmuseum di Basilea, disegnate da Dürer verso il 1492 su legni mai completati; i disegni sono stati riportati e incisi per la prima volta da Fritz Kredel per questa edizione. Carattere Dante e Zeno. Tiratura di 166 esempl. (n. 108). . Cat.M. 175..
Formato cm. 50x35. Pagine XXXVII, 248. Rilegatura in tela rigida con titolo in oro al dorso e al piatto. La custodia è mancante. Stato di conservazione ottimo. Parafrasi ad opera di Pierre Pascal, in versi alessandrini in lingua francese, dell'Apocalisse di Giovanni, con sedici xilografie dell’Apocalypsis cum figuris di Albrecht Dürer riprese dai legni originali usati per le stampe del 1498 e 1511. Splendida ed introvabile opera, in edizione numerata di 560 esemplari.
Xilografia misure: mm 280 x 379 Pittore e incisore tedesco. Dopo una prima istruzione presso la bottega del padre orefice, nel 1486 studia con il pittore Michael Wolgemut, il maggiore pittore e xilografo attivo in quegli anni a Norimberga. Di questo primo periodo si conservano rarissimi disegni che portano la firma "Ad", sostituita con il monogramma nel 1496. A partire dal 1490 Dürer inizia i suoi viaggi per la Germania. Lavorando di volta in volta nei luoghi visitati, anche Venezia nel 1494, il suo nome iniziò a circolare. Proprio il primo viaggio in Italia sarà fondamentale per la sua formazione, in particolare, si arricchì del plastico monumentalismo di Mantegna e delle armonie classiche del Pollaiolo e di Giovanni Bellini. Tornato in patria aprì una bottega molto fiorente e stabilì un importante sodalizio con l'elettore di Sassonia Federico il Saggio. Tra il 1507-09 lo ritroviamo a Venezia al centro della raffinata società di nobili, artisti e umanisti della Serenissima, come artista illustre soprattutto per le sue incisioni. In questo periodo l'artista si soffermò su problemi coloristici, dovuti al contatto con Giorgione e Tiziano, risolvendoli in pale d'altare in cui lo spazio, i colori di smalto, il divino "umanizzato" sono le caratteristiche essenziali. Nell'ultimo periodo di vita si occupò principalmente della pubblicazione dei suoi scritti teorici, arricchiti da disegni scientifici. Dürer è il più grande artista del Rinascimento nordico che, attraverso le sue opere, è stato cerniera tra il nord e il sud dell'Europa. La sua grande passione per l'incisione fa si che tale tecnica venga concepita dall'artista come una forma d'arte a se stante, e ne sviluppa e cura temi diversi e innovativi, che lo portano ad essere forse il migliore incisore di stampe antiche, insieme a Goya e Rembrandt. La scena che vede rappresentati Sansone e il leone, si svolge in un paesaggio descritto accuratamente. Due città fortificate, un boschetto sulla sinistra, alberi, arbusti e profili di montagne sullo sfondo che si riversano nel mare solcato da diverse imbarcazione. Nonostante questi particolari l'attenzione dello spettatore si concentra sulla scena in primo piano ricca di pathos e tensione raccontata nel Libro dei Giudici. Per la raffigurazione del soggetto l'artista ha guardato alle opere del Maestro ES (circa 1420 - circa 1468) e di Israhel van Meckenem (1440 ca. - Bocholt 1503). Sansone giudice biblico dalla forza disumana donata da Dio è a cavallo del leone e cerca di forzare la bocca della bestia; l'eroe avvolto nel suo abito panneggiato e svolazzante afferra con tutta la sua forza l'animale dalla folta criniera quasi tangibile. Questa stampa viene messa in relazione con un'altra incisone di Durer: l'Ercole e i Molionidi per l'enfasi, il soggetto e il paesaggio rappresentato, inoltre per l'espressività del volto di Sansone alcuni studiosi hanno ipotizzato che Durer si sia ispirato al volto di Cristo portacroce di Leonardo. Monogramma in basso al centro. La matrice in legno è conservata al Metropolitan Museum of Art a New York. Impressione eccellente dei neri intensi, il cui rilievo è visibile anche al verso. Ottimo stato di conservazione, eccetto una piccola mancanza nel margine superiore di 4 mm e qualche strappo restaurato lungo i margini. Stato tra b e c: con una spaccatura in corrispondenza della roccia e uno nel profilo delle montagne, ma non sul monogramma. Al verso a matita antiche scritte di catalogazione: N15/ B 2; n 893/ b2. , Un altro esemplare è conservato presso la Raccolta delle Stampe Achille Bertelli. Bibliografia: Meder 107; Bartsch 2; Strauss 33; Dodgson I.271.8; TIB 2 (116), Commentary 1001.202
In-4 p. (mm. 307x204), elegante legatura in p. pelle mod., cornici a secco e picc. decorazioni oro ai piatti, dorso a cordoni con fregi e tit. oro, 4 cc.nn., 122 cc.num. (di cui 4, ripiegate: n2 - r1 - r2 e v4 - sono segnate come singole ma contate come doppie nella numerazione). Il volume è ornato da una bella marca tipografica al frontespizio (raffigura un cavaliere su Pegaso nell’intento di trafiggere un drago con la lancia e, sullo sfondo, una città), da una pregevole testata e grandi iniziali a grottesche, ed è illustrato nel da 145 figure (corpi umani della grandezza della pagina), da alc. particolari (crani, mani e piedi) e da diagrammmi. Le interessanti illustrazioni sono copie delle silografie originali di Duerer della prima edizione tedesca, Norimberga, 1528. Celebrata ed importante opera. Cfr. Choulant, p. 143 e ss: "Albrecht Duerer (Nuremberg 1471 - 1528), like Leonardo da Vinci, wrote treatises on mathematics, chemistry, hydraulics, anatomy, and other scientific subjects.. He was one of the first artists in Germany who practiced and taught the rules of perspective, which he is said to have learned from Lucas von Leyden.. His book on human proportions was prepared for the press after his death by his lifelong friend Willibald Pirkheimer, and it appeared in October, 1528.. The work is divided into four books. The first two books treat of the proper proportions of the human form and its separate members, according to a constructed scale. He first divides the body into seven parts, each having the same measurement as the head, and he next considers the same divided into eight parts, giving also a separate consideration to the proportions of children. The woman, he considers, ought to be an eighteenth part shorter than man. In his proportions of the female figure he follows, perhaps unwittingly, the celebrated standard of the Venus de' Medici. In his third book he changes these proportions according to mathematical rule, and gives examples of ludicrously fat and thin figures, in which some one proportion is frightfully exaggerated. In the fourth book he shows the human form in movement, and treats especially of foreshortenings..” - Adams,I, p. 371 - Brunet,II,914 - Cicognara,319: “nitidissima edizione”. Leggerm. corto del margine super.; con qualche lieve alone e uniformi lievi ingialliture ma un buon esemplare.
Xilografia originale, monogrammata in basso al centro, II/VII, mm 395x288, compreso margine da 1 a 2 mm oltre la linea di riquadro. La prova, nitida e ben contrastata nella II variante di 7, stimata intorno al 1504, è impressa su carta databile ai primi del Cinquecento. Grande ed elaboratissima composizione, che illustra l'atroce martirio dei diecimila soldati cristiani avvenuto sul monte Ararat in Armenia: venne commissionata da Federico il Saggio, mecenate dell'artista fin dal 1496. Nel 1508 Durer dipinse per lui un olio su tavola dalla quale eliminò alcuni particolari, come il supplizio del vescovo Acazio a cui venivano cavati gli occhi con un trapano. Federico, che nel 1502 aveva fondato l'Università di Wittenberg dove insegnarono Lutero e Melantone, fu uno dei principi che si impegnarono per proporre la causa della riforma all'imperatore Massimiliano I, e tentò di proporre le tesi di Lutero, messe al bando, e gli trovò rifugio nel suo castello di Wartburg dopo la Dieta di Worms. Il dipinto è oggi custodito presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. . Meder, n. 218 B/G; Bartsch, n. 117; Strauss, n. 35.
Xilografia originale, monogrammata in basso al centro, II/VII, mm 395x288, compreso margine da 1 a 2 mm oltre la linea di riquadro. La prova, nitida e ben contrastata nella II variante di 7, stimata intorno al 1504, è impressa su carta databile ai primi del Cinquecento. Grande ed elaboratissima composizione, che illustra l'atroce martirio dei diecimila soldati cristiani avvenuto sul monte Ararat in Armenia: venne commissionata da Federico il Saggio, mecenate dell'artista fin dal 1496. Nel 1508 Durer dipinse per lui un olio su tavola dalla quale eliminò alcuni particolari, come il supplizio del vescovo Acazio a cui venivano cavati gli occhi con un trapano. Federico, che nel 1502 aveva fondato l'Università di Wittenberg dove insegnarono Lutero e Melantone, fu uno dei principi che si impegnarono per proporre la causa della riforma all'imperatore Massimiliano I, e tentò di proporre le tesi di Lutero, messe al bando, e gli trovò rifugio nel suo castello di Wartburg dopo la Dieta di Worms. Il dipinto è oggi custodito presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. . Meder, n. 218 B/G; Bartsch, n. 117; Strauss, n. 35.