143 résultats
Black cloth boards with embossed title in gilt lettering on cover and spine. Straight, solid spine, tight binding. Text/interior is clean, neat and free of marking to text. Previous owner's name inside. Dust jacket shows light general wear/scuffing, a little edge wear, no tears. 72 pages of text followed by 148 pages of full page, full color plates of the best the six institutions have to offer, with paintings, swords, vases, sculpture, tapestries, helmets, crowns, chests, jewelry, furniture, interiors, etc. etc. Paintings by Laszlo madnyanszky, mihaly Munkacsy, Pal Szinyei Merse, Karoly Ferenczy, Lajos Gulacsy, Jozsef Rippl-Ronai, Lajos Tihanyi, Jozsef Nemes Lamperth, Jozsef Egry, Gyula Derkovits, Bela Kondor, Barend van Orley, Durer, Giorgione, Giovanni Antonio Boltraffio, Michele Pannonio, Bellini et al. Previous owner's name on title page.
With 16 tipped-in illustrations. Wear to edges of spine and cover corners.
Altersgemäß befriedigender Zustand. Papier vergilbt. Einband berieben u. mit kleinen Einrissen. Buchrücken schadhaft. Vereinzelte leichte Bleistiftanstreichungen. -- Inhalt: Zum Verständnis der Weltlage -- Vorgeschichte und Schuldfrage -- Der "Sinn des Krieges" -- Weltpolitische Probleme und Zusammenhänge -- Kriegsziele und Friedensfrage -- Völker und Länder -- Geschichte -- Kriegschroniken und Verwandtes -- Kriegsschilderungen -- Gesellschaft und Lebensordnung -- Politikwissenschaft und Völkerrecht -- Philosophie -- Psychologie -- Religion und Theologie -- Pädagogik -- Volksbildung und Volkserziehung -- Jugendpflege -- Berufsberatung -- Theoretische Pädagogik und Erziehungslehre -- Schulwesen. Einzelne Schultypen.
Book is in excellent condition with creaseless covers, and barely discernable edgewear. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes besides creases at spine, text/interior is clean and free of marking of any kind. 271 pages, heavily illustrated throughout with b&w prints, some color. Published to coincide with the exhibition held at the National Gallery of Art in Washington by the same name as the book title. The collection ranges from mediaeval to present times, with over 100 different artists represented including Braque, Bonnard, Bruegel, Buhot, Butts, Thomas, Jacques Callot, Mary Cassatt, Durer, Gauguin, Hecht, Matisse, Claude Mellan, Charles Meryon, Giorgio Morandi, Otto Muller, Josheph Pennell, Picasso, rembrandt van Rijn, Martin Schongauer, Giovanni Battista Tiepolo, Whistler, et al.
266pp., 17cm., br.orig. avec qqs. petits manques, non coupé, ex dono sur fausse page de titre, bon état, S84491
Quando uscì, nel 1923, La «Melencolia I» di Dürer di Erwin Panofsky e Fritz Saxl rappresentò una svolta decisiva negli studi umanistici. Non solamente veniva qui affrontato, con inediti strumenti critici, uno dei più oscuri enigmi della storia dell’arte occidentale, l’incisione Melencolia I di Dürer, ma veniva anche mostrato quello che sarebbe stato il metodo del «circolo di Warburg», di cui questo libro ha rappresentato una prima sintesi programmatica. Ripercorrendo le fonti antiche, alla ricerca dei presupposti – e da qui, poi, l’unicità – della concezione düreriana della malinconia, gli autori hanno ravvisato il loro compito non tanto nel trovare una precisa e magari innovativa soluzione per ciascun simbolo contenuto nell’incisione, quanto piuttosto nel lasciare emergere la grande linea evolutiva il cui punto finale può essere riconosciuto nell’opera di Dürer. Autori: Erwin Panofsky, Fritz Saxl. Curatori: Emiliano De Vito. Prefazione: Claudia Wedepohl.
br. «Fu in Germania che, nel Quattrocento, l'invenzione della stampa, dell'incisione e della xilografia fornì al singolo la possibilità di diffondere le proprie idee in tutto il mondo. Proprio mediante le arti grafiche la Germania assurse al ruolo di grande potenza nel campo artistico, grazie principalmente all'attività di un artista che, benché famoso come pittore, divenne una figura internazionale solo per le sue doti di incisore e xilografo: Albrecht Dürer. Le sue stampe per più di un secolo costituirono il canone della perfezione grafica e servirono da modelli per infinite altre stampe, come pure per dipinti, sculture, smalti, arazzi, placche e porcellane, non solo in Germania, ma anche in Italia, in Francia, nei Paesi Bassi, in Russia, in Spagna e, indirettamente, persino in Persia. L'immagine di Dürer, come quella di quasi tutti i grandi, è cambiata secondo l'epoca e la mentalità in cui si è riflessa, ma sebbene le qualità distintive della sua innegabile grandezza furono variamente definite, questa grandezza fu riconosciuta subito e mai messa in dubbio».
Albrecht Durer, La Passione, 1890<BR><BR>Riproduzione in fototipia delle 16 tavole del Durer della Passione di Gesù Cristo. Raro libretto datato 1890 ad uso delle scuole ad opera di certo sig. Francesco Cangiano di Napoli, che ha riprodotto con la tecnica della fototipia le 16 tavole che compongono la serie della Passione del Durer datata 1505-1512. <BR>Il libretto misura cm.22x16 ca, senza copertina, con alcune lettere di presentazione e di acquisto (una lettera è del Reale Istituto Tecnico e Nautico Giovan Battista Della Porta di Napoli). Illustrazioni su carta pesante, alcune tavole con qualche sporadica macchia dovuta al tipo di carta. Opera rara per collezionisti.
In-8° pp. 254 con 48 tav. f.t. e alcune ill. n.t. Bross. edit. ill. con lievi fioriture.
Mm 210x280 Brossura editoriale con bandelle, pagine 327 con numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Opera in stato di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-4 (cm. 33), brossura illustrata, con alette, pp. 270, (2), con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Tracce di polvere. Peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
Copia in Controparte, prima metà XVI Secolo. Incisione a Bulino e Acquaforte, 115 x 73 mm. Esemplare rifilato al filetto di riquadro, applicato su carta antica. Questa copia dalla celebre incisione di Dürer (1471-1528), di buona qualità grafica, non è descritta da Strauss, The Illustrated Bartsch, 10, Commentary, 1981, p. 45, n.013, B.13. Rientrato dal secondo viaggio in Italia, effettuato per approfondire i suoi studi relativi alla prospettiva e alle proporzioni umane, Dürer realizzò anche le splendide sedici lastre della Piccola Passione su rame (1507-1512), che si caratterizza per un nuovo stile dove la finezza e l'uso sistematico delle linee incise modella le forme in termini di luce e ombra. Nelle tavole su rame sono poche le aree non lavorate rispetto alla Grande Passione in xilografia e un intenso effetto chiaroscurale pervade le scene con una luce quasi spirituale. La Piccola Passione si basa su una serie di disegni su carta, datata 1504, eseguiti a inchiostro e biacca, conservati all'Albertina. . Cfr. anche J.Kantor, Dürer's passions, Cambridge 2000; A. Hass, Two devotional manuals by Albrecht Dürer: The Small Passion and the Engraved Passion, in "Zeitschrift für Kunst-geschichte", 63, 2000, p. 169-230; G.M. Fara, A. Dürer, Firenze, 2007, p. 57-58, n.3m..
Chiesa, Angela Ottino della: L'Opera Completa di Dürer. Milan: Rizzoli, Series: Classici dell'Arte. 120pp with 64 colour plates and c.180 monochrome illustrations in the text. Cloth, 31.5x24cms.
IN 8°, pp.566, RILEGATURA EDITORIALE CARTONATA CON RISVOLTI, PIATTI ILLUSTRATI CON TITOLO SU FONDO ARGENTO. IL LIBRO, CONTIENE LA TOTALITA' DELLE INCISIONI DI A. DURER, DI CUI 374 SU LEGNO e,83 SU RAME. VOLUME COMPLETAMENTE ILLUSTRATO in b/n.<BR>CON LA RIPRODUZIONE DELLE INCISIONI DEL MAESTRO. LE RIRIPRODUZIONI SONO RAGGRUPPATE IN DUE PARTI : LA PRIMA E' DEDICATA ALLE INCISIONI SU LEGNO E A SUA VOLTA SUDDIVISA IN TRE CAPITOLI ( ILLUSTRAZIONI DI OPERE LETTERARIE, SUITES AUTONOME, INCISIONI ISOLATE ) ; LA SECONDA PARTE RACCOGLIE LE INCISIONI SU RAME : DI SEGUITO LE SUITES E I FOGLI ISOLATI. INTRODUZIONE D'ALAIN BORER, NOTE E LEGGENDE D'ALAIN BORER E CECILE BON. CHIUDE IL LIBRO, CRONOLOGICA e BIBLIOGRAFIA.<BR>TESTO IN LINGUA FRANCESE. PERFETTA CONSERVAZIONE, MANTENUTO IL SEGNALIBRO IN SETA ROSSA.ID 5017
In-8 (cm. 21.10), brossura illustrata, con alette, pp. 149, (3bi.), con illustrazioni a colori fuori testo. In ottimo stato (nice copy). Il vizio del gioco che ogni notte trascina nel fango Guido Reni, divin pittore della Controriforma; l'avarizia di Michelangelo, controllato speciale dell'Inquisizione; i veleni dell'alchimia che conducono alla morte Parmigianino e la grettezza di Velázquez che rinuncia all'amore per inseguire il potere. L'ipocondria di Munch, l'erotismo morboso di Schiele, l'inettitudine di Vermeer, fantoccio nelle mani della ricca suocera, e le false testimonianze di Rembrandt per far internare l'ex amante e non pagarle un vitalizio. Ma anche la gioia di vivere e la nostalgia di Rubens per gli anni della gioventù trascorsi in Italia, gli uomini di Suzanne Valadon e le passioni di Sofonisba Anguissola, fra la Sicilia e la severa corte di Spagna. Dietro i capolavori di venti grandi artisti, rancori, tradimenti, avvelenamenti, debolezze e sogni mai confessati nelle pagine ufficiali della storia dell'arte. In queste immaginarie autobiografie senza censure, i genii della pittura tolgono la maschera e tornano a essere semplici uomini. In buono stato (good copy).
br. Barmont, in questo saggio, analizza l'enigmatica melencolia di Dürer rifacendosi alle osservazioni di René Guénon: i singoli elementi della composizione vengono infatti interpretati in una originale chiave metafisica ed escatologica.
br. Barmont, in questo saggio, analizza l'enigmatica melencolia di Dürer rifacendosi alle osservazioni di René Guénon: i singoli elementi della composizione vengono infatti interpretati in una originale chiave metafisica ed escatologica.
In-4 p., brossura illustr., pp. 141 con ill. Catalogo della mostra tenuta negli Stati Uniti.
br. L'opera più enigmatica di Dürer non ha smesso di ispirare e provocare artisti, intellettuali, osservatori attenti. Questo studio ci guida a cogliere in essa un motivo filosofico mai esplorato prima: la figura principale non è Melancholia, come vuole la lettura consueta, né Geometria (Panofsky), né Astronomia (Schuster), bensì Philosophia. Nata in Grecia dallo stupore melanconico, cresciuta in ambito cristiano, è approdata al nord grazie a una translatio della cultura umanistica promossa da Massimiliano I d'Asburgo, il più potente fra i committenti di Dürer e primo sovrano europeo a puntare decisamente sul potere mediatico delle immagini. L'autrice offre un'indagine esaustiva e originale sull'incisione più famosa del mondo riconosciuta dalla critica come «l'immagine delle immagini».
Harry Salamon, a cura di Incisioni di Albrecht Durer. Milano, Ente Manifestazioni Milanesi 1969 italian, 81 ST1180NBrossura editoriale,Catalogo della Mostra tenutasi a Milano nel 1969, volume in ottime condizioni, illustrato con 101 tavole f.t.. copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda ,81 pagine circaCopertina come da foto
<p>21x21 cm, brossura illustrata; p. 72, 91 illustrazioni di stampe in vendita. Allegato listino prezzi. Tra gli artisti: Durer, Carracci, Goya, Piranesi, Delacroix, De Nittis, Pissarro, Hokusai e molti altri.</p>
In-4°, pp. 145, copert. editoriale. Con illustrazioni b. n. nel testo. Indice: Il progetto di catalogazione delle Stampe dell'Istituto Nazionale per la Grafica; M. Cordaro, Per un progetto di catalogazione informatica del patrimonio delle stampe; R. Amoruso, La Sistemi Informativi e la catalogazione delle stampe dell'Istituto Nazionale per la Grafica; Albrecht Dürer: L'Arco di trionfo e il Grande Carro di Massimiliano I. Nota biografica. L'Arco di Trionfo. Il Grande Carro trionfale. Bibliografia essenziale. Nota sul restauro. Nota sulle filigrane; Schede di catalogo: L'arco di Trionfo. Il Grande Carro.
Xilografia originale, monogrammata in basso al centro, II/VII, mm 395x288, compreso margine da 1 a 2 mm oltre la linea di riquadro. La prova, nitida e ben contrastata nella II variante di 7, stimata intorno al 1504, è impressa su carta databile ai primi del Cinquecento. Grande ed elaboratissima composizione, che illustra l'atroce martirio dei diecimila soldati cristiani avvenuto sul monte Ararat in Armenia: venne commissionata da Federico il Saggio, mecenate dell'artista fin dal 1496. Nel 1508 Durer dipinse per lui un olio su tavola dalla quale eliminò alcuni particolari, come il supplizio del vescovo Acazio a cui venivano cavati gli occhi con un trapano. Federico, che nel 1502 aveva fondato l'Università di Wittenberg dove insegnarono Lutero e Melantone, fu uno dei principi che si impegnarono per proporre la causa della riforma all'imperatore Massimiliano I, e tentò di proporre le tesi di Lutero, messe al bando, e gli trovò rifugio nel suo castello di Wartburg dopo la Dieta di Worms. Il dipinto è oggi custodito presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. . Meder, n. 218 B/G; Bartsch, n. 117; Strauss, n. 35.
Xilografia originale, monogrammata in basso al centro, II/VII, mm 395x288, compreso margine da 1 a 2 mm oltre la linea di riquadro. La prova, nitida e ben contrastata nella II variante di 7, stimata intorno al 1504, è impressa su carta databile ai primi del Cinquecento. Grande ed elaboratissima composizione, che illustra l'atroce martirio dei diecimila soldati cristiani avvenuto sul monte Ararat in Armenia: venne commissionata da Federico il Saggio, mecenate dell'artista fin dal 1496. Nel 1508 Durer dipinse per lui un olio su tavola dalla quale eliminò alcuni particolari, come il supplizio del vescovo Acazio a cui venivano cavati gli occhi con un trapano. Federico, che nel 1502 aveva fondato l'Università di Wittenberg dove insegnarono Lutero e Melantone, fu uno dei principi che si impegnarono per proporre la causa della riforma all'imperatore Massimiliano I, e tentò di proporre le tesi di Lutero, messe al bando, e gli trovò rifugio nel suo castello di Wartburg dopo la Dieta di Worms. Il dipinto è oggi custodito presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. . Meder, n. 218 B/G; Bartsch, n. 117; Strauss, n. 35.
ill., br. Le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci sono state l'occasione per porre l'attenzione su uno degli aspetti meno indagati. dell'attività del maestro, ovvero quello ingegneristico. Perito in idraulica come nella "ingegneria delle macchine", sovente risvolti militari, egli si occupò su scala più ampia anche degli aspetti urbanistico-architettonici atti alla pianificazione difensiva delle città. La mostra inserisce Leonardo in rapporto dialettico con altri ingegneri militari del Rinascimento, evidenziando in particolare i contributi di Michelangelo Buonarroti e Albrecht Dürer allo sviluppo tecnologico della prima metà del Cinquecento.