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Lettres modernes, 1986. In-8 broché illustré. Quelques passages discrètement soulignés au crayon de papier sinon bon état.
Lettres modernes, 1985. In-8 broché illustré. Quelques passages discrètement soulignés au crayon de papier sinon bon état.
Lettres modernes, 1979. In-8 broché illustré. Quelques passages discrètement soulignés au crayon de papier sinon bon état.
Lettres modernes, 1976. In-8 broché illustré. Quelques passages discrètement soulignés au crayon de papier sinon bon état.
Lettres modernes, 1975. In-8 broché de 191 pages illustrées. Très bon état.
Lettres modernes, 1974. In-8 broché illustré. Quelques passages discrètement soulignés au crayon de papier sinon bon état.
Lettres modernes, 1960. In-8 broché de 114 pages illustrées. n° 1 - 2. Baroque et cinéma. Quelques passages discrètement soulignés au crayon de papier sinon bon état.
Lettres modernes, 1961. In-8 broché illustré. n 12 - 13. Le western. Quelques passages discrètement soulignés au crayon de papier sinon bon état.
1 vol. in-4 br., Mémoire de Bordeaux, Conseil général de la Gironde, Le Festin, 1995 Etat satisfaisant (couv. pliée avec petites mouill., bon état par ailleurs) pour cet ouvrage désormais difficile à dénicher, qui évoque l'histoire des cinémas girondins. Indispensable pour les cinéphiles bordelais ! Français
Segrate, 2012; br., pp. 102, cm 14,5x21,5. (Biblioteca Umoristica Mondadori). italiano 88-04-6177 Biblioteca Umoristica Mondadori br.
Alessandria, 2020; br., pp. 468, cm 17x24. (Contributi e Proposte. 115).
A cura di V. Caprara. Torino, 2007; br., pp. 212, ill., cm 14,5x24. (Grandi Film Restaurati). italiano 88-7180-65 Grandi Film Restaurati
Pietro Germi «Signore e signori» di Pietro Germi. , Lindau 1997, Documentario sul film "Signore e Signori", uno sguardo ridente sull'ipocrisia morbida, a cura di Lino Miccichè. La sovraccoperta riporta lievi segni del tempo, interno in buone condizioni. Buono (Good) . <br> <br> <br> 282<br> 8871802063
brossura Gianfranco Brebbia (Varese 1923-1974) è stato un filmaker di avanguardia del cinema sperimentale italiano. Molti anni dopo la sua scomparsa sua figlia Giovanna ha riportato alla luce l'Archivio cinematografico del padre, scoprendo uno straordinario patrimonio artistico di pellicole, lettere, fotografie, quadri, testi ed appunti vari rimasti, per più di quarant'anni, silenti nella pace discreta di una cantina. Da questa straordinaria scoperta è nato un importante studio sulla figura e l'opera di Brebbia dal quale ha preso a sua volta avvio la promozione di un convegno, realizzato dall'Università degli Studi dell'Insubria e dal Centro Internazionale Insubrico (Varese, 17 aprile 2015). I relatori di questo incontro, oltre a delineare, con le loro ricerche, un omaggio alla figura del filmaker varesino e alle sue opere, rimaste nell'oblio per decenni, hanno anche messo in luce la straordinaria vivacità culturale che ha caratterizzato, complessivamente, gli anni Sessanta-Settanta. Durante questo periodo la sperimentazione è stata infatti protagonista nella letteratura, nel cinema, nel teatro, nella musica, nell'arte, nella filosofia e nella stessa società. In questo libro tutti questi vari aspetti sono indagati offrendo al lettore un oggettivo ed articolato quadro di quello che è stato il complesso e vivace contesto storico di questi anni, pur non tralasciando anche talune componenti negative che, soprattutto con il Boom edilizio degli anni Sessanta, hanno danneggiato...
Atti della Giornata di Studio dedicata al prolifero sceneggiatore emiliano. Personallità poliedrica e di grande spessore artistico, culturale ed umano. <br/> STATO: NUOVO.<br/> TITOLO: «Diviso in due». Cesare Zavattini: cinema e cultura popolare. <br/> AUTORE: Atti della Giornata di Studio:<br/> CURATORE: A cura di Pierluigi Ercole. Con un saggio di Marzio Dall'Acqua.<br/> EDITORE: Edizioni Diabasis<br/> DATA ED.: 1999,<br/> EAN: 9788881031184
br. Questo lavoro di ricerca prende avvio da una constatazione e da una curiosità. Partiamo dalla constatazione. Studiando la produzione cinematografica realizzata dal nazionalsocialismo tra il 1933 e il 1945, il confronto - estetico produttivo, comunicativo e ideologico - con un film si rivela imprescindibile: Süss, l'ebreo (Jud Süss, 1940) di Veit Harlan. Lo è per l'evidente qualità formale dell'opera, ma, soprattutto, per l'altrettanto evidente, quanto radicale, carica antisemita. Ed essendo l'antisemitismo uno snodo imprescindibile dell'ideologia nazionalsocialista, studiare Süss, l'ebreo significa, in fondo, studiare il totalitarismo hitleriano attraverso il punto di vista di un'«opera mondo» (un film di finzione), universo visivo di significati che racchiude l'essenza di un'epoca: la lotta tra l'elemento ariano minacciato dal suo nemico storico, l'ebreo. Quando oggi vediamo Süss, l'ebreo in realtà ci troviamo davanti a due differenti rappresentazioni del passato: la storia settecentesca di Süss, manipolata nella finzione cinematografica; e la storia del 1939-1941, quando la risoluzione della «questione ebraica» imboccò la strada che condusse alla «soluzione finale», prima con l'invasione della Polonia e poi con l'invasione dell'Unione Sovietica. L'interpretazione di Süss, l'ebreo è sin troppo semplice: i tedeschi hanno un solo modo per liberarsi dell'eterna minaccia ebraica. Il finale del film è la risposta. Per quanto riguarda invece la curiosità, è racchiusa in una domanda: cosa ne scrissero i critici italiani quando il film fu presentato in anteprima a Venezia nel settembre 1940 e uscì nel circuito nazionale nell'ottobre del 1941? Prefazione di Francesco Perfetti.
br. Nel 1944, quando il mondo vive ancora nell'incubo della follia nazista, il thriller "Angoscia" (Gaslight) di George Cukor, con le sue luci a taglio espressioniste e le inquadrature ardite della tradizione mitteleuropea, da Hollywood traghetta il pubblico planetario dagli abissi d'orrore d'un male insondabile alle luci della speranza, che nel film albeggiano per i protagonisti innamorati sui tetti della vecchia Londra vittoriana. Il capolavoro di Cukor si avvale di una favolosa Ingrid Bergman, non ancora trentenne, per attraversare i labirinti più dolorosi e oscuri della psiche attraverso i tormenti a lei inflitti da un affascinante sadico (Charles Boyer). Un film fatto dunque di trasalimenti, primi piani, oggetti simbolici, gestualità che vedono progredire il loro potere distruttivo sulla bella immagine, fino al ribaltamento della catarsi finale. La star - premio Oscar quale migliore attrice, insieme a quello per la scenografia - è potuta giungere ad un esito tra i più alti nella recitazione femminile grazie alle cure estreme del "Woman's Director" per eccellenza, quel George Cukor che ha riversato nel lavoro di set tutto il suo amore possibile per l'altro sesso. Le scene vittoriane di Gibbons, Ferrari e Willis, la fotografia chiaroscurale di Ruttenberg, le musiche ossessive di Kaper che rielaborano Chopin, Donizzetti, Tosti, i comprimari Angela Lansbury e Joseph Cotten rendono la confezione preziosa, come si può constatare con la visione del DVD qui in allegato. Non mancano nel volume le note diatribe sulla "autorialità" di un "artigiano" puro quale è Cukor; né gli itinerari di formazione davvero straordinari del Maestro e della sua star; il tutto puntualmente messo a fuoco nella conversazione dell'autore con Emiliano Morreale a prolusione del saggio.
21x15. 167p. Firma anterior poseedor. Prólg. E. Amezua. Fotogr.
Madrid, La Novela Teatral, 1922. 4to.; 32 pp. sin numerar, impresas a doble columna. Cubiertas originales. El autor, cuyo verdadero nombre era José María Martín López, había sido sacerdote y promotor en su Granada natal del Círculo de Obreros de Nuestra Señora de las Angustias. Secularizado y ya en Madrid, a caballo de su abundante y divertida creación teatral, fue el fundador de una de las primeras productoras cinematográficas españolas.
24x17. 319p. Fotogr.
300x210 mm. 299 pages. Softcover. Cover slightly scratched. Cover edges wrinkled. Spine edges slightly wrinkled. Else in good condition.
(6), 68, (2) SS. Bedr. Originalbroschur. 8vo. Library of Congress Call No.: ML152.A58 1997.