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Roma, 1953, 16 ottobre, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 24 de “La Tribuna Illustrata".
Vol. in -16 (12 x 18,5 cm.), legatura cartonata moderna col. panna con applicato al piatto ant. il frontale della brossura originale, velina trasparente di protezione, pp. 122, (2), 20 tav. in b.n. f.testo a p.paigna. Leggero alone in basso alle ultime pagine ed alle tavole, nel complesso in abb. buone condizioni.
112 p., 351 fig. n/b. Planches détachées. Inv. 19187
Vol. in -4 (21 x 30 cm.), legatura editoriale similpelle bianca con illustr. a colori e titoli in nero sul piatto ant., pp. 160, (2), XXIV tav. a colori e b.n. f.testo a p.pagina oltre a numerose fig. in nero nel testo. Modesti segni d'uso alla copertina, per il resto in buone condizioni.
Mm 105x175 Volume di pp. 219, copertina rigida legatura in mezza pelle non originale ma comunque antica. Manuale per l'educazione dei giovani. Opera in buono stato.
Mm 195x285 Brossura editoriale, pp. 188, con illustrazioni in bianco e nero. Contributi in inglese, italiano, francese. Ottimo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Patrona principale di Caltagirone. Ivi, 1991 in 8° pp. 176 con alcune ill. b.n. n.t. Sovracop. ill.
In 8, cm. 17 x 24, pp. 14 + (1), con due fac simili di bolle papali nel testo. Brossura editoriale legata con punti metallici. Alone brunito al margine esterno della coperta. In ottimo stato. Storia dell'Abbazia sita nell'omonima frazione fondata dai monaci cistercensi il 13 giugno del 1208 come zona di sosta e preghiera per i pellegrini lungo la Via Postumia.
Vol. in 4 (24,5 x 33 cm.), legatura editoriale telata grigia con titoli in oro, sopracopertina rossa lucida con piccola illustr. a colori e titoli in bianco sul piatto ant., pp. 46, (2), 65 tav. a colori e b.n. f.testo a p.pagina. Leggerissimi segni d'uso alla sopracopertina, per il resto in buone condizioni. Realizzato per conto della CASSA DI RISPARMIO DELL'AQUILA.
Mm 200x270 Due volumi cartonati con titoli al dorso e sovraccoperte figurate originali; pagine 1015 complessive. Opera con numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Normale ingiallimento e qualche piccola fioritura. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Vol. in -4 (20,5 x 28 cm.), brossura editoriale con alette illustrata a colori, pp. 125, (3) con numerose illustr. a colori nel testo e a p.pagina. In ottime condizioni. A cura della FONDAZIONE ERCOLE VARZI.
ill., br. Il Candomblé è un culto sincretico afro-brasiliano nato dall'unione tra i culti africani e il Cattolicesimo, attraverso un processo dinamico e reinterpretativo in continua evoluzione. Originato dagli schiavi africani nelle piantagioni del Nord del Brasile all'inizio del Novecento, si è poi diffuso in tutto il paese, anche in grandi metropoli quali Rio de Janeiro e San Paolo, fino a diventare, nel corso dei decenni, un sincretismo popolare e universale praticato anche da ricchi e bianchi. L'importanza del Candomblé per la cultura brasiliana si coglie nella musica (il samba, l'axé), nella gastronomia (le specialità della cucina di Bahia), nelle arti visive e performative (la capoeira), nei modi di dire e persino nella maniera di pensare. I protagonisti del culto sono gli Orixás (come Ogum, Xangô e la dea-madre Iemanjá, che si saluta con "Odoyá!"), divinità meravigliose e superbe, ricche di umanità e di vizi, che esercitano un fascino particolare per i propri fedeli, i quali cadono in trance per riceverli. Il Candomblé insomma è qualcosa di più di una religione: è un modo di intendere la natura, la spiritualità, il rapporto con gli animali e gli altri uomini; una filosofia, se vogliamo, semplice ma profonda; un decodificatore di simbologie universali, di archetipi, di mitologie. Il Candomblé permea, profuma, condisce il Brasile di oggi; se non ci fosse stato e se non resistesse ancora, questo paese, questa cultura e questo popolo sarebbero profondamente diversi. Quasi irriconoscibili.
ill., br. Il "Cammino celeste" o "Iter aquileiense", è un itinerario ideato grazie all'iniziativa di un gruppo di persone appartenenti a diverse associazioni, accomunate dal desiderio di essere dei pellegrini, donne e uomini che per qualche giorno lasciano la loro vita ordinaria per trasformarsi in viandanti, tra loro molti hanno vissuto l'esperienza del Cammino di Santiago de Compostela. È un percorso internazionale che si propone di favorire l'incontro fra pellegrini di diversi stati in un luogo molto particolare, il santuario del Monte Lussari dove è custodita un'antica statua della Madonna venerata dalle genti del Friuli Venezia Giulia e del resto d'Italia, della Carinzia e dell'Austria, della Slovenia: esse lo raggiungevano percorrendo sentieri che gli autori sono riusciti in parte a riscoprire grazie ai segni ancora visibili della loro fede e della loro creatività. Il Cammino celeste, percorso per la prima volta nell'estate 2006, è composto da tre itinerari aventi origine in tre località particolarmente significative per la storia e la tradizione di fede di queste terre di confine: Aquileia in Italia, Brezje (santuario mariano presso Kranj) in Slovenia e Maria Saal a nord di Klagenfurt, località importante per la storia della Carinzia e per l'identità culturale e religiosa della cosiddetta Mitteleuropa.
br. L'intera esistenza umana è costellata di riti. Viaggiare, mangiare, stringere amicizie, amare, educare, curare, divertirsi, giocare: ogni atto umano genera le proprie forme rituali. I riti, tuttavia, non sono camere blindate: si influenzano a vicenda, si scambiano messaggi. La qualità generale di vita di una famiglia non è separabile dai riti con cui si vivono i pasti, la casa e il suo ménage, il tempo libero, le vacanze. E, così, quando partecipo ai riti religiosi in chiesa sono lo stesso che guarda YouTube, che viaggia con Ryanair, che ha conosciuto il partner su Tinder, che scarica musica e la ascolta con le cuffiette mentre cammina, che alla vigilia di Ognissanti vede comparire teschi e zucche nei negozi. Ora, la domanda è: i riti "fuori dalla chiesa" contaminano in qualche modo i riti "dentro la chiesa"? Tra i riti religiosi e gli altri riti esiste un tale divario nella densità di significato e nell'intensità di gioia da impedire l'osmosi? Belli vorrebbe sondare queste interazioni cruciali. Se viviamo in un'epoca di riti tristi, infatti, quale sarà il destino della liturgia? «Forse non sappiamo più andare a messa perché non siamo più abilitati a vivere riti complessi che celebrano la salvezza. Forse questo "cambiamento d'epoca", come lo definisce papa Francesco, è un'epoca che cambia i riti che fanno la vita» (Manuel Belli).
ill., br. L'ebraismo italiano rappresenta un unicum e vanta una presenza bimillenaria e ininterrotta. Di questa secolare storia sono rimaste tracce significative nelle città e nei piccoli centri, nei quali gli ebrei hanno avuto un particolare radicamento. E la sinagoga rimane l'elemento più rappresentativo di questa presenza. In Italia 50 sono gli edifici sinagogali: concentrati prevalentemente nel centro-nord della penisola, offrono interni riccamente decorati secondo gli stili architettonici del tempo, dal barocco, al rococò, al neoclassico. Nell'area degli antichi ghetti rimangono alcune delle più belle sinagoghe italiane, in particolare nel Veneto (Venezia, Padova), in Piemonte (Casale, Carmagnola, Cherasco), in Emilia-Romagna (Ferrara), in Toscana (Siena, Pitigliano) e nelle Marche (Ancona, Pesaro, Senigallia). Nel clima di libertà seguente all'emancipazione degli ebrei dal 1848, fu possibile la costruzione di grandi edifici monumentali. Talora antiche sinagoghe si dotarono di rinnovate facciate e ingressi (Asti, Pisa), in altri casi si costruirono grandiosi nuovi templi nell'area dell'ex ghetto (Modena, Vercelli, Roma, Firenze) o nei nuovi quartieri di residenza. La guida nasce anche dall'esigenza di portare al grande pubblico il significato e la consapevolezza di un'eredità culturale, che per il suo alto valore si inserisce a pieno diritto all'interno del patrimonio storico-artistico italiano.
ill., br. Le ricette di questo libro hanno tutte almeno un elemento in comune: accompagnano, insaporiscono e arricchiscono i giorni di festa dedicati ai santi. Queste gustose preparazioni, le cui origini sono spesso da ricercare in epoche e luoghi lontani, sopravvivono come testimonianza di usanze radicate nel tempo e come espressione della devozione popolare. Sfogliare Santa pietanza consentirà di soddisfare il palato, che assaporerà piatti di ogni genere e di varia provenienza, ma anche di appagare la curiosità di chi si interroghi sulle ragioni storiche e leggendarie delle tradizioni legate al culto dei santi. I lettori potranno quindi prendere idealmente parte alle "tavole di San Giuseppe", affollate di ricche portate, gustare le pietanze che si legano alla ricorrenza di San Martino, celebrare Santa Lucia assaggiando le aranàne o i lussekatter, dolcetti allo zafferano tipicamente svedesi, scoprire le delizie cucinate per Ognissanti e persino immaginare di addentrarsi nella magia e nel mistero della notte fra il 23 e il 24 giugno, rischiarata dalle fiamme dei "fuochi di San Giovanni" a cui, non serve precisarlo, si uniscono i piaceri della gastronomia.
brossura Questo libro traccia un grande affresco sul pellegrinaggio dalla penisola italica verso i Luoghi Santi, nel periodo compreso fra il Medioevo e la conquista ottomana di Gerusalemme del 1516. Forma devozionale assai diffusa nel mondo cristiano medievale, figlio delle tradizioni ebraiche e greco-romane, il pellegrinaggio, metafora del destino dell'uomo che "cammina" verso la morte per la salvezza, segna un fenomeno storico rilevante, non solo per gli aspetti religiosi presenti in esso, ma anche per quelli culturali, sociali, economici e artistici.
brossura La presente opere ripercorre la vita di una delle figure religiose più venerate sin dall'epoca medievale, in tutta Italia ed all'estero. Ripercorre, attraverso lo studio della breve esistenza della mirabile giovinetta, non soltanto il contesto storico ecclesiastico della Tuscia nel periodo duecentesco ma anche e soprattutto quello politico.
br. I fatti straordinari e inusuali citati in questo libro-intervista non sono racconti, ma vita vera, vissuta e trascritta da un esorcista, sacerdote missionario, che ha svolto il suo ministero in Congo per 40 anni. Non è sufficiente dire: «Io non ci credo». Se non ci si vuol credere, occorre sapere che, proprio poiché non ci si crede, tante persone finiscono da maghi, stregoni e gente senza scrupoli.
br. Devozioni e santi, pellegrinaggi e santuari, beatificazioni e relazioni spirituali tra uomini e donne sono forme di religiosità che invece di essere scomparse con la secolarizzazione si ripresentano anche oggi più vive che mai. In Italia il fenomeno ha avuto particolare persistenza e originalità nel corso dell'Ottocento e del Novecento. Questo libro indaga quali siano le radici storiche e culturali profonde del permanere e del diffondersi di una religiosità così capillare e sentita da rappresentare una componente fondamentale della nostra identità nazionale.
br. Il presente volume sul Rito Domenicano di Archdale A. King - pubblicato per la prima volta negli anni '50 del secolo scorso nel contesto dell'opera Liturgies of the Religious Orders - è un piccolo gioiello non solo di storia della liturgia ma, in senso più ampio, di storia ecclesiastica. Il traduttore e curatore di questa edizione è Padre Didier Pietro Maria Baccianti O.P. Il suo lavoro non si è limitato alla trasposizione nella nostra lingua del prezioso testo, ma lo ha anche arricchito di note utili per una migliore comprensione. Chi ne sfoglierà le pagine troverà certamente tante curiosità e aspetti interessanti, ma soprattutto vedrà composto un coerente affresco sulla vita del glorioso Ordine Domenicano, sul suo contributo alla liturgia e sull'influsso che ebbe nella Chiesa.
br. I santuari mariani non nascono per libera iniziativa dell'uomo, non sono cioè il frutto dell'inventiva del popolo, ma rappresentano anzitutto una risposta della devozione popolare a un primo passo che Dio stesso - tramite Maria - ha compiuto rivolgendo un invito, una chiamata, un messaggio a un certo popolo in un certo momento della storia. Tra i moltissimi santuari mariani esistenti al mondo, ne vengono qui illustrati dodici, scelti tra quelli proposti dall'autore a tutti gli ascoltatori di Radio Maria che, il primo sabato di ogni mese, seguono la trasmissione "Sulle tracce di Maria". Attraverso la storia e la spiritualità dei santuari presentati, si snoda un cammino che il lettore è invitato a compiere in prima persona, per ripercorrere ancora oggi l'itinerario tracciato dalla Madonna nella storia.
ill., br. Il Sentiero del Discepolo nasce per offrire al pellegrino moderno la possibilità di ripetere l'esperienza dei discepoli di Gesù, che camminavano con lui e si nutrivano della sua Parola. Seguendo una via "diretta" da Nazaret a Gerusalemme in 11 tappe, attraversando (in tutta sicurezza) anche i Territori palestinesi, il Sentiero del Discepolo si pone oggettivamente come un gesto di pace in un contesto ancora afflitto da grandi problemi. Il cammino è la metafora dell'esperienza umana. Per questo il percorso è dedicato a tutti coloro che amano il cammino per motivi spirituali, culturali o di puro piacere. Per i "camminatori cristiani" sarà possibile rivivere l'esperienza dei discepoli che percorrevano con Gesù le strade della Palestina, seguendo l'itinerario del Vangelo di Luca che viene proposto nella seconda parte della guida. L'itinerario spirituale è accompagnato dalle parole illuminanti di Carlo Maria Martini, che ha sempre considerato questa terra come "sua".
brossura L'opera si caratterizza come uno studio approfondito sulla Vergine Addolorata ed è strutturato in otto capitoli, a iniziare da un excursus storico sul culto dell'Addolorata dalle sue origini nell'XI secolo alla prima metà del XX secolo. "A differenza di altri aspetti cultuali, che vedono la Vergine Maria come creatura privilegiata che si eleva sul resto dell'umanità, in questo culto la si coglie nella condizione più umana possibile, quella di una Madre colpita da un immenso dolore per la perdita del Figlio" nota l'autrice nella presentazione dell'opera. La venerazione del popolo verso la Madre di Dio non poteva escludere l'aspetto di sofferenza e di dolore provati dalla Vergine Maria durante la passione e morte di Gesù e lungo tutta la sua vita - scrive suor Pedico -. Inoltre, nella sua sofferenza i fedeli riscontrano un valido motivo per accettare i propri momenti e condizioni di prova e di dolore. Maria quale Madre di misericordia, intimamente associata alla passione del Figlio, è sensibile verso chi soffre a causa di malattie, violenze, povertà, guerre. Tra i diversi argomenti affrontati, anche l'iter storico della memoria liturgica (15 settembre), alcune espressioni di pietà popolare della settimana santa in Italia legate al mistero dell'Addolorata, le forme di preghiera popolare in suo onore, lo studio della "Mater Dolorosa" nel canto popolare, un approfondimento sui santuari intitolati all'Addolorata, sull'iconografia popolare e sulle confraternite e le associazioni che si dedicano al suo culto.