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106 pages. Features: Lucky Hell; Laura Mae - a Model Marine; Shonda Mackey; Freehand Profit; Andy Engel; Compton Dave; Franco Vescovi; Krista Bunni; and more. Average wear. Unmarked. A sound copy of this colorful issue. Magazine
ROMANO LUPERINI BREVIARIO DI CRITICA CIRO VITIELLO IDETICA GUIDA 2002, DUE VOLUMI INDIVISIBILI, RISPETTIVAMENTE 133 E 56 PP. ALLO STATO DI NUOVO. VOLUME 1 Il volume di Luperini, dopo aver disegnato la storia della sua formazione culturale e tracciato un profilo della situazione odierna della critica, indica i fondamenti del suo pensiero teorico nella prospettiva di un'ermeneutica materialistica. Romano Luperini insegna Letteratura italiana alla facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena. Dirige la rivista «Allegoria» e «Moderna». Ha pubblicato vari studi critici su Verga, Pirandello, Tozzi, Montale, tutti presso l’editore Laterza. Si è occupato di teoria della letteratura in tre lavori recenti (L'allegoria del moderno, Editori Riuniti, 1990, Il dialogo e il conflitto, Laterza 1999 e Controcampo, Liguori 1999) e, ultimamente, di didattica della letteratura (Insegnare la letteratura oggi, Piero Manni 2000). Con Piero Cataldi ha pubblicato La scrittura e l’interpretazione. Storia della letteratura italiana nel quadro della civiltà e della letteratura dell’Occidente (Palumbo 1999). VOLUME 2 Dopo aver rilevato la separatezza tra estetica e critica teorica, evidenzia la necessità di fondare una scienza delle dottrine critiche che egli connota col nome di idetica. INDICE Considerazioni preliminari I. L'esempio di De Sanctis II. La singolarità dottrinaria III. Ambiguità originaria dell'Estetica IV. La singolarità da Croce V. Un pensatore atipico, Anceschi VI. L'idetica come scienza delle dottrine critiche Soggetti: Letteratura, Storia, Critica letteraria, Studi culturali generali, Saggi, Italian Literature, Classics, Critics, History, Essais, Poetica, Poesia, Poetry, Ideologie, Interpretazioni, Studi Letterari, Medioevo, Dante Alighieri, Letteratura Medievale Slava, Romanza, Chrétien De Troyes, Discorso sulla Campagna, Igor Rosella, Bibbia, Citazioni Bibliche, Letteratura Religiosa, Ortodossa, Cultura, Identità, Russa, Majakowskij, Rus', Russia, Est, Europa, Paradiso, Purgatorio, Inferno, Igor, Sogno, Ortodossia, Bibliografia, Anticorusso, Idetica, Estetica, Linguaggio, Libri fuori catalogo, Literature, History, Literary Criticism, General Cultural Studies, Essays, Ideologies, Interpretations, Literary Studies, Middle Ages, Slavic Medieval Literature, Romance, Bible, Biblical Quotations, Religious Literature, Culture, Russian Identity, East, Europe, Paradise, Purgatory, Hell, Dream, Orthodoxy, Bibliography, Anti-Russian, Aesthetics, Language, Books out of print, Hermeneutics Parole e frasi comuni all'opera Anceschi armonia arte artistica assoluta attività autonoma bellezza bello bisogno Cartesio categorie coerente connotazione conoscenza considerazione coscienza creatività criteri criti critica estetica critico deve Croce d'arte Debenedetti dell'arte dell'estetica dell'opera diretta Divina Commedia dizio dottri dottrine critiche essenziale evidente facoltà fantasia feconda fenomeno filosofo fondamento forma giudicante giudizio gnoseologia gusto Hegel idea ideali idetica immagini innovativa interpretazione interrogare direttamente Kant l'arte l'artista l'estetica L'idetica l'opera lavoro Leopardi linguaggio logica mentale mente metodo modalità mondo interno natura necessita nizza nuova oggetto opere Operette orchestrazioni organica Pareyson partecipazione Pascoli passione pensare pensatore pensiero percepire personalità poesia poeta poetica possibile precetti principi problematica prodotto proprio prospettiva questione rapporti realtà rienza riflessione rigore saggio Sanctis satori scienza scrittura semantica sensazione sensibilità senso sentimento significato singolarità dottrinaria sintagma sione sistema speculativo storia storico strumenti tale teleologia teoria tezza tica un'opera valore valutazioni verità Zibaldone
In-8 (cm. 20.50), brossura illustrata, pp. 203, (5), con illustrazioni in bianco e nero e a colori soprattutto nel testo. Ex libris alla prima carta. Distacco parziale della plastica protettiva dalle punte; soprattutto quelle posteriori; peraltro, volume in buono stato di conservazione (good copy).
7201Chez l'auteur 75 pages in8. Sans date. Broché couverture rempliée. 75 pages.
1979156737Studio City CA: EMI Television Programs 1979. Revised Shooting script for the 1979 television film here under the working title "Can You Hear the Laughter The Freddie Prinze Story." Copy belonging to sound mixer Keith A. Wester with his name in manuscript ink on the top right of the front wrapper and his annotations in manuscript ink and pencil on 20 pages. <br /> <br /> Bound in preceding the script are a six page Staff and Crew contact list a 30 page Shooting Schedule 17 pages of Call Sheets with annotations in manuscript ink and a map to the Comedy Store West. <br /> <br /> Originally aired on CBS on September 11 1979. Based on the article "Good Night Sweet Prinze" by Peter Greenberg published in the June 1977 issue of Playboy magazine. A portrayal of the sudden rise and success of the troubled Puerto Rican stand-up comedian and actor Freddie Prinze who died of a self-inflicted gunshot wound on January 29 1977.<br /> <br /> White titled wrappers rubber-stamped copy No. 60. Title page present dated March 19 1979 noted as REV. SHOOTING SCRIPT with credits for screenwriter Dalene Young. 125 leaves with last page of text numbered 119. Xerographic duplication rectos only with green and goldenrod revision pages throughout dated variously between 4/23/79 and 5/4/79. Pages Near Fine wrapper Very Good plus bound with three gold brads. EMI Television Programs unknown
194 pages. Features: Sting Ray - even in its final form the 1963 Sting Ray maintained an uncanny similarity to Bill Mitchell's original racer; Dodge Brothers - two-year court battle against Henry Ford; Alice Huyler Ramsey - first of the 'weaker sex' to show driving superiority - from Hell Gate to Golden Gate in 1909!; The Chevrolet Story - the 1932 Queen started a Chevrolet styling lead; The Trials of Early Motoring - a 1913 journey from Iowa to California in a 1913 Studebaker EMF; The art of leading; The Bud Cohn auction set a new single-car-sale world's record; Cover Car - 1963 Corvette Sting Ray Sport Coupe; and more. Average wear. A sound copy. Magazine
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Questa carta immagina il lavoro dei pompieri dell’inferno. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Buono stato di conservazione. Questa carta riprende la carta numero A4 della serie delle Diabolerie realizzate dalla ditta “B.K. Photographie Paris” e trattasi probabilmente di una riproduzione, sicuramente coeva. Questo dimostra il successo che avevano riscosso queste rappresentazioni nella Francia della seconda metà del XIX° secolo. La scena descrive il purgatorio con Dio al centro e una scala per salire verso il Paradiso ed una fossa che porta all’inferno. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Uno strappetto senza perdita di carta in una delle due albumine e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. La scena descrive una danza tenuta all’inferno dove sono presenti, scheletri, dame ed una figura maschile. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Questa è una delle più rare a reperirsi. La scena descrive il Boudoir di Satana nel Castello del Diavolo. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Un piccolo strappo senza perdita di carta o albumina, da restaurare, e per il resto in buone condizioni. La scena sembra descrivere la fattoria di Satana all’inferno dove alcuni scheletri ed una donna ammirano alcuni animali infernali. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Uno strappo ad una delle due albumine, senza perdita di albumina ma da restaurare, qualche segnetto e per il resto in buone condizioni di conservazione. La scena descrive Satana all’interno del suo gabinetto alchemico dove oltre a vari demoni e scheletri è presente un mago. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Uno strappetto senza perdita di carta in una delle due albumine, da restaurare, alcuni segnetti e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. Nella scena possiamo vedere Satana che sta eseguendo una scultura mentre degli scheletri intorno sono intenti ad altri passatempi. Fra le figure vediamo anche un treno. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Un piccolo forellino, senza perdita di carta o albumina ma da restaurare e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione Questa carta ricostruisce una scena nella quale s possono vedere i “divertimenti dei diavoli” all’inferno fra quali si possono vedere la musica e le donne mentre sullo sfondo un vulcano erutta. Esemplare che presenta difetti di conservazione, come da foto. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Questa carta ricostruisce la vicenda mitologica della discesa di Orfeo agli inferi per riportare alla vita l’amata Euridice. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Questa carta ricostruisce la scena di una cena insieme a Satana all’Inferno con demoni, donne e scheletri che pasteggiano e bevono intorno ad una tavola imbandita. Dietro a Satana una donna seminuda suona un’arpa. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Realizzata da Pierre Adolph Hennetier. Nella scena possiamo vedere ricostruita la tentazione di Sant’Antonio con il Diavolo che spinge verso il santo una fanciulla in vestiti succinti. Nel margine basso una strana creatura sembra sparare con un cannone verso un maiale che fugge mentre un’altra creatura demoniaca sembra porgere al santo un anfora probabilmente contenete mirra come simbolo dell’oro. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
2000BN36423Verlag Phillip von Zabern in Wissenschaftliche Buchgesellschaft 2000. 2000. Hardcover. 351 x 256 x 42 cm. Dieser Band dokumentiert die erste genaue Vermessung und bauhistorische Interpretation der "Krone von Apulien": 1. Einführende Baubeschreibung einzelne Beobachtungen weitere Fragestellungen Arbeitsansätze. 2. Vermessung Photometrie. 3. Bauaufnahme. 4. Verschiedene Beobachtungen am Bauwerk zu Baukonstruktion und Bauabläufen. 5. Wandinkrustationen. 6. Decken und Gewölbe. 7. Entwurf und innere Organisation. 8. Treppentürme. 9. Rekonstruktion der Dachaufbauten. 10. Hausinstallationen. 11. Die bautechnischen Anlagen in Castel del Monte und ihre Beziehungen zum orientalisch-islamischen Kulturraum. 12. Astronomische Untersuchungen. 13. Überlegungen zur Absteckung des Bauwerkes auf der Baustelle und zu den verwendeten Maßeinheiten. Autor: Wulf Schirmer geboren 1934 in Hannover. Nach dem Studium der Architektur an der TH Hannover Habilitation an der TU Berlin. Seit 1971 Ordinarius der Baugeschichte und Leiter des Instituts für Baugeschichte an der Universität Karlsruhe. Gr.-4°. X 103 Seiten 3 S. mit 63 Schnitten Grund- und Aufrissen 40 Kunstdrucktafeln mit zahlreichen photographischen Aufnahmen und wenigen Rissen; 7 mehrfach gefaltete Beilagen mit architektonischen Zeichnungen. mit Schutzumschlag Pp. gebundene Ausgabe Hardcover/Pappeinband Castel del Monte : Forschungsergebnisse der Jahre 1990 bis 1996. Heidelberger Akademie der Wissenschaften Forschungsstelle Archäologisch-Baugeschichtliche Erforschung des Castel del Monte. Wulf Schirmer. In Zusammenarbeit mit Günter Hell . und mit Photogr. von Rafael Cardenas-Dopf Castel del Monte: Forschungsergebnisse der Jahre 1990 bis 1996 Heidelberger Akademie der Wissenschaften Forschungsstelle Archäologisch-Baugeschichtliche Erforschung des Castel del Monte Gebundene Ausgabe Wolf Schirmer Autor Rafael Cardenas-Dopf Illustrator Günter Hell Bearbeitung Ulrike Hess Bearbeitung Dorothée Sack Bearbeitung Werner Schnuchel Bearbeitung Christoph Uricher Bearbeitung Wolfgang Zick Bearbeitung <br/><br/>Heidelberger Akademie der Wissenschaften Forschungsstelle Archäologisch-Baugeschichtliche Erforschung des Castel del Monte Castel del Monte: Forschungsergebnisse der Jahre 1990 bis 1996 Wolf Schirmer Autor Rafael Cardenas-Dopf Illustrator Günter Hell Bearbeitung Ulrike Hess Bearbeitung Dorothée Sack Bearbeitung Werner Schnuchel Bearbeitung Christoph Uricher Bearbeitung Wolfgang Zick Bearbeitung Dieser Band dokumentiert die erste genaue Vermessung und bauhistorische Interpretation der "Krone von Apulien": 1. Einführende Baubeschreibung einzelne Beobachtungen weitere Fragestellungen Arbeitsansätze. 2. Vermessung Photometrie. 3. Bauaufnahme. 4. Verschiedene Beobachtungen am Bauwerk zu Baukonstruktion und Bauabläufen. 5. Wandinkrustationen. 6. Decken und Gewölbe. 7. Entwurf und innere Organisation. 8. Treppentürme. 9. Rekonstruktion der Dachaufbauten. 10. Hausinstallationen. 11. Die bautechnischen Anlagen in Castel del Monte und ihre Beziehungen zum orientalisch-islamischen Kulturraum. 12. Astronomische Untersuchungen. 13. Überlegungen zur Absteckung des Bauwerkes auf der Baustelle und zu den verwendeten Maßeinheiten. Autor: Wulf Schirmer geboren 1934 in Hannover. Nach dem Studium der Architektur an der TH Hannover Habilitation an der TU Berlin. Seit 1971 Ordinarius der Baugeschichte und Leiter des Instituts für Baugeschichte an der Universität Karlsruhe. Gr.-4°. X 103 Seiten 3 S. mit 63 Schnitten Grund- und Aufrissen 40 Kunstdrucktafeln mit zahlreichen photographischen Aufnahmen und wenigen Rissen; 7 mehrfach gefaltete Beilagen mit architektonischen Zeichnungen. mit Schutzumschlag Pp. gebundene Ausgabe Hardcover/Pappeinband Castel del Monte : Forschungsergebnisse der Jahre 1990 bis 1996. Heidelberger Akademie der Wissenschaften Forschungsstelle Archäologisch-Baugeschichtliche Erforschung des Castel del Monte. Wulf Schirmer. In Zusammenarbeit mit Günter Hell . und mit Photogr. von Rafael Cardenas-Dopf Verlag Phillip von Zabern in Wissenschaftliche Buchgesellschaft hardcover
200680972Mark Batty Publisher. New. 2006. Paperback. 0977282759 . FREE UPGRADE to Courier/Priority Shipping Upon Request - IN STOCK AND IMMEDIATELY AVAILABLE FOR SHIPMENT - Flawless copy brand new pristine never opened -- 64 pages color photos throughout obl. 12mo. -- with a bonus offer-- . Mark Batty Publisher paperback
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2010x-3642106129Springer Verlag 2010. Hardcover. New. 1st edition. 304 pages. 9.25x6.25x1.00 inches. Springer Verlag hardcover
201272ZB2012. 2010. Berlin/ Heidelberg Springer Berlin 2012. 16 x 24 cm. XIV 306 S. XIV 306 p. 23 illus. 15 illus. in color. Versand aus Deutschland / We dispatch from Germany via Air Mail. Einband bestoßen daher Mängelexemplar gestempelt sonst sehr guter Zustand. Imperfect copy due to slightly bumped cover apart from this in very good condition. Stamped. Plant Cell Monographs. unknown