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In-8 (cm. 22.30), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 135, (9). Prima edizione. Tracce di polvere e lievi d’uso a cuffie e punte, sempre della sovracoperta; peraltro, volume in buono stato di conservazione (good copy).
In 8, pp. 27. Br. ed muta con dedica autografa dell'autore al p. ant. Testo della dissertazione tenuta dall'autore presso la Pontificia accademia tiberina sull'interpretazione di una terzina dantesca, in particolare i vv. 25-27 del IV canto dell'Inferno. L'autore mette in dubbio la fedelta' dell'edizione che si e' tramandata ritenendo sbagliata la formula 'Quivi, secondo che per ascoltare, / Non aveva pianto...' e ipotizzando invece che si tratti di 'Quivi, secondo che par d'ascoltare...'
Two volumes, complete. An exhaustive history of the Gherardesca family, written in order to establish that family's nobility and rights. With the rare second volume, an extensive compendium of documentation with four engraved plates. The most famous member of the family in question, of course, was Ugolino della Gherardesca, a traitor immortalized by Dante in Inferno XXXII-III, where he eternally chews on the head of Archbishop Ruggieri, who had imprisoned him in a tower without food until he ate the bodies of his children. xv, 615; 1, 317, 18 + four engraved plates (one folding). Printed on fine laid paper. Elaborate engraved title-page in first volume. Large 4to. Attractively bound in vellum-backed decorated boards. Light wear to bindings and a little soiling to spines, but structurally perfect. Internally FINE AND BRIGHT, with no defects. RARE.
Mm 210x295 Collana "Futuro saggi - Cinema". Il suo cinema i suoi personaggi e i suoi miti. Brossura editoriale di 197 pagine, numerose illustrazioni in bianco e nero, sovraccoperta orginale. Minimi segni d'uso al margine superiore della sovraccoperta, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Fazi Editore, aprile 2009. Rilegato con sovraccoperta. Traduzione dall'inglese di Simona Adami, Chiara Marmugi e Luca Fusari. Prima edizione. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. First edition. Hardback cover with dust jacket in fine conditions, no price clipped, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
RISTAMPA DELLA SECONDA EDIZIONE RIFATTA E AMPLIATA DALL'AUTORE ISTITUTO EDITORIALE CISALPINO LA GOLIARDICA 1976 XV-408 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, OTTIME ED ECCELLENTI CONDIZIONI GENERALI
IN-8°, PP. 191 (5), BROSS. EDIT., SOVR. (STRAPPETTI, PICCOLE MANCANZE, BRUNITA), LEGGERE BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, PER IL RESTO IN OTTIMO STATO (F/VG), (COLLEZIONE MODERNA). M 671
Mm 130x190 Seconda edizione in gran parte rifatta e notevolmente accresciuta. "Collezione di opuscoli danteschi inediti o rari" diretta da G. L. Passerini - Brossura originale di 252 pagine ancora intonse. Ordinari segni del tempo e tracce di umidità, ma copia integra e complessivamente in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
EDITORI RIUNITI 1994 FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, QUALCHE LIEVE ABRASIONE DA SFREGAMENTO, MA VOLUME ASSOLUTAMENTE INTONSO
Signed and inscribed by author to the son of Francisco B. Caingcoy who saw action on Bataan with the 14th Eng. 2nd Btn and was captured on 9 April 1942 by the Japanese, started the Death and escaped. 240 pages. Black and white illustrations. Winner of the Book of the Year award by the American Bookdealers Exchange. "A true narrative by Sergeant Waldron, who risked his life in keeping a day by day diary, for three and a half years as a Prisoner of War under the Japanese... A true saga of the first five months of World War Two in the Philippines, and life as a Prisoner of War." - from dust jacket. Average wear bo book. Above-average wear to dust jacket. Book
A CURA DI CESARE SEGRE INTRODUZIONE DI LANFRANCO CARRETTI EINAUDI RICCIARDI 1976 287 PP. SEGNI DEL TEMPO, TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, BUONE CONDIZIONI GENERALI.
A CURA DI CESARE SEGRE INTRODUZIONE DI LANFRANCO CARRETTI EINAUDI RICCIARDI 1976 287 PP. SEGNI DEL TEMPO, TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, BUONE CONDIZIONI GENERALI.
A CURA DI CESARE SEGRE INTRODUZIONE DI LANFRANCO CARRETTI EINAUDI RICCIARDI 1976 287 PP. SEGNI DEL TEMPO, TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, BUONE CONDIZIONI GENERALI.
90 pages. Articles: The Red Plan for S-Day (Soviet Day) when American Communists will perform disrupting tactics in America - with photo of Communist leaders arrested for advocating violent overthrow of the government; I'm a Sucker for Screwballs; Chain Store in the Wilderness - The Hudson's Bay Company (HBC) - article with great photos from northern Canada; I Catch Bank Embezzlers; Through Hell and High Brass (part 2 of 5) - The Story of Jimmy Doolittle; Magdealena - California's gift to Broadway - with great color dance photos; Steve Canyon and Me - Milton Caniff writes about his popular comic strip; Beatrice Pearson - color photo with write-up. Fiction: Security; Cry Deep, Cry Stilll; Riviera Renegade; Jack Pot; Passage to Panama (par 1 of 7); The Impudent Rifle (conclusion). Ad include: Bell Telephone; Elgin Watches (with Robert Montgomery); Monarch packaged foods; "Every Girl Should Be Married" movie with Cary Grant; Admiral entertainment units; Gruen Curvex watches; RCA Victor radios; 1949 Ford cars; Chesterfield cigarettes - two-page two-color ad featuring Perry Como, Jo Stafford, Arthur Godfrey and Peggy Lee; Plymouth; Nash Airflyte centerfold ad - very attractive; Bostonians shoe ad; Westinghouse electric sheet/blanket ad - color photo; GM - two-page color ad; Very colorful two-page ad for Calvert Reserve whiskey; Hedy Lamarr is featured in an Auto-Lite ad; Hamm's beer; Pepsodent ad features Jacqueline Crouse; Pennsylvania Railroad; Camel cigarette ad on back cover features bridge walker Adam Tomey. Average wear. Cover holding by one staple. Unmarked. A nice vintage copy. Book
74 pages. Features: I Stole a Million (part 1 of 2 - Insurance Fraudster David Schiffer; Hell on Ice - Ice boating; It's Smart to be Stupid; The Greatest Drug Since Penicillin - Chloromycetin; A Murder a Minute; Peak of a Skyline - The Empire State Building; Nightmare in Santo Tomas - Robert Robb was kept prisoner by the Japanese in Manila; Penny and Me - number 6 in a series devoted to America's top comic strips; Tulsa, Oklahoma - Great Aerial color photo; Red Hysteria Pleases Moscow - back page editorial. Short Stories: The Girl Who Wasn't For Sale; Tiger, Tiger; A Time to Mourn; The Three-Cornered Heart; Mrs. O'Brien Cures The Seven-Year Itch; Ringside Maiden (part 6 of 8); Ads for: Philco televisions, Heinz Soups - super two-page ad, 1949 Ford cars, Chesterfield cigarettes back cover color photo ad featuring Joan Fontaine and Van W. Daniel of Ruffin, N.C. Average wear. Unmarked. A sound vintage copy. Book
8vo., First Edition, with plates; black cloth, gilt back, a fine copy in unclipped dustwrapper. Detailed account with several statistical appendices.
P., Borderie "Images Obliques", 1980. In-8 relié toile grenat, 124 pages.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Realizzata da Pierre Adolph Hennetier. Nella scena possiamo vedere ricostruita la tentazione di Sant’Antonio con il Diavolo che spinge verso il santo una fanciulla in vestiti succinti. Nel margine basso una strana creatura sembra sparare con un cannone verso un maiale che fugge mentre un’altra creatura demoniaca sembra porgere al santo un anfora probabilmente contenete mirra come simbolo dell’oro. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Questa carta ricostruisce la scena di una cena insieme a Satana all’Inferno con demoni, donne e scheletri che pasteggiano e bevono intorno ad una tavola imbandita. Dietro a Satana una donna seminuda suona un’arpa. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Questa carta ricostruisce la vicenda mitologica della discesa di Orfeo agli inferi per riportare alla vita l’amata Euridice. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Un piccolo forellino, senza perdita di carta o albumina ma da restaurare e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione Questa carta ricostruisce una scena nella quale s possono vedere i “divertimenti dei diavoli” all’inferno fra quali si possono vedere la musica e le donne mentre sullo sfondo un vulcano erutta. Esemplare che presenta difetti di conservazione, come da foto. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Uno strappetto senza perdita di carta in una delle due albumine, da restaurare, alcuni segnetti e per il resto esemplare in buone condizioni di conservazione. Nella scena possiamo vedere Satana che sta eseguendo una scultura mentre degli scheletri intorno sono intenti ad altri passatempi. Fra le figure vediamo anche un treno. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Uno strappo ad una delle due albumine, senza perdita di albumina ma da restaurare, qualche segnetto e per il resto in buone condizioni di conservazione. La scena descrive Satana all’interno del suo gabinetto alchemico dove oltre a vari demoni e scheletri è presente un mago. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Un piccolo strappo senza perdita di carta o albumina, da restaurare, e per il resto in buone condizioni. La scena sembra descrivere la fattoria di Satana all’inferno dove alcuni scheletri ed una donna ammirano alcuni animali infernali. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.
17,7×8,8 cm. Bellissima scena stereoscopica facente parte della rarissima serie detta delle “Diableries” realizzata intorno al 1860-70. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Questa è una delle più rare a reperirsi. La scena descrive il Boudoir di Satana nel Castello del Diavolo. Queste affascinanti e rare fotografie stereoscopiche vennero realizzate in Francia a partire dal 1860 circa e furono realizzate fino alla fine del XIX° secolo. Le carte raffigurano un intero immaginario sotterraneo, popolato da diavoli, satiri e scheletri intenti nella maggior parte dei casi a divertirsi o impegnati in lavori tipicamente umani. Le carte sono vere e proprie opere d’arte in sé. Conosciute come “french tissues”, furono ideate appositamente per consentire loro di essere visualizzate (in apparecchi stereoscopici) con un gioco di luci che trasformava, quando colpite da una luce diretta, le vedute in bianco e nero, in animate scene a colori tridimensionali. Rappresentarono all’epoca della loro realizzazione un importante innovazione visiva. La fotografia che riproduceva il reale era ora capace di mischiare finzione e realtà creando delle scene che a chi le guardava potevano sembrar esser prese dal vero. Le scenografie erano realizzate con grande umorismo tanto che si possono in parte considerare come le antesignane dei mondi fantasiosi realizzate per il cinema da Georges Méliès sul finire del XIX° secolo. Le scene raffiguranti queste “Diableries” furono realizzate con grande abilità artistica e artigianale in argilla da un piccolo gruppo di scultori che riuscirono a rendere estremamente veritiere le scene realizzate. Poste poi su un tavolo le opere venivano fotografavate con una macchina fotografica speciale ideata per realizzare stereoscopie. Le fotografie venivano poi impresse su carta all’albumina molto sottile. Il recto dell’albumina veniva poi in parte colorata. Un sottile velina veniva poi applicata dietro alle stesse per rendere i colori visibili solo quando la foto si trova con una fonte di luce al recto. Dei piccoli forellini venivano poi aggiunti per aumentare l’effetto visivo in corrispondenza degli occhi dei demoni e degli scheletri o in corrispondenza dei lampioni, lampadari e fuochi. Rarissima.