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In 4°; 331, (1) pp. Legatura coeva in piena pergamena con titolo impresso in oro su fascetta rossa al dorso. “Ex Libris Reverendi Francisci – Xaverii Donnarumma” ottocentesco, applicato al recto del piatto anteriore. Bellissime iniziali finemente incise. Esemplare uniformemente brunito a causa della qualità della carta utilizzata e tipico di tutte le copie. Esistono alcuni esemplari che presentano una c. di tav. fuori testo con il ritratto di “Papa Benedetto XIV” nel nostro esemplare assente. Gli altri esemplari digitalizzati sono sempre privi del ritratto. Prima ed unica edizione di questo trattato del noto ecclesiastico leccese e vescovo di Ravello e Scala prima e di Cava de' Terreni, poi, Michele Tafuri (Lecce 1712 – 1796). L'opera è un dotto trattato che analizza la storia dell'autorità papale sui beni temporali della Chiesa Cattolica, sugli aspetti spirituali. Le ultime 130 pagine sono dedicate alla storia cronologica dei papi cattolici. Opera dotta in buone-ottime condizioni di conservazione di interesse vaticano. Rif. Bibl.: IT\ICCU\BVEE\060351.
xii + 148pp., text in latin, cart.cover with leather spine, 23cm., bit used, G, rare (not in KVK)
In -8°, pp. (16), CLXII, (46), una bella illustrazione calcografica a piena pagina, precede il testo; contiene anche, alla fine, “De B. Petri cathedra ab Alexandro 7. pont. max. in Vaticanae Basilicae abside collocata Octauii Falconerii ode”, “Michaelis Capollarii Carmen” e “Ode Iacobi Albani Ghibbesii”. Piena pergamena semifloscia coeva, cornice a doppio filetto e fioroni oroni, sul dorso fregi oro e titolo manoscritto, lievi fioriture, segno di inchiostro sul frontespizio. Rossetti 4043; Schudt 1028 D A fine full page calcographic illustration before the text; the book contains also “De B. Petri cathedra ab Alexandro 7. pont. max. in Vaticanae Basilicae abside collocata Octauii Falconerii ode”, “Michaelis Capollarii Carmen” and “Ode Iacobi Albani Ghibbesii”. Full contemporary vellum, double rule flowered frame, golden ornaments on back and manuscript title, light foxing, an ink sign on title page.
8°, pp.2 bb. (6) 102-2 bb., t. tela recente, conserva la br. edit. Invio autogr. dell'Aut. Timbretto di ente relig. estinto al front. Per rafforzare l'unione tra i cattolici, di fronte alle minacce di un'aggressione a Roma, l'8 dic.1869, Pio IX convocò il Concilio Vaticano I, per la prima volta, dopo 3 secoli dal Concilio di Trento. Il Concilio si concluse con l'affermazione dell'infallibilità papale e la sua supremazia sul Concilio, nel momento in cui entravano le truppe italiane a Roma: "au moment ou tous les évêques du monde, obéissant à la voix de s. Pierre, se réunissent sur la tombeau du prince des apôtres et donnet a l'univers le spectacle d'une de ces augustes assemblées dont il n'avait plus été le témoin depuis le Concile de Trente..."(p.1).
xi + 269pp. (waarvan pp.149-241 betreffende Pius IX), gecart.band (gemarbreerde platten, linnen rug), enkele stempeltjes en roestvlekjes, R72717
xii 269pp. (waarvan pp.149-241 betreffende Pius IX), 2e druk, gecart.band, lederen rug, 18cm., enkele stempeltjes, goede staat, zeldzaam
iv + 183pp., orig.omslag vervangen, tekst in goede staat
Vaticana, Tipografia Poliglotta Vaticana, s.d., XXIV + 344pp.& +/-120pp.ill.hors texte en couleurs et en n./bl., couv.cart., sur 1 page: petite pièce détachée sinon très bel exemplaire
In -8°, pp. (18), B, (8), tre tavv. ripiegate, stemma del dedicatario (card. Nerli) sul frontespizio. Pelle coeva a cinque nervi, dorso con fregi oro e tassello in pelle, titolo in oro, fioriture e bruniture, sul verso del frontespizio segno di cartiglio sgraffiato. Rossetti 884 Three folding plates, patron’s arms (Cardinal Nerli) on title page. Contemporary calf, golden ornaments and tile on back, golden title, foxings, an erased sign on back of title page.
In-4 p. (mm. 287x210), 4 volumi, p. pergam. coeva (uno in mz. pergam. coeva con ang.: abras. ai piatti e picc. manc. al dorso), tagli rossi, 5 frontespizi (di cui 1 generale) con belle vignette disegnate da Pietro Angeletti, pp. XXII,(2),2132,(2) (numeraz. continua), illustrati da: 1 grande tav., più volte ripieg., con un ritratto di Pio VI in trono (cui è dedicata l'opera); alc. figure nel t. e 17 (su 18) tavole per lo più architettoniche fuori testo, tutte inc. in rame da Marco Carloni, su disegni di Jacopo Sangermano.<br> L’opera è così composta: 1° vol.: “Praemittitur Syntagma de secretariis ethnicorum, ac veterum Christianorum apud Graecos, et Latinos” con la tav. dedicata a Pio VI - 2° vol.: “Accedunt disquisitiones: I. De Cellis Gregorianis. II. De Bibliotheca Basilicae Vaticanae. III. De Circo Caii et Neronis. IIII. De aedibius rotundis S. Petronillae, et D.N. Mariae Febribugiae”, con la pianta della basilica vaticana (più volte ripieg.) - 3° vol.: “V. De monasteriis Vaticanis, et Lateranensibus”, con 13 tavole (effigie della Madonna con Gesù Bambino in braccio (a p. pag.), 1 con la raffiguraz. di un sarcofago antico e 11 tavole con piante e spaccati della basilica (tutte più volte ripieg.) - 4° vol.: “Sylloge veterum monumentorum" partim ex ineditis Mss. partim ex autographis marmoribus concinnata notisque illustrata” con 3 tavole (più volte ripieg.) e 2 a p. pag. nel testo, riproducenti tavolette con iscrizioni. "Manca" la tavola raffigurante il tintinnabulo vaticano.<br> Cfr. Diz. Biografico degli Italiani,XVII, p. 738: ".. oltre alla preistoria e alla storia dell'istituzione, si susseguono descriz. di chiese, di monumenti, di singoli cimeli, edizioni di epigrafi e di documenti. Il IV vol. è dedicato all'edizione delle iscrizioni vaticane, anche moderne" - Brunet,I,1530: "Ouvrage le plus considérable de son savant auteur" - Choix de Olschki,XI,16616 che cita il Moroni (p. 75, n. 18): “Per comune consenso di tutti i letterati, quest’opera è giudicata per la migliore, e per la più importante del Cancellieri (1751-1826). Le spese di stampa furono sopportate dal capitolo di S. Pietro per ordine di Pio VI”. <br> Tre frontesp. restaur. per manc. del solo margine bianco inf. (mm. 57), qualche fiorit. o arross. interc. nel testo, ma complessivam. esemplare su carta forte, ben conservato.
descrizione di chiese, archivi, sepolture, archivi, biblioteca Vaticana 1 28,5x21 cm., legatura in mezza pergamena con angoli, titolo in oro su tassello al dorso, tagli spruzzati al rosso, pp, 473 (numerazione p. 627-1100), su carta forte e marginosa, bella incisione in frontespizio e un'altra nel testo(p.914, capilettera figurato, solo il secondo volume su quattro, alcune pagine leggermente brunite, in lingua latina, manca la pianta della Basilica; bell'esemplare.
In-8°; cc. (12). Edizione originale del poema di Giovanni Francesco Pico della Mirandola, una delle prime fonti sulla collezione di statuaria antica conservata al Giardino del Belvedere in Vaticano. Scritto nell’ultimo anno del pontificato di Giulio II (1503-1513), l’opera sottolinea la passione per le antichità classiche che con questo papa divenne una vera e propria moda nella Roma del tempo. Molti si domandarono se fosse idoneo consevare nel tempio della cristianità una collezione che esaltava anche le divinità pagane. Pico, seguace della corrente savonaroliana che denigrava la cultura rinascimentale del recupero e dell’imitazione dei classici romani e greci, si serve di quest’opera per stigmatizzare questa contrasto, proponendo nei suoi versi la Vergine Maria come contraltare alla Venere classica, presentando la collezione del vaticano come la manifestazione fisica della corruzione culturale e morale della Roma di Giulio II. Nella lettera a Francesco Giraldi, umanista ed erudito nativo di Ferrara, datata 1512, Pico offre una sorta di panoramica sulle statue collocate nel Belvedere: sono tra le prime parole che vengono spese sul posizionamento in quel luogo di quello che fu il simbolo della rinascita del classico, il gruppo del Laocoonte ritrovato presso la Domus Aurea nel 1506 e acquistato da Giulio II. Vengono anche citate la statua di Apollo e Cleopatra, e la grande immagine del Tevere. Giovanni Francesco Pico della Mirandola (1470-1533), nipote di Giovanni Pico, autore di una biografia su Savonarola, si fece portavoce di una difesa degli insegnamenti cristiani contro la nuova cultura nascente. Salvatore Settis, Sonia Maffei, Ludovico Rebaudo, Laocoonte, fama e stile: “La matrice antica del luogo, giardino delle Esperidi, luogo ideale per l’ozio filosofico, centro della nuova politica di Giulio II colpisce Giovanni Pico della Mirandola; è li che egli ambienta il De Venere et cupidine cogliendo la natura pagana del luogo: Laocoonte e le anticaglie solo identificate per veloci evocazioni, sono quasi come idoli chiamati ad animare il regno di Venere e della vana venustas”. The original edition of the poem by Pico della Mirandola, one of the first sources on the collection of ancient statues preserved in the Belvedere Vatican Garden. Written during the last year of pontificate by Julius II (1513), the work underlines the passion for classic antiquities that became, with this Pope, a fever in contemporary Rome. Many was wondering if it was suitable to put a heaten sculpture collection in Vatican. Pico, follower of Savonarola in blaming Renaissance culture of recovery and imitation of Roman empire, through this work means to criticize the moral and cultural corruption of Iulius II Rome, putting this collection as its physical manifestation, and in his verses he puts the Holy Mary to counterbalance the classic Venus. In his letter to Giraldi, Pico offers a bird’s eye view on statues put in Belvedere. These are between the first words spent about the putting in this place of a symbol of Classic rebirth: the Laocoon found in the Domus Aurea area and bought by the pope.
In -4°, stemma xilografico di Clemente VIII sul frontespizio, fioriture marginali. Brossura. Disposizioni di papa Clemente VIII sull’abbigliamento dei cardinali. The Clemente VIII’s rules on cardinals clothing. Rossetti 2515
Mm 155x210 Brossura editoriale con bandelle, 165 pagine. Contiene CD-ROM originale. Nuovo, sigillato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In folio (31,5×22 cm); (54), 563, (250) pp. Bellissima legatura coeva in piena pergamena rigida con dorso a 5 nervi e titolo manoscritto da mano coeva ad un tassello. Esemplare che presenta alcuni quaderni con leggera ed uniforme brunitura dovuta alla qualità della carta. Un leggerissimo alone in una trentina di carte al centro del volume, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Testatine e finalini xilografici. Bellissima incisone realizzata da Giuseppe Testana al frontespizio con le armi di Pietro Ottoboni, il futuro Papa Alessandro VIII, nato Pietro Vito Ottoboni (in latino: Alexander PP. VIII; Venezia, 22 aprile 1610 - Roma, 1º febbraio 1691), che fu il 241º papa della Chiesa cattolica dal 1689 alla sua morte. Ottoboni fu nominato nel 1643 da Urbano VIII, uditore della Sacra Rota. "Nel quotidiano esercizio di questo ufficio, tenuto per circa dieci anni, l'Ottoboni rivelò un'autentica vocazione giuridica (le sue consulte, meritatamente famose, vennero raccolte e pubblicate: Decisiones Sacrae Rotae Romanae coram R.P.D. Petro Otthobono…, Romae 1657), maturando una larga e approfondita esperienza canonistica che restò poi sempre, sostanzialmente, a fondamento di tutta la sua attività di Curia e della stessa sua concezione della Chiesa, intesa, prima che come realtà spirituale, come organismo giuridico saldamente impiantato in un corpo di dottrine e di diritti da custodire e difendere inflessibilmente nella sua integrità. L'attività svolta alla Rota e i frequenti contatti con le Congregazioni romane e i vari ambienti di Curia gli valsero il 19 febbr. 1652 la nomina a cardinale e, due anni dopo, il 7 dic. 1654, a vescovo di Brescia. A Brescia l'Ottoboni restò dieci anni, reggendo la diocesi con impegno.". L'opera raccoglie le decisioni della Sacra Rota durante la reggenza di Ottoboni con descrizione delle cause pratiche presentate al tribunale e delle conseguenti decisioni inerenti per la maggior parte al diritto civile dello stato pontificio come casi di fedecommessi, iurispatronatus, indulti, gabellae, officii notariatus, restitutuonis dotae, statuto rum, sequestri, territorii ecc. ecc. . Il volume contiene due utilissimi indici uno per città alla quale si riferisce la decisione e l'altro per materia trattata. Fra le città: Ancona, Acerra, Ascoli, Avellino, Avignone, Bagnoregio, Benevento, Bologna. Pamplona, Camerino, Cervia, Compostela, Crotone, Fano, Fermo, Lodi, Macerata, Malta (9 cause), Monfalcone, Napoli, Pisa, Posnan, Roma, Ravenna, Savona, Sorana, Spoleto, Squillaci, Taranto, Terracina, Vercelli, Viterbo, Urbino ecc. ecc. Opera non comune, in bella legatura coeva ed in buone-ottime condizioni di conservazione.
R16050, Brussel, Commissariaat-Generaal van de H. Stoel, 1961, 789pp.+ buitentekstill., gecart.band, lichte vochtschade aan de laatste 40pp., goede staat
R42634, Brussel, Commissariaat-Generaal van de H. Stoel, 1961, 789pp.+ buitentekstills., gecart.band, stempeltje, goede staat, R42634
Brussel, Commissariaat-Generaal van de H. Stoel, 1961, 789pp.+ buitentekstills., gecart.band, stempeltje, goede staat, R42634
Brussel, Commissariaat-Generaal van de H. Stoel, 1961, 789pp.+ buitentekstill., gecart.band, lichte vochtschade aan de laatste 40pp., goede staat
1997LFA-126711102Un ouvrage de 309 pages, format 140 x 225 mm, broché, publié en 1997, Jean-Claude Lattès, bon état
In 8° (18x11,5 cm); XIV, 296, (2 b.) pp. Bella legatura in mezza-pelle chiara con titolo e ricchi fregi in oro al dorso. Dedicatoria a Sua Eccellenza la Signora M.sa Bianca Malvezzi Campeggi. Prima ed unica edizione di questa dotta analisi dei riti e delle preghiere che si celebrano in occasione del "Sacrificio dell'Altare" e cioè dell'eucarestia, con analisi e descrizione degli apparati scenico-simbolici ad esso collegati. Non comune.
16°, pp.91-1 b., br. ed. L'Aut. ricordava che per la prima volta, dopo 3 secoli dal Concilio di Trento, si sarebbe riunito il Concilio ecumenico, indetto per l'8 dic.1869 da Pio IX, che "confessò al cospetto del mondo che la Chiesa ha grandi piaghe..."(p.5). Il Concilio (conclusosi l'anno seguente con la breccia di Porta Pia) affermò il primato del papa sul Concilio e l'infallibilità delle decisioni papali ex-cathedra. Viene studiata posizione di Pio IX e dei papi nei confronti del Concilio.
In 8, cm 16 x 22,5, pp. 20. Brossura editoriale muta. Interessante discorso sull'utilita' pubblica dei Musei Vaticani, la loro formazione a partire da Giulio II
Due opere, mezza pelle blu la prima, mezza pelle, la seconda. 1) Milano, Treves, 1885. pp. XXXIX, 326, (2). Ritratto nel testo. 2) Firenze, Le Monnier, 1864. pp. LXX, 412.